Il Museo del Ghisallo inaugura Ghisallo 20: una mostra ed una collezione temporanea di biciclette che come vere candeline si accendono un po’ alla volta per festeggiare il traguardo del museo fondato nel 2006. L’inaugurazione è fissata sabato 18 aprile alle ore 17:00 con una sfilata di due ruote che celebra le imprese della storia del ciclismo.

Il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo accende la sua ventesima stagione con un progetto espositivo che ne interpreta pienamente lo spirito: “20 bici per i 20 anni”, una collezione di venti biciclette specialissime, ciascuna simbolo di un’impresa che ha segnato la storia del ciclismo. Queste specialissime stanno arrivando al Museo un po’ per volta: siamo già a quota 15 ma la strada della festa sarà lunga ed emozionante perché il museo vuole accendere l’attenzione man mano su ognuna di esse.

Parallelamente il taglio del nastro coinvolge anche una mostra che racconta i primi vent’anni del Museo. Tre sale espositive con cimeli e immagini iconografiche dall’album dei ricordi che si apre su 20 anni di incontri, storie, collaborazioni e amicizie costruite dentro e fuori l’esposizione di questo spazio – il più grande del mondo con quasi 3.000 cimeli – che parla la lingua mondiale del ciclismo da sempre.

Si parte dalla nascita del mito del Ghisallo, l’idea del museo, l’apertura e poi la storia di 20 anni di iniziative e presenze importanti di campioni, testimonianze e incontri. Un ventennio di relazioni, con tutti gli Ambassador di un luogo che è profano oltre che santo e destinato ad essere la casa dei ciclisti di tutte e di tutti. L’inaugurazione di questa esposizione per i 20 anni è in programma, dunque, sabato 18 aprile alle ore 17:00, nell’ambito delle celebrazioni di “Ghisallo 20”, a vent’anni dalla fondazione del Museo, avvenuta il 14 ottobre 2006 per volontà di Fiorenzo Magni.

L’idea curatoriale è semplice e fila via veloce: venti biciclette come venti candeline, da accendere una dopo l’altra lungo la stagione, in un racconto progressivo che unisce tecnica, memoria e mito sportivo. Ogni mezzo esposto non è soltanto un prestito, ma è una storia di ciclismo da raccontare e che rende omaggio al Museo e viceversa. Le prime 15 biciclette già arrivate e collocate in pole position, nel piano espositivo principale del museo, delineano con forza questo percorso di memoria che rende orgogliosa la Fondazione guidata da Antonio Molteni, verso un traguardo importante e non scontato.

Dopo aver dedicato diverse mostre alla retrospettiva più antica del mondo del ciclismo questa volta l’esposizione tematica annuale affronta la “storia ciclistica” recente, in linea con lo sguardo di un museo che si sente giovane, forte dei suoi primi 20 anni, e sempre nuovo anche per gli obiettivi di crescita e di internazionalità sino ad ora conquistati. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla collaborazione con le grandi aziende del ciclismo quali Bianchi, BMC, Canyon, Colnago, Giant, Pinarello, Specialized, Wilier Triestina.

Si parte dalla Storia del Ciclismo con la S maiuscola.

La Gios di Roger De Vlaeminck, con cui partecipò alla sfortunata Milano Sanremo del 1975 a cui si affianca la gemella Gios di Roger De Vlaeminck, con cui vinse la Parigi-Roubaix 1977, è la sintesi perfetta del dominio sul pavé: telaio in acciaio, componenti classici e l’essenza di un corridore soprannominato “Monsieur Roubaix”, capace di eguagliare il record di vittorie nella “Regina delle Classiche”.

In ricordo dell’indimenticabile campione Marco Pantani una bicicletta di proprietà di Wilier Triestina, usata nel Giro 1997, è la prima con la sella del logo del Pirata. Si tratta del modello in alluminio 7000 T6 con componentistica Campagnolo Record, simbolo dell’anno d’oro del “Pirata”.

La Specialized da cronometro Limited Edition di Mario Cipollini riporta al prologo del Giro d’Italia 2002 a Groningen, con la celebre e provocatoria livrea “tigrata” che gli costò una sanzione ma che rimane una delle immagini più iconiche del ciclismo moderno.

La Specialized VENGE di Tom Boonen, utilizzata ai Giochi Olimpici di Londra 2012, conserva ancora il numero di gara originale. Un documento autentico di una partecipazione olimpica, con la sua livrea arancione dedicata all’evento.

