2^ sezione - Pronunce

Comunicato N. 2 del 18 marzo 2016

Tribunale Federale

COMUNICATO N. 2 DEL  18 MARZO 2016

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 18 marzo 2016 a Roma, presso la sede federale, presenti: il Presidente Avv. Claudio Vallorani, l’Avv. Carlo Iannelli (componente effettivo), l’Avv. Decio Barili (componente effettivo), nonché il Segretario, Sig.ra Claudia Giusti (Funzionario F.C.I.).

 

Il Tribunale Federale II sezione ha emesso le seguenti pronunce:

 

 

N. 04/16: FERMINO LIRA – RICHIESTA DI SVINCOLO PER IL FIGLIO MINORE APPARTENENTE ALLA SOCIETA’ POSTUMIA ’73  - DINO LIVIERO

 

NOMINATO relatore il Presidente del Tribunale Federale 2^ Sezione Avv. Claudio Vallorani il quale espone ed illustra i fatti emergenti dalla documentazione pervenuta alla Segreteria di questo Tribunale in relazione al richiesto nulla osta per lo svincolo dell’atleta Stefano Lira;

SONO PRESENTI l’atleta (minorenne) Stefano Lira insieme ai suoi genitori signori Fermino Lira e Maria Cerati, assistiti dal loro difensore Avv. Enzo Conte;

NESSUNO E’ COMPARSO per l’A.s.d. POSTUMIA ‘73 – DINO LIVIERO;     

 

P R E M E S S O  C H E

Con lettera datata 4.12.2015 inviata alla Società Sportiva Postumia ’73 – Dino Liviero ed al C.R. Veneto della F.C.I., i genitori di LIRA Stefano (atleta che lo scorso anno ha gareggiato nella categoria Allievi di secondo anno, in forza alla menzionata società e destinato a continuare l’attività nella categoria Juniores nell’anno 2016) espongono che:

nel luglio del 2015 i dirigenti della Postumia prospettavano al ragazzo la possibilità di gareggiare, nella stagione successiva, nella “Villadose Pasta Sgambaro”, soc. plurima di cui fa parte la stessa Postumia; - che i medesimi dirigenti indicavano come futuro D.S. della squadra degli Juniores il Sig. Stefano Stecca; - che l’incarico a quest’ultimo (tecnico su cui l’atleta ed i genitori riponevano e ripongono la massima fiducia) veniva assicurato in un successivo incontro presso l’abitazione dei signor Lira nel mese di agosto, alla presenza dello stesso Stecca, del Direttore Tecnico della Società e del D.S. Tarraran, che aveva allenato il Lira nella scorsa stagione; - che soltanto a metà dello scorso novembre,  senza alcun preavviso, il ricorrente veniva a conoscenza del fatto che, senza alcuna apparente motivazione, lo Stecca non avrebbe più avuto l’incarico tecnico promesso all’interno della Villadose Pasta Sgambaro, avendo i dirigenti della società deciso, in modo improvviso e comunque mai in precedenza partecipato ai genitori, di affidare la direzione tecnica dei propri Juniores ad altro tecnico (Sig. Chiarion).

La circostanza determinava, secondo parte ricorrente, il venir meno del rapporto di fiducia tra l’atleta e la società che lo aveva indotto a non valutare altre opportunità (trattandosi di allievo di 2^ anno, infatti, egli non era soggetto ad alcun vincolo sportivo nella futura stagione nella Cat. Juniores), esclusivamente in ragione delle ampie assicurazioni date dalla Società stessa sulla prospettiva di poter svolgere l’attività agonistica con il tecnico che egli più stimava.

La società rispondeva con lettera del 15.12.2015 rappresentando che soltanto nel novembre del 2015 erano sorte problematiche (non meglio precisate) che l’avevano indotta ad assegnare il ruolo tecnico in oggetto a persona diversa dal menzionato Stecca e che, in ogni caso, nulla era mutato nei programmi della società al fine di affrontare al meglio la nuova stagione, garantendo la massima assistenza a tutti gli atleti (compreso, ovviamente, il Lira).    

Con nota del 4.1.2016 il Presidente del C.R. Veneto ha trasmesso a questo Tribunale la documentazione pervenuta in merito a detto Comitato. Dinnanzi a questa Sezione il ricorrente aziona nuovamente la propria pretesa ad ottenere  lo svincolo in via coattiva, evidenziando, con apposita memoria ex art. 40, comma 2, Regolamento di Giustizia Sportiva, la definitiva menomazione del rapporto fiduciario con la Società plurima Villadose Pasta Sgambaro ed oggettivi elementi di riserva sulla figura del nuovo tecnico nominato; il ricorrente, altresì, allega ai fini istruttori  le dichiarazioni del sig. Stefano Stecca in data 22.2.2016 e del sig. Daniele Tarraran già D.S. del Postumia ‘73 i quali entrambi confermano che il corridore e i suoi genitori, nei colloqui preliminari con la società, avevano sempre posto la condizione che il futuro D.S. doveva essere il Sig. Stecca; quest’ultimo peraltro dichiara che soltanto il 14.11.2015, senza alcun preavviso o consultazione né con il corridore né con il tecnico menzionato, la soc. plurima Villadose Pasta Sgambaro decideva immotivatamente di assegnare alla Cat. Juniores altro tecnico.

