All’indomani della riconsegna del Tricolore al Presidente della Repubblica al Quirinale e della serata di celebrazione alla Casina Valadier, i medagliati e i quarti classificati azzurri dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 sono stati ricevuti oggi in udienza da Papa Leone XIV nella Sala Clementina, nella seconda loggia del Palazzo Apostolico.

Alla cerimonia erano presenti, oltre agli atleti, il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il Segretario Generale e Capo Missione dell’Italia Team Carlo Mornati, numerosi rappresentanti delle istituzioni e dello sport italiano, tra cui i membri del CIO, i vertici della Fondazione Milano Cortina 2026 e i presidenti federali, tra cui anche il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni.

Nel suo discorso Papa Leone XIV ha ricordato come lo sport, quando vissuto autenticamente, diventi un linguaggio capace di raccontare storie di sacrificio, disciplina e ripartenza. Il Pontefice ha sottolineato il valore educativo e umano dell’attività sportiva, definendola una vera e propria scuola di vita capace di insegnare il rispetto, la fraternità e la capacità di affrontare vittorie e sconfitte con equilibrio. Il Santo Padre ha inoltre richiamato il significato della Tregua Olimpica e il ruolo dello sport come spazio di incontro e dialogo tra i popoli, mettendo in guardia anche dalle derive legate al doping, alla spettacolarizzazione e alla ricerca del profitto a ogni costo.

Al termine dell’udienza il Pontefice ha salutato personalmente i presenti e ha ricevuto in dono le tute olimpiche e paralimpiche e le due fiaccole dei Giochi.

“È stato un momento emozionante e di grande significato per tutto lo sport italiano – ha dichiarato il Presidente Cordiano Dagnoni –. Le parole del Santo Padre ricordano a tutti noi quanto lo sport possa essere uno strumento educativo straordinario, capace di trasmettere valori profondi alle nuove generazioni. Anche il ciclismo italiano sente forte questa responsabilità e continuerà a lavorare perché lo sport resti un luogo di crescita, rispetto e inclusione”.

Nel corso dell’incontro il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha ringraziato il Santo Padre per l’attenzione verso il mondo dello sport, sottolineando come valori come rispetto, solidarietà, sacrificio e senso di comunità rappresentino una guida fondamentale per gli atleti e per tutto il movimento sportivo italiano.

Successivamente è intervenuto il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Giunio De Sanctis, che ha evidenziato il valore dell’inclusione e del rispetto nello sport, in particolare nel movimento paralimpico, sottolineando la profonda vicinanza tra i valori dello sport e quelli promossi dalla Chiesa.

Gli azzurri di Milano Cortina 2026 ricevuti da Papa Leone XIV

All’udienza in Vaticano con il Santo Padre anche il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni

All’indomani della riconsegna del Tricolore al Presidente della Repubblica al Quirinale e della serata di celebrazione alla Casina Valadier, i medagliati e i quarti classificati azzurri dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 sono stati ricevuti oggi in udienza da Papa Leone XIV nella Sala Clementina, nella seconda loggia del Palazzo Apostolico.

Alla cerimonia erano presenti, oltre agli atleti, il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il Segretario Generale e Capo Missione dell’Italia Team Carlo Mornati, numerosi rappresentanti delle istituzioni e dello sport italiano, tra cui i membri del CIO, i vertici della Fondazione Milano Cortina 2026 e i presidenti federali, tra cui anche il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni.

Nel suo discorso Papa Leone XIV ha ricordato come lo sport, quando vissuto autenticamente, diventi un linguaggio capace di raccontare storie di sacrificio, disciplina e ripartenza. Il Pontefice ha sottolineato il valore educativo e umano dell’attività sportiva, definendola una vera e propria scuola di vita capace di insegnare il rispetto, la fraternità e la capacità di affrontare vittorie e sconfitte con equilibrio. Il Santo Padre ha inoltre richiamato il significato della Tregua Olimpica e il ruolo dello sport come spazio di incontro e dialogo tra i popoli, mettendo in guardia anche dalle derive legate al doping, alla spettacolarizzazione e alla ricerca del profitto a ogni costo.

