Bolzano, 24 aprile 2026 – Tredici anni dopo la vittoria di Nibali (al Giro del Trentino), un italiano conquista il gradino più alto del podio nella corsa organizzata da Sport Alto Garda: il marchigiano della RedBull-BORA spiana San Genesio e si prende la Maglia Verde Melinda davanti al duo INEOS Bernal-Arensman.

Giulio Pellizzari lo aveva detto poche settimane prima del via del 49° Tour of the Alpsad Innsbruck: “È la corsa che mi ha fatto capire di poter essere un corridore ad alti livelli. Il Tour of the Alps è la corsa per scalatori per antonomasia, e io voglio tornare per vincerla.” Ci è riuscito: venerdì 24 Aprile a Bolzano, il 22enne marchigiano si è preso la seconda vittoria di tappa in questo TotA, e ha difeso fino alla fine la maglia verde Melinda conquistata con il primo successo di Val Martello. Proprio lui, che prima di questa settimana vantava un solo successo da protagonista, e mai un successo generale in una corsa a tappe in nessuna categoria: ma al Tour of the Alps, qualcosa è cambiato. O forse è cambiato tutto – questo sarà il tempo a dirlo.

Quello che è certo è che l’Italia è tornata a sorridere al Tour of the Alps 13 anni dopo Vincenzo Nibali (quando si chiamava ancora Giro del Trentino), e per la prima volta da quando la corsa ha indossato i nuovi panni euroregionali. E l’ha fatto nell’edizione che chiude il primo ciclo decennale dell’intesa fra Tirolo, Alto Adige e Trentino.

Nel 2013, lo Squalo proseguì di slancio verso la conquista della Maglia Rosa; il Duca di Camerino ora guarda alla partenza in Bulgaria con qualche certezza in più. In cinque giorni, il marchigiano ha trovato brillantezza e convinzione, controllando la corsa insieme al suo squadrone, la Red Bull-BORA-hansgrohe, e lanciando segnali chiari ogni volta che la strada si è fatta dura.

Se a Bolzano si consumerà davvero un passaggio di consegne lo dirà il tempo. Di certo, il 22enne di Camerino ha dimostrato di avere la fame di vittoria che anima i campioni veri, e di poter gestire la pressione del favorito, tenendo testa ad avversari di primo piano come il vincitore di Tour de France e Giro d’Italia Egan Bernal, oltre a nomi consolidati al Tour of the Alps come Michael Storer e Thymen Arensman.

Dopo il successo in Val Martello, Pellizzari ha concesso il bis nella Trento- Bolzano(128,6 km). Alla partenza il margine in classifica era minimo – appena 4 secondi sul duo della INEOS Grenadiers – ma il marchigiano ha controllato la corsa con autorevolezza. Sulla salita di San Genesio ha prima selezionato il gruppo, poi, nel secondo passaggio, ha piazzato l’affondo decisivo, involandosi verso la vittoria. Arensman e Bernal hanno provato a resistere, ma il suo ritmo si è rivelato insostenibile.

Sul traguardo di Bolzano, Bernal ha chiuso al secondo posto a 30”, regolando allo sprint Storer e Arensman. Più staccati gli altri: Jakob Omrzel, Ben O’Connor, Chris Harper e Mathys Rondel, tutti a 1’20”. Ancora più lontani Aleksandr Vlasov e Derek Gee, a 2’29”.

In classifica generale, Pellizzari – vincitore anche della maglia bianca FORST di miglior giovane – ha preceduto Bernal di 40” e Arensman di 50”. Ai piedi del podio si è piazzato Storer, a 1’09”, seguito da Rondel (1’45”) e Omrzel (1’55”).

La maglia rossa Caffè della Bocca della Verità è andata a Tommaso Dati (Team UKYO), vincitore della prima tappa di Innsbruck. La maglia blu dei GPM e quellaspeciale e-VISO del più combattivo sono state conquistate da Lennart Jasch (Tudor Pro Cycling), protagonista anche con il successo di tappa a Trento.

