2^ sezione - Procedimenti n. 07 - 12 /2021

Comunicato N. 7 del 19 aprile 2021

Tribunale Federale

Nell’udienza collegiale ritualmente convocata, svoltasi in video conferenza il giorno 8 Aprile 2021, presenti il presidente Avv. Andrea Leggieri, i componenti Avv. Lucia Bianco e Avv. Angelo Attanasio, nonché il Segretario Franco Fantini (funzionario FCI), il Tribunale Federale 2^ Sezione, ha emesso la seguente pronuncia:

PROCEDIMENTO Nr. 07/2021 - Longato Alberto e Tattoni Gioia, genitori esercenti la potestà sul minore Longato Giovanni (categ. juniores 1°anno, tessera n.A095612) - Società A.D. Centro Sportivo Libertas Scorzè - Richiesta concessione nulla osta ex art.28 del R.T. Strada.

Sono presenti,

i ricorrenti, Alberto Longato insieme al figlio Giovanni Longato, assistiti dall’Avv. Carmelo Fabrizio Sebastiano Carbone;  

la resistente,  società A.D. Centro Sportivo Libertas Scorzè, nella persona dei sigg. Mario Pollon e Danilo Michieletto, rispettivamente Presidente e componente della Libertas Scorzè, assistiti dall’Avv. Gianmaria Daminato;

è inoltre presente il Presidente del C.R. Veneto, Sandro Checchin.

PREMESSO CHE

a) i ricorrenti, mediante raccomandata a/r, in data 31.08.2020, indirizzata alla società A.D. Centro Sportivo Libertas Scorzè ed al Comitato Regionale Veneto, richiedevano ex artt.28 e ss. del Regolamento Tecnico del Settore Strada, la concessione del nulla osta al trasferimento presso altra società sportiva per la stagione 2021 dell’atleta minorenne Longato Giovanni;

b) i sigg. Longato, non avendo ottenuto alcun riscontro scritto dalla resistente, attraverso l’intervento dello studio legale del dott. Andrea Fin, facevano pervenire, a mezzo mail del 04.11.2020, formale richiesta di nulla osta all’odierna resistente fondata: “su un accordo che prevedeva la possibilità per il corridore minorenne di scegliere di trasferirsi presso un’altra società al termine della stagione 2020 senza che la società CS Libertas Scorzè si avvalesse del vincolo di appartenenza previsto per la categoria juniores dalle normative federali”.

c) tale richiesta veniva riscontrata, con mail del 10.11.2020, dall’ing. Danilo Michieletto, qualificatosi responsabile del settore ciclismo della società A.D. Centro Sportivo Libertas Scorzè, il quale, contestando nei fatti la ricostruzione della vicenda, così replicava: “esistono delle norme e dei regolamenti emanati dalla Federazione Ciclistica Italiana a cui tutti gli atleti, tutte le società e tutti i dirigenti federali e non devono attenersi;

d) i ricorrenti, preso atto della mancata volontà della A.D. Centro Sportivo Libertas Scorzè di concedere il nulla osta al trasferimento presso altra società, adivano, con ricorso del 18.11.2020, il Comitato Regionale Veneto, in quanto: “La società CS Libertas Scorzè si impegnava a rinunciare al vincolo di appartenenza, qualora al termine della stagione 2020, per qualsiasi motivo, l’atleta avesse presentato richiesta di trasferimento ad altra società per il 2021. Di tale accordo raggiunto verbalmente non veniva redatto alcun atto scritto, in quanto le rassicurazioni ricevute da parte dei dirigenti della CS Libertas Scorzè erano tali da indurre un totale affidamento da parte dei sigg. Longato, pertanto, si chiedeva “la concessione del nulla osta d’ufficio, entro i termini previsti dal Regolamento Tecnico Strada FCI, per il trasferimento dell’atleta ad altra società appartenente allo stesso Comitato Regionale, indicata sin d’ora nel GS Work Service Brenta”;

