BARCELLONA (18/04) – Gaia Tormena torna a dettare legge nel cross country Eliminator e lo fa nel modo che conosce meglio: vincendo. A Barcellona, nel Mondiale 2026, la valdostana si riprende la scena iridata e conquista il suo sesto titolo mondiale, confermandosi ancora una volta punto di riferimento assoluto della specialità. Un percorso impressionante, che si intreccia con quello europeo dove ha già messo in fila sette titoli consecutivi, e che assume ancora più peso pensando a ciò che avrebbe potuto essere senza lo stop per infortunio poco prima del mondiale dello scorso anno. Numeri che raccontano una supremazia netta e costante, costruita nel tempo da un’atleta che non ha mai davvero lasciato spazio alle rivali e che, a oggi, non mostra alcuna intenzione di farsi detronizzare.

La sua giornata è stata praticamente impeccabile. Secondo tempo nelle qualifiche per un soffio, poi solo vittorie in serie tra quarti di finale e semifinale, sempre in controllo e sempre davanti dal primo all’ultimo metro. L’unico vero brivido arriva proprio dalle qualifiche, dove chiude in 1’04”004, appena 22 centesimi alle spalle della ceca Adela Pernicka. Terza l’olandese Didi de Vries.

Da lì in poi, però, non c’è più storia. Nei turni a eliminazione Tormena alza il ritmo quando serve e gestisce con autorità ogni batteria: nei quarti chiude in 2’24”, in semifinale in 2’12”, sempre con margine netto sulle avversarie, compresa l’ucraina Mariia Sukhopalova, che si conferma tra le più competitive della giornata.

La finale è la sintesi perfetta della sua superiorità. Sukhopalova prova a partire forte e dettare il passo, con Margaux Borrelly subito dietro e la ceca Pernicka costretta al ritiro. Ma la gara cambia presto direzione: Tormena si incolla alla ruota della leader, la studia e poi la passa senza esitazioni già prima della fine del primo giro. Da quel momento in poi è una progressione costante, soprattutto nel tratto tecnico, dove fa la differenza. Il traguardo arriva con le braccia al cielo e un tempo di 2’11”. Dietro, Sukhopalova chiude seconda a 3”42, mentre Borrelly completa il podio a 8”96.

Con questo successo il palmarès iridato di Gaia Tormena si allunga ancora: oro nel 2019 a Waregem, poi un secondo posto nel 2020 a Lovanio, quindi una serie impressionante di quattro titoli consecutivi dal 2021 al 2024 (Graz, Barcellona, Palangka Raya e Aalen). Un dominio che, numeri alla mano, continua senza interruzioni.

Commenta così il presidente Cordiano Dagnoni: “Gaia è una certezza per la Nazionale e per tutto il movimento. Parliamo di un’atleta esemplare, che riesce a coniugare in modo impeccabile il valore agonistico con quello umano. Questo nuovo titolo mondiale arricchisce ulteriormente un palmarès straordinario, che oggi sale a 13 titoli complessivi tra campionati del mondo e campionati europei. Numeri che raccontano una continuità di rendimento, senza mai perdere motivazione né lucidità competitiva.

È una soddisfazione importante per tutta la Federazione e per il movimento del fuoristrada italiano, che continua a raccogliere risultati di altissimo livello. Questo successo, inoltre, dà ulteriore significato anche alla nuova Maglia Azzurra appena presentata e indossata per la prima volta proprio in occasione di questo appuntamento internazionale. Se proprio dobbiamo ‘perdonarle’ qualcosa, è solo il fatto di averla coperta subito con quella iridata: ma direi che, in questo caso, glielo concediamo volentieri”.

MONDIALI XCE - Sesto titolo iridato per Gaia Tormena

BARCELLONA (18/04) - Gaia Tormena torna a dettare legge nel cross country Eliminator e lo fa nel modo che conosce meglio: vincendo. A Barcellona, nel Mondiale 2026, la valdostana si riprende la scena iridata e conquista il suo sesto titolo mondiale, confermandosi ancora una volta punto di riferimento assoluto della specialità. Un percorso impressionante, che si intreccia con quello europeo dove ha già messo in fila sette titoli consecutivi, e che assume ancora più peso pensando a ciò che avrebbe potuto essere senza lo stop per infortunio poco prima del mondiale dello scorso anno. Numeri che raccontano una supremazia netta e costante, costruita nel tempo da un’atleta che non ha mai davvero lasciato spazio alle rivali e che, a oggi, non mostra alcuna intenzione di farsi detronizzare.

La sua giornata è stata praticamente impeccabile. Secondo tempo nelle qualifiche per un soffio, poi solo vittorie in serie tra quarti di finale e semifinale, sempre in controllo e sempre davanti dal primo all’ultimo metro. L’unico vero brivido arriva proprio dalle qualifiche, dove chiude in 1’04”004, appena 22 centesimi alle spalle della ceca Adela Pernicka. Terza l’olandese Didi de Vries.

Da lì in poi, però, non c’è più storia. Nei turni a eliminazione Tormena alza il ritmo quando serve e gestisce con autorità ogni batteria: nei quarti chiude in 2’24”, in semifinale in 2’12”, sempre con margine netto sulle avversarie, compresa l’ucraina Mariia Sukhopalova, che si conferma tra le più competitive della giornata.