Sentito a sommarie informazioni nel corso della riunione dinnanzi a questo Collegio, il corridore Stefano Lira ha dichiarato: “per la stagione agonistica in corso non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione da parte della Società né il programma delle gare a cui dovrei partecipare; non ho neanche avuto contatti con il Direttore Sportivo per un programma di allenamenti né mi è stato consegnato il materiale necessario alla mia attività”.

 

CONSIDERATO CHE

 

- il caso in esame è riconducibile alla previsione di cui all’art. 32, comma 5, lett. f),  in virtù del quale questa Sezione è deputata a giudicare “sulle richieste di scioglimento coattivo del vincolo sportivo per giusta causa e per inadempienza”;

- al riguardo il sindacato del Tribunale federale appare più ampio ed incisivo rispetto a quello tradizionalmente attribuito ai sensi dell’art. 28 del R.T.A.A.: è cioè possibile oggi adire l’organo di giustizia ai sensi della lett. f) cit., non solo al fine di un controllo estrinseco sulla legittimità del diniego di trasferimento opposto dalla società sportiva (in genere prima dell’inizio della nuova stagione agonistica) ma anche al fine di verificare, in corso di rapporto, situazioni perturbatrici degli impegni rispettivamente assunti laddove assurgano ad un livello di gravità tale da integrare le clausole generali della “giusta causa” o della “inadempienza”;

- quindi: sindacabilità non solo dell’atto di diniego ma anche del rapporto sportivo; non solo della fase genetica di instaurazione del rapporto ma anche del rapporto sportivo in corso di svolgimento, sussistendone i presupposti (giusta causa o inadempienza); 

- in questa ottica possono assumere rilievo quelle condotte assunte dalla società tali da compromettere definitivamente il rapporto fiduciario con l’atleta, così da costituire giusta causa dello scioglimento del rapporto contrattuale-sportivo in corso o, come nella specie, del vincolo sportivo che lega l’atleta alla società di appartenenza nella precedente stagione;

- ad avviso del Collegio i fatti sopra narrati, come rappresentati dal ricorrente – e da considerare veritieri in assenza di puntuali contestazioni da parte della Società, che non ha neanche ritenuto di partecipare alla riunione svoltasi dinnanzi a questo Tribunale – assurgono a giusta causa di scioglimento coattivo del vincolo sportivo in quanto appare provato che l’impegno assunto dalla Società (e successivamente disatteso) di assumere le prestazioni del tecnico Stecca sia stato il motivo determinante della scelta dell’atleta di impegnarsi nel progetto “Villadose Pasta Sgambaro” (vedi, oltre a quanto dichiarato dal ricorrente, le dichiarazioni dei signori Stecca e Tarraran);

- non si deve infatti dimenticare che l’atleta, fino alla data “fatidica” del 31.10.2015, entro la quale era possibile chiedere il tesseramento con altra società, non era ad alcun titolo vincolato a restare, in quanto proveniente dalla Cat. Allievi di 2^ anno, la quale com’è noto, in base al vigente RTAA non è soggetta al vincolo sportivo;

- le assicurazioni della Società, nel caso concreto, sono state l’elemento determinante del consenso prestato dall’atleta e l’improvvisa scelta della Società (mai adeguatamente motivata) di avvalersi di altro tecnico, benché certamente legittima in via generale, nella specie si è rivelata fortemente lesiva, in concreto, per le aspettative del giovane che ha vissuto come una sorta di “tradimento” il fatto che, non solo non  si è mantenuto quanto gli era stato promesso, ma anche e soprattutto (ed in questo possono evidenziarsi elementi di scorrettezza) il fatto che né lui né i suoi familiari sono stati avvisati, in tempo utile per compiere una diversa scelta sportiva, della diversa scelta che la società stava maturando: trattasi di informazione che il generale dovere di correttezza imponeva invece alla società di fornire; 

- in altri termini, è stata rappresentata dalla a.s.d. all’atleta in termini di certezza una prospettiva tecnica che, in realtà, era, per la stessa società, se non inesistente, fortemente dubbia;

