2^ sezione - Decisione n. 4 / 2016 (Art. 4, commi 1 e 6 - Art. 13, comma 2 - Art. 31, comma 1 dello Statuto Federale)

Comunicato N. 4 del 10 ottobre 2016

Corte Federale d'Appello

La Corte Federale d’Appello composta dai Signori:

Prof. Avv. Jacopo Tognon -Presidente-

Avv. Gianluca Gulino -Componente effettivo-

Avv. Miriam Zanoli -Componente effettivo ed estensore-

e con l’assistenza dell’Avv. Marzia Picchioni (funzionario FCI) – Segretario-

letta la richiesta di interpretazione avanzata in data 7 ottobre 2016 dal Segretario Generale avente ad oggetto l’articolo 4, commi 1 e 6, l’articolo 13, comma 2 e l’articolo 31, comma 1 dello Statuto Federale

visto l’art. 33, comma 4, lett. f), del Regolamento di Giustizia Federale;

applicato l’art. 20 dello Statuto Federale, che consente la multi-conferenza, garantita la contestualità della partecipazione di tutti i componenti e la possibilità di intervento degli stessi nel corso della stessa sessione;

alla riunione tenutasi a Padova, addì 10 ottobre 2016, luogo ove si trovava il Presidente della Corte, giusta il disposto della disposizione testé citata;

ha adottato la seguente

DECISIONE

IN FATTO

In data 7 ottobre 2016, il Segretario Generale esponeva che l’articolo 4 dello Statuto Federale, nell’elencare al comma 1 i tesserati FCI, vi include “gli atleti, italiani e stranieri che svolgono attività sia dilettantistica che professionistica per un soggetto affiliato”, nonché “i tecnici: direttori sportivi, maestri di mountain bike e fuoristrada, tecnici nazionali, tecnici regionali e allenatori sportivi” e, al tempo stesso, il successivo comma 6, sancisce che “i tesserati FCI hanno diritto a partecipare all’attività federale ed a concorrere, se in possesso dei requisiti prescritti, alle cariche elettive federali”.

Veniva, inoltre, osservato che in forza dei successivi articoli 13, comma 2 e 31, comma 1, da un lato ai suddetti atleti e tecnici fa capo il diritto di voto, mentre, dall’altro, “i cittadini italiani maggiorenni in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura” possono essere eletti o nominati alle cariche previste dallo Statuto in argomento e dalle norme da esso richiamate.

Era dunque domandato a questa Corte di interpretare “se, stante le citate norme, un tesserato FCI straniero (Atleta o Tecnico), abbia diritto a partecipare all’attività federale e, quindi ad esercitare il diritto di voto, nell’Assemblea Elettiva di categoria ed a concorrere, se in possesso dei requisiti prescritti, alle cariche elettive federali”.

IN DIRITTO

Si rileva, preliminarmente, la competenza di questa Corte a fornire l’interpretazione richiesta, ai sensi dell'art. 33, punto 4, lettera f) del Regolamento di Giustizia Sportiva della Federazione Ciclistica Italiana.

E’ evidente che il descritto quesito ha ad oggetto due differenti temi relativi alla corretta individuazione dell’elettorato attivo e passivo.

La prima richiesta interpretativa riguarda infatti il diritto di “un tesserato FCI straniero (Atleta o Tecnico” di esprimere il proprio voto nell’Assemblea Elettiva di categoria.

Di fatto, in base al chiaro dettato dell’art. 4, comma 1, lettera a), coordinato con quanto disposto con l’art. 13, comma 2, l’atleta straniero ha, sicuramente, diritto di voto.

Da chiarire resta dunque, unicamente, se al tecnico straniero, in quanto soggetto non espressamente menzionato nella lettera b) della norma in esame, vada riconosciuto il medesimo diritto.

Per evidenziare l’iniquità a cui si giungerebbe dando una risposta negativa, è sufficiente ipotizzare di darvi applicazione pratica, ottenendo così il paradossale risultato che gli stranieri, tesserati FCI, potrebbero votare nelle assemblee elettive solo se atleti e non se tecnici.

Palese è l’illogicità di tale soluzione, la quale non può certamente supportarsi sul testo della lettera b) dell’art. 4 comma 1, dello Statuto Federale, dove le parole “italiani e stranieri” sono state verosimilmente sottintese solo per non ripetere un inciso appena espresso alla lettera a) e non certo  con l’intenzione di discriminare i tecnici stranieri, tesserati FCI, rispetto al diritto di voto in questione.

Nell’interpretare le disposizioni va inoltre sempre tenuto presente che la FCI è retta da norme emanate in ossequio al fondamentale principio di democrazia interna, il quale viene richiamato dall’art. 1, punto 5. dello Statuto Federale, in armonia con quanto sancito dallo Statuto del CONI, nonché dai Principi Fondamentali degli Statuti delle Federazioni Sportive Nazionali, delle Discipline Sportive Associate.

Anche quest’ultima fonte, tra l’altro, appare pienamente in linea con quanto fin qui argomentato, prescrivendo all’art. 5, punto 5.1.4 che “gli atleti ed i tecnici maggiorenni, regolarmente tesserati ed in attività hanno diritto a voto nelle assemblee di categoria”, senza fare alcun cenno ad esclusioni basate sulla nazionalità.

Rispetto a quanto inequivocabilmente stabilito invece dall’art. 31, comma 1, questa Corte ritiene che, allo stato, l’essere cittadini italiani, maggiorenni, in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura ed in possesso dei requisiti elencati nelle lettere da a) ad e) rappresentino condizioni imprescindibili per essere eletti o nominati alle cariche previste dallo Statuto qui in esame, nonché dalle norme da esso richiamate.

P.Q.M.

la Corte Federale d’Appello, II Sezione, ai sensi dell’art. 33, comma 4, lett. f), del Regolamento di Giustizia Sportiva, in relazione alla richiesta di interpretazione di cui in epigrafe, fornisce il parere richiesto come in motivazione.

 

Così deciso in Padova, addì 10 ottobre 2016.

 

Il Presidente, Prof. Avv. Jacopo Tognon

Il Componente estensore, Avv. Miriam Zanoli

 

Data di pubblicazione 13/10/2016