Il manager di Soudal-Lee Cougan Racing Team parla della sua squadra, dal debutto alle ambizioni attraverso le stagioni

Montemurlo (PO) 27 aprile 2020 โ€“ Il 2020 รจ un anno particolare, a causa della pandemia di Covid-19, non ci sono gare in primavera, una situazione paradossale per una squadra che in questo periodo iniziava a correre in Italia e in Europa, passando da una gara allโ€™altra. La situazione attuale ci presenta esattamente questa sfida, usiamo il tempo di questa pausa forzata per concentrarci sullo staff di SOUDAL-LEE COUGAN Racing Team, per vedere come vive questi momenti speciali e come continua a gestire la squadra a distanza il boss della squadra, Stefano Gonzi.

Ciao Stefano, ti stai avvicinando ai venti anni di gestione di un tuo team, parlaci un pรฒ di te, di quando e come รจ nato il tuo team โ€ฆ
โ€œLa mia avventura ciclistica รจ cominciata quasi 30 anni fa, mi fu regalata una mountain bike e da li รจ partito tutto, รจ stato amore a prima vista e ho iniziato a fare delle gare con ottimi risultati. Il lavoro mi impediva di allenarmi e giร  durante la mia attivitร  agonistica, riflettevo sulla possibilitร  di gestire un team a livello amatoriale. Di li a poco, intrapresi lโ€™avventura con il Team Tredici di Montemurlo, fu una bella esperienza, cosรฌ nel 2002 decisi di avere un team tutto mio, il Top Race Team, con alcuni dei migliori atleti amatori toscani. Avvalendomi di alcune importanti collaborazioni con aziende del settore e sponsor della mia zona, iniziai a raccogliere risultati sportivi sorprendenti e nonostante qualche difficoltร , รจ stata una crescita continua fino ad oggiโ€

Cโ€™รจ qualcosa che รจ stato piรน facile di quanto ti aspettassi, o qualcosa di inaspettatamente spiacevole riguardo allโ€™essere un team manager di una squadra in questo sport?
โ€œNulla!!!! Non cโ€™รจ nulla di facile, anzi รจ sempre molto, molto difficile, se vuoi rimare ad un buon livello. Quello che trovo spiacevole e mi fa ancora infuriare รจ che una disciplina della mountain bike come il marathon, cosรฌ bella e affascinante, non venga presa dalle istituzioni con le giusta considerazioneโ€

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Quale รจ stata la tua piรน grande sfida come proprietario di un team?
nโ€Ho sempre voluto un team forte e competitivo ad alto livello, ma allo stesso tempo un gruppo di persone che provassero il piacere di stare insieme come degli amici e questo oggi รจ il mio gruppo, fatto di grandi personeโ€
n
nDal momento in cui hai iniziato ad oggi, come si รจ evoluto il tuo ruolo di team manager?
nโ€œSi รจ evoluto tantissimo, i primi anni era quasi un hobby, adesso รจ come avere una piccola impresa a tutti gli effetti. Il team manager che vuole risultati unici deve gestire molte cose e trovare soluzioni rapide ai problemi, รจ importante garantire un senso di sicurezza a tutta la squadra, che certo si poggia su di me perchรฉ sa che tutto puรฒ essere risoltoโ€
n
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Soudal-Lee Cougan รจ una struttura concreta nella mountain bike, oltre a solidi partner cosa serve?
โ€œGli sponsor sono la linfa vitale per un team, grazie al loro supporto cerco di garantire ai miei atleti tutto il necessario per essere competitivi, perรฒ devi anche metterci molto del tuo, devi essere corretto sia con gli sponsor che con i componenti del tuo team. Sono 28 anni che sono in questo mondo e ne ho viste di cotte e di crude, squadre fatte con promesse non mantenute, con i forse e con i vedremo. Io credo che se sei trasparente e sincero รจ tutto piรน facile, in questi anni ho avuto contatti con tanti atleti che avevano richieste a cui sapevo di non poter far fronte e, seppur a malincuore li ho lasciati al loro destinoโ€