- tenuto conto pertanto delle circostanze del caso concreto e dei tempi in cui sono maturate e rese conoscibili al ricorrente le scelte della società (e riaffermando in generale l’ovvio principio che ogni società ha pieno diritto di scegliere i tecnici di sua fiducia), questa Sezione ritiene che si sia realizzato, nei termini rappresentati da parte ricorrente, quella definitiva lesione dell’elemento fiduciario tra le parti che è tale da legittimare il ricorso allo scioglimento del vincolo e l’autorizzazione del corridore a trasferitisi ad altra società;

- depongono a supporto della suddetta conclusione anche le circostanze da ultimo evidenziate da parte ricorrente, relative al totale disinteresse manifestato nei suoi confronti dalla società che non lo ha mai contattato in questo periodo e, in particolare, non lo ha convocato né per sostenere i test programmati né per il ritiro di inizio stagione;  

 

P.Q.M.

 

il Tribunale Federale II Sezione, dichiara sciolto il vincolo sportivo per giusta causa ai sensi dell’art. 32, comma 5, lett. f) Regolamento di Giustizia Sportiva ed autorizza il trasferimento dell’atleta Stefano LIRA ad altra società.

 

N. 05/16: FURLAN NICOLA – RICHIESTA SVINCOLO PER IL FIGLIO MINORE APPARTENENTE ALLA SOCIETA’ S.C. CAPRIOLO OSTILIO MOBILI

 

NOMINATO relatore il Presidente del Tribunale Federale 2^ Sezione Avv. Claudio Vallorani il quale espone ed illustra i fatti emergenti dalla documentazione pervenuta alla Segreteria di questo Tribunale in relazione al richiesto nulla osta per lo svincolo dell’atleta Furlan Matteo;

SONO PRESENTI il padre dell’atleta atleta (minorenne) sig. Nicola Furlan ed il Presidente della S.C. Capriolo Ostilio Mobili Sig. Claudio Corti;

 

Premesso che:

- con ricorso a questo Tribunale presentato in data 7.2.2016 il sig. Nicola Furlan, genitore dell’atleta, rappresentando di avere tempestivamente inoltrato in data 1.10.2015 alla Società in epigrafe la richiesta di nulla osta per il trasferimento del figlio (sottoposto a vincolo sportivo) ad altra società, la quale non veniva accolta dalla S.C. Capriolo, rappresenta le seguenti circostanze a giustificazione della propria istanza:

  1. il D.S. della Società avrebbe affermato in più occasione che “non avrebbe più fatto la squadra”;
  2. nei mesi di luglio ed agosto 2015 il medesimo D.S. in più di un’occasione avrebbe omesso di assistere i ragazzi negli allenamenti;
  3. a causa di un recente intervento chirurgico (documentato) la madre del ragazzo sarebbe impossibilitata per molti mesi ad accompagnare il ragazzo in automobile agli allenamenti infrasettimanali della squadra con partenza da Passirano (località che dista circa km. 18 dall’abitazione del ricorrente); si sarebbero pertanto ingenerati problemi logistici insormontabili tali da impedire al corridore di partecipare regolarmente agli allenamenti programmati, mentre il D.S. della Società Feralpi, a cui il giovane aspirerebbe ad essere trasferito, ha garantito la piena assistenza ai familiari dell’atleta per consentirgli di raggiungere i luoghi di appuntamento (vedi dich. a verbale del 18.3.2016 del Sig. Nicola Furlan)
  • nella riunione svoltasi dinnanzi a questo Collegio il sig. Claudio Corti, Presidente della ASD Capriolo, ha prodotto il verbale del Consiglio Direttivo della Capriolo del 3.12.2016 dal quale risulta la disponibilità della Società di provvedere al trasporto del Furlan dalla scuola a casa e fino al luogo di allenamento nei giorni prescritti di allenamento di squadra;
  • l’impegno della società viene quest’oggi confermato dal Presidente Corti.

 

Considerato che:

La richiesta di nulla osta al trasferimento ad altra società non può essere accolta considerata la sostanziale irrilevanza (al fine di giustificare il possibile scioglimento del vincolo sportivo federale) dei fatti addotti ai punti 1) e 2) della superiore narrativa, atteso che l’intenzione della S.C. Capriolo di non rifare la squadra è stata smentita nei fatti dalla successiva condotta societaria e che, in ogni caso, nessuna volontà seria ed impegnativa può ricavarsi dalle dichiarazioni (estemporanee) di un tecnico, privo di poteri rappresentativi e vincolanti per la A.s.d. cui appartiene.

Quanto alla mancata partecipazione del D.S. agli allenamenti dei ragazzi, anche l’odierna discussione conferma che si è trattato di fatti episodici e non “gravi” in quanto dalle affermazioni del Presidente Corti, non smentito sul punto dal ricorrente, emerge che la Società ha comunque sempre seguito gli allenamenti in oggetto attraverso altri soggetti da essa incaricati.

