2^ sezione - Procedimeno n. 29 / 2022

Comunicato N. 17 del 14 novembre 2022

Tribunale Federale

Il Tribunale Federale II Sezione, riunitosi in teleconferenza in data 4 novembre 2022, nelle persone dell’avv. Daniela Gobat (Presidente), avv. Serena Imbriani (componente) e avv. Danika La Loggia (componente), alla presenza del Segretario Franco Fantini (funzionario FCI), all’esito della Camera di Consiglio tenutasi successivamente all’udienza, all’unanimità dei propri componenti ha definito il procedimento e pronunciato la seguente decisione:

RG N. 29/2022 – Ricorso Carlo Fabio Marcello Calcagni avverso il provvedimento di annullamento del tesseramento FCI in qualsiasi categoria del ciclismo paralimpico del 22 luglio 2022.

Con atto depositato il sig. Carlo Calcagni, rappresentato e difeso dall’Avv. Anna Maria Santoro, come da delega in atti, ha proposto ricorso a questo Tribunale chiedendo di annullare il provvedimento di annullamento del tesseramento FCI in qualsiasi categoria di Ciclismo paralimpico per i seguenti motivi:

- il ricorrente lamenta la violazione di norme statutarie e regolamentari in materia di sport e norme fondamentali di diritto costituzionale quali il diritto alla salute dell’atleta paralimpico Calcagni; in particolare lamenta la violazione dell’art. 6 del Regolamento Internazionale, in quanto la Classificatrice Signora Terry Moore, collegata in videoconferenza e senza avvalersi della documentazione medica, avrebbe arbitrariamente assegnato al ricorrente la Sport Class NE con Status C.

- il ricorrente, inoltre, lamenta che nulla avrebbe fatto la Federazione Ciclistica Italiana in punto di ricorsi, appelli od esposti contro l’UCI e per questo motivo ritiene che debba essere dichiarata la nullità o annullabilità del provvedimento di recepimento del provvedimento dell’UCI.

Verificata la regolarità della notifica del ricorso alle controparti, nessuno si costituiva per la Federazione Ciclistica Italiana né per il Comitato Paralimpico.

 

All’udienza del 4 novembre 2022 parte ricorrente, illustrato nel dettaglio il proprio ricorso, insisteva per l’accoglimento delle conclusioni in esso dedotte.

Veniva sentito personalmente, altresì, il ricorrente, il quale relazionava circa lo svolgimento della visita di valutazione effettuata dall’ UCI, così come riportato nel ricorso.

L’Intestato Tribunale si riuniva in camera di consiglio, all’esito della quale rigettava il ricorso per i seguenti

MOTIVI

Preliminarmente questo Tribunale richiama l’art. 2 del Regolamento Organico della Federazione, che disciplina i rapporti della Federazione con l’UCI.

Secondo tale normativa la Federazione Ciclistica Italiana, quale affiliata all’Unione Ciclistica Internazionale, è tenuta all’applicazione dei suoi Regolamenti.

Specificatamente le norme tecnico – organizzative dell’UCI integrano la normativa Federale.

Partendo da tale presupposto, nel caso di specie, trattasi di valutazione di una disabilità ammissibile, di competenza esclusiva dell’UCI e, pertanto, la normativa di riferimento è il Regolamento UCI, capitolo 16.

Il ricorrente, innanzitutto, lamenta una presunta irregolarità nello svolgimento della valutazione da parte della Commissione UCI, in quanto ci sarebbe stata un’unica Commissaria e la visita si sarebbe svolta in collegamento telematico. Tutto ciò è regolamentato dall’articolo 16.4.012, che prevede espressamente che la visita possa essere svolta da un unico Classificatore.

Ciò posto, qualora l’atleta, all’esito della visita avesse voluto presentare ricorso, avrebbe dovuto attenersi necessariamente a quanto previsto dalla Parte Sei del Regolamento UCI:

- innanzitutto, il reclamo può essere presentato solamente da una Federazione Nazionale o dal Comitato Paralimpico Nazionale, oppure dall’UCI come Federazione Internazionale per il paraciclismo.

Inoltre il termine per proporre il ricorso è di un’ora dopo la pubblicazione dei risultati della valutazione dell’atleta.

Tutto ciò non è stato rispettato, ma dirimente oltre a tutto quanto detto, è il punto16.4.020 il quale sancisce che “il reclamo non può essere formulato su un atleta che si sia visto attribuire una classe Sportiva Non Idoneo (NE).

Purtroppo, questa è la valutazione attribuita al ricorrente dopo la visita.

Questo Tribunale, pertanto, ritiene che il corretto iter da seguire sarebbe stato quello indicato dal Regolamento UCI.

La Federazione Italiana non poteva che recepire la valutazione della Commissione UCI; per questo, il Tribunale adito, superato il problema della competenza, considerato che la Sezione II sarebbe effettivamente quella competente in materia di tesseramenti, non può che rigettare il ricorso in quanto con il proprio provvedimento di annullamento del tesseramento la Federazione ha obbligatoriamente recepito un provvedimento dell’Organismo Internazionale sovraordinato

PQM

Il ricorso viene respinto

 

Il Presidente

Avv. Daniela Gobat                        

 

Data di pubblicazione: 14 novembre 2022