Tredici gli atleti in ritiro sulle strade dellβAbruzzo per prepararsi allβappuntamento paralimpico
βDico spesso che la vita va amata riempiendola di tentativi e che anche quando ti impone difficoltΓ impreviste, continuare a sorriderle Γ¨ lβunico modo per fare accadere le coseβ. Le parole di Alex Zanardi risuonano come un mantra nel gruppo della Nazionale Paraciclismo. PerchΓ© ogni singolo componente del gruppo ha scelto di sorridere alla vita proprio nel momento in cui lei gli ha voltato le spalle. Ogni atleta sa bene cosa significa il termine resilienza, sa bene cosa vuol dire cadere, rialzarsi, crederci sempre e rimanere sΓ© stessi.
Alla vigilia delle Paralimpiadi, i 13 componenti della Nazionale azzurra di Paraciclismo impegnata in queste settimane al raduno collegiale di Rovere hanno una consapevolezza: un sogno non diventa realtΓ da solo, bisogna corrergli dietro. Ed Γ¨ questo che continuano a fare ogni giorno, allenamento dopo allenamento. Rincorrono un sogno chiamato Tokyo 2020: alcuni di loro con la voglia di cogliere lβoccasione di una vita, altri alla ricerca dellβennesima conferma dopo una carriera giΓ ricca di soddisfazioni.
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I PROTAGONISTI β Come Francesca Porcellato e Luca Mazzone, 16 convocazioni paralimpiche in due e tanta voglia di dimostrare che loro sono sempre i piΓΉ forti. βLa mia storia dβamore con lβhandbike Γ¨ iniziata quasi per gioco. E oggi, dopo 7 anni, mi sento piΓΉ forte di primaβ racconta la βrossa volanteβ, una vita dedicata allo sport e fresca della sua undicesima convocazione ad una paralimpiade. βDa quando sono salita sulla prima carrozzina mi Γ¨ sorto subito un desiderio: quello di farla correre veloce veloce. Γ da qui che nasce il sogno di una bambina di diventare atleta. Io ci ho creduto e continuerΓ² a farlo. PerchΓ© la vita mi ha fatto capire che puΓ² succedere qualsiasi cosa, ma solo il nostro potere di reazione puΓ² farci superare le avversitΓ β.
Il pluricampione Luca Mazzone Γ¨ alla sua quinta paralimpiade: βSono contento, questi saranno i miei secondi Giochi in handbike. Sono orgoglioso soprattutto di rappresentare il Sud, che tante volte nello sport paralimpico non emerge. Mi auguro di fare bene, di dare gioia ai miei tifosi e a chi continua a sostenermi in questo percorso che dura dal 2012". E cβΓ¨ anche chi, nonostante ben 7 medaglie dβoro mondiali, un bronzo olimpico a Pechino ed un argento a Londra, sta ancora aspettando di vivere nuove emozioni, come Giorgio Farroni: βA leggere il mio nome nella lista dei convocati mi viene la pelle dβoca perchΓ© comunque vuol dire che per un ventennio sono stato sempre sul tetto del mondo. Sono convinto di poter fare bene alle prossime Paralimpiadi, soprattutto perchΓ© con me ho amici che porterΓ² sempre nel cuore: Michele Scarponi, Mauro Valentini e Alex Zanardiβ.
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Proprio Zanardi continua ad essere il capitano per molti degli azzurri del Paraciclismo, come per Ana Maria Vitelaru: βLui pedala ancora con me, le sue braccia spingono le mie e mi permettono di raggiugere mete inimmaginabiliβ racconta lβatleta del team Obiettivo 3. Che aggiunge: βAlex Γ¨ stato il mio mentore, un insegnante che trasmette tanto senza doversi spiegare troppo. E lui a me ha trasmesso tutta la passione e lβamore per lo sport".
Chi vive da sempre di sport Γ¨ Andrea Tarlao, campione del mondo ad Emmen nel 2019, bronzo ai Giochi di Rio e pronto ad affrontare questa nuova avventura chiamata Tokyo 2020: βHo lavorato tanto per questo appuntamento e ho voglia di veder ripagati tutti i sacrifici fatti da me e dalla mia famiglia. Crescendo la realtΓ della vita ha tolto un poβ di spazio alla bici ma continua ad essere la mia prioritΓ : non riesco ancora a rinunciare alle sensazioni che provo dopo una vittoriaβ. Una disabilitΓ con cui ha dovuto combattere sin da neonato ma che ha conosciuto solo a 13 anni. E che lβha dirottato allβinterno di una realtΓ speciale come quella della Nazionale Paralimpica di ciclismo: βSapevo che avrei trovato tutte persone motivate a correre contro sΓ© stesse e la propria disabilitΓ , piuttosto che contro gli altriβ.
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Accanto a Tarlao ci sarΓ Pierpaolo Addesi, sguardo severo ma sempre pronto alla battuta. E soprattutto a sostenere tutti i suoi compagni con quella parola in piΓΉ che fa la differenza.
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Fabio Anobile sorride nella sua nuova maglia iridata, conquistata grazie al successo nella prova in linea di Cascais. Sa di meritare questo traguardo, ma sa anche che il meglio deve ancora venire. Classe 1993, Γ¨ stato capace di lasciarsi alle spalle una gamba a pezzi e anni di sofferenza per conquistare titoli e medaglie sia su strada che su pista. βVivo questa esperienza come la ricompensa per le tante difficoltΓ che ho dovuto superare lungo la strada β racconta Anobile -. Eβ la conferma che il lungo percorso di preparazione che ho intrapreso da piΓΉ di un anno sta dando i frutti attesiβ.
Una corsa senza freni verso Tokyo, quella di Eleonora Mele: βMi alleno ogni giorno perchΓ© per me Γ¨ un obiettivo troppo importate. Vestire la maglia azzurra e correre con la Nazionale Γ¨ un sogno diventato realtΓ , non voglio mica svegliarmi oraβ. βPer me lo sport Γ¨ divertimento, sfida con me stesso e competizioneβ le parole di Federico Mestroni, costretto su una sedia a rotelle dal 2003 dopo un incidente con la moto da cross e con ottime prospettive per il prossimo futuro sullβhandbike. Federico viene dallβatletica, ha una struttura fisica non indifferente ma soprattutto la piena fiducia del CT Mario Valentini, che da lui si aspetta tantissimo.
Ci si aspetta tanto anche da Diego Colombari, che da dietro al bancone di un pastificio oggi si appresta a volare per Tokyo. βEssere convocati Γ¨ una soddisfazione enormeβ racconta il cuneese. E aggiunge: βAppena entrato nel giro della Nazionale di paraciclismo ho lanciato lo sguardo a Tokyo, determinato ad arrivarci, al mio traguardoβ¦ anche se confesso, adesso che ci sono non mi basta. Spero di portare a casa una medagliaβ. Chi negli ultimi anni sta dimostrando notevoli progressi, giorno dopo giorno, Γ¨ Katia Aere: parola del CT Valentini, che osserva e sprona lβex nuotatrice. Dallβacqua alla strada, Katia ha deciso di divorare anche lβasfalto sulla sua handbike che puΓ² coronare il suo grande sogno: partecipare alle Paralimpiadi di Tokyo, βcontinuando a sfidare il destino e le prognosi e imparando che con il cuore e con la mente si oltrepassano i limitiβ.
IL RITIRO PRE OLIMPICO β Programmazione, concentrazione, determinazione e amicizia sono gli ingredienti del ritiro dei ragazzi di Mario Valentini e il suo staff sulle strade di Rovere. Una splendida cornice che garantisce ai ragazzi strade poco trafficate, aria buona e una buona tradizione: βVeniamo qui da tanti anni, anni in cui ci siamo presi le nostre soddisfazioniβ spiega il CT Valentini mentre segue gli allenamenti dei suoi, accompagnato dai collaboratori Fabrizio Di Somma e Gianni Fratarcangeli. E aggiunge: βGirano pochissime auto e tutto il gruppo qui si sente a suo agio. Ci permette di concentrarci a pieno sui nostri obiettivi e di affinare le ultime cose in vista di Tokyo, con lβaiuto dei meccanici Roberto Pistilli e Roberto Loreti, e quello dei massaggiatori Simone Sanclimenti e Mario Castello. Uno staff sempre allβaltezza della situazioneβ. Assenti al ritiro Paolo Cecchetto e Fabrizio Cornegliani, impegnati in un raduno di allenamento a Livigno. Presente invece a Rovere Claudia Cretti, considerata all'unanimitΓ una grande promessa per questo settore. Ce lo spiega Di Somma: "Ha ancora tanto da limare, ma ha anche una potenza non indifferente, difficile da vedere nella categoria femminile. Ha bisogno di crescere e proprio per questo la portiamo con noi".
Valentina Vercillo
COMUNICAZIONE FCI