Qual รจ stato il risultato di cui sei piรน fiero?
โ€œCi sono tanti momenti, ma la cosa che per me รจ piรน significativa รจ lโ€™aver dimostrato, dopo la bufera Felt del 2009, che Stefano Gonzi รจ una persona onestaโ€

Hai avuto tanti atleti in squadra. Chi ti รจ rimasto tra tutti nel cuore?
โ€Tutti. Ho avuto atleti colombiani che non sono piรน in Italia da anni con cui mi sento spesso, atleti amatori che appena cโ€™รจ lโ€™occasione vengono a salutarmi e a scambiare quattro chiacchiere. Con tutti ho dei buoni rapporti e condivido bei ricordi, io sono cresciuto con loro e li considero come altri miei figliโ€

Quale รจ la parte piรน impegnativa della stagione?
โ€œNon cโ€™รจ una vera e propria parte impegnativa se ami quello che fai, ma sicuramente preparare una nuova stagione รจ molto impegnativo. Sicuramente questโ€™anno รจ quella che stiamo attraversando in questo periodo difficile che ci costringerร  ad una riprogrammazioneโ€

Quali sono le riflessioni sulle gare svolte finora in questa stagione?
โ€œAbbiamo cominciato con un ottima preparazione alla Mediterranean Epic e abbiamo vinto con Valdrighi e fatto terzo con Jacopo Billi nellโ€™unica gara svolta in Italia, poi โ€ฆโ€

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Allโ€™inizio della stagione avevate delle aspettative riguardo agli obiettivi che si potevano realizzare, come sono cambiate ora queste aspettative?
nโ€œNon sono cambiate, nella squadra siamo tutti motivati dal perseguimento degli obiettivi, per primi i corridori. Quando sapremo esattamente quando riprenderanno le competizioni, faremo luce sul percorso da seguire, una cosa รจ certa, stiamo lavorando per farci trovare pronti e faremo del nostro meglio per essere presenti al maggior numero possibile di eventiโ€
n
nTi prendi del tempo per te stesso durante questo isolamento?
nโ€œQuesta รจ una bella domanda, sicuramente ho del tempo in piรน. Penso di piรน e quindi la mia testa lavora molto di piรน, passo le mie giornate al computer, in preparazione per quando si ripartirร  โ€ฆ e perchรฉ sono sicuro che si ripartirร . Mio babbo diceva, lโ€™importante รจ che la morte ci trovi viviโ€

nn

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Giovanni Perego

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Stefano Gonzi: quando la mountain bike parla toscano

Il manager di Soudal-Lee Cougan Racing Team parla della sua squadra, dal debutto alle ambizioni attraverso le stagioni

Il manager di Soudal-Lee Cougan Racing Team parla della sua squadra, dal debutto alle ambizioni attraverso le stagioni

Montemurlo (PO) 27 aprile 2020 - Il 2020 è un anno particolare, a causa della pandemia di Covid-19, non ci sono gare in primavera, una situazione paradossale per una squadra che in questo periodo iniziava a correre in Italia e in Europa, passando da una gara all’altra. La situazione attuale ci presenta esattamente questa sfida, usiamo il tempo di questa pausa forzata per concentrarci sullo staff di SOUDAL-LEE COUGAN Racing Team, per vedere come vive questi momenti speciali e come continua a gestire la squadra a distanza il boss della squadra, Stefano Gonzi.

