2^ sezione - Motivazioni Procedimenti n. 16/2016 e n. 17/2016

Comunicato N. 9 del 15 dicembre 2016

Tribunale Federale

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 15 dicembre 2016 a Roma, presso la sede federale, presenti: il Presidente Avv. Claudio Vallorani, l’Avv. Carlo Iannelli (componente effettivo), l’Avv. Decio Barili (componente effettivo), nonché il Segretario, Sig.ra Claudia Giusti (Funzionario F.C.I.).

 

Il Tribunale Federale II sezione ha emesso le seguenti pronunce:

 

PROCEDIMENTO N. 16/2016: MASON NICOLA E TREVISAN MONIA. RICHIESTA DI SVINCOLO PER IL FIGLIO MINORE FILIPPO MASON APPARTENENTE ALLA SOCIETA’ “A.S. DILETTANTISTICA G.S. FIUMICELLO”

 

VIENE NOMINATO relatore il componente del Tribunale Federale 2^ Sezione Avv. Decio Barili, il quale espone ed illustra i fatti emergenti dalla documentazione pervenuta alla Segreteria di questo Tribunale in relazione al richiesto nulla osta per lo svincolo dell’atleta minorenne Filippo Mason, tesserato per l'anno in corso con la società “A.S. Dilettantistica G.S. Fiumicello” nella categoria giovanissimi G6M. 

E' PRESENTE il padre dell’atleta minorenne, il ricorrente sig. Nicola Mason, il quale si riporta al ricorso e rappresenta le circostanze appresso sintetizzate. 

NESSUNO E’ COMPARSO per la società di appartenenza, né è pervenuto scritto  da parte della stessa.      

I L   T R I B U N A L E

 

Premesso

  • che col ricorso introduttivo i due genitori hanno evidenziato come “...nel corso della stagione agonistica in corso si sia definitivamente menomato il rapporto fiduciario in essere con la associazione sportiva G.S. Fiumicello” per la quale il ragazzo ha gareggiato nella categoria G6 e chiesto lo scioglimento del vincolo sportivo “per giusta causa ai sensi dell'art. 32 comma 5 lett. f) Regolamento di Giustizia Sportiva”;
  • che a sostegno della richiesta hanno prodotto documentazione rappresentativa dell'iter procedurale che li ha indotti ad adire questo Tribunale dopo aver ricevuto il diniego del nulla osta da parte della società ed il successivo mancato accoglimento della richiesta da parte del Comitato Regionale Veneto, il quale ha ritenuto che “...le problematiche ambientali denunciate debbano essere oggetto di chiarimento con i tecnici e dirigenti del G.S. Fiumicello”, auspicando un urgente riavvicinamento fra le parti; 
  • che le ragioni in punto di fatto a sostegno della iniziativa sono state per lo più esposte dal ricorrente nel corso della seduta odierna, allorquando il sig. Nicola Mason, padre dell'atleta, ha inteso verbalizzare che il rapporto fiduciario nei riguardi della società è venuto meno con riferimento alle prospettive di impiego dell'atleta minorenne nella futura stagione agonistica, allorquando passerà alla categoria esordiente di primo anno, i cui appartenenti nel 2016 assume siano stati gestiti dalla società in modo inadeguato sotto il profilo tecnico (a suo dire, per lungo tempo privati del d.s., sottoposti ad allenamenti insieme al gruppo degli allievi e in precarie condizioni di sicurezza su strada considerato il rilevante numero di atleti e un solo automezzo al seguito) ed organizzativo (asseritamente evidente nelle giornate di gara, durante le quali i ragazzi non apparivano sufficientemente seguiti);
  • che detta situazione, secondo il ricorrente, ha condotto gran parte degli atleti G6 ed esordienti della “G.S. Fiumicello” a maturare la intenzione di porre fine al rapporto con la società di appartenenza i cui dirigenti, seppure sollecitati ad un confronto per risolvere le problematiche, come auspicato dallo stesso Comitato regionale di appartenenza, si sarebbero limitati nel corso di un incontro nel settembre/ottobre 2016 a promesse di rafforzamento dell'organico tecnico (direttore sportivo e mezzi al seguito) rimaste però, a detta del ricorrente, generiche e non concretizzate, per poi restare nei mesi successivi del tutto silenti nei riguardi del loro giovane atleta;
  • che per effetto di quanto sopra il minore avrebbe manifestato la intenzione di smettere col ciclismo piuttosto che continuare ad essere tesserato con la “G.S. Fiumicello”, vivendo in stato di prostrazione e scarso rendimento scolastico la presente fase di dissidio fra le parti;
  • che, come detto, la società di appartenenza non ha ritenuto di interloquire nella presente fase “giurisdizionale”, pur formalmente edotta delle richieste ed allegazioni dei ricorrenti;    