La finale è la sintesi perfetta della sua superiorità. Sukhopalova prova a partire forte e dettare il passo, con Margaux Borrelly subito dietro e la ceca Pernicka costretta al ritiro. Ma la gara cambia presto direzione: Tormena si incolla alla ruota della leader, la studia e poi la passa senza esitazioni già prima della fine del primo giro. Da quel momento in poi è una progressione costante, soprattutto nel tratto tecnico, dove fa la differenza. Il traguardo arriva con le braccia al cielo e un tempo di 2’11”. Dietro, Sukhopalova chiude seconda a 3”42, mentre Borrelly completa il podio a 8”96.

Con questo successo il palmarès iridato di Gaia Tormena si allunga ancora: oro nel 2019 a Waregem, poi un secondo posto nel 2020 a Lovanio, quindi una serie impressionante di quattro titoli consecutivi dal 2021 al 2024 (Graz, Barcellona, Palangka Raya e Aalen). Un dominio che, numeri alla mano, continua senza interruzioni.

Commenta così il presidente Cordiano Dagnoni: “Gaia è una certezza per la Nazionale e per tutto il movimento. Parliamo di un’atleta esemplare, che riesce a coniugare in modo impeccabile il valore agonistico con quello umano. Questo nuovo titolo mondiale arricchisce ulteriormente un palmarès straordinario, che oggi sale a 13 titoli complessivi tra campionati del mondo e campionati europei. Numeri che raccontano una continuità di rendimento, senza mai perdere motivazione né lucidità competitiva.

È una soddisfazione importante per tutta la Federazione e per il movimento del fuoristrada italiano, che continua a raccogliere risultati di altissimo livello. Questo successo, inoltre, dà ulteriore significato anche alla nuova Maglia Azzurra appena presentata e indossata per la prima volta proprio in occasione di questo appuntamento internazionale. Se proprio dobbiamo ‘perdonarle’ qualcosa, è solo il fatto di averla coperta subito con quella iridata: ma direi che, in questo caso, glielo concediamo volentieri”.

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MONDIALI XCE - Sesto titolo iridato per Gaia Tormena

BARCELLONA (18/04) - Gaia Tormena torna a dettare legge nel cross country Eliminator e lo fa nel modo che conosce meglio: vincendo. A Barcellona, nel Mondiale 2026, la valdostana si riprende la scena iridata e conquista il suo sesto titolo mondiale, confermandosi ancora una volta punto di riferimento assoluto della specialità. Un percorso impressionante, che si intreccia con quello europeo dove ha già messo in fila sette titoli consecutivi, e che assume ancora più peso pensando a ciò che avrebbe potuto essere senza lo stop per infortunio poco prima del mondiale dello scorso anno. Numeri che raccontano una supremazia netta e costante, costruita nel tempo da un’atleta che non ha mai davvero lasciato spazio alle rivali e che, a oggi, non mostra alcuna intenzione di farsi detronizzare.

La sua giornata è stata praticamente impeccabile. Secondo tempo nelle qualifiche per un soffio, poi solo vittorie in serie tra quarti di finale e semifinale, sempre in controllo e sempre davanti dal primo all’ultimo metro. L’unico vero brivido arriva proprio dalle qualifiche, dove chiude in 1’04”004, appena 22 centesimi alle spalle della ceca Adela Pernicka. Terza l’olandese Didi de Vries.

Da lì in poi, però, non c’è più storia. Nei turni a eliminazione Tormena alza il ritmo quando serve e gestisce con autorità ogni batteria: nei quarti chiude in 2’24”, in semifinale in 2’12”, sempre con margine netto sulle avversarie, compresa l’ucraina Mariia Sukhopalova, che si conferma tra le più competitive della giornata.

La finale è la sintesi perfetta della sua superiorità. Sukhopalova prova a partire forte e dettare il passo, con Margaux Borrelly subito dietro e la ceca Pernicka costretta al ritiro. Ma la gara cambia presto direzione: Tormena si incolla alla ruota della leader, la studia e poi la passa senza esitazioni già prima della fine del primo giro. Da quel momento in poi è una progressione costante, soprattutto nel tratto tecnico, dove fa la differenza. Il traguardo arriva con le braccia al cielo e un tempo di 2’11”. Dietro, Sukhopalova chiude seconda a 3”42, mentre Borrelly completa il podio a 8”96.

Con questo successo il palmarès iridato di Gaia Tormena si allunga ancora: oro nel 2019 a Waregem, poi un secondo posto nel 2020 a Lovanio, quindi una serie impressionante di quattro titoli consecutivi dal 2021 al 2024 (Graz, Barcellona, Palangka Raya e Aalen). Un dominio che, numeri alla mano, continua senza interruzioni.

Commenta così il presidente Cordiano Dagnoni: “Gaia è una certezza per la Nazionale e per tutto il movimento. Parliamo di un’atleta esemplare, che riesce a coniugare in modo impeccabile il valore agonistico con quello umano. Questo nuovo titolo mondiale arricchisce ulteriormente un palmarès straordinario, che oggi sale a 13 titoli complessivi tra campionati del mondo e campionati europei. Numeri che raccontano una continuità di rendimento, senza mai perdere motivazione né lucidità competitiva.

È una soddisfazione importante per tutta la Federazione e per il movimento del fuoristrada italiano, che continua a raccogliere risultati di altissimo livello. Questo successo, inoltre, dà ulteriore significato anche alla nuova Maglia Azzurra appena presentata e indossata per la prima volta proprio in occasione di questo appuntamento internazionale. Se proprio dobbiamo ‘perdonarle’ qualcosa, è solo il fatto di averla coperta subito con quella iridata: ma direi che, in questo caso, glielo concediamo volentieri”.