ANCONA-ORBETELLO – Mancano solo due tappe. Il traguardo della straordinaria avventura “Coast to Coast”, da Ancona a Orbetello, è ormai dietro l’angolo, ma le gambe e il cuore dei sei protagonisti non accennano a cedere. Dopo essersi messi alle spalle la tappa terminata ad Orvieto, la carovana, partita dall’Adriatico per lanciare un messaggio di speranza e sensibilizzazione sul morbo di Parkinson, ha appena superato uno dei passaggi più suggestivi e impegnativi del viaggio, facendo tappa a Sorano, la splendida “città del tufo” che si arrocca tra i canyon della Maremma interna, in provincia di Grosseto.
Un viaggio che non è solo una sfida sportiva, ma un racconto a pedali di resilienza e amicizia. In prima fila c’è sempre Simone Masotti, il motore pulsante di questa iniziativa, capace di dimostrare giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, come la bicicletta e l’attività sportiva siano alleati formidabili nella gestione della malattia, capaci di ridisegnare i limiti e ridare spazio ai sogni.
Insieme a lui, a condividere fatiche e sorrisi lungo le strade d’Italia, una squadra affiatatissima: l’ex presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, anch’egli alle prese con quello che Simone Masotti chiama “Mister P.” e, comunque, sempre pronto a dare il suo contributo in sella. Con loro anche Lino Granzon, il più anziano della compagnia, Alessandro Carluccio, Paolo Nadin e Mario Trevisan. Sei storie, sei paia di gambe, un unico grande obiettivo.
Ad assistere la comitiva in ogni momento della giornata c’è un supporto fondamentale che arriva direttamente da casa: il furgone a 9 posti messo a disposizione dal Comitato regionale della Federciclismo del Friuli Venezia Giulia, che ha sposato fin dal primo momento il valore etico e sportivo del progetto, garantendo la sicurezza e la logistica dei ciclisti lungo tutto il percorso.
Le cifre, del resto, parlano chiaro e fotografano un’impresa vera: quando le ruote toccheranno finalmente il litorale toscano ad Orbetello, i sei alfieri friulani avranno messo alle spalle oltre 500 chilometri di strade, ma soprattutto ben 9.000 metri di dislivello complessivo. Praticamente un tappone dolomitico spalmato sui colli dell’Italia centrale, affrontato con lo spirito di chi sa che ogni salita, per quanto dura, porta sempre a uno scollinamento.
Ora l’aria si fa salmastra, il Tirreno è vicino. Ma la vittoria più grande la carovana l’ha già conquistata lungo la strada, destando l’attenzione dell’opinione pubblica, parlando alle comunità incontrate e dimostrando che contro il Parkinson si può, e si deve, continuare a pedalare. Orbetello aspetta i sei friulani. La volata finale è lanciata.
