Questa mattina è venuto a mancare improvvisamente Franco Conti, si recava a Tor Vergata in bicicletta per incontrare gli amici di sempre con i quali condividere la consueta pedalata; è stato trovato a bordo strada poco prima del luogo dell’ appuntamento, presumibilmente è stato colpito da un infarto fulminante. Franco, papà di Valerio noto professionista romano tuttora in attività, ha avuto una brillante carriera dilettantistica, più volte maglia azzurra e vincitore del Giro d’Italia per Dilettanti nel 1976 con la rappresentativa del Lazio, quell’anno difendeva i colori del G.S. Amaro Gamondi di Anagni.

Passato professionista nel 1977 con la Zonca ha difeso i colori anche della San Giacomo, della Selle San Marco e della Dromedario, per concludere la carriera nel 1984. Dal 1985 sino ad oggi ha continuato a frequentare il movimento ciclistico regionale, in parte al seguito del figlio Valerio, in parte come assiduo appassionato. Tutti lo ricordano, oltre che per il suo valore atletico, anche per le doti umane. Il Presidente del Comitato Regionale Lazio Maurizio Brilli, appreso la triste notizia si è così espresso: “Sono profondamente addolorato da questa brutta notizia. Franco da atleta ci ha fatto vivere momenti di sport e di gioia  indescrivibili, quel giro d’Italia del ’76 rimane nella storia del Dilettantismo laziale; come dirigente posso dire che lui ha incarnato la figura del corridore ideale” .

 

LUTTO - Addio a Franco Conti

Questa mattina è venuto a mancare improvvisamente Franco Conti, si recava a Tor Vergata in bicicletta per incontrare gli amici di sempre con i quali condividere la consueta pedalata; è stato trovato a bordo strada poco prima del luogo dell’ appuntamento, presumibilmente è stato colpito da un infarto fulminante. Franco, papà di Valerio noto professionista romano tuttora in attività, ha avuto una brillante carriera dilettantistica, più volte maglia azzurra e vincitore del Giro d’Italia per Dilettanti nel 1976 con la rappresentativa del Lazio, quell’anno difendeva i colori del G.S. Amaro Gamondi di Anagni.

Passato professionista nel 1977 con la Zonca ha difeso i colori anche della San Giacomo, della Selle San Marco e della Dromedario, per concludere la carriera nel 1984. Dal 1985 sino ad oggi ha continuato a frequentare il movimento ciclistico regionale, in parte al seguito del figlio Valerio, in parte come assiduo appassionato. Tutti lo ricordano, oltre che per il suo valore atletico, anche per le doti umane. Il Presidente del Comitato Regionale Lazio Maurizio Brilli, appreso la triste notizia si è così espresso: “Sono profondamente addolorato da questa brutta notizia. Franco da atleta ci ha fatto vivere momenti di sport e di gioia  indescrivibili, quel giro d’Italia del ’76 rimane nella storia del Dilettantismo laziale; come dirigente posso dire che lui ha incarnato la figura del corridore ideale” .

 

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LUTTO - Addio a Franco Conti

Questa mattina è venuto a mancare improvvisamente Franco Conti, si recava a Tor Vergata in bicicletta per incontrare gli amici di sempre con i quali condividere la consueta pedalata; è stato trovato a bordo strada poco prima del luogo dell’ appuntamento, presumibilmente è stato colpito da un infarto fulminante. Franco, papà di Valerio noto professionista romano tuttora in attività, ha avuto una brillante carriera dilettantistica, più volte maglia azzurra e vincitore del Giro d’Italia per Dilettanti nel 1976 con la rappresentativa del Lazio, quell’anno difendeva i colori del G.S. Amaro Gamondi di Anagni.

Passato professionista nel 1977 con la Zonca ha difeso i colori anche della San Giacomo, della Selle San Marco e della Dromedario, per concludere la carriera nel 1984. Dal 1985 sino ad oggi ha continuato a frequentare il movimento ciclistico regionale, in parte al seguito del figlio Valerio, in parte come assiduo appassionato. Tutti lo ricordano, oltre che per il suo valore atletico, anche per le doti umane. Il Presidente del Comitato Regionale Lazio Maurizio Brilli, appreso la triste notizia si è così espresso: “Sono profondamente addolorato da questa brutta notizia. Franco da atleta ci ha fatto vivere momenti di sport e di gioia  indescrivibili, quel giro d’Italia del ’76 rimane nella storia del Dilettantismo laziale; come dirigente posso dire che lui ha incarnato la figura del corridore ideale” .