La Specialized Tarmac SL5 di Vincenzo Nibali riporta alla rimonta del Giro d’Italia 2016, con l’attacco sul Colle dell’Agnello e la vittoria a Risoul, una delle pagine più intense e spettacolari della storia recente della corsa rosa.

La Specialized Tarmac SL7 di Julian Alaphilippe, stagione 2021, celebra il titolo mondiale con una verniciatura iridata e una dedica intima sul telaio, una chiave di violino in lamina d’oro in memoria del padre, segno di come il gesto sportivo si intrecci con la dimensione personale.

La Specialized Tarmac SL7 LTD di Remco Evenepoel racconta la Vuelta 2022, il suo primo Grande Giro, dominato con autorità fino a Madrid, segnando il ritorno del Belgio ai vertici delle corse a tappe.

La Specialized Tarmac SL7 di Jai Hindley è la bicicletta della vittoria al Giro d’Italia 2022, costruita sulla tappa decisiva del Passo Fedaia e difesa fino alla cronometro finale di Verona.

Chiude questo primo nucleo la Specialized S-Works Tarmac SL8 “Demi Dreaming” dedicata a Demi Vollering, prodotta in edizione limitata, che unisce estetica e narrazione personale, con un design floreale ispirato alle origini della campionessa.

Accanto a queste altri esemplari tra cui la bicicletta di Filippo Conca campione italiano 2025, la BMC utilizzata da Philippe Gilbert utilizzata al Giro di Lombardia 2012.  Si passa poi al modello celebrativo Canyon del Campione del Mondo Alejandro Valverde utilizzato nella stagione 2019. E poi due biciclette Colnago di Tadej Pogačar, relative ai successi alle Strade Bianche 2024 e 2025: una doppietta di capolavori, con la polvere del successo di questo grande campione dei nostri giorni, che ci sta abituando ad emozioni da record e da collezione. Si aggiungeranno nel corso dell’esposizione altri modelli. L’esposizione farà nuovamente un salto nella storia con Pinarello con la bicicletta del vincitore del Giro d’Italia 1975, Fausto Bertoglio. È la bici di un giovane bresciano dal nome predestinato: Fausto, capace di regalare a Cicli Pinarello il primo Giro d’Italia. Poi si vola nel presente con la Dogma F Edizione Speciale Giro 50 utilizzata l’anno scorso dal team INEOS Grenadiers per la tappa con partenza da Treviso. Fra le altre specialissime in arrivo due Bianchi che saranno rivelate a brevissimo.

“Non è finita qui, – dice Carola Gentilini – ulteriori pezzi a sorpresa andranno a completare il mosaico di questo racconto in onore dell’anniversario del museo. A tutti l’invito a venire al Ghisallo per festeggiare di volta in volta con noi un compleanno tanto speciale. “20 bici per i 20 anni” si configura così come un racconto dinamico, destinato a crescere nel tempo, capace di accompagnare il pubblico lungo tutta la stagione del Ghisallo, trasformando la visita al Museo in un’esperienza in evoluzione, dove ogni ritorno può rivelare una nuova “candela” accesa”.

Il Museo del Ghisallo il 18 aprile inaugura la mostra "Ghisallo 20"

Il Museo del Ghisallo inaugura Ghisallo 20: una mostra ed una collezione temporanea di biciclette che come vere candeline si accendono un po’ alla volta per festeggiare il traguardo del museo fondato nel 2006. L’inaugurazione è fissata sabato 18 aprile alle ore 17:00 con una sfilata di due ruote che celebra le imprese della storia del ciclismo.

Il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo accende la sua ventesima stagione con un progetto espositivo che ne interpreta pienamente lo spirito: “20 bici per i 20 anni”, una collezione di venti biciclette specialissime, ciascuna simbolo di un’impresa che ha segnato la storia del ciclismo. Queste specialissime stanno arrivando al Museo un po' per volta: siamo già a quota 15 ma la strada della festa sarà lunga ed emozionante perché il museo vuole accendere l’attenzione man mano su ognuna di esse.

Parallelamente il taglio del nastro coinvolge anche una mostra che racconta i primi vent’anni del Museo. Tre sale espositive con cimeli e immagini iconografiche dall’album dei ricordi che si apre su 20 anni di incontri, storie, collaborazioni e amicizie costruite dentro e fuori l’esposizione di questo spazio - il più grande del mondo con quasi 3.000 cimeli - che parla la lingua mondiale del ciclismo da sempre.