Ciao Stefano, ti stai avvicinando ai venti anni di gestione di un tuo team, parlaci un pò di te, di quando e come è nato il tuo team …
La mia avventura ciclistica è cominciata quasi 30 anni fa, mi fu regalata una mountain bike e da li è partito tutto, è stato amore a prima vista e ho iniziato a fare delle gare con ottimi risultati. Il lavoro mi impediva di allenarmi e già durante la mia attività agonistica, riflettevo sulla possibilità di gestire un team a livello amatoriale. Di li a poco, intrapresi l’avventura con il Team Tredici di Montemurlo, fu una bella esperienza, così nel 2002 decisi di avere un team tutto mio, il Top Race Team, con alcuni dei migliori atleti amatori toscani. Avvalendomi di alcune importanti collaborazioni con aziende del settore e sponsor della mia zona, iniziai a raccogliere risultati sportivi sorprendenti e nonostante qualche difficoltà, è stata una crescita continua fino ad oggi”

C’è qualcosa che è stato più facile di quanto ti aspettassi, o qualcosa di inaspettatamente spiacevole riguardo all’essere un team manager di una squadra in questo sport?
Nulla!!!! Non c’è nulla di facile, anzi è sempre molto, molto difficile, se vuoi rimare ad un buon livello. Quello che trovo spiacevole e mi fa ancora infuriare è che una disciplina della mountain bike come il marathon, così bella e affascinante, non venga presa dalle istituzioni con le giusta considerazione”

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Quale è stata la tua più grande sfida come proprietario di un team?
n”Ho sempre voluto un team forte e competitivo ad alto livello, ma allo stesso tempo un gruppo di persone che provassero il piacere di stare insieme come degli amici e questo oggi è il mio gruppo, fatto di grandi persone”
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nDal momento in cui hai iniziato ad oggi, come si è evoluto il tuo ruolo di team manager?
n“Si è evoluto tantissimo, i primi anni era quasi un hobby, adesso è come avere una piccola impresa a tutti gli effetti. Il team manager che vuole risultati unici deve gestire molte cose e trovare soluzioni rapide ai problemi, è importante garantire un senso di sicurezza a tutta la squadra, che certo si poggia su di me perché sa che tutto può essere risolto”
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Soudal-Lee Cougan è una struttura concreta nella mountain bike, oltre a solidi partner cosa serve?
Gli sponsor sono la linfa vitale per un team, grazie al loro supporto cerco di garantire ai miei atleti tutto il necessario per essere competitivi, però devi anche metterci molto del tuo, devi essere corretto sia con gli sponsor che con i componenti del tuo team. Sono 28 anni che sono in questo mondo e ne ho viste di cotte e di crude, squadre fatte con promesse non mantenute, con i forse e con i vedremo. Io credo che se sei trasparente e sincero è tutto più facile, in questi anni ho avuto contatti con tanti atleti che avevano richieste a cui sapevo di non poter far fronte e, seppur a malincuore li ho lasciati al loro destino”

Qual è stato il risultato di cui sei più fiero?
Ci sono tanti momenti, ma la cosa che per me è più significativa è l’aver dimostrato, dopo la bufera Felt del 2009, che Stefano Gonzi è una persona onesta”

Hai avuto tanti atleti in squadra. Chi ti è rimasto tra tutti nel cuore?
Tutti. Ho avuto atleti colombiani che non sono più in Italia da anni con cui mi sento spesso, atleti amatori che appena c’è l’occasione vengono a salutarmi e a scambiare quattro chiacchiere. Con tutti ho dei buoni rapporti e condivido bei ricordi, io sono cresciuto con loro e li considero come altri miei figli”

Quale è la parte più impegnativa della stagione?
Non c’è una vera e propria parte impegnativa se ami quello che fai, ma sicuramente preparare una nuova stagione è molto impegnativo. Sicuramente quest’anno è quella che stiamo attraversando in questo periodo difficile che ci costringerà ad una riprogrammazione”

Quali sono le riflessioni sulle gare svolte finora in questa stagione?
Abbiamo cominciato con un ottima preparazione alla Mediterranean Epic e abbiamo vinto con Valdrighi e fatto terzo con Jacopo Billi nell’unica gara svolta in Italia, poi …”

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nTi prendi del tempo per te stesso durante questo isolamento?
n“Questa è una bella domanda, sicuramente ho del tempo in più. Penso di più e quindi la mia testa lavora molto di più, passo le mie giornate al computer, in preparazione per quando si ripartirà … e perché sono sicuro che si ripartirà. Mio babbo diceva, l’importante è che la morte ci trovi vivi”

