1^ sezione - RG n. 2/17

Comunicato N. 9 del 3 aprile 2017

Corte Federale d'Appello

RG. N. 2/17 RECLAMANTE (IN APPELLO) SIGNOR CARLO ROSCINI AVVERSO IL PROVVEDIMENTO EMESSO DAL TRIBUNALE FEDERALE 1^ SEZIONE DI CUI AL COMUNICATO UFFICIALE N. 1 DEL 5 GENNAIO 2017.

 

VISTO il reclamo interposto dal signor Carlo Roscini avverso il provvedimento emesso dal Tribunale Federale 1^ Sezione di cui al Comunicato Ufficiale n. 1 del 5 gennaio 2017 pubblicato in pari data;

NOMINATO, nel corso dell'udienza dell'8 febbraio 2017, relatore l'Avv. Claudio Cesare Iacovoni;

PRESENTI per l'Ufficio della Procura Federale il Procuratore Avv. Giorgio De Arcangelis ed il Sostituto Procuratore Avv. Antonino La Storia, nonchè il Segretario, signor Alessandro Bezzi mentre, per il reclamante, sono presenti l'Avv. Susanna Stranieri del Foro di Roma, legale di fiducia del deferito nonché personalmente il signor Carlo Roscini.

CONCLUSIONI:

All’udienza celebratasi in data 8 febbraio 2017, le parti cosi concludevano:

il difensore del reclamante, Avv. Susanna Stranieri, insisteva per l'accoglimento del reclamo, riportandosi integralmente a quanto dedotto ed eccepito nei propri scritti difensivi, nella fattispecie l'atto di reclamo del 20 gennaio 2017 e la successiva memoria difensiva del 4 febbraio 2017, entrambi ritualmente depositati, ma rinunciando espressamente all’eccezione preliminare di illegittimità ed inutilizzabilità delle indagini svolte.

L'Ufficio della Procura Federale, in persona dell'Avv. Giorgio De Arcangelis, insisteva ai fini del rigetto del reclamo presentato dal signor Roscini avanzando inoltre, verbalmente, impugnazione incidentale, ai sensi dell'art. 45, 2 comma, del RGF, e chiedendo quindi l'aggravamento fino ad un anno della sanzione dell’inibizione inflitta al deferito nel provvedimento di primo grado.

Il signor Carlo Roscini personalmente rivendicava, in sostanza, l’assoluta correttezza del proprio comportamento nel corso di circa 40 anni di carriera e l’insussistenza, nella fattispecie, di qualsiasi violazione di norme disciplinari, essendosi limitato a recepire nel proprio comunicato le scelte di natura esclusivamente tecnica operate dal tecnico federale, nell’ambito delle regole che tutte le parti interessate si erano date nel corso della riunione del 3 agosto 2016 del Consiglio Direttivo.

Successivamente la Corte, stante l’improvviso impedimento soggettivo del componente del Collegio Avv. Barbara Baratto Vogliano, rinviava per eventuali repliche e decisioni all’udienza del 24 febbraio 2017, disponendo la sospensione di ogni termine del giudizio disciplinare di secondo grado, ai sensi dell’art. 46, 5 comma, lett. E), del RGF. 

Alla successiva udienza del 24 febbraio 2017, presenti le parti come da verbale, venivano brevemente svolte argomentazioni sul profilo dell’ammissibilità o meno dell’impugnazione incidentale proposta oralmente dalla Procura Federale nel corso della precedente udienza, riportandosi le parti per il resto alle conclusioni gia’ rassegnate.

Il signor Carlo Roscini sottolineava nuovamente la correttezza del proprio comportamento e l’assoluta insussistenza di alcuna scelta di carattere personale nell’individuazione dei corridori partecipanti alla gara ciclistica Giro di Lunigiana.