Al termine dell’udienza il Pontefice ha salutato personalmente i presenti e ha ricevuto in dono le tute olimpiche e paralimpiche e le due fiaccole dei Giochi.

“È stato un momento emozionante e di grande significato per tutto lo sport italiano – ha dichiarato il Presidente Cordiano Dagnoni –. Le parole del Santo Padre ricordano a tutti noi quanto lo sport possa essere uno strumento educativo straordinario, capace di trasmettere valori profondi alle nuove generazioni. Anche il ciclismo italiano sente forte questa responsabilità e continuerà a lavorare perché lo sport resti un luogo di crescita, rispetto e inclusione”.

Nel corso dell’incontro il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha ringraziato il Santo Padre per l’attenzione verso il mondo dello sport, sottolineando come valori come rispetto, solidarietà, sacrificio e senso di comunità rappresentino una guida fondamentale per gli atleti e per tutto il movimento sportivo italiano.

Successivamente è intervenuto il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Giunio De Sanctis, che ha evidenziato il valore dell’inclusione e del rispetto nello sport, in particolare nel movimento paralimpico, sottolineando la profonda vicinanza tra i valori dello sport e quelli promossi dalla Chiesa.

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Gli azzurri di Milano Cortina 2026 ricevuti da Papa Leone XIV

All’indomani della riconsegna del Tricolore al Presidente della Repubblica al Quirinale e della serata di celebrazione alla Casina Valadier, i medagliati e i quarti classificati azzurri dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 sono stati ricevuti oggi in udienza da Papa Leone XIV nella Sala Clementina, nella seconda loggia del Palazzo Apostolico.

Alla cerimonia erano presenti, oltre agli atleti, il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il Segretario Generale e Capo Missione dell’Italia Team Carlo Mornati, numerosi rappresentanti delle istituzioni e dello sport italiano, tra cui i membri del CIO, i vertici della Fondazione Milano Cortina 2026 e i presidenti federali, tra cui anche il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni.

Nel suo discorso Papa Leone XIV ha ricordato come lo sport, quando vissuto autenticamente, diventi un linguaggio capace di raccontare storie di sacrificio, disciplina e ripartenza. Il Pontefice ha sottolineato il valore educativo e umano dell’attività sportiva, definendola una vera e propria scuola di vita capace di insegnare il rispetto, la fraternità e la capacità di affrontare vittorie e sconfitte con equilibrio. Il Santo Padre ha inoltre richiamato il significato della Tregua Olimpica e il ruolo dello sport come spazio di incontro e dialogo tra i popoli, mettendo in guardia anche dalle derive legate al doping, alla spettacolarizzazione e alla ricerca del profitto a ogni costo.

Al termine dell’udienza il Pontefice ha salutato personalmente i presenti e ha ricevuto in dono le tute olimpiche e paralimpiche e le due fiaccole dei Giochi.

“È stato un momento emozionante e di grande significato per tutto lo sport italiano – ha dichiarato il Presidente Cordiano Dagnoni –. Le parole del Santo Padre ricordano a tutti noi quanto lo sport possa essere uno strumento educativo straordinario, capace di trasmettere valori profondi alle nuove generazioni. Anche il ciclismo italiano sente forte questa responsabilità e continuerà a lavorare perché lo sport resti un luogo di crescita, rispetto e inclusione”.

Nel corso dell’incontro il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha ringraziato il Santo Padre per l’attenzione verso il mondo dello sport, sottolineando come valori come rispetto, solidarietà, sacrificio e senso di comunità rappresentino una guida fondamentale per gli atleti e per tutto il movimento sportivo italiano.

Successivamente è intervenuto il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Giunio De Sanctis, che ha evidenziato il valore dell’inclusione e del rispetto nello sport, in particolare nel movimento paralimpico, sottolineando la profonda vicinanza tra i valori dello sport e quelli promossi dalla Chiesa.