Si parte dalla nascita del mito del Ghisallo, l'idea del museo, l'apertura e poi la storia di 20 anni di iniziative e presenze importanti di campioni, testimonianze e incontri. Un ventennio di relazioni, con tutti gli Ambassador di un luogo che è profano oltre che santo e destinato ad essere la casa dei ciclisti di tutte e di tutti. L’inaugurazione di questa esposizione per i 20 anni è in programma, dunque, sabato 18 aprile alle ore 17:00, nell’ambito delle celebrazioni di “Ghisallo 20”, a vent’anni dalla fondazione del Museo, avvenuta il 14 ottobre 2006 per volontà di Fiorenzo Magni.

L’idea curatoriale è semplice e fila via veloce: venti biciclette come venti candeline, da accendere una dopo l’altra lungo la stagione, in un racconto progressivo che unisce tecnica, memoria e mito sportivo. Ogni mezzo esposto non è soltanto un prestito, ma è una storia di ciclismo da raccontare e che rende omaggio al Museo e viceversa. Le prime 15 biciclette già arrivate e collocate in pole position, nel piano espositivo principale del museo, delineano con forza questo percorso di memoria che rende orgogliosa la Fondazione guidata da Antonio Molteni, verso un traguardo importante e non scontato.

Dopo aver dedicato diverse mostre alla retrospettiva più antica del mondo del ciclismo questa volta l’esposizione tematica annuale affronta la "storia ciclistica" recente, in linea con lo sguardo di un museo che si sente giovane, forte dei suoi primi 20 anni, e sempre nuovo anche per gli obiettivi di crescita e di internazionalità sino ad ora conquistati. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla collaborazione con le grandi aziende del ciclismo quali Bianchi, BMC, Canyon, Colnago, Giant, Pinarello, Specialized, Wilier Triestina.

Si parte dalla Storia del Ciclismo con la S maiuscola.

La Gios di Roger De Vlaeminck, con cui partecipò alla sfortunata Milano Sanremo del 1975 a cui si affianca la gemella Gios di Roger De Vlaeminck, con cui vinse la Parigi-Roubaix 1977, è la sintesi perfetta del dominio sul pavé: telaio in acciaio, componenti classici e l’essenza di un corridore soprannominato “Monsieur Roubaix”, capace di eguagliare il record di vittorie nella “Regina delle Classiche”.

In ricordo dell’indimenticabile campione Marco Pantani una bicicletta di proprietà di Wilier Triestina, usata nel Giro 1997, è la prima con la sella del logo del Pirata. Si tratta del modello in alluminio 7000 T6 con componentistica Campagnolo Record, simbolo dell'anno d'oro del "Pirata".

La Specialized da cronometro Limited Edition di Mario Cipollini riporta al prologo del Giro d’Italia 2002 a Groningen, con la celebre e provocatoria livrea “tigrata” che gli costò una sanzione ma che rimane una delle immagini più iconiche del ciclismo moderno.

La Specialized VENGE di Tom Boonen, utilizzata ai Giochi Olimpici di Londra 2012, conserva ancora il numero di gara originale. Un documento autentico di una partecipazione olimpica, con la sua livrea arancione dedicata all’evento.

La Specialized Tarmac SL5 di Vincenzo Nibali riporta alla rimonta del Giro d’Italia 2016, con l’attacco sul Colle dell’Agnello e la vittoria a Risoul, una delle pagine più intense e spettacolari della storia recente della corsa rosa.

La Specialized Tarmac SL7 di Julian Alaphilippe, stagione 2021, celebra il titolo mondiale con una verniciatura iridata e una dedica intima sul telaio, una chiave di violino in lamina d’oro in memoria del padre, segno di come il gesto sportivo si intrecci con la dimensione personale.

La Specialized Tarmac SL7 LTD di Remco Evenepoel racconta la Vuelta 2022, il suo primo Grande Giro, dominato con autorità fino a Madrid, segnando il ritorno del Belgio ai vertici delle corse a tappe.

La Specialized Tarmac SL7 di Jai Hindley è la bicicletta della vittoria al Giro d’Italia 2022, costruita sulla tappa decisiva del Passo Fedaia e difesa fino alla cronometro finale di Verona.

Chiude questo primo nucleo la Specialized S-Works Tarmac SL8 “Demi Dreaming” dedicata a Demi Vollering, prodotta in edizione limitata, che unisce estetica e narrazione personale, con un design floreale ispirato alle origini della campionessa.

Accanto a queste altri esemplari tra cui la bicicletta di Filippo Conca campione italiano 2025, la BMC utilizzata da Philippe Gilbert utilizzata al Giro di Lombardia 2012.  Si passa poi al modello celebrativo Canyon del Campione del Mondo Alejandro Valverde utilizzato nella stagione 2019. E poi due biciclette Colnago di Tadej Pogačar, relative ai successi alle Strade Bianche 2024 e 2025: una doppietta di capolavori, con la polvere del successo di questo grande campione dei nostri giorni, che ci sta abituando ad emozioni da record e da collezione. Si aggiungeranno nel corso dell’esposizione altri modelli. L’esposizione farà nuovamente un salto nella storia con Pinarello con la bicicletta del vincitore del Giro d’Italia 1975, Fausto Bertoglio. È la bici di un giovane bresciano dal nome predestinato: Fausto, capace di regalare a Cicli Pinarello il primo Giro d’Italia. Poi si vola nel presente con la Dogma F Edizione Speciale Giro 50 utilizzata l’anno scorso dal team INEOS Grenadiers per la tappa con partenza da Treviso. Fra le altre specialissime in arrivo due Bianchi che saranno rivelate a brevissimo.

“Non è finita qui, - dice Carola Gentilini - ulteriori pezzi a sorpresa andranno a completare il mosaico di questo racconto in onore dell’anniversario del museo. A tutti l’invito a venire al Ghisallo per festeggiare di volta in volta con noi un compleanno tanto speciale. “20 bici per i 20 anni” si configura così come un racconto dinamico, destinato a crescere nel tempo, capace di accompagnare il pubblico lungo tutta la stagione del Ghisallo, trasformando la visita al Museo in un’esperienza in evoluzione, dove ogni ritorno può rivelare una nuova “candela” accesa”.

Il Museo del Ghisallo il 18 aprile inaugura la mostra "Ghisallo 20"

Il Museo del Ghisallo inaugura Ghisallo 20: una mostra ed una collezione temporanea di biciclette che come vere candeline si accendono un po’ alla volta per festeggiare il traguardo del museo fondato nel 2006. L’inaugurazione è fissata sabato 18 aprile alle ore 17:00 con una sfilata di due ruote che celebra le imprese della storia del ciclismo.

Il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo accende la sua ventesima stagione con un progetto espositivo che ne interpreta pienamente lo spirito: “20 bici per i 20 anni”, una collezione di venti biciclette specialissime, ciascuna simbolo di un’impresa che ha segnato la storia del ciclismo. Queste specialissime stanno arrivando al Museo un po' per volta: siamo già a quota 15 ma la strada della festa sarà lunga ed emozionante perché il museo vuole accendere l’attenzione man mano su ognuna di esse.

Parallelamente il taglio del nastro coinvolge anche una mostra che racconta i primi vent’anni del Museo. Tre sale espositive con cimeli e immagini iconografiche dall’album dei ricordi che si apre su 20 anni di incontri, storie, collaborazioni e amicizie costruite dentro e fuori l’esposizione di questo spazio - il più grande del mondo con quasi 3.000 cimeli - che parla la lingua mondiale del ciclismo da sempre.

Si parte dalla nascita del mito del Ghisallo, l'idea del museo, l'apertura e poi la storia di 20 anni di iniziative e presenze importanti di campioni, testimonianze e incontri. Un ventennio di relazioni, con tutti gli Ambassador di un luogo che è profano oltre che santo e destinato ad essere la casa dei ciclisti di tutte e di tutti. L’inaugurazione di questa esposizione per i 20 anni è in programma, dunque, sabato 18 aprile alle ore 17:00, nell’ambito delle celebrazioni di “Ghisallo 20”, a vent’anni dalla fondazione del Museo, avvenuta il 14 ottobre 2006 per volontà di Fiorenzo Magni.

L’idea curatoriale è semplice e fila via veloce: venti biciclette come venti candeline, da accendere una dopo l’altra lungo la stagione, in un racconto progressivo che unisce tecnica, memoria e mito sportivo. Ogni mezzo esposto non è soltanto un prestito, ma è una storia di ciclismo da raccontare e che rende omaggio al Museo e viceversa. Le prime 15 biciclette già arrivate e collocate in pole position, nel piano espositivo principale del museo, delineano con forza questo percorso di memoria che rende orgogliosa la Fondazione guidata da Antonio Molteni, verso un traguardo importante e non scontato.

Dopo aver dedicato diverse mostre alla retrospettiva più antica del mondo del ciclismo questa volta l’esposizione tematica annuale affronta la "storia ciclistica" recente, in linea con lo sguardo di un museo che si sente giovane, forte dei suoi primi 20 anni, e sempre nuovo anche per gli obiettivi di crescita e di internazionalità sino ad ora conquistati. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla collaborazione con le grandi aziende del ciclismo quali Bianchi, BMC, Canyon, Colnago, Giant, Pinarello, Specialized, Wilier Triestina.