Ciò premesso e

Considerato

- che il caso in esame, per effetto della stessa istanza dei ricorrenti, è riconducibile alla previsione di cui all’art. 32, comma 5, lett. f),  in virtù del quale questa Sezione è deputata a giudicare “sulle richieste di scioglimento coattivo del vincolo sportivo per giusta causa e per inadempienza”;

- che al riguardo il potere decisionale del Tribunale Federale appare più ampio ed incisivo rispetto a quello tradizionalmente attribuito ai sensi dell’art. 28 del R.T.A.A., consentendo in sostanza la sindacabilità non solo dell’atto di diniego, ma anche del rapporto sportivo non solo nella fase genetica di instaurazione del rapporto sportivo, ma anche in corso di svolgimento dello stesso, valutandone le vicissitudini, potendo dunque assumere rilievo le condotte ingiustificatamente inadempienti della società tali da compromettere definitivamente il rapporto fiduciario con l’atleta;

  • che però, trattandosi di effetti “eccezionali” (risoluzione del vincolo sportivo societario e/o regionale ordinariamente posto dal Consiglio Federale “per esigenze di carattere tecnico” - art. 26 R.T.strada in vigore- riguardo a talune categorie di atleti) rispetto alla regola generale posta dall'Ordinamento Sportivo competente, il Giudicante è chiamato a valutare con rigore la sussistenza e la idoneità dei motivi posti a sostegno della richiesta;
  • che nella fattispecie in oggetto, pur apparendo non sufficientemente dimostrate le allegazioni in punto di fatto formulate dai ricorrenti (la cui istanza è per lo più incentrata su critiche di carattere generale all'istituto del vincolo sportivo, sulla cui legittimità questo Organo di Giustizia Sportiva non è competente ad esprimersi), è tuttavia compito del Tribunale valutare, in primis, gli aspetti formali dell'atto di diniego al nulla osta opposto dalla società;
  •  che non risulta comprovata da parte della “G.S. Fiumicello” la sussistenza della condizione “soggettiva” di applicabilità del vincolo societario esistente a carico degli atleti cat. G6, cioè il fatto che la società tesseri -o, considerato il periodo temporale, dichiari di voler tesserare- “tutti gli atleti che passano alla categoria superiore”, come letteralmente previsto, anche per l'anno in corso, dal Consiglio Federale in materia di trasferimento dei corridori: unico documento al riguardo, peraltro proveniente dagli stessi ricorrenti stante la assoluta inerzia della società, è proprio la comunicazione sub doc. 2, nella quale NON E' espressa la condizione di cui sopra

P.Q.M.

il Tribunale Federale, II Sezione, accoglie il ricorso ed autorizza il trasferimento dell’atleta Filippo Mason ad altra società regionale.

 


 

PROCEDIMENTO N. 17/2016: OBETTI ROBERTO E VOLKER MARTINA. RICHIESTA DI SVINCOLO PER IL FIGLIO MINORE OBETTI DAMIANO APPARTENENTE ALLA SOCIETA’ “A.S. DILETTANTISTICA G.S. FIUMICELLO”

 

VIENE NOMINATO relatore il componente del Tribunale Federale 2^ Sezione Avv. Carlo Iannelli, il quale espone ed illustra i fatti emergenti dalla documentazione pervenuta alla Segreteria di questo Tribunale in relazione al richiesto nulla osta per lo svincolo dell’atleta minorenne Obetti Damiano, tesserato per l'anno in corso con la società “A.S. Dilettantistica G.S. Fiumicello” nella categoria giovanissimi G6M.

E' PRESENTE il padre dell’atleta minorenne, il ricorrente sig. Obetti Roberto, il quale si riporta al ricorso e rappresenta le circostanze appresso sintetizzate.

NESSUNO E’ COMPARSO per la società di appartenenza, né è pervenuto scritto da parte della stessa.

I L   T R I B U N A L E

 

Premesso

  • che col ricorso introduttivo i due genitori hanno evidenziato come “...nel corso della stagione agonistica in corso si sia definitivamente menomato il rapporto fiduciario in essere con la associazione sportiva G.S. Fiumicello” per la quale il ragazzo ha gareggiato nella categoria G6 e chiesto lo scioglimento del vincolo sportivo “per giusta causa ai sensi dell'art. 32 comma 5 lett. f) Regolamento di Giustizia Sportiva”;
  • che a sostegno della richiesta hanno prodotto documentazione rappresentativa dell'iter procedurale che li ha indotti ad adire questo Tribunale dopo aver ricevuto il diniego del nulla osta da parte della società ed il successivo mancato accoglimento della richiesta da parte del Comitato Regionale Veneto, il quale ha ritenuto che “... le problematiche ambientali denunciate debbano essere oggetto di chiarimento con i tecnici e dirigenti del G.S. Fiumicello”, auspicando un urgente riavvicinamento fra le parti;
  • che le ragioni in punto di fatto a sostegno della iniziativa sono state per lo più esposte dal ricorrente nel corso della seduta odierna, allorquando il sig. Obetti Roberto, padre dell'atleta, ha inteso verbalizzare che il rapporto fiduciario nei riguardi della società è venuto meno con riferimento alle prospettive di impiego dell'atleta minorenne nella futura stagione agonistica, allorquando passerà alla categoria esordiente di primo anno, i cui appartenenti nel 2016 assume siano stati gestiti dalla società in modo inadeguato sotto il profilo tecnico (a suo dire, per lungo tempo privati del d.s., sottoposti ad allenamenti insieme al gruppo degli allievi e in precarie condizioni di sicurezza su strada considerato il rilevante numero di atleti e un solo automezzo al seguito) ed organizzativo (asseritamente evidente nelle giornate di gara, durante le quali i ragazzi non apparivano sufficientemente seguiti);
  • che detta situazione, secondo il ricorrente, ha condotto gran parte degli atleti G6 ed esordienti della “G.S. Fiumicello” a maturare l’intenzione di porre fine al rapporto con la società di appartenenza i cui dirigenti, seppure sollecitati ad un confronto per risolvere le problematiche, come auspicato dallo stesso Comitato regionale di appartenenza, si sarebbero limitati nel corso di un incontro nel settembre/ottobre 2016 a promesse di rafforzamento dell'organico tecnico (direttore sportivo e mezzi al seguito) rimaste però, a detta del ricorrente, generiche e non concretizzate, per poi restare nei mesi successivi del tutto silenti nei riguardi del loro giovane atleta;
  • che per effetto di quanto sopra il minore avrebbe manifestato l’intenzione di smettere col ciclismo piuttosto che continuare ad essere tesserato con la “G.S. Fiumicello”, vivendo in uno stato di prostrazione e di scarso rendimento scolastico causato dalla presente fase di dissidio fra le parti;
  • che, come detto, la società di appartenenza non ha ritenuto di interloquire nella presente fase “giurisdizionale”, pur formalmente edotta delle richieste ed allegazioni dei ricorrenti;

Ciò premesso e

Considerato

-        che il caso in esame, per effetto della stessa istanza dei ricorrenti, è riconducibile alla previsione di cui all’art. 32, comma 5, lett. f), in virtù del quale questa Sezione è deputata a giudicare “sulle richieste di scioglimento coattivo del vincolo sportivo per giusta causa e per inadempienza”;

-       che al riguardo il potere decisionale del Tribunale Federale appare più ampio ed incisivo rispetto a quello tradizionalmente attribuito ai sensi dell’art. 28 del R.T.A.A., consentendo in sostanza la sindacabilità non solo dell’atto di diniego, ma anche del rapporto sportivo, non solo nella fase genetica di instaurazione del rapporto sportivo, ma anche in corso di svolgimento dello stesso, valutandone le vicissitudini, potendo dunque assumere rilievo le condotte ingiustificatamente inadempienti della società tali da compromettere definitivamente il rapporto fiduciario con l’atleta;

-       che però, trattandosi di effetti “eccezionali” (risoluzione del vincolo sportivo societario e/o regionale ordinariamente posto dal Consiglio Federale “per esigenze di carattere tecnico” - art. 26 R.T. strada in vigore riguardo a talune categorie di atleti) rispetto alla regola generale posta dall'Ordinamento Sportivo competente, il Giudicante è chiamato a valutare con rigore la sussistenza e la idoneità dei motivi posti a sostegno della richiesta;

  • che nella fattispecie in oggetto, pur apparendo non sufficientemente dimostrate le allegazioni in punto di fatto formulate dai ricorrenti (la cui istanza è per lo più incentrata su critiche di carattere generale all'istituto del vincolo sportivo, sulla cui legittimità questo Organo di Giustizia Sportiva non è competente ad esprimersi), è tuttavia compito del Tribunale valutare, in primis, gli aspetti formali dell'atto di diniego al nulla osta opposto dalla società;
  • che non risulta comprovata da parte della “G.S. Fiumicello” la sussistenza della condizione “soggettiva” di applicabilità del vincolo societario esistente a carico degli atleti cat. G6, cioè il fatto che la società tesseri -o, considerato il periodo temporale, dichiari di voler tesserare- “tutti gli atleti che passano alla categoria superiore”, come letteralmente previsto, anche per l'anno in corso, dal Consiglio Federale in materia di trasferimento dei corridori: unico documento al riguardo, peraltro proveniente dagli stessi ricorrenti stante l’assoluta inerzia della società, è proprio la comunicazione sub doc. 2, nella quale NON E' espressa la condizione di cui sopra

P.Q.M.

il Tribunale Federale, II Sezione, accoglie il ricorso ed autorizza il trasferimento dell’atleta Obetti Damiano ad altra società regionale.

 

il Presidente del Tribunale Federale

II Sezione

dott. Claudio Vallorani

 

Data di pubblicazione 20/12/2016