e) il Comitato Regionale Veneto, in data 26.11.2020, con comunicazione inviata via PEC, notificava il diniego alla concessione del nulla osta per il trasferimento in quanto: “non si ritengono che le problematiche evidenziate siano sufficienti ad interrompere il vincolo societario in essere del giovane atleta con la propria Società….Si evidenzia comunque che non è facoltà di questo C.R. Veneto di entrare in merito ad eventuali accordi di carattere privatistico che a nostro avviso impegnano le parti e non la Federazione Ciclistica Italiana”, auspicando un riavvicinamento tra le parti, al fine di definire rapidamente la posizione del giovane atleta;

f) parte ricorrente, il 01.03.2021 proponeva reclamo al Tribunale Federale al fine di: “concedere il nulla osta al trasferimento ad altra società dell'atleta minorenne Giovanni Longato concedendo a quest'ultimo lo svincolo e consentendogli di trasferirsi presso altra società appartenente ad un diverso Comitato Regionale”;

CONSIDERATO CHE

- all’udienza di trattazione, parte i ricorrenti, con l’Avv. Carbone, riportandosi al contenuto del proprio ricorso e alla memoria di replica successivamente depositata, deducevano ulteriormente, a corroborazione della propria richiesta di concessione del nulla osta per il trasferimento dell’atleta minore Longato Giovanni ad altra Società appartenente ad un diverso Comitato Regionale, il sistematico porre in essere di condotte vessatorie, negligenti, minatorie, destituite di fondamento giustificativo della resistente che avevano contributo alla genesi di problematiche, anche di natura psicologica, per le quali si era reso necessario spostare la residenza del solo minore presso amici di famiglia in Massa (Ms), al fine di consentire all’atleta di riprendere l’attività sportiva in un ambiente più tranquillo; i ricorrenti, altresì, chiedevano di poter depositare un certificato di residenza anagrafica dell’atleta, emesso dal Comune di Massa in data 08.04.2021;

- nel ricorso sono stati evidenziati i contenuti dell’art.26, co.2 del Regolamento Tecnico del Settore Strada, secondo il quale tale vincolo deve comunque rispettare, in linea prioritaria, le norme del diritto di famiglia, ribadendo le spiegate esigenze di famiglia già esplicitate negli atti di causa;

- la società A.D. Centro Sportivo Libertas Scorzè, attraverso l’Avv. Daminato, negando ogni addebito contestatole e rimarcando la propria correttezza nell’operato svolto nei confronti dell’atleta, riportandosi al proprio atto introduttivo ed ai documenti ivi allegati, insisteva per l’accoglimento delle conclusioni di cui alla memoria di costituzione e, in relazione alla memoria di replica depositata dai ricorrenti ne faceva rilevare l’irritualità, contestandola specificamente nel contenuto;

- la resistente, inoltre, in relazione al certificato di residenza, chiedeva al Tribunale di valutarne la irritualità del deposito in riferimento alla data del medesimo, rimarcava la totale assenza di motivazioni valide che potessero corroborare la richiesta di rilascio del nulla osta d’ufficio, con conseguente scioglimento del vincolo, e ribadiva con fermezza la volontà di voler puntare ancora sull’atleta per la stagione 2021, garantendogli la più ampia disponibilità a metterlo nelle migliori condizioni per correre, in conformità e nel rispetto dei Regolamenti della FCI;

- il Tribunale adito ammetteva il deposito sia della memoria di replica del ricorrente, in quanto giunta nel rispetto dei 5 giorni regolamentari dall’udienza di trattazione previsti dall’art.40 co.2 del Reg. di Giustizia Sportiva, sia del certificato di residenza anagrafica, in quanto mero documento attestante il cambio di residenza dell’atleta già avvenuto, dopo i dovuti controlli previsti dalla normativa in vigore, in data 02.03.2021. Questa circostanza si evince dal fatto che, una volta che il Comune della nuova residenza verifica la sussistenza dei requisiti ritenuti necessari dalla legge per il trasferimento, la residenza viene retrodatata al momento della richiesta. I ricorrenti, pertanto, hanno provato con idonea attestazione del Comune di Mogliano Veneto del 04.03.21, allegata in atti, che l’Ufficio Anagrafe avesse notificato il trasferimento, a partire dal 01.03.21, dell’avvenuta residenza anagrafica di Longato Giovanni nel Comune di Massa (Ms), il quale, conseguentemente, attraverso il proprio Servizio demografico, attestava di aver ricevuto richiesta di iscrizione all’anagrafe comunale a partire dal 02/03/21;

RITENUTO CHE

- il caso de quo, introdotto ex art. 28 del Regolamento Tecnico del Settore Strada fa desumere, preliminarmente, la competenza di questo Tribunale Federale, II sezione, ai sensi dell'art. 32, co. 5 lett. e) e f) del vigente Regolamento di Giustizia Sportiva della Federazione Ciclistica Italiana(FCI), nonché la tempestività del reclamo.