Si parte dalla Storia del Ciclismo con la S maiuscola.

La Gios di Roger De Vlaeminck, con cui partecipò alla sfortunata Milano Sanremo del 1975 a cui si affianca la gemella Gios di Roger De Vlaeminck, con cui vinse la Parigi-Roubaix 1977, è la sintesi perfetta del dominio sul pavé: telaio in acciaio, componenti classici e l’essenza di un corridore soprannominato “Monsieur Roubaix”, capace di eguagliare il record di vittorie nella “Regina delle Classiche”.

In ricordo dell’indimenticabile campione Marco Pantani una bicicletta di proprietà di Wilier Triestina, usata nel Giro 1997, è la prima con la sella del logo del Pirata. Si tratta del modello in alluminio 7000 T6 con componentistica Campagnolo Record, simbolo dell'anno d'oro del "Pirata".

La Specialized da cronometro Limited Edition di Mario Cipollini riporta al prologo del Giro d’Italia 2002 a Groningen, con la celebre e provocatoria livrea “tigrata” che gli costò una sanzione ma che rimane una delle immagini più iconiche del ciclismo moderno.

La Specialized VENGE di Tom Boonen, utilizzata ai Giochi Olimpici di Londra 2012, conserva ancora il numero di gara originale. Un documento autentico di una partecipazione olimpica, con la sua livrea arancione dedicata all’evento.

La Specialized Tarmac SL5 di Vincenzo Nibali riporta alla rimonta del Giro d’Italia 2016, con l’attacco sul Colle dell’Agnello e la vittoria a Risoul, una delle pagine più intense e spettacolari della storia recente della corsa rosa.

La Specialized Tarmac SL7 di Julian Alaphilippe, stagione 2021, celebra il titolo mondiale con una verniciatura iridata e una dedica intima sul telaio, una chiave di violino in lamina d’oro in memoria del padre, segno di come il gesto sportivo si intrecci con la dimensione personale.

La Specialized Tarmac SL7 LTD di Remco Evenepoel racconta la Vuelta 2022, il suo primo Grande Giro, dominato con autorità fino a Madrid, segnando il ritorno del Belgio ai vertici delle corse a tappe.

La Specialized Tarmac SL7 di Jai Hindley è la bicicletta della vittoria al Giro d’Italia 2022, costruita sulla tappa decisiva del Passo Fedaia e difesa fino alla cronometro finale di Verona.

Chiude questo primo nucleo la Specialized S-Works Tarmac SL8 “Demi Dreaming” dedicata a Demi Vollering, prodotta in edizione limitata, che unisce estetica e narrazione personale, con un design floreale ispirato alle origini della campionessa.

Accanto a queste altri esemplari tra cui la bicicletta di Filippo Conca campione italiano 2025, la BMC utilizzata da Philippe Gilbert utilizzata al Giro di Lombardia 2012.  Si passa poi al modello celebrativo Canyon del Campione del Mondo Alejandro Valverde utilizzato nella stagione 2019. E poi due biciclette Colnago di Tadej Pogačar, relative ai successi alle Strade Bianche 2024 e 2025: una doppietta di capolavori, con la polvere del successo di questo grande campione dei nostri giorni, che ci sta abituando ad emozioni da record e da collezione. Si aggiungeranno nel corso dell’esposizione altri modelli. L’esposizione farà nuovamente un salto nella storia con Pinarello con la bicicletta del vincitore del Giro d’Italia 1975, Fausto Bertoglio. È la bici di un giovane bresciano dal nome predestinato: Fausto, capace di regalare a Cicli Pinarello il primo Giro d’Italia. Poi si vola nel presente con la Dogma F Edizione Speciale Giro 50 utilizzata l’anno scorso dal team INEOS Grenadiers per la tappa con partenza da Treviso. Fra le altre specialissime in arrivo due Bianchi che saranno rivelate a brevissimo.

“Non è finita qui, - dice Carola Gentilini - ulteriori pezzi a sorpresa andranno a completare il mosaico di questo racconto in onore dell’anniversario del museo. A tutti l’invito a venire al Ghisallo per festeggiare di volta in volta con noi un compleanno tanto speciale. “20 bici per i 20 anni” si configura così come un racconto dinamico, destinato a crescere nel tempo, capace di accompagnare il pubblico lungo tutta la stagione del Ghisallo, trasformando la visita al Museo in un’esperienza in evoluzione, dove ogni ritorno può rivelare una nuova “candela” accesa”.