Le problematiche logistiche, infine, non possono dirsi più attuali e, tantomeno, “insormontabili” stante l’impegno formalmente assunto dalla Società, al cospetto di questo Giudice, di fornire piena assistenza al giovane al fine del suo accompagnamento agli allenamenti.

A questo punto devono negarsi serie e concrete ragioni a giustificazione del richiesto nulla osta, al di là della generica preferenza manifestata dall’atleta per una diversa destinazione nella stagione ormai in corso. Trattasi però di esigenza sicuramente recessiva di fronte alle prescrizioni regolamentari in tema di vincolo federale scaturenti dagli artt. 25 e ss. RTAA.

 

P.Q.M.

 

il Tribunale Federale II Sezione, respinge il ricorso.

 

 

 

 

 

N. 06/16: STIRANO DOMENCIO - RICHIESTA SVINCOLO PER LA FIGLIA MINORE APPARTENENTE ALLA SOCIETA’ G.S. CICLI LUCCHINI

 

NOMINATO relatore il Presidente del Tribunale Federale 2^ Sezione Avv. Claudio Vallorani il quale espone ed illustra i fatti emergenti dalla documentazione pervenuta alla Segreteria di questo Tribunale in relazione al richiesto nulla osta per lo svincolo dell’atleta Stirano Martina;

NESSUNO E’ PRESENTE il per le parti interessate;

 

Premesso e considerato che:

  • il Sig. Stirano ha adito questo Tribunale federale allo scopo di vedersi riconosciuto “il fatto di avere pagato già (in data 12.12.2013) uno svincolo di 1180 euro a favore di una precedente società per poter iscrivere Miriam al G.S. Lucchini” mentre l’attuale normativa imponeva a quest’ultima di farsi carico del pagamento dei punteggi di valorizzazione e del “bonus”  secondo l’ammontare previsto dalla normativa federale (vedi nota a mezzo Email del sig. Stirano del 5.2.2016);
  • con lettera racc. a.r. (priva di data) la società G.S. CICLI LUCCHINI ha comunque comunicato al sig. Stirano, esercente la potestà genitoriale, la concessione del nulla osta alla minore, subordinandola però al pagamento del punteggio previsto dai regolamenti federali (Euro 250,00 di bonus ed Euro 1.425,00 di punteggio di valorizzazione);
  • il ricorrente non contesta detto ammontare ma, in sostanza, pretende che gli sia riconosciuto, a titolo di compensazione, il precedente pagamento di Euro 1.180,00 (importo da lui versato ma in realtà gravante sulla Lucchini, che nel 2013 assumeva le prestazioni sportive di Miriam Stirano proveniente da altra società),  da computare in detrazione dall’ammontare oggi preteso dalla società cedente (la citata Lucchini) nei confronti della società cessionaria (ASD Italia Factory Team);

- il Collegio rileva che la domanda, prima ancora che infondata, deve dichiararsi inammissibile: la citata comunicazione della G.S. LUCCHINI non fa altro che dare applicazione al R.T.A.A. e, precisamente, dall’art. 29 a mente del quale Il premio di addestramento e formazione tecnica è dovuto alla Società cedente da parte della Società cui si è trasferito il corridore, nella misura determinata dal punteggio acquisito dal corridore medesimo nel corso della, o delle stagioni agonistiche disputate per la medesima Società cedente, sulla base dei parametri stabiliti dall’allegato 7 del presente regolamento e del valore punto stabilito dal Consiglio Federale.

Il premio di addestramento e formazione tecnica più l’eventuale bonus, deve essere corrisposto contemporaneamente al rilascio del nulla osta…”;

- con detta dichiarazione la società manifesta di dare accoglimento all’istanza di trasferimento, pretendendo somme che sono obbligatoriamente a carico della società cessionaria, il che denota una carenza di interesse a coltivare il ricorso in capo al rappresentate legale dell’atleta in quanto le controversie di natura patrimoniale, eventualmente insorte tra ASD di appartenenza e tesserato, esulano dalla competenza di questo Tribunale in materia di vincolo sportivo (assumendo, semmai, connotazione civilistica);

- peraltro, trattandosi di somme che il citato art. 29 pone espressamente a carico della società di destinazione (che le deve versare contestualmente al trasferimento) non si vede come il ricorrente possa pretendere di opporre in compensazione alla GS LUCCHINI un credito che (ove in ipotesi si dimostri sussistente) è suo proprio e non della soc. cessionaria, comunque tenuta a pagare per intero il punteggio di valorizzazione ed il bonus, come prescritti dalla normativa federale.

 

P.Q.M.

 

il Tribunale Federale, II Sezione, respinge il ricorso.