- verificata, altresì, l’allegazione del versamento del contributo per l’accesso ai servizi di giustizia, la condizione di procedibilità di cui all’art. 11, co. 4, del Reg. di Giustizia Sportiva risulta soddisfatta,

- il citato art.32 co. 5, alla lettera e) giudica sulle controversie tra società, tesserati (anche stranieri), Comitati Regionali in materia di tesseramento e svincolo; alla lettera f) giudica sulle richieste di scioglimento coattivo del vincolo sportivo per giusta causa e per inadempienza;

- le decisioni riguardanti lo svincolo di atleti minorenni, per le particolarità legate ai singoli casi e per la delicatezza degli interessi coinvolti, non possono trovare un’univoca soluzione;

- in base all’art. 2, co. 9, dello Statuto Federale della FCI, alle Società sportive, quali affiliate, fa capo l’obbligo di osservare lo Statuto stesso, le norme sportive Antidoping, il Codice di Comportamento etico-sportivo emanato dal CONI, il Regolamento di Giustizia Federale e gli altri Regolamenti Federali, nonché le decisioni e le delibere degli organi della Federazione, mentre l’atleta, in seguito al tesseramento, ha il dovere di osservare, ex art. 4, co. 5, lo Statuto stesso, i Regolamenti e le deliberazioni degli organi federali.

- l’art. 6, co. 6, dello Statuto, inoltre, prevede che le modalità di trasferimento e di svincolo siano deliberate dal Consiglio Federale e riportate nel Regolamento dell’Attività Agonistica, mentre l’art. 1, co. 5, del Regolamento di Giustizia Sportiva della FCI dispone che la non conoscenza dello Statuto e dei Regolamenti Federali non può essere invocata a nessun effetto;

- il rapporto tra la società Scorzè e l’atleta Giovanni Longato va disciplinato in base alle prescrizioni sancite dalle norme federali;

- l’art. 26 del Regolamento Tecnico del Settore Strada stabilisce la possibilità di disporre un vincolo di appartenenza per talune categorie di atleti, che non deve comunque superare i 4 anni.

- alla luce delle norme previste dall’ordinamento sportivo, il vincolo, limitato ad un lasso di tempo ragionevole, è diretto a realizzare interessi meritevoli di tutela, in quanto consente alle società ciclistiche di pianificare i servizi gratuiti erogati in favore dei giovani atleti e non può costituire alcuna violazione al diritto alla libera esplicazione dell’attività sportiva, considerato che in nessun ambito ordinamentale esistono libertà assolute e non condizionate quanto a modalità di esercizio, limiti, tempi, ecc.. La libertà di associazione, pertanto, non appare violata dal regime vincolistico, poiché l’adesione a qualsiasi associazione comporta il volontario assoggettamento della persona alle regole, ai vincoli e alle limitazioni sancite dai regolamenti in ambito associativo;

- in questo quadro si inserisce però anche il secondo comma dell’art. 26, che specifica come il vincolo in oggetto debba comunque “rispettare, in linea prioritaria, le norme del diritto di famiglia”. Il legislatore federale, astenendosi dal richiamare una specifica previsione normativa e collocando l’inciso proprio all’interno della disposizione sul vincolo, ha inteso stabilire che le scelte ad esso relative devono ispirarsi, prioritariamente, ai principi posti a salvaguardia della famiglia e dell’interesse dei minori. Di conseguenza, qualora esistano situazioni di danno che coinvolgano un minorenne o condizioni di pericolo alle quali egli risulta esposto, in base al co. 2 dell’art. 26, l’interesse alla sua tutela dovrà giudicarsi prevalente sull’interesse alla permanenza del vincolo ivi regolato (cfr. decisione n.5/18 - Corte d’Appello, II sez., della FCI);