 PELLIZZARI: “INCREDIBILE VINCERE IL #TOTA, L’ANNO PROSSIMO TORNO PER CONFERMARMI”

“Sono arrivato al Tour of the Alps per mettermi alla prova sulle salite: all’inizio le sensazioni non erano ideali, ma sono migliorate con il passare dei giorni. Questa gara ci ha dato tanta consapevolezza in vista: abbiamo dimostrato di essere una squadra forte, pronta a giocarci qualcosa di bello. Ho sentito la responsabilità di essere leader, davanti al grande lavoro dei miei compagni: ho voluto vincere anche per loro, per tutto quello che hanno fatto per me.”

“Oggi sono partito con la convinzione di voler attaccare e arrivare da solo. La Ineos ha fatto un grande ritmo sulla prima scalata a Montoppio; sulla seconda Aleotti mi ha lanciato alla perfezione, poi ho rischiato un po’ in discesa per aumentare il margine. Negli ultimi 2 km me la sono goduta a fondo.”

“Vincere in Tour of the Alps a 13 anni di distanza da Nibali è per me qualcosa di incredibile. Per me continua ad essere un grande punto di riferimento, spero nel tempo di riuscire ad avvicinarmi a quello che lui è riuscito a fare”.

“Credo di avere ancora margine per migliorare la mia condizione in vista del Giro: nei prossimi giorni rimarrò in Alto Adige, in Val Senales, per alcune giornate di allenamento insieme a Gianni Moscon, prima di partire per la Bulgaria”.

“Questo Tour of the Alps mi ha dato tanto, in corsa e nell’ambiente: ho sentito forte l’amore del pubblico, soprattutto in Trentino dove vive la mia ragazza, e quindi mi conoscono in molti. Questa è una corsa che voglio sempre disputare, e che vorrò sempre affrontare in futuro: l’anno prossimo spero di essere al via con il numero 1 sulle spalle.”

 PIDCOCK CI PROVA DA LONTANO, PELLIZZARI DETTA LEGGE A BOLZANO

Fin dai primi chilometri, la quinta tappa del Tour of the Alps è stata segnata da attacchi e contrattacchi, con il gruppo a rispondere agli allunghi sulle prime rampe verso il traguardo volante di Palù di Giovo dedicato alla memoria di Sara Piffer, ricordata anche stamani alla partenza di Trento.

Dopo lo sprint intermedio si è avvantaggiato un gruppo di dodici corridori: il vincitore di tappa a Trento Lennart Jasch (Tudor Pro Cycling), Sam Oomen (Lidl-Trek), Rainer Kepplinger (Bahrain Victorious), Reuben Mackellar e Jesús Rodríguez Contreras (EF Education-EasyPost), Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), Alejandro Rojas Naranjo(Bardiani CSF Faizanè), Márton Dina (MBH Bank), Mattia Bais (Team Polti VisitMalta), Tom Pidcock e Mark Donovan (Q36.5) e Nicolò Garibbo (Team Ukyo).

Il drappello di testa ha raggiunto un vantaggio massimo di 2’40” attorno al km 50, sulla salita dell’Alta di Caldaro, dove Jasch ha conquistato i punti decisivi per aggiudicarsi la maglia azzurra Gruppo Cassa Centrale dei Gran Premi della Montagna. Nel fondovalle verso Bolzano, la Red Bull-BORA-hansgrohe ha preso il controllo della corsa, lavorando per tenere Giulio Pellizzari nelle migliori posizioni in vista del primo passaggio sulla salita di San Genesio.

In questa fase è stato Donovan a sobbarcarsi il lavoro principale in fuga, ma l’andatura sostenuta della Jayco AlUla ha progressivamente eroso il vantaggio dei battistrada. Sulla prima ascesa verso il GPM di Montoppio, è stata la INEOS Grenadiers a prendere in mano l’inseguimento, alzando sensibilmente il ritmo.

Davanti sono riusciti ad avvantaggiarsi Tom Pidcock, Márton Dina e Rodríguez Contreras, con l’inglese e il colombiano rimasti soli a circa due chilometri dal GPM. Nel frattempo, il forcing congiunto di INEOS Grenadiers e Jayco AlUla ha ridotto di oltre due minuti il distacco del gruppo.

 Sulle prime rampe del secondo passaggio verso San Genesio, Rodríguez Contreras è rimasto da solo al comando piegando la resistenza di Tom Pidcock. Il britannico, pur lontano dalla miglior condizione, ha onorato il Tour of the Alps sfiorando il successo nella frazione inaugurale di Innsbruck e vincendo ad Arco. Alle spalle di Rodriguez Contreras, la Red Bull-BORA-hansgrohe ha imposto un’andatura elevatissima, mettendo in fila il gruppo dei favoriti. Il primo a cedere è stato Derek Gee, seguito poco dopo da Aleksandr Vlasov, entrambi incapaci di reggere il ritmo imposto da Giovanni Aleotti.

Dopo un breve tratto in falsopiano, Pellizzari ha rotto gli indugi con un attacco deciso, seguito inizialmente dal duo INEOS composto da Thymen Arensman ed Egan Bernal. Dopo circa 500 metri di progressione, però, i due hanno iniziato a perdere terreno, pur cercando di limitare il distacco.

Bernal ha proseguito del suo passo, mentre Arensman ha pagato lo sforzo ed è stato ripreso da Michael Storer. Il trio è poi rientrato sul colombiano poco dopo il passaggio al Bonus Sprint di Cologna di Sopra, dove Pellizzari ha guadagnato 2” su Bernal e 6” su Arensman.

Nel tratto finale della salita verso Montoppio, il marchigiano ha aumentato il proprio vantaggio fino a 19” sui tre inseguitori, che hanno provato senza successo a organizzare l’inseguimento. Pellizzari ha quindi gestito alla perfezione anche la discesa, rilanciando in uscita da ogni curva e presentandosi in solitudine sul traguardo, accolto dall’ovazione del pubblico di Bolzano.

Ad applaudire Pellizzari anche i giganti dello sport altoatesino, i Campioni Olimpici di slittino a Milano-Cortina Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner, oltre al CT della Nazionale Armin Zöggeler, leggenda italiana degli sport invernali.

Un degno finale di un Tour of the Alps dove volti emergenti si sono alternati a campioni che non si sono di certo risparmiati: dalla splendida vittoria di Tommaso Dati a Innsbruck al primo graffio di Pellizzari a Val Martello. Al giro di boa è salito in cattedra Tom Pidcock ad Arco, che ha lasciato spazio a Trento alla meravigliosa traiettoria sportiva di Lennart Jasch, passato da pattinatore e presente da ciclista coraggioso. E poi l’apoteosi di Bolzano, con Giulio Pellizzari capace di imprimere il proprio sigillo su una giornata destinata a farsi ricordare a lungo.

Un’edizione intensa, combattuta e ricca di spunti, che conferma la vocazione del Tour of the Alps ad essere laboratorio di talenti e palcoscenico per grandi protagonisti. Un evento che guarda avanti senza dimenticare la propria identità, e che si proietta verso un nuovo traguardo storico: il cinquantennale, quando questa tradizione di spettacolo e passione promette di alzare ancora una volta l’asticella.

Pellizzari si prende tutto: assolo a Bolzano. L’Italia fa festa al Tour of the Alps

Bolzano, 24 aprile 2026 - Tredici anni dopo la vittoria di Nibali (al Giro del Trentino), un italiano conquista il gradino più alto del podio nella corsa organizzata da Sport Alto Garda: il marchigiano della RedBull-BORA spiana San Genesio e si prende la Maglia Verde Melinda davanti al duo INEOS Bernal-Arensman.

Giulio Pellizzari lo aveva detto poche settimane prima del via del 49° Tour of the Alpsad Innsbruck: “È la corsa che mi ha fatto capire di poter essere un corridore ad alti livelli. Il Tour of the Alps è la corsa per scalatori per antonomasia, e io voglio tornare per vincerla.” Ci è riuscito: venerdì 24 Aprile a Bolzano, il 22enne marchigiano si è preso la seconda vittoria di tappa in questo TotA, e ha difeso fino alla fine la maglia verde Melinda conquistata con il primo successo di Val Martello. Proprio lui, che prima di questa settimana vantava un solo successo da protagonista, e mai un successo generale in una corsa a tappe in nessuna categoria: ma al Tour of the Alps, qualcosa è cambiato. O forse è cambiato tutto – questo sarà il tempo a dirlo.