 

 

N. 07/16: BONASSI FABRIZIO – RICHIESTA SVINCOLO PER IL FIGLIO MINORE APPARTENENTE ALLA SOCIETA’ S.C. CAPRIOLO OSTILIO MOBILI

 

NOMINATO relatore il Presidente del Tribunale Federale 2^ Sezione Avv. Claudio Vallorani il quale espone ed illustra i fatti emergenti dalla documentazione pervenuta alla Segreteria di questo Tribunale in relazione al richiesto nulla osta per lo svincolo dell’atleta Bonassi Dario;

SONO PRESENTI il padre dell’atleta atleta (minorenne) sig. Bonassi Fabrizio ed il Presidente della S.C. Capriolo Ostilio Mobili Sig. Claudio Corti;

 

Premesso che:

- con ricorso a questo Tribunale presentato in data 10.2.2016 il sig. Fabrizio Bonassi, genitore dell’atleta, dopo avere tempestivamente inoltrato in data 19.10.2015 alla Società in epigrafe la richiesta di nulla osta per il trasferimento del figlio (sottoposto a vincolo sportivo) ad altra società, richiesta non accolta dalla S.C. Capriolo, rappresenta le seguenti circostanze a giustificazione della propria istanza:

1) il D.S. della Società avrebbe affermato in più occasione che “non avrebbe più fatto la squadra”;

2) nei mesi di luglio ed agosto 2015 il medesimo D.S. in più di un’occasione avrebbe omesso di assistere i ragazzi negli allenamenti;

3) durante un allenamento il Benassi era coinvolto in una lite con un compagno di squadra (maggiorenne) che degenerava in un contatto fisico: il D.S. non è intervenuto per sanzionare in qualche modo il grave episodio, quanto meno richiamando entrambi i ragazzi ad una condotta più rispettosa e consona ai valori sportivi; da ciò si sarebbe ingenerata una vera crisi nei rapporti con la società sfociata nella consegna, da parte del corridore, del vestiario e del materiale tecnico alla ASD e nella deliberata chiusura anticipata (di circa 3 settimane) della sua stagione agonistica; 

- nella riunione svoltasi dinnanzi a questo Collegio il sig. Claudio Corti, Presidente della ASD Capriolo, ha sottolineato il carattere del tutto episodico del fatto specifico addotto dal ricorrente e la serietà del D.S. destinatario delle critiche rivolte dal Bonassi, trattandosi di persona che da molti anni si dedica con passione al seguito degli atleti e che, peraltro, si è assentato dagli allenamenti soltanto in due o tre occasioni al massimo.

 

Considerato che:

La richiesta di nulla osta al trasferimento ad altra società non può essere accolta considerata la sostanziale irrilevanza (al fine di giustificare il possibile scioglimento del vincolo sportivo federale) dei fatti addotti ai punti 1) e 2) della superiore narrativa, atteso che l’intenzione della S.C. Capriolo di non rifare la squadra è stata smentita nei fatti dalla successiva condotta societaria e che, in ogni caso, nessuna volontà seria ed impegnativa può ricavarsi dalle dichiarazioni (estemporanee) di un tecnico, privo di poteri rappresentativi e vincolanti per la A.s.d. cui appartiene.

Quanto alla mancata partecipazione del D.S. agli allenamenti dei ragazzi, anche l’odierna discussione conferma che si è trattato di fatti episodici e non “gravi” in quanto dalle affermazioni del Presidente Corti, non smentito sul punto dal ricorrente, emerge che la Società ha comunque sempre seguito gli allenamenti in oggetto attraverso altri soggetti da essa incaricati.

Quanto al fatto specifico esposto nella superiore narrativa, il Collegio deve ravvisarne il carattere del tutto episodico del fatto, dal quale non si evincono specifiche responsabilità del D.S. peraltro intervenuto soltanto in un momento successivo al verificarsi della lite.

In ogni caso, nella sua oggettività, la condotta (unica) rimproverata non assurge a quel livello di gravità tale da poter ingenerare la crisi del rapporto fiduciario tra atleta e società sportiva.

Pertanto devono negarsi serie e concrete ragioni a giustificazione del richiesto nulla osta, al di là dell’asserita difficoltà dell’atleta nei suoi rapporti personali con il D.S., esigenza certamente recessiva di fronte alle prescrizioni regolamentari imperative in tema di vincolo federale, scaturenti dagli artt. 25 e ss. RTAA, che non consentono, in siffatte fattispecie, lo scioglimento coattivo del vincolo.

 

P.Q.M.

 

il Tribunale Federale, II Sezione, respinge il ricorso.

 

 

N. 8/2016 - RICORRENTE ELISABETTA RATTI NELL'INTERESSE DEL FIGLIO MINORE LORENZO BERTOLINI - RICHIESTA NULLA OSTA PER SVINCOLO REGIONALE.