- affinché si configuri questa ultima ipotesi, deve trattarsi di una situazione reiterata, cristallizzata e consolidata, nei tempi e nei modi, tale da rendere impossibile la prosecuzione del normale rapporto tra l'atleta e la società e come l'incompatibilità ambientale debba essere dimostrata e coincidere con consumati elementi oggettivi o soggettivi, gravi, presenti ed insormontabili;

- non si riscontrano, analizzando gli atti di causa, nella richiesta dei ricorrenti, sufficienti elementi riconducibili alle previsioni normative del citato art.32, co.5, del Regolamento di Giustizia Sportiva, in quanto non si configurano situazioni di giusta causa e/o di inadempienza, motivanti il rilascio del nulla osta d’ufficio per trasferimento ad altra società appartenente ad un diverso comitato regionale;

- nel caso de quo, trattandosi di categoria juniores è previsto il vincolo sportivo dell’atleta con la Società, la quale ha chiaramente manifestato l’intenzione di voler continuare l’attività con l’atleta per la stagione sportiva 2021;

- va verificato, in relazione al trasferimento di residenza dell’atleta, se prevalgono sul vincolo sportivo le condizioni per l’applicazione del contenuto dell’art. 26 co. 2° del Regolamento Tecnico del Settore Strada riguardanti “le norme del diritto di famiglia”;

- le motivazioni addotte dai ricorrenti nel ricorso introduttivo, nella memoria di replica e reiterate verbalmente all’udienza di trattazione, pur richiamando i prevalenti principi del diritto di famiglia ex art.26 co.2 del Regolamento Tecnico del Settore Strada, deducenti una presunta incompatibilità ambientale dovuta a condotte vessatorie che avrebbero provocato malesseri di natura psicofisica e il non rispetto degli accordi privati tra le parti non scritti (accordi, come giustamente evidenziato dalla decisione del C.R. Veneto, che “impegnano le parti e non la Federazione Ciclistica Italiana”), non rientrano nella giurisdizione del decidente adito Tribunale, e per tale motivo, non sono riconducibili al caso de quo, né tantomeno sono sufficienti per giustificare la richiesta di scioglimento del vincolo d’ufficio per il cambio di residenza e il conseguente trasferimento presso altro Comitato Regionale;

