LUBIANA (03/10) - Doppio piazzamento ai piedi del podio per l'Italia nella seconda giornata dei Campionati Europei strada di Lubiana. Elisa Longo Borghini chiude quarta nella prova in linea Donne Elite, una settimana dopo il bronzo conquistato ai Mondiali di Montréal. Tra gli Juniores, quarto posto anche per Brandon Fedrizzi, al termine di una gara vinta dal norvegese Elias Dybing.
La prova Elite si accende nel circuito finale, con la salita di Možjanca a rappresentare il principale punto di selezione. Longo Borghini rimane nel gruppo delle migliori e risponde agli attacchi delle principali favorite, restando in corsa per le medaglie fino alle fasi conclusive. A fare la differenza è Demi Vollering, che si invola nel finale e conquista il titolo europeo davanti alla compagna di nazionale Puck Pieterse e alla svizzera Marlen Reusser. Longo Borghini chiude quarta, regolando in volata il gruppo delle inseguitrici.
"È stata la corsa che mi aspettavo. Ho commesso un errore un po' da Giovanissima nell'ultima curva e mi sono fatta sorprendere da Marlen. In quel momento Kasia mi è caduta a fianco e mi ha portato un po' fuori traiettoria, ma non è colpa né sua né mia: sono situazioni che possono succedere nel ciclismo. È andata così". Nel finale l'azzurra è protagonista di più allunghi: "Era una scelta tattica. Visto che continuavo ad avere un po' di confronto con Marlen, ho preferito prendere le distanze e gestire la situazione a modo mio".
Longo Borghini riconosce la forza della nazionale olandese: "L'Olanda è stata molto forte. Ha una squadra composta da grandi campionesse e devo dire che hanno corso molto bene, anche nella gestione delle salite". Il quarto posto arriva una settimana dopo il bronzo iridato di Montréal: "Considerando il bronzo mondiale di una settimana fa, penso di aver fatto un ottimo finale di stagione. Sto correndo ad alti livelli sostanzialmente dal Tour, passando anche per il Giro, dove invece non ero stata al mio livello. Quindi direi che posso essere contenta. Se avessimo fatto altri due giri, forse sarebbe potuta andare diversamente", aggiunge l'azzurra.
Le altre azzurre: Eleonora Camilla Gasparrini 23esima, Debora Silvestri 41esima, Francesca Barale 58esima, Silvia Persico 59esima, Gaia Masetti 61esima, Soraya Paladin 63esima, Letizia Borghesi 65esima.
Tra gli Juniores, Brandon Fedrizzi chiude quarto nella prova in linea, regolando in volata il gruppo principale, arrivato a 15" dal vincitore. Il titolo europeo va al norvegese Elias Dybing, autore di un'azione solitaria nel finale sulla salita di Možjanca. Alle sue spalle lo spagnolo Aitor Martinez conquista l'argento, mentre il bronzo va all'olandese Jop van den Biggelaar. Dybing riesce a mantenere dieci secondi sui due inseguitori e a completare un assolo di circa 15 chilometri.
Per l'Italia, oltre a Fedrizzi, chiudono 25° Patrick Pezzo Rosola, 34° Battistoni, 37° Pierotto, 52° Zoco e 60° Balliana.
"È un percorso che si è rivelato più veloce e meno duro rispetto alle aspettative", commenta il CT Dino Salvoldi. "Fino al penultimo giro, quando si sono mossi i nomi più importanti e i favoriti della vigilia, eravamo messi bene, con Patrik Pezzo Rosola. Poi è andata via una fuga di seconda fascia che ha preso l'ultima salita con un vantaggio un po' troppo ampio. Da lì in poi il norvegese ha meritato di vincere, perché ha fatto sicuramente un grande finale di gara. Abbiamo provato fino all'ultimo a ricucire sui contrattaccanti. Patrik è stato bravissimo e Brandon ha dimostrato di essere l'uomo su cui puntare oggi. È mancato un po' il supporto, magari, di uno dei nostri e di qualche altra squadra che nel finale avrebbe potuto contribuire di più. Ma sono considerazioni a posteriori".
Il quarto posto di Fedrizzi arriva nel giorno in cui l'Italia conferma il primo posto nel ranking per nazioni per il terzo anno consecutivo. "Il movimento è in salute e le gare singole talvolta riservano anche delle sorprese, come in parte è successo oggi", sottolinea Salvoldi, che guarda già ai prossimi appuntamenti: "Aspettiamo con grande fiducia il Team Relay e la crono individuale, perché abbiamo visto che i nostri due leader hanno la condizione per competere a questi livelli".