 

VIENE NOMINATO relatore il componente avv. Decio Barili, che espone i fatti allegati dal ricorrente con reclamo ex art. 28 R.T.S. depositato a mezzo del suo difensore con atto del 10.2.2016, col quale è stato richiesto il nulla osta d'ufficio al trasferimento dell'atleta minorenne in altra società sportiva posta al di fuori della regione di appartenenza, per la stagione agonistica 2016.

Detta richiesta risulta formalmente inoltrata alla segreteria di questo Tribunale in data 12.2.2016 e pertanto posta a base del presente procedimento, avviato ex art. 35 lett. b) del Regolamento Federale sulla base della ripartizione di competenze per materia prevista dall'art. 32 comma 5 lett. e) di detto regolamento.

L'UDIENZA SI SVOLGE con l'intervento del difensore della ricorrente, avv. Sara Ciuffi, la quale illustra la memoria difensiva introduttiva con allegati agli atti, produce documentazione e, quanto alla dichiarazione della Soc. U.C. Casano allegata a nota del C.R. Ligure dell’1/03/2016, ne contesta la rilevanza probatoria.

Nessuno è presente per  la società di appartenenza, né è pervenuto scritto nel suo interesse.

Il Comitato regionale Liguria ha fatto pervenire scritto difensivo con relativi allegati, datato 1.3.2016, sopra menzionato.

All'esito della discussione,

 

IL TRIBUNALE FEDERALE SEZIONE II

 

RILEVATO che la richiesta di concessione di nulla osta al trasferimento dell'atleta minore Lorenzo Bertolini, allievo di primo anno nella corrente stagione agonistica, è finalizzata ad ottenere lo svincolo dal Comitato Regionale di appartenenza, cioè quello ligure, risultando provato e incontestato il fatto che la società per la quale il ragazzo è attualmente tesserato, la A.S.D. Velo Club Bottagna, ne ha formalizzato lo svincolo siccome priva di squadra allievi nel 2016;

PRESO ATTO delle posizioni assunte dai protagonisti della controversia in esame, riassumibili come appresso:

- quanto all'atleta reclamante, il suo difensore rappresenta come il protrarsi della attuale situazione, stante il diniego del Comitato regionale Ligure al trasferimento del ragazzo presso la società toscana A.S.D. Velo Club Carrara “...possa arrecare un irreparabile pregiudizio all'attività sportiva dell'atleta e minarne fortemente la salute psichica” in quanto “...allo svincolo dell'atleta Bertolini Lorenzo da parte della A.S.D. Velo club Bottagna non ha, però, fatto seguito alcuna concreta ed effettiva proposta di tesseramento da parte di una società sportiva ligure che svolga attività nella categoria allievi primo anno, cosicchè, ad oggi, risulta oggettivamente impossibile per l'atleta poter continuare a svolgere attività agonistica per una società affiliata al Comitato Regionale Ligure”;

 - quanto al Comitato di appartenenza, nella nota in premessa a firma del suo Presidente Sandro Tuvo giustifica il proprio operato asserendo che “...ha deciso di non concedere il nulla osta per il trasferimento dei giovani atleti appartenenti alle categorie agonistiche giovanili (esordienti, allievi e juniores) a società tesserate per altre regioni, anche al fine di rispettare l'impegnativo lavoro che viene svolto dalle società regionali per garantire lo svolgimento dell'attività fisica come strumento di tutela della salute, per la formazione della persona e per lo sviluppo della cultura sportiva, nel rispetto dei principi dettati dalla Carta Olimpica...con specifico riferimento al caso dell'atleta Lorenzo Bertolini, abbiamo verificato presso le società della provincia di La Spezia se vi fossero società interessate e/o disponibili a tesserare il ragazzo ed abbiamo constatato la disponibilità della società UC Casano –come da mail allegata- ad inserire l’atleta nella rosa del team Allievi…”;  

CONSIDERATO che la dichiarazione di disponibilità di altra società ligure appare seria e  rilevante, anche alla luce della sua produzione da parte dell’organo territoriale protagonista della vicenda, apparendo invece generiche e non incisive le contestazioni di carattere meramente formale al riguardo sollevate dalla ricorrente;

RITENUTO, pertanto, che appare superato quello che, nelle allegazioni dello stesso reclamante, appare quale l’ostacolo principale alla prosecuzione dell’attività agonistica del Bertolini nella sua regione di residenza e causa essenziale del conseguente, riferito seppur non documentato disagio emotivo, risultando le ulteriori motivazioni (frequentazioni con gli appartenenti alla squadra toscana della A.S.D. Velo Club Carrara; tesseramento del fratello minore con la medesima società; ottimizzazione della logistica familiare penalizzata da gravi pregresse vicende) seppure meritevoli di seria considerazione, purtuttavia non idonee, di per sé sole, a giustificare la chiesta deroga al generale principio del vincolo regionale previsto dalla struttura Federale anche nel 2016 per talune categorie di atleti;             

VISTO l'art. 28 Regolamento tecnico strada FCI;

 

P.Q.M.