- questa interpretazione è in linea con la decisione n.1/2010 dell’Alta Corte di Giustizia, massimo organo di Giustizia Sportiva. La Corte, per un caso analogo di svincolo per trasferimento di residenza di un’atleta minorenne di un’altra Federazione (Federazione Italiana Pallacanestro), cosi si è espressa in merito alle condizioni necessarie per ottenere il nulla osta d’ufficio per cambio di residenza: “occorre innanzitutto rilevare che la previsione (ossia svincolo d’ufficio per cambio di residenza) ha una duplice finalità di assicurare da un canto, per queste categorie di atleti-giocatori in fase di formazione e/o non legati da particolare rapporto professionistico - lavorativo, un trattamento derogatorio del sistema di vincolo e del “nulla osta”. D’altro canto si tende a conciliare un equo contemperamento degli interessi della compagine associativa – societaria, delimitando e rafforzando la tutela di taluni specifici interessi della persona degli atleti valutati come prioritari, con particolare riguardo ai giovani e ai dilettanti, che hanno…. un vincolo con la società di tutt’altro che esigua durata. 9. In altri termini l’atleta giocatore (non professionista o di categoria giovanile) con vincolo sportivo, cioè tesserato in una società o associazione per sport a squadra……., è libero – come qualsiasi soggetto - di fare sport e di vivere abitualmente dove crede opportuno fissare la residenza, secondo le proprie aspirazioni e esigenze personali. Tuttavia, se vuole continuare l’attività agonistica organizzata…. e continuare ad essere tesserato…. passando ad altra società sportiva, l’atleta deve osservare certe regole, in modo da essere liberato dai vincoli associativi, seguendo determinate procedure, che prevedono il nulla osta della società di appartenenza come ipotesi di carattere generale (nel nostro caso gli artt.25 e ss. del R.T.A.A. della FCI)…. Come norma derogatoria al sistema di nuovo tesseramento e di necessario consenso della società, che è titolare del vincolo associativo (esclusivo con una sola società), (nell’ambito della FCI si tratta dell’art.26 R.T.A.A.) prevede un sistema privilegiato, a favore degli atleti del settore non professionistico o di categoria giovanile, quando ricorrano motivi di studio o familiari o di lavoro, collegati, sotto il profilo di causalità attiva e determinante, ad una giusta causa di trasferimento della residenza, diversa da quella all’atto del tesseramento. La giustificazione di questa deroga (e come norma derogatoria è di stretta interpretazione) è data - oltre come indispensabile correttivo al vincolo associativo eccessivamente o irragionevolmente prolungato nel settore considerato - dal giustificato cambiamento stabile della residenza in un Comune diverso da quello originario del momento del tesseramento. Più precisamente deve trattarsi di un trasferimento stabile di residenza - causato da tassativi motivi (giusta causa giustificativa) - in Comune di altra Regione o Provincia non limitrofa, per cui debba escludersi una compatibilità delle attività sportive nella squadra e società originaria con le esigenze di studio, familiari e di lavoro diversamente e giustificatamente localizzate. In tali circostanze le anzidette esigenze, con valore di giusta causa di trasferimento, sono ritenute preminenti e si presumono – una volta consolidate con il decorso di un determinato periodo - non conciliabili con il mantenimento del tesseramento e del vincolo associativo sportivo originario dal punto di vista della localizzazione delle attività. 10. In realtà la norma (nell’art. 26 co.2 del R.T.A.A. della FCI) non ritiene sufficiente il puro e semplice trasferimento effettivo di residenza, che trasformerebbe il trasferimento in una scelta, unilaterale ad libitum, di interrompere il vincolo sportivo-associativo e di pretendere un nuovo tesseramento. Invece questo trasferimento di residenza, per rendere valida la pretesa di nuovo tesseramento con altra società, deve essere giustificato e causato dalle esigenze prioritarie di studio, familiari o di lavoro, di modo che queste esigenze devono essere un prius, come comprovato antecedente causale, rispetto alla scelta di cambiare residenza e società. Naturalmente questi profili giustificativi costituiscono elementi costitutivi della pretesa di nuovo tesseramento (senza “nulla osta”) e, quindi, devono essere specificamente allegati e provati, cioè devono essere invocati con la domanda ed assistiti da idonea documentazione”. Con questa decisione l’Alta Corte di Giustizia sportiva fa riferimento all’art.16 del Regolamento esecutivo della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) rubricato “Tesseramento conseguente a cambiamento di residenza del giocatore” il quale rispetto all’enunciato dell’art.26 co.2 del R.T.A.A. della FCI si preoccupa anche di verificare che il trasferimento di residenza sia effettivo e stabile (stessa previsione dell’art.111 delle Norme Organizzative Interne della Federazione Italiana Gioco Calcio), prevedendo che gli effetti di decorrenza del nuovo tesseramento si producano solo dopo un congruo termine  (un anno o novanta giorni, se si tratta di giocatore minore e si trasferisce l’intero nucleo familiare) dall’effettivo cambio di residenza ciò per assicurare un consolidamento della dimora abituale;

- questo Tribunale non può non tenere in considerazione il fatto che i ricorrenti abbiano prima adito il Comitato Regionale Veneto per ottenere il trasferimento dell’atleta minorenne ad altra società (indicandone anche la denominazione) appartenente allo stesso Comitato Regionale, mentre solo successivamente, nel ricorso, hanno chiesto il rilascio del nulla osta d’ufficio al trasferimento presso altra società fuori Regione (in Toscana o nella vicina Liguria) per il comportamento in malafede, negligente e minatorio della società Scorzè nei confronti dell’atleta;