Quello che è certo è che l’Italia è tornata a sorridere al Tour of the Alps 13 anni dopo Vincenzo Nibali (quando si chiamava ancora Giro del Trentino), e per la prima volta da quando la corsa ha indossato i nuovi panni euroregionali. E l’ha fatto nell’edizione che chiude il primo ciclo decennale dell’intesa fra Tirolo, Alto Adige e Trentino.

Nel 2013, lo Squalo proseguì di slancio verso la conquista della Maglia Rosa; il Duca di Camerino ora guarda alla partenza in Bulgaria con qualche certezza in più. In cinque giorni, il marchigiano ha trovato brillantezza e convinzione, controllando la corsa insieme al suo squadrone, la Red Bull-BORA-hansgrohe, e lanciando segnali chiari ogni volta che la strada si è fatta dura.

Se a Bolzano si consumerà davvero un passaggio di consegne lo dirà il tempo. Di certo, il 22enne di Camerino ha dimostrato di avere la fame di vittoria che anima i campioni veri, e di poter gestire la pressione del favorito, tenendo testa ad avversari di primo piano come il vincitore di Tour de France e Giro d’Italia Egan Bernal, oltre a nomi consolidati al Tour of the Alps come Michael Storer e Thymen Arensman.

Dopo il successo in Val Martello, Pellizzari ha concesso il bis nella Trento- Bolzano(128,6 km). Alla partenza il margine in classifica era minimo – appena 4 secondi sul duo della INEOS Grenadiers – ma il marchigiano ha controllato la corsa con autorevolezza. Sulla salita di San Genesio ha prima selezionato il gruppo, poi, nel secondo passaggio, ha piazzato l’affondo decisivo, involandosi verso la vittoria. Arensman e Bernal hanno provato a resistere, ma il suo ritmo si è rivelato insostenibile.

Sul traguardo di Bolzano, Bernal ha chiuso al secondo posto a 30”, regolando allo sprint Storer e Arensman. Più staccati gli altri: Jakob Omrzel, Ben O'Connor, Chris Harper e Mathys Rondel, tutti a 1’20”. Ancora più lontani Aleksandr Vlasov e Derek Gee, a 2’29”.

In classifica generale, Pellizzari – vincitore anche della maglia bianca FORST di miglior giovane – ha preceduto Bernal di 40” e Arensman di 50”. Ai piedi del podio si è piazzato Storer, a 1’09”, seguito da Rondel (1’45”) e Omrzel (1’55”).

La maglia rossa Caffè della Bocca della Verità è andata a Tommaso Dati (Team UKYO), vincitore della prima tappa di Innsbruck. La maglia blu dei GPM e quellaspeciale e-VISO del più combattivo sono state conquistate da Lennart Jasch (Tudor Pro Cycling), protagonista anche con il successo di tappa a Trento.

 PELLIZZARI: "INCREDIBILE VINCERE IL #TOTA, L'ANNO PROSSIMO TORNO PER CONFERMARMI"

"Sono arrivato al Tour of the Alps per mettermi alla prova sulle salite: all’inizio le sensazioni non erano ideali, ma sono migliorate con il passare dei giorni. Questa gara ci ha dato tanta consapevolezza in vista: abbiamo dimostrato di essere una squadra forte, pronta a giocarci qualcosa di bello. Ho sentito la responsabilità di essere leader, davanti al grande lavoro dei miei compagni: ho voluto vincere anche per loro, per tutto quello che hanno fatto per me.”

“Oggi sono partito con la convinzione di voler attaccare e arrivare da solo. La Ineos ha fatto un grande ritmo sulla prima scalata a Montoppio; sulla seconda Aleotti mi ha lanciato alla perfezione, poi ho rischiato un po’ in discesa per aumentare il margine. Negli ultimi 2 km me la sono goduta a fondo.”

“Vincere in Tour of the Alps a 13 anni di distanza da Nibali è per me qualcosa di incredibile. Per me continua ad essere un grande punto di riferimento, spero nel tempo di riuscire ad avvicinarmi a quello che lui è riuscito a fare".

“Credo di avere ancora margine per migliorare la mia condizione in vista del Giro: nei prossimi giorni rimarrò in Alto Adige, in Val Senales, per alcune giornate di allenamento insieme a Gianni Moscon, prima di partire per la Bulgaria".