Rigetta il reclamo.

 

 

N. 9 /2016 – RICORRENTI SOC. WORLD ON BIKE TEAM ASD E GENITORI ESERCENTI POTESTA’ SU MINORE GIOELE SOLENNE RICHIESTA TRASFERIMENTO ATLETA AD ALTRA SOCIETA’.

 

NOMINATO relatore il componente effettivo del Tribunale Federale 2^ Sezione Avv. Decio Barili il quale espone ed illustra i fatti e le deduzioni contenute nella richiesta di nulla osta al trasferimento dell’atleta e nei relativi allegati;

 

IL TRIBUNALE FEDERALE SEZIONE II

 

PREMESSO CHE

dalla documentazione in atti risulta:

a) che l'atleta Gioele Solenne, categoria esordienti, è attualmente tesserato per la  A.S.D.  WORLD ON BIKE TEAM (cod. 01E1995);

b) che il Presidente della squadra di appartenenza con missiva del 15.2.2016 ha chiesto il passaggio del detto tesserato alla società “A.S. DILETTANTISTICA TEAM CICLOTECA” per la corrente stagione agonistica 2016, dopo aver premesso che  “...a breve l’atleta si dovrà trasferire dalla propria residenza attuale allontanandosi dalla sede degli allenamenti della società; la possibilità di seguire il tesserato in occasione di allenamenti e gare diventa obiettivamente complicata…è intenzione della WORLD ON BIKE TEAM non pregiudicare l’attività sportiva e la stagione agonistica del proprio atleta…è intenzione della AS DILETTANTISTICA TEAM CICLOTECA …tesserare e seguire il ragazzo per la stagione agonistica 2016;

c) che tale ultima società ha formalizzato, con dichiarazione del 18.2.2016 a firma del Presidente Valter Onesti, la propria disponibilità al tesseramento di Gioele Solenni, precisando di essere “…a conoscenza che l’atleta ha già corso con la maglia del proprio team nella stagione 2016”; 

d) che i genitori dell’atleta minore hanno “ratificato” e condiviso detto accordo fra le due società, formalizzando il loro consenso alla operazione con missiva indirizzata alla FCI;  

CONSIDERATO CHE

- il caso in esame è riconducibile alla previsione di cui all’art. 26, ult. co., RTAA, il quale prevede che il trasferimento dell’atleta sottoposto a vincolo è comunque consentito ove consti il reciproco consenso manifestato per iscritto dal tesserato e dalla società;

- l’ostacolo, in astratto rappresentato dall’essere la stagione ormai ampiamente in corso e scaduto il termine per l’affiliazione ad altra società, può essere superato, in via di deroga ed eccezione, in considerazione del fatto che dagli atti prodotti risulterà a breve impossibile per la società di appartenenza assicurare all’atleta il necessario sostegno logistico per consentigli la partecipazione ad allenamenti e gare;

- quanto sopra determina l’esigenza (da apprezzare come “prevalente”) di un trasferimento immediato ad altra società;

 

P.Q.M.

 

autorizza il trasferimento dell’atleta minore Gioele Solenne dalla società di appartenenza WORLD ON BIKE TEAM ASD alla società A.S. DILETTANTISTICA TEAM CICLOTECA.

 

 

N. 10 /2016 – RICORRENTE SOC. CERAMICHE PAGNONCELLI ASD - RICHIESTA REVOCA NULLA OSTA AL TRASFERIMENTO CONCESSI DAL COMITATO REGIONALE LOMBARDIA AGLI ATLETI ALESSIO BONORA E ANSELMI DANIELE

 

NOMINATO relatore il componente effettivo del Tribunale Federale 2^ Sezione Avv. Decio Barili il quale espone ed illustra i fatti e le deduzioni contenute nella richiesta di revoca del nulla osta al trasferimento degli atleti indicati in oggetto, nonché di ogni altro documento agli atti,

 

IL TRIBUNALE FEDERALE SEZIONE II

 

RILEVATO che la iniziativa in questione è correttamente demandata alla decisione di questo Organo di Giustizia, per effetto di quanto disposto in via generale quale “norma di chiusura” dall’art. 32 comma 1 vigente Regolamento Giustizia e, con riferimento alla attribuzione a questa Sezione, dal comma 5 lett. e) della medesima norma;

PRESO ATTO delle allegazioni della società ricorrente, la quale ha fatto pervenire due successivi scritti all’Ufficio:

- il primo con racc.ta  a/r datata 23.1.2016, con la quale ha chiesto “…che codesta spett. Commissione revochi i nulla osta concessi d’ufficio ai suddetti atleti dal Presidente “facente funzione” del Comitato regionale Lombardo sig. Cordiano Dagnoni in quanto a nostro avviso in contrasto con il primo paragrafo delle “norme sul trasferimento atleti per l’anno 2016” che di fatto ripete quanto chiaramente recita l’art. 7 (capitolo primo) del regolamento tecnico Giovanissimi. Allo scopo si precisa…che la nostra società ha provveduto in tempo utile alle prescritte comunicazioni…alle famiglie degli atleti in questione garantendo che per la nuova stagione avrebbe provveduto secondo regolamento al tesseramento fra gli esordienti di tutti i G6 in organico nel 2015, cosa peraltro nota ai genitori dei due ragazzi in quanto facenti parte in quella stagione del Consiglio Direttivo della nostra Società…aggiungiamo che il signor Presidente Lombardo facente funzione ha messo a nostro avviso in atto un ulteriore abuso…concedendo come evidenziano i due documenti allegati a un solo genitore (il sig. Fabio Bonora) oltre a quello del proprio figlio anche il nulla osta di Daniele Anselmi…riteniamo che quanto meno il nulla osta dell’Anselmi debba essere revocato…”;

il secondo, allegato a mail del 12.2.2016, costituente memoria esplicativa del precedente atto/ricorso, con la quale ha fra l’altro chiarito, riferendosi al proprio diniego di concessione nulla osta ai due atleti, che “…nel prendere la nostra decisione abbiamo ritenuto opportuno –trattandosi di giovanissimi G6- di attenerci a quanto chiaramente recita l’art. 7 capitolo primo del regolamento tecnico giovanissimi e non all’art. 30 evocato dal Comitato regionale Lombardo e riguardante le categorie agonistiche…in quello “giovanissimi” non si fa infatti cenno al termine ultimo di tesseramento del direttore sportivo mentre tutti gli altri dettati sono stati da noi correttamente rispettati aggiungendo anche che nel caso specifico un ritardo di alcuni giorni riguardava solo una situazione interna della società…”;

RITENUTO, pertanto, che resti estraneo alla indagine del Tribunale ogni aspetto relativo al merito della insorta controversia fra tesserati e società di appartenenza, dovendo la questione essere esaminata esclusivamente sotto un duplice profilo formale, in primis per valutare la corretta applicazione, da parte del Comitato regionale Lombardo, della normativa in base alla quale è stata concessa la possibilità di trasferimento ai due atleti dopo il diniego di nulla osta da parte della società di appartenenza, oggi ricorrente; in secundis per accertare se risulti o meno agli atti formale richiesta di nulla osta per l’atleta Daniele Anselmi, proveniente dai soggetti a ciò legittimati e cioè gli esercenti la potestà sul minore;

CONSIDERATO che il richiamo operato dalla società ricorrente al “regolamento tecnico giovanissimi” è ultroneo, essendo pacifico che per la stagione corrente i due tesserati, già giovanissimi G6 nel 2015, sono saliti nella categoria di esordienti di primo anno e che pertanto le norme regolamentari in tema di trasferimenti atleti sono, nella fattispecie, quelle prescritte per la stagione agonistica 2016 dal vigente R.T.A.A.;

PRESO ATTO che per stessa ammissione proveniente dalla società ricorrente, come sopra riportata, al momento della richiesta di trasferimento non era stato ancora tesserato il direttore sportivo e dunque ricorreva una delle situazioni integranti, a norma dell’art. 30 RTAA vigente, il diritto al trasferimento pur in presenza di diniego societario allo svincolo;

RITENUTO dunque corretto l’operato del Comitato regionale Lombardo;

RITENUTA da ultimo infondata la questione, sollevata in via gradata, relativa alla eccepita irritualità della concessione del nulla osta all’atleta Daniele Anselmi per i motivi indicati dalla ricorrente, risultando agli atti ben due formali richieste a firma del padre del minore, Pierluigi Anselmi, l’una datata 26.10.2015 ed inviata a mezzo racc.ta a/r al CR Lombardo  e per conoscenza anche alla società ricorrente, dalla stessa ricevuta il 29.10.2015, l’altra datata 5.1.2016 e pervenuta al CR di appartenenza il 7.1.2016;      

VISTI gli artt. 28 e seguenti del Regolamento Federale Tecnico Strada;

 

P.Q.M.

Rigetta il ricorso.

 

 

 

  Il Presidente del Tribunale Federale II Sezione

                                                                           Dott. Claudio Vallorani

 

Pubblicato il 23-03-2016