- nella fattispecie in oggetto, anche l’iter seguito per ottenere lo svincolo fa propendere per La non applicabilità della normativa derogatoria sul vincolo sportivo nel caso siano preminenti gli interessi del diritto di famiglia ex art.26 co.2 R.T.A.A. in quanto: a) i ricorrenti non hanno sufficientemente provato, seguendo anche il ragionamento logico espresso dall’Alta Corte di Giustizia nella summenzionata decisione,  che la lamentata incompatibilità ambientale, collegata anche ad altre esigenze prioritarie di studio, familiari, di lavoro e di salute dell’atleta o almeno di un genitore, sia stata l’antecedente causale, il cd. “prius", rispetto alla scelta di cambiare residenza (fuori regione) e società; b) il cambio di residenza dell’atleta minore Giovanni Longato non è stato preceduto da altri elementi (es. passaggio ad un altro istituto scolastico in un luogo vicino alla nuova residenza) che possano sufficientemente motivare un trasferimento che non sia meramente occasionale o finalizzato ad altri scopi, diversi da quelli costituenti giusta causa e, soprattutto, trattandosi di atleta minorenne, lo spostamento è avvenuto senza che sia stato associato al trasferimento “giustificato” di residenza (per esigenze lavorative e/o di salute, così come statuito da numerose decisioni di questo Tribunale Federale, anche attraverso la stessa decisione n.2 del 08/02/19, riportata in atti dai ricorrenti) almeno di un genitore o, in caso di decadenza, di chi ne ha la responsabilità genitoriale;

- gli stessi ricorrenti, nella richiesta di trasferimento della residenza del 22.02.21, allegata al ricorso, a firma dell’atleta e dei genitori, dichiarano che con i componenti della famiglia amica (che ha concesso l’immobile in comodato all’atleta) non sussistono rapporti di parentela, affinità, adozione, tutela o vincolo affettivo;

- in virtù di quanto sopra, non è riscontrabile un’esigenza prevalente di un trasferimento immediato ad altra società di un diverso Comitato Regionale;

P.Q.M.

Questo Tribunale Federale, Sezione II, in composizione Collegiale, non concede il nulla osta, per trasferimento ad altra Società, all’atleta minore Longato Giovanni.

 

Il Presidente

Avv.to Andrea Leggieri   

                                    

Il Relatore

Avv.to Angelo Attanasio       

 

*****

 

RIUNITOSI in teleconferenza in data 15 Aprile 2021,  nelle persone dell’Avv. Andrea Leggieri (Presidente), dell’Avv. Angelo Attanasio e dell’Avv. Lucia Bianco (componenti) nonché il Segretario Sig. Franco Fantini (funzionario F.C.I.), il Tribunale Federale 2^ Sezione, ha emesso la seguente pronuncia:

PROCEDIMENTO N. 12/2021 – CIURCA ANGELO  - RICHIESTA TRASFERIMENTO ATLETA MINORE CIURCA JACOPO BRUNO  AD ALTRA SOCIETA’.

IL TRIBUNALE FEDERALE SEZIONE II

 PREMESSO CHE

dalla documentazione in atti risulta che:

a) l'atleta CIURCA Jacopo Bruno, categoria Esordiente (tessera A042230) è attualmente tesserato per la società ASD BUSSOLINO SPORT (cod. 01U2202); il genitore ha manifestato la volontà, per motivi logistici, del suo trasferimento alla società ASD MONTALD BIKE 2016 (cod. 01N2333)

b) il Presidente della squadra di appartenenza, Sig. Antonio MAZZONE, ha autorizzato per iscritto il passaggio del tesserato ad altra società già nella corrente stagione agonistica;

CONSIDERATO CHE

- il caso in esame è riconducibile alla previsione di cui all’art. 26, ultimo comma, RTAA, il quale prevede che il trasferimento dell’atleta sottoposto a vincolo è comunque consentito ove consti il reciproco consenso manifestato per iscritto dal tesserato e dalla società;

P.Q.M.

  autorizza il trasferimento dell’atleta CIURCA Jacopo Bruno dalla società ASD BUSSOLINO SPORT (cod. 01U2202) alla società ASD MONTALD BIKE 2016 (cod. 01N2333) .

 

Il Presidente

Tribunale Federale II Sezione

Avv. Andrea Leggieri

 

Pubblicato in data 19 Aprile 2021