"Questo Tour of the Alps mi ha dato tanto, in corsa e nell’ambiente: ho sentito forte l’amore del pubblico, soprattutto in Trentino dove vive la mia ragazza, e quindi mi conoscono in molti. Questa è una corsa che voglio sempre disputare, e che vorrò sempre affrontare in futuro: l’anno prossimo spero di essere al via con il numero 1 sulle spalle.”

 PIDCOCK CI PROVA DA LONTANO, PELLIZZARI DETTA LEGGE A BOLZANO

Fin dai primi chilometri, la quinta tappa del Tour of the Alps è stata segnata da attacchi e contrattacchi, con il gruppo a rispondere agli allunghi sulle prime rampe verso il traguardo volante di Palù di Giovo dedicato alla memoria di Sara Piffer, ricordata anche stamani alla partenza di Trento.

Dopo lo sprint intermedio si è avvantaggiato un gruppo di dodici corridori: il vincitore di tappa a Trento Lennart Jasch (Tudor Pro Cycling), Sam Oomen (Lidl-Trek), Rainer Kepplinger (Bahrain Victorious), Reuben Mackellar e Jesús Rodríguez Contreras (EF Education-EasyPost), Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), Alejandro Rojas Naranjo(Bardiani CSF Faizanè), Márton Dina (MBH Bank), Mattia Bais (Team Polti VisitMalta), Tom Pidcock e Mark Donovan (Q36.5) e Nicolò Garibbo (Team Ukyo).

Il drappello di testa ha raggiunto un vantaggio massimo di 2’40” attorno al km 50, sulla salita dell’Alta di Caldaro, dove Jasch ha conquistato i punti decisivi per aggiudicarsi la maglia azzurra Gruppo Cassa Centrale dei Gran Premi della Montagna. Nel fondovalle verso Bolzano, la Red Bull-BORA-hansgrohe ha preso il controllo della corsa, lavorando per tenere Giulio Pellizzari nelle migliori posizioni in vista del primo passaggio sulla salita di San Genesio.

In questa fase è stato Donovan a sobbarcarsi il lavoro principale in fuga, ma l’andatura sostenuta della Jayco AlUla ha progressivamente eroso il vantaggio dei battistrada. Sulla prima ascesa verso il GPM di Montoppio, è stata la INEOS Grenadiers a prendere in mano l’inseguimento, alzando sensibilmente il ritmo.

Davanti sono riusciti ad avvantaggiarsi Tom Pidcock, Márton Dina e Rodríguez Contreras, con l’inglese e il colombiano rimasti soli a circa due chilometri dal GPM. Nel frattempo, il forcing congiunto di INEOS Grenadiers e Jayco AlUla ha ridotto di oltre due minuti il distacco del gruppo.

 Sulle prime rampe del secondo passaggio verso San Genesio, Rodríguez Contreras è rimasto da solo al comando piegando la resistenza di Tom Pidcock. Il britannico, pur lontano dalla miglior condizione, ha onorato il Tour of the Alps sfiorando il successo nella frazione inaugurale di Innsbruck e vincendo ad Arco. Alle spalle di Rodriguez Contreras, la Red Bull-BORA-hansgrohe ha imposto un’andatura elevatissima, mettendo in fila il gruppo dei favoriti. Il primo a cedere è stato Derek Gee, seguito poco dopo da Aleksandr Vlasov, entrambi incapaci di reggere il ritmo imposto da Giovanni Aleotti.

Dopo un breve tratto in falsopiano, Pellizzari ha rotto gli indugi con un attacco deciso, seguito inizialmente dal duo INEOS composto da Thymen Arensman ed Egan Bernal. Dopo circa 500 metri di progressione, però, i due hanno iniziato a perdere terreno, pur cercando di limitare il distacco.

Bernal ha proseguito del suo passo, mentre Arensman ha pagato lo sforzo ed è stato ripreso da Michael Storer. Il trio è poi rientrato sul colombiano poco dopo il passaggio al Bonus Sprint di Cologna di Sopra, dove Pellizzari ha guadagnato 2” su Bernal e 6” su Arensman.

Nel tratto finale della salita verso Montoppio, il marchigiano ha aumentato il proprio vantaggio fino a 19” sui tre inseguitori, che hanno provato senza successo a organizzare l’inseguimento. Pellizzari ha quindi gestito alla perfezione anche la discesa, rilanciando in uscita da ogni curva e presentandosi in solitudine sul traguardo, accolto dall'ovazione del pubblico di Bolzano.

