A Zoppola assegnati i titoli italiani di paraciclismo

A distanza di poco più di 40 giorni dagli Europei di Maniago e Montereale Valc., il Paraciclismo torna in Friuli per celebrare l’appuntamento clou del calendario nazionale, mandando in scena i Campionati Italiani Assoluti su strada. Un’edizione decisamente di buon livello quella organizzata a Zoppola, in provincia di Pordenone, dalle stesse due società (Cellina Bike e Fontanafredda) responsabili della rassegna continentale, sia per il numero decisamente elevato di partecipanti (ben oltre 100 i rider impegnati fra cronometro e prove in linea), sia soprattutto per il riscontro tecnico emerso dalle gare, nonostante le non semplici condizioni meteo e la collocazione a un mese dai Mondiali di Huntsville in Alabama di fine agosto-inizio settembre.

Ottime indicazioni quelle ricevute, in ottica iridata, dal ct della Nazionale Pierpaolo Addesi. E se le conferme delle punte di diamante del clan azzurro (Mazzone, Farroni, Amadeo, Cretti) erano nel complesso attese, la crescita di diversi nuovi protagonisti, in qualche modo designati, della scena internazionale (Biancalani, Salvalaggio, Stacchiotti, Agostini) lascia ben sperare anche più a medio e lungo termine.

Su un percorso ben congegnato, seppur privo di asperità, molti gli spunti degni di nota nella due giorni tricolore. A livello di puro spettacolo, impossibile non sottolineare il finale della prova in linea del tandem maschile, con successo allo sprint dopo 88 km per mezza ruota, dei campioni d’Europa in carica Bernard-Totò sui detentori della maglia iridata Andreoli-Di Felice. Per i neocampioni italiani di specialità anche la doppietta con la gara contro il tempo di 24 ore prima. Sul piano delle pure prestazioni, eccellente l’impressione destata da una Claudia Cretti che ormai da un anno o poco più (a detta di chi scrive il “click” è scattato proprio alla Coppa del Mondo 2025 di Maniago) garantisce su strada l’identico rendimento della amata pista (e a fine novembre ad Apeldoorn, in Olanda, ci sono i Mondiali sul legno….), crescita esponenziale quella di Marianna Agostini, sempre più affiatata con Noemi Lucrezia Eremita, e soprattutto ormai convinta del proprio potenziale. Dai vari Biancalani, Stacchiotti e Salvalaggio in arrivo conferme importanti nel segno della continuità ai massimi livelli dopo gli exploit di Montesilvano e Maniago. Non pochi i nomi da segnare in agenda per le prossime stagioni (uno su tutti, quello di Fabio Serraiocco in una categoria C2 da tempo in attesa di un ricambio) , ma nel complesso tutto il panorama nazionale pare davvero in salute. Poi ci sono i soliti noti, quelli che non sbagliano mai, dai succitati Roberta Amadeo, Luca Mazzone (alla trentesima maglia tricolore in carriera), Giorgio Farroni, senza dimenticare Francesca Porcellato, al top anche dopo l’addio alla scena internazionale (dopo 13 Paralimpiadi), e il gradito ritorno di Fabrizio Macchi, giusto il tempo di riprendersi il “suo” titolo contro il tempo, ed arrivare a sua volta a quota 28, in una carriera all’insegna della polivalenza e mai veramente interrotta. Di contorno, la risposta di una terra che per passione per lo sport, a due o tre ruote in particolare, non è seconda a nessuno, e lo sforzo comune di amministratori locali, istituzioni e sponsor capaci di attivarsi nello stretto giro di un mese. Ora, sotto coi Mondiali.

A Zoppola assegnati i titoli italiani di paraciclismo

A distanza di poco più di 40 giorni dagli Europei di Maniago e Montereale Valc., il Paraciclismo torna in Friuli per celebrare l’appuntamento clou del calendario nazionale, mandando in scena i Campionati Italiani Assoluti su strada. Un’edizione decisamente di buon livello quella organizzata a Zoppola, in provincia di Pordenone, dalle stesse due società (Cellina Bike e Fontanafredda) responsabili della rassegna continentale, sia per il numero decisamente elevato di partecipanti (ben oltre 100 i rider impegnati fra cronometro e prove in linea), sia soprattutto per il riscontro tecnico emerso dalle gare, nonostante le non semplici condizioni meteo e la collocazione a un mese dai Mondiali di Huntsville in Alabama di fine agosto-inizio settembre.

Ottime indicazioni quelle ricevute, in ottica iridata, dal ct della Nazionale Pierpaolo Addesi. E se le conferme delle punte di diamante del clan azzurro (Mazzone, Farroni, Amadeo, Cretti) erano nel complesso attese, la crescita di diversi nuovi protagonisti, in qualche modo designati, della scena internazionale (Biancalani, Salvalaggio, Stacchiotti, Agostini) lascia ben sperare anche più a medio e lungo termine.

Su un percorso ben congegnato, seppur privo di asperità, molti gli spunti degni di nota nella due giorni tricolore. A livello di puro spettacolo, impossibile non sottolineare il finale della prova in linea del tandem maschile, con successo allo sprint dopo 88 km per mezza ruota, dei campioni d’Europa in carica Bernard-Totò sui detentori della maglia iridata Andreoli-Di Felice. Per i neocampioni italiani di specialità anche la doppietta con la gara contro il tempo di 24 ore prima. Sul piano delle pure prestazioni, eccellente l’impressione destata da una Claudia Cretti che ormai da un anno o poco più (a detta di chi scrive il “click” è scattato proprio alla Coppa del Mondo 2025 di Maniago) garantisce su strada l’identico rendimento della amata pista (e a fine novembre ad Apeldoorn, in Olanda, ci sono i Mondiali sul legno….), crescita esponenziale quella di Marianna Agostini, sempre più affiatata con Noemi Lucrezia Eremita, e soprattutto ormai convinta del proprio potenziale. Dai vari Biancalani, Stacchiotti e Salvalaggio in arrivo conferme importanti nel segno della continuità ai massimi livelli dopo gli exploit di Montesilvano e Maniago. Non pochi i nomi da segnare in agenda per le prossime stagioni (uno su tutti, quello di Fabio Serraiocco in una categoria C2 da tempo in attesa di un ricambio) , ma nel complesso tutto il panorama nazionale pare davvero in salute. Poi ci sono i soliti noti, quelli che non sbagliano mai, dai succitati Roberta Amadeo, Luca Mazzone (alla trentesima maglia tricolore in carriera), Giorgio Farroni, senza dimenticare Francesca Porcellato, al top anche dopo l’addio alla scena internazionale (dopo 13 Paralimpiadi), e il gradito ritorno di Fabrizio Macchi, giusto il tempo di riprendersi il “suo” titolo contro il tempo, ed arrivare a sua volta a quota 28, in una carriera all’insegna della polivalenza e mai veramente interrotta. Di contorno, la risposta di una terra che per passione per lo sport, a due o tre ruote in particolare, non è seconda a nessuno, e lo sforzo comune di amministratori locali, istituzioni e sponsor capaci di attivarsi nello stretto giro di un mese. Ora, sotto coi Mondiali.