L’Union Européenne de Cyclisme ha tenuto il proprio Congresso annuale ad Avignone (Francia), nella prestigiosa cornice del Palais des Papes, uno dei luoghi simbolo della storia europea. Un luogo di straordinario valore culturale e istituzionale che ha offerto il contesto ideale per riflettere sul presente e, soprattutto, sul futuro del ciclismo continentale. Al Congresso hanno partecipato i delegati di 46 delle 51 Federazioni Nazionali affiliate, oltre al presidente dell’Union Cycliste Internationale, David Lappartient. Per la FCI presenti il presidente Cordiano Dagnoni e il vicepresidente Stefano Bandolin.
Nel suo intervento, il presidente Enrico Della Casa ha presentato una panoramica dei principali temi al centro dell’attività della Confederazione: lo sviluppo del ciclismo femminile, il rafforzamento delle politiche a favore dei giovani, il ruolo centrale dell’Europa nel movimento ciclistico mondiale, la sostenibilità ambientale e la crescita equilibrata delle Federazioni Nazionali.
Particolare attenzione è stata dedicata alla progressiva affermazione del ciclismo femminile, sia dal punto di vista sportivo sia da quello gestionale, così come agli investimenti strutturati nei giovani, considerati il pilastro del futuro del movimento. È stato inoltre ribadito l’impegno dell’UEC verso una governance moderna e inclusiva, orientata alla promozione del ciclismo in tutti i Paesi europei.
Il rapporto sulle attività del 2025 ha evidenziato i 18 Campionati Europei organizzati, i 163 titoli assegnati e la distribuzione delle medaglie tra un numero crescente di Paesi, segno di uno sviluppo sempre più diffuso del movimento. Grande attenzione è stata inoltre riservata al Programma di Solidarietà sostenuto dall’UCI, al consolidamento delle attività del Centro Satellitare UCI di Anadia, al progetto ambientale “UEC Forest” e alla conferma di una gestione finanziaria solida e rigorosa.
Durante il Congresso, i delegati delle Federazioni Nazionali presenti hanno approvato all’unanimità i rapporti presentati dal presidente Enrico Della Casa, dal segretario generale Alasdair MacLennan e dal tesoriere Bernd Dankowski, rinnovando la propria fiducia nella direzione strategica e nella gestione della Confederazione.
Enrico Della Casa, presidente dell’Union Européenne de Cyclisme: «L’Europa non è soltanto il continente con la più grande tradizione ciclistica: è il luogo in cui il ciclismo è nato, ha preso forma e ha costruito la propria identità.
Oggi dobbiamo andare oltre la nostra storia e diventare un riferimento concreto in termini di sicurezza, inclusione, sostenibilità e qualità della governance. Investire nel ciclismo femminile, rafforzare i programmi dedicati ai giovani e sostenere le Federazioni Nazionali nel loro sviluppo significa costruire basi solide per il futuro.
I numeri della scorsa stagione dimostrano che il nostro movimento è vivo e in crescita, con un numero sempre maggiore di Paesi coinvolti. Ma questo è solo un punto di partenza: dobbiamo continuare a lavorare insieme, con unità e una visione comune, per rendere il ciclismo europeo ancora più forte, più aperto e più moderno».
Durante il Congresso sono state inoltre premiate le Federazioni Nazionali che hanno guidato la classifica UEC (Francia) e il medagliere complessivo 2025 (Italia). Sono stati anche assegnati gli UEC Merit Awards a Catherine Gastou (Francia), Jolanda Polkamp (Paesi Bassi) e Joe Bajada (Malta), mentre la UEC Gold Licence, la massima onorificenza della UEC, è stata conferita ad Agata Lang Lelangue (Polonia) e Henrik Jess Jensen (Danimarca).