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Stefano Gonzi: quando la mountain bike parla toscano

Il manager di Soudal-Lee Cougan Racing Team parla della sua squadra, dal debutto alle ambizioni attraverso le stagioni

Montemurlo (PO) 27 aprile 2020 - Il 2020 è un anno particolare, a causa della pandemia di Covid-19, non ci sono gare in primavera, una situazione paradossale per una squadra che in questo periodo iniziava a correre in Italia e in Europa, passando da una gara all’altra. La situazione attuale ci presenta esattamente questa sfida, usiamo il tempo di questa pausa forzata per concentrarci sullo staff di SOUDAL-LEE COUGAN Racing Team, per vedere come vive questi momenti speciali e come continua a gestire la squadra a distanza il boss della squadra, Stefano Gonzi.

Ciao Stefano, ti stai avvicinando ai venti anni di gestione di un tuo team, parlaci un pò di te, di quando e come è nato il tuo team …
La mia avventura ciclistica è cominciata quasi 30 anni fa, mi fu regalata una mountain bike e da li è partito tutto, è stato amore a prima vista e ho iniziato a fare delle gare con ottimi risultati. Il lavoro mi impediva di allenarmi e già durante la mia attività agonistica, riflettevo sulla possibilità di gestire un team a livello amatoriale. Di li a poco, intrapresi l’avventura con il Team Tredici di Montemurlo, fu una bella esperienza, così nel 2002 decisi di avere un team tutto mio, il Top Race Team, con alcuni dei migliori atleti amatori toscani. Avvalendomi di alcune importanti collaborazioni con aziende del settore e sponsor della mia zona, iniziai a raccogliere risultati sportivi sorprendenti e nonostante qualche difficoltà, è stata una crescita continua fino ad oggi”

C’è qualcosa che è stato più facile di quanto ti aspettassi, o qualcosa di inaspettatamente spiacevole riguardo all’essere un team manager di una squadra in questo sport?
Nulla!!!! Non c’è nulla di facile, anzi è sempre molto, molto difficile, se vuoi rimare ad un buon livello. Quello che trovo spiacevole e mi fa ancora infuriare è che una disciplina della mountain bike come il marathon, così bella e affascinante, non venga presa dalle istituzioni con le giusta considerazione”

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nDal momento in cui hai iniziato ad oggi, come si è evoluto il tuo ruolo di team manager?
n“Si è evoluto tantissimo, i primi anni era quasi un hobby, adesso è come avere una piccola impresa a tutti gli effetti. Il team manager che vuole risultati unici deve gestire molte cose e trovare soluzioni rapide ai problemi, è importante garantire un senso di sicurezza a tutta la squadra, che certo si poggia su di me perché sa che tutto può essere risolto”
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Qual è stato il risultato di cui sei più fiero?
Ci sono tanti momenti, ma la cosa che per me è più significativa è l’aver dimostrato, dopo la bufera Felt del 2009, che Stefano Gonzi è una persona onesta”

Hai avuto tanti atleti in squadra. Chi ti è rimasto tra tutti nel cuore?
Tutti. Ho avuto atleti colombiani che non sono più in Italia da anni con cui mi sento spesso, atleti amatori che appena c’è l’occasione vengono a salutarmi e a scambiare quattro chiacchiere. Con tutti ho dei buoni rapporti e condivido bei ricordi, io sono cresciuto con loro e li considero come altri miei figli”

Quale è la parte più impegnativa della stagione?
Non c’è una vera e propria parte impegnativa se ami quello che fai, ma sicuramente preparare una nuova stagione è molto impegnativo. Sicuramente quest’anno è quella che stiamo attraversando in questo periodo difficile che ci costringerà ad una riprogrammazione”

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n
nTi prendi del tempo per te stesso durante questo isolamento?
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