2^ sezione - Decisione n. 1 / 2016

Comunicato N. 1 del 11 maggio 2016

Corte Federale d'Appello

La Corte Federale d’Appello composta dai Signori:

Prof. Avv. Jacopo Tognon -Presidente-

Avv. Gianluca Gulino -Componente effettivo-

Avv. Miriam Zanoli -Componente effettivo- estensore-

e con l’assistenza dell’Avv. Marzia Picchioni (funzionario FCI) – Segretario-

 

letta la richiesta di interpretazione avanzata in data 2 marzo 2016, dal Giudice Sportivo Regionale, Dott. Domenico Evola, chiarita con nota dell’8 aprile, avente ad oggetto l’art. 1.1.05 delle Norme attuative del Regolamento Tecnico del Settore Amatoriale e Cicloturistico Nazionale (S.A.N.);

visto l’art. 33, comma 4, lett. f), del Regolamento di Giustizia sportiva;

alla riunione tenutasi a Roma, addì 11 maggio 2016, nella sede della Federazione Ciclistica Italiana;

ha adottato la seguente

DECISIONE

IN FATTO

In data 2 marzo 2016, il Giudice Sportivo Regionale, Dott. Domenico Evola, invocando l’art. 33, punto 4, lettera f) del Regolamento di Giustizia Sportiva F.C.I. sottoponeva a questa Sezione della Corte Federale d’Appello, il seguente quesito:

Può un tesserato F.C.I. che tra l’atro ricopre la carica di Presidente del C.P., essere tesserato con l’Ente di Promozione sportiva CSI e se con la tessera può partecipare ad una gara agonistica ciclo amatoriale?”.

In base al citato articolo, tuttavia, la II Sezione della Corte Federale d’Appello: “interpreta le norme statutarie e regolamentari esprimendosi sulla legittimità e conformità di queste ultime e proponendone l’eventuale modifica al Consiglio Federale.”

Conseguentemente, poiché la richiesta, così come espressa, non indicava alcuna norma statutaria o regolamentare da interpretare, ma pareva piuttosto diretta ad ottenere un giudizio - sottratto alla competenza di questo Organo di giustizia - circa la legittimità del comportamento ivi descritto da parte di un tesserato F.C.I., il Giudice Sportivo Regionale era invitato a riformulare la propria richiesta nel rispetto delle disposizioni vigenti.

Successivamente, veniva chiarito - con nota dell’8 aprile - che questa Corte era stata interpellata affinché interpretasse il 1° comma del punto 1.1.05, presente nel Titolo 1° delle Norme Generali, facenti parte delle Norme Attuative del Regolamento Tecnico del Settore Amatoriale e Cicloturistico Nazionale – S.A.N.

L’indicazione, nelle menzionate note a chiarimento, del punto 1.1.06, va certamente attribuito ad un refuso, dato che la disposizione testualmente riportata, corrisponde perfettamente a quella sopra descritta.

IN DIRITTO

Si rileva, preliminarmente, la competenza di questa Corte a fornire l’interpretazione richiesta, ai sensi dell'art. 33, punto 4, lettera f) del Regolamento di Giustizia Sportiva della Federazione Ciclistica Italiana.

Il quesito avanzato a questa Corte Federale d’Appello mira, essenzialmente, ad ottenere un chiarimento in merito a quali siano i soggetti sottoposti al divieto di tesseramento multiplo.

Il 1° comma del punto 1.1.05 è inserito nell’ambito della norma intitolata “divieto di tesseramento multiplo – partecipazione individuale non tesserati”, facente parte delle Norme Attuative del Regolamento Tecnico del Settore Amatoriale e Cicloturistico Nazionale (S.A.N.) e così recita: “E’ consentito il tesseramento soltanto per la FCI. E’ vietato il tesseramento multiplo per la FCI e per uno o più Enti di Promozione Sportiva o per una Federazione Estera”.

In ragione del tenore letterale della prescrizione, non v’è dubbio che il divieto di tesserarsi con più di un organismo sportivo si applichi a tutti gli atleti che praticano lo sport del ciclismo, partecipando a manifestazioni e gare sottoposte al Regolamento Tecnico in questione.

Tuttavia, poiché il Regolamento Tecnico e le Norme Attuative citati devono, in ogni caso, coordinarsi con le previsioni statutarie, occorre indagare sul se il divieto di tesseramento multiplo, senz’altro vigente per l’atleta tesserato F.C.I., possa considerarsi applicabile anche a tutti gli altri soggetti tesserati F.C.I., che troviamo elencati nell’art. 4 dello Statuto.

Non può infatti escludersi la circostanza che alcuni soggetti, già tesserati FCI in differenti vesti, maturino la decisione di praticare il ciclismo e vogliano tesserarsi come cicloturisti o cicloamatori.

Ora, il tenore letterale del 1° comma del punto 1.1.05 delle Norme Attuative del Regolamento Tecnico in esame, l’art. 4, 3° comma dello Statuto e l’art. 3 del Regolamento medesimo, secondo cui il “possesso della tessera della F.C.I.” comporta, per “tutti i tesserati”, l’impegno al rispetto dello Statuto, del Regolamento di Giustizia e Disciplina e delle Norme Sportive Antidoping, nonché di ogni altro Regolamento e normativa approvati dal Consiglio Federale, parrebbero porre un divieto di tesseramento multiplo di carattere assoluto ed erga omnes, estendibile, quindi, a tutti i tesserati F.C.I., anche se non “atleti” cicloturisti e cicloamatori.

Ritiene, però, questa Corte Federale che la predetta conclusione, ancorata al mero tenore letterale delle disposizioni citate, risulterebbe in contrasto con la scelta di collocare il divieto in argomento unicamente nelle Norme Attuative del Regolamento Tecnico de qua, dedicate, in via esclusiva, agli “atleti” ciclisti.

Coerentemente con appena osservato, tra l’altro, la “Premessa” del Regolamento specifica che esso “disciplina l’attività delle categorie di atleti indicate dal primo capoverso del successivo art. 11 ed è applicato con le modalità contenute dalle norme attuative proposte dai rispettivi settori tecnici nazionali all’approvazione del Consiglio Federale.”, l’art. 1, prima parte, fa espresso rinvio all’art. 11 ed il testo di quest’ultimo recita: “Le tessere federali sono rilasciate per una delle seguenti categorie: a) cicloturisti;b)  cicloamatori.

Infine, in via assorbente, lo Statuto Federale, unica fonte che potrebbe far assumere rilevanza assoluta alla limitazione, non prevede alcun divieto di tesseramento multiplo.

P.Q.M.

la Corte Ferale d’Appello, II Sezione, ai sensi dell’art. 33, comma 4, lett. f), del Regolamento di Giustizia Sportiva, in relazione alla richiesta di interpretazione di cui in epigrafe, ritiene che l’art. 1.1.05 delle Norme attuative del Regolamento Tecnico del Settore Amatoriale e Cicloturistico Nazionale (S.A.N.) sia da interpretarsi con efficacia limitata agli “atleti” cicloturisti e cicloamatori.

 

Così deciso in Roma, addì 11 maggio 2016.

Il Presidente, Prof. Avv. Jacopo Tognon

 

data di pubblicazione: 20/05/2016