Ad applaudire Pellizzari anche i giganti dello sport altoatesino, i Campioni Olimpici di slittino a Milano-Cortina Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner, oltre al CT della Nazionale Armin Zöggeler, leggenda italiana degli sport invernali.

Un degno finale di un Tour of the Alps dove volti emergenti si sono alternati a campioni che non si sono di certo risparmiati: dalla splendida vittoria di Tommaso Dati a Innsbruck al primo graffio di Pellizzari a Val Martello. Al giro di boa è salito in cattedra Tom Pidcock ad Arco, che ha lasciato spazio a Trento alla meravigliosa traiettoria sportiva di Lennart Jasch, passato da pattinatore e presente da ciclista coraggioso. E poi l’apoteosi di Bolzano, con Giulio Pellizzari capace di imprimere il proprio sigillo su una giornata destinata a farsi ricordare a lungo.

Un’edizione intensa, combattuta e ricca di spunti, che conferma la vocazione del Tour of the Alps ad essere laboratorio di talenti e palcoscenico per grandi protagonisti. Un evento che guarda avanti senza dimenticare la propria identità, e che si proietta verso un nuovo traguardo storico: il cinquantennale, quando questa tradizione di spettacolo e passione promette di alzare ancora una volta l’asticella.

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Pellizzari si prende tutto: assolo a Bolzano. L’Italia fa festa al Tour of the Alps

Bolzano, 24 aprile 2026 - Tredici anni dopo la vittoria di Nibali (al Giro del Trentino), un italiano conquista il gradino più alto del podio nella corsa organizzata da Sport Alto Garda: il marchigiano della RedBull-BORA spiana San Genesio e si prende la Maglia Verde Melinda davanti al duo INEOS Bernal-Arensman.

Giulio Pellizzari lo aveva detto poche settimane prima del via del 49° Tour of the Alpsad Innsbruck: “È la corsa che mi ha fatto capire di poter essere un corridore ad alti livelli. Il Tour of the Alps è la corsa per scalatori per antonomasia, e io voglio tornare per vincerla.” Ci è riuscito: venerdì 24 Aprile a Bolzano, il 22enne marchigiano si è preso la seconda vittoria di tappa in questo TotA, e ha difeso fino alla fine la maglia verde Melinda conquistata con il primo successo di Val Martello. Proprio lui, che prima di questa settimana vantava un solo successo da protagonista, e mai un successo generale in una corsa a tappe in nessuna categoria: ma al Tour of the Alps, qualcosa è cambiato. O forse è cambiato tutto – questo sarà il tempo a dirlo.

Quello che è certo è che l’Italia è tornata a sorridere al Tour of the Alps 13 anni dopo Vincenzo Nibali (quando si chiamava ancora Giro del Trentino), e per la prima volta da quando la corsa ha indossato i nuovi panni euroregionali. E l’ha fatto nell’edizione che chiude il primo ciclo decennale dell’intesa fra Tirolo, Alto Adige e Trentino.

Nel 2013, lo Squalo proseguì di slancio verso la conquista della Maglia Rosa; il Duca di Camerino ora guarda alla partenza in Bulgaria con qualche certezza in più. In cinque giorni, il marchigiano ha trovato brillantezza e convinzione, controllando la corsa insieme al suo squadrone, la Red Bull-BORA-hansgrohe, e lanciando segnali chiari ogni volta che la strada si è fatta dura.

Se a Bolzano si consumerà davvero un passaggio di consegne lo dirà il tempo. Di certo, il 22enne di Camerino ha dimostrato di avere la fame di vittoria che anima i campioni veri, e di poter gestire la pressione del favorito, tenendo testa ad avversari di primo piano come il vincitore di Tour de France e Giro d’Italia Egan Bernal, oltre a nomi consolidati al Tour of the Alps come Michael Storer e Thymen Arensman.

Dopo il successo in Val Martello, Pellizzari ha concesso il bis nella Trento- Bolzano(128,6 km). Alla partenza il margine in classifica era minimo – appena 4 secondi sul duo della INEOS Grenadiers – ma il marchigiano ha controllato la corsa con autorevolezza. Sulla salita di San Genesio ha prima selezionato il gruppo, poi, nel secondo passaggio, ha piazzato l’affondo decisivo, involandosi verso la vittoria. Arensman e Bernal hanno provato a resistere, ma il suo ritmo si è rivelato insostenibile.

Sul traguardo di Bolzano, Bernal ha chiuso al secondo posto a 30”, regolando allo sprint Storer e Arensman. Più staccati gli altri: Jakob Omrzel, Ben O'Connor, Chris Harper e Mathys Rondel, tutti a 1’20”. Ancora più lontani Aleksandr Vlasov e Derek Gee, a 2’29”.

In classifica generale, Pellizzari – vincitore anche della maglia bianca FORST di miglior giovane – ha preceduto Bernal di 40” e Arensman di 50”. Ai piedi del podio si è piazzato Storer, a 1’09”, seguito da Rondel (1’45”) e Omrzel (1’55”).

La maglia rossa Caffè della Bocca della Verità è andata a Tommaso Dati (Team UKYO), vincitore della prima tappa di Innsbruck. La maglia blu dei GPM e quellaspeciale e-VISO del più combattivo sono state conquistate da Lennart Jasch (Tudor Pro Cycling), protagonista anche con il successo di tappa a Trento.

 PELLIZZARI: "INCREDIBILE VINCERE IL #TOTA, L'ANNO PROSSIMO TORNO PER CONFERMARMI"

"Sono arrivato al Tour of the Alps per mettermi alla prova sulle salite: all’inizio le sensazioni non erano ideali, ma sono migliorate con il passare dei giorni. Questa gara ci ha dato tanta consapevolezza in vista: abbiamo dimostrato di essere una squadra forte, pronta a giocarci qualcosa di bello. Ho sentito la responsabilità di essere leader, davanti al grande lavoro dei miei compagni: ho voluto vincere anche per loro, per tutto quello che hanno fatto per me.”

“Oggi sono partito con la convinzione di voler attaccare e arrivare da solo. La Ineos ha fatto un grande ritmo sulla prima scalata a Montoppio; sulla seconda Aleotti mi ha lanciato alla perfezione, poi ho rischiato un po’ in discesa per aumentare il margine. Negli ultimi 2 km me la sono goduta a fondo.”

“Vincere in Tour of the Alps a 13 anni di distanza da Nibali è per me qualcosa di incredibile. Per me continua ad essere un grande punto di riferimento, spero nel tempo di riuscire ad avvicinarmi a quello che lui è riuscito a fare".

“Credo di avere ancora margine per migliorare la mia condizione in vista del Giro: nei prossimi giorni rimarrò in Alto Adige, in Val Senales, per alcune giornate di allenamento insieme a Gianni Moscon, prima di partire per la Bulgaria".

"Questo Tour of the Alps mi ha dato tanto, in corsa e nell’ambiente: ho sentito forte l’amore del pubblico, soprattutto in Trentino dove vive la mia ragazza, e quindi mi conoscono in molti. Questa è una corsa che voglio sempre disputare, e che vorrò sempre affrontare in futuro: l’anno prossimo spero di essere al via con il numero 1 sulle spalle.”

 PIDCOCK CI PROVA DA LONTANO, PELLIZZARI DETTA LEGGE A BOLZANO

Fin dai primi chilometri, la quinta tappa del Tour of the Alps è stata segnata da attacchi e contrattacchi, con il gruppo a rispondere agli allunghi sulle prime rampe verso il traguardo volante di Palù di Giovo dedicato alla memoria di Sara Piffer, ricordata anche stamani alla partenza di Trento.

Dopo lo sprint intermedio si è avvantaggiato un gruppo di dodici corridori: il vincitore di tappa a Trento Lennart Jasch (Tudor Pro Cycling), Sam Oomen (Lidl-Trek), Rainer Kepplinger (Bahrain Victorious), Reuben Mackellar e Jesús Rodríguez Contreras (EF Education-EasyPost), Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), Alejandro Rojas Naranjo(Bardiani CSF Faizanè), Márton Dina (MBH Bank), Mattia Bais (Team Polti VisitMalta), Tom Pidcock e Mark Donovan (Q36.5) e Nicolò Garibbo (Team Ukyo).

Il drappello di testa ha raggiunto un vantaggio massimo di 2’40” attorno al km 50, sulla salita dell’Alta di Caldaro, dove Jasch ha conquistato i punti decisivi per aggiudicarsi la maglia azzurra Gruppo Cassa Centrale dei Gran Premi della Montagna. Nel fondovalle verso Bolzano, la Red Bull-BORA-hansgrohe ha preso il controllo della corsa, lavorando per tenere Giulio Pellizzari nelle migliori posizioni in vista del primo passaggio sulla salita di San Genesio.

In questa fase è stato Donovan a sobbarcarsi il lavoro principale in fuga, ma l’andatura sostenuta della Jayco AlUla ha progressivamente eroso il vantaggio dei battistrada. Sulla prima ascesa verso il GPM di Montoppio, è stata la INEOS Grenadiers a prendere in mano l’inseguimento, alzando sensibilmente il ritmo.

Davanti sono riusciti ad avvantaggiarsi Tom Pidcock, Márton Dina e Rodríguez Contreras, con l’inglese e il colombiano rimasti soli a circa due chilometri dal GPM. Nel frattempo, il forcing congiunto di INEOS Grenadiers e Jayco AlUla ha ridotto di oltre due minuti il distacco del gruppo.

 Sulle prime rampe del secondo passaggio verso San Genesio, Rodríguez Contreras è rimasto da solo al comando piegando la resistenza di Tom Pidcock. Il britannico, pur lontano dalla miglior condizione, ha onorato il Tour of the Alps sfiorando il successo nella frazione inaugurale di Innsbruck e vincendo ad Arco. Alle spalle di Rodriguez Contreras, la Red Bull-BORA-hansgrohe ha imposto un’andatura elevatissima, mettendo in fila il gruppo dei favoriti. Il primo a cedere è stato Derek Gee, seguito poco dopo da Aleksandr Vlasov, entrambi incapaci di reggere il ritmo imposto da Giovanni Aleotti.

Dopo un breve tratto in falsopiano, Pellizzari ha rotto gli indugi con un attacco deciso, seguito inizialmente dal duo INEOS composto da Thymen Arensman ed Egan Bernal. Dopo circa 500 metri di progressione, però, i due hanno iniziato a perdere terreno, pur cercando di limitare il distacco.

Bernal ha proseguito del suo passo, mentre Arensman ha pagato lo sforzo ed è stato ripreso da Michael Storer. Il trio è poi rientrato sul colombiano poco dopo il passaggio al Bonus Sprint di Cologna di Sopra, dove Pellizzari ha guadagnato 2” su Bernal e 6” su Arensman.

Nel tratto finale della salita verso Montoppio, il marchigiano ha aumentato il proprio vantaggio fino a 19” sui tre inseguitori, che hanno provato senza successo a organizzare l’inseguimento. Pellizzari ha quindi gestito alla perfezione anche la discesa, rilanciando in uscita da ogni curva e presentandosi in solitudine sul traguardo, accolto dall'ovazione del pubblico di Bolzano.

Ad applaudire Pellizzari anche i giganti dello sport altoatesino, i Campioni Olimpici di slittino a Milano-Cortina Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner, oltre al CT della Nazionale Armin Zöggeler, leggenda italiana degli sport invernali.

Un degno finale di un Tour of the Alps dove volti emergenti si sono alternati a campioni che non si sono di certo risparmiati: dalla splendida vittoria di Tommaso Dati a Innsbruck al primo graffio di Pellizzari a Val Martello. Al giro di boa è salito in cattedra Tom Pidcock ad Arco, che ha lasciato spazio a Trento alla meravigliosa traiettoria sportiva di Lennart Jasch, passato da pattinatore e presente da ciclista coraggioso. E poi l’apoteosi di Bolzano, con Giulio Pellizzari capace di imprimere il proprio sigillo su una giornata destinata a farsi ricordare a lungo.

Un’edizione intensa, combattuta e ricca di spunti, che conferma la vocazione del Tour of the Alps ad essere laboratorio di talenti e palcoscenico per grandi protagonisti. Un evento che guarda avanti senza dimenticare la propria identità, e che si proietta verso un nuovo traguardo storico: il cinquantennale, quando questa tradizione di spettacolo e passione promette di alzare ancora una volta l’asticella.