La Corte Federale d’Appello, all'esito della camera di consiglio, sospendeva il procedimento disciplinare ai sensi dell’art. 33, 4 comma, lett. F) del RGF, rimettendo con ordinanza gli atti alla Corte Federale d' Appello, II^ sezione, con formale richiesta di interpretazione normativa autentica in relazione all'art. 45, 6 comma, del RGF, formulando il seguente quesito: "se la previsione della prima parte dell'art. 45, 6 comma, del Regolamento di Giustizia Federale debba essere interpretata nel senso che l'impugnazione incidentale sia consentita alla parte presente nel precedente grado di giudizio (art. 45, 2 comma, RGF) nel solo caso in cui la prima udienza di discussione dell'appello si svolga entro il termine perentorio previsto dall’art. 45, 2 comma, parte prima, del RGF - ritenendo cosi applicabile al solo giudizio di primo grado il più ampio termine a comparire prescritto dall'art. 37, 2 comma, RGF in tema di fissazione dell’udienza a seguito di atto di deferimento. Oppure la norma in esame debba essere contrariamente intesa, nel senso che l'impugnazione incidentale sia comunque consentita alla parte non appellante, ma presente in primo grado, sino alla prima udienza di discussione dell'appello interposto da altra parte, in deroga al disposto di cui all'art. 45, 2 comma, prima parte, RGF".

In data 24 marzo 2017 la II^ sezione della Corte Federale d'Appello della FCI emetteva la decisione n. 1 sulla richiesta d’interpretazione in questione, enunciando il seguente principio interpretativo: "l'art. 45, 6 comma, RGF va interpretato nel senso che l'impugnazione incidentale possa essere proposta entro la prima udienza solamente se nel momento in cui la stessa viene celebrata non e’ decorso il termine di cui all'art. 45, 2 comma, del RGF".

Preso atto di quanto statuito, la Corte, essendo la causa comunque gia’ matura per la decisione, non occorrendo pertanto la fissazione di nuova udienza come richiesto peraltro dal nuovo difensore del Sig. Carlo Roscini nel frattempo costituitosi in segreteria, decideva come di seguito indicato.   

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Ciò evidenziato l'Organo Giudicante, prima di provvedere alle motivazioni sulla fattispecie contestata, ritiene opportuno richiamare brevemente i fatti oggetto della contestazione.

L'odierno procedimento disciplinare trae origine da un esposto del 7 settembre 2016 mediante il quale il signor Sauro Pioppi, Presidente e legale rappresentante pro tempore della società sportiva GS FORNO PIOPPI FORTEBRACCI ASD, aveva lamentato, denunciandola all'Ufficio di Procura Federale, la mancata convocazione nella Rappresentativa regionale umbra degli atleti Giacomo Cassarà e Federico Rosati (entrambi appartenenti alla categoria Juniores e tesserati in forza alla predetta compagine societaria) ai fini della partecipazione alla corsa denominata 41° Giro della Lunigiana.

Nello specifico, il medesimo signor Sauro Pioppi aveva attribuito la responsabilità della mancata  convocazione dei suindicati atleti al signor Carlo Roscini, Presidente del Comitato Regionale umbro della FCI il quale - proprio in relazione a detta specifica circostanza oggetto di denuncia - all'esito dell'attività inquirente condotta dalla Procura Federale successivamente all'acquisizione del richiamato esposto, veniva deferito in data 30 novembre 2016 in ordine alla violazione disciplinare di cui all'art. 1, n. 1, RGF, in relazione all'art. 25 dello Statuto federale, nonchè alle ulteriori violazioni disciplinari ex artt. 3 e 9 del Codice di comportamento sportivo CONI, come meglio indicato nella parte motiva del predetto atto di deferimento.

Il Tribunale Federale 1^ sezione, con provvedimento di cui al Comunicato Ufficiale n. 1 del 5 gennaio 2017, pubblicato in pari data, ritenuta raggiunta la piena prova delle responsabilità disciplinari ascritte al deferito, irrogava a quest'ultimo la sanzione della inibizione per mesi tre.
In data 20/0112017, il Sig. Carlo Roscini, