Nello scorso weekend si è svolta la prima edizione della Rappiandò, la randonnée della Via Appia che ha portato 36 ciclisti amanti delle lunghe distanze a pedalare lungo il tracciato dell’Appia Claudia, su un percorso di 612 km e 5200 mt di dislivello, da Roma fino alle Colonne Romane di Brindisi.
La sfida era impegnativa per gli organizzatori che hanno dovuto lavorare su un percorso del tipo point to point. Con uno sviluppo in lunghezza davvero considerevole e un dislivello importante, non tanto in relazione alla distanza quanto perché concentrato in larga parte nelle aree dell’alta Irpinia e della Basilicata. Ma grande impegno è stato richiesto anche ai partecipanti che hanno avuto a disposizione un tempo massimo di 40 ore per completare la prova. Con l’obiettivo del brevetto BRM/ACP con ARI – Audax Randonneur Italia, valido per le pre-iscrizioni alla mitica Parigi-Brest–Parigi del 2027. L’evento è stato organizzato dalla società sportiva Ciclistica Isola Liri – Leone Team, in collaborazione con Appia Week, sotto l’egida di Federciclismo con il supporto del Comitato Regionale Lazio ed era valido anche come prova del Campionato Regionale Cicloturistico di Società.
L’iniziativa è stata insieme un successo di partecipazione e un successo organizzativo, confermato dai numerosi e positivi riscontri ottenuti subito dopo l’arrivo. Alla base di tutto c’è il percorso, ricco di spunti di tipo storico, culturale e naturalistico impostato da Carmine Papa, scrittore, cicloviaggiatore e profondo conoscitore della Via Appia. Dall’altra le esigenze di una moderna randonnée sono state rispettate con il lavoro e la collaborazione di Domenico Bartolomucci.
E il risultato è stato un formidabile lavoro di “connessione” dei territori e delle comunità interessate dal tracciato.
La “connessione” dei territori è iniziata con la partenza su un tratto dell’Appia Antica, come primo e concreto omaggio alla “Regina Viarum”. Per proseguire subito con i dislivelli collinari dei Castelli Romani ed inoltrarsi nella fertile pianura pontina, fino a raggiungere una prima volta il mare nella zona di Terracina. I successivi passaggi alternati nell’immediato entroterra e sulla costa hanno portato ciclisti in Campania per inoltrarsi nelle zone estremamente urbanizzate del casertano. In “lenta” successione Capua (la seconda Roma di Cicerone) e Santa Maria Capua Vetere, la Valle Caudina, Benevento con il suo Arco di Traiano. Poi i dislivelli importanti dell’alta Irpinia e della Basilicata già citati, superando in sequenza gli abitati di Mirabella, Bisaccia, Aquilonia, Melfi. Per poi scendere verso Taranto superando gli abitati di Rapolla, Venosa, Palazzo San Gervasio, Gravina in Puglia e Castellaneta. Infine l’ultimo tratto da Taranto fino all’arrivo in un susseguirsi di campi coltivati, masserie e centri abitati ricchi di storia in un contesto sostanzialmente pianeggiante.
L’arrivo presso le Colonne Romane di Brindisi è stato per tutti la soddisfazione finale dell’obiettivo raggiunto. In un contesto scenografico che non ha eguali al mondo! Infatti le colonne si trovano al di sopra della scalinata di Virgilio e di fianco a quella che la leggenda ritiene essere la casa in cui il sommo poeta è morto nel 19 a.c. Il tutto con vista mare verso l’area interna e turistica del porto. In pratica, con un semplice sguardo di pochi attimi, il ciclista ha chiuso le quasi 40 ore di fatica con un pieno di bellezza ineguagliabile.
Ma l’iniziativa ha consentito e spinto anche la “connessione” delle comunità che vivono lungo il percorso. Formidabili e di varia natura le collaborazioni attivate e il sostegno ricevuto lungo tutto il percorso. A cominciare dai patrocini degli Enti Pubblici, ormai attenti alle opportunità che possono venire dal fatto che la Via Appia “Regina Viarum” sia parte del patrimonio UNESCO e rientri a pieno titolo nei relativi programmi di tutela e conservazione. Quindi il Comune di Minturno ha concesso il proprio patrocinio e il sostegno economico per poter superare il Garigliano passando sul ponte borbonico Real Ferdinando, così come i patrocini sono stati concessi anche dai Comuni di Santa Maria a Vico (Assessore Clemente Affinita), Mirabella (Vice Sindaco Giovanni Rossetti e Assessore Raffaella D’Ambrosio), Venosa (Assessore Rossella Centrone) e Castellaneta (Assessore Agostino De Bellis). E il supporto anche dell’Assessore allo Sport di Brindisi Teodoro Scarano.
Ma le collaborazioni formidabili e, a volte anche inaspettate, sono venute dalle associazioni, dai volontari e dagli operatori economici impegnati nei ristori e nei controlli, che sono stati un susseguirsi di contatti umani, di conferme e di sorprese. A partire da Enrico di Velletri e da Luigi del Bar ChaletAgaveria di Mirabella che hanno offerto i ristori, per proseguire con Venosa e i volontari del Team Alto Bradano coordinati da Telmo e Antonio che ci hanno ospitato in una scuola. E ancora Castellaneta con i volontari del Team MTB Group coordinati da Davide e Roberto e del Team ASD Spartani che ci hanno ospitato in una tensostruttura. E Brindisi dove la collaborazione con il Santa Spazio Culturale e Francesco ha reso possibile chiudere la manifestazione in un bellissimo ex Convento a due passi dalle colonne romane.
E infine, il lungo elenco deve comprendere il Bici Grill X Miglio che ha ospitato le operazioni di partenza, il Ristorante Teatro Romano per il ristoro a Minturno, il Moving Bar di Cosimo a Santa Maria a Vico, il simpatico Nicola con il suo Bar Edicola a Frigento, Gerardo del Ristorante La Buffetta ad Aquilonia e l’Ostello di Brindisi per il pasta party con la bella accoglienza di Daniele e Paola.
E la citazione per la “connessione culturale” attivata con lo splendido progetto di Francesco dal Santa Spazio Culturale di Brindisi e denominato VIAGGIO SULL’APPIA. I ciclisti sono stati invitati a scattare foto e ad inviarle in tempo reale su una mappa che le ha raccolte e proiettate sul maxi schermo nell’ex Convento di Santa Chiara. Tutte le foto restano consultabili al link --- e sono solo la prima fase di un progetto che può mappare tutta la Via Appia con le successive edizioni.
Le finalità ultime di un lavoro così grande sono racchiuse in questo “manifesto”… Rappiandò vuole contribuire alla creazione di una Ciclovia dell’Appia e sostenere la crescita del cicloturismo nei territori interessati dal tracciato della storica arteria romana. Mentre la collaborazione tra APPIA WEEK e ISOLA LIRI BIKE FESTIVAL – CICLOVIA LIRIS ha l’obiettivo di sostenere anche i percorsi connessi con il tracciato della Via Appia. Percorsi che in futuro potrebbero costituire una vera e propria rete di ciclovie quale infrastruttura necessaria per la definitiva affermazione del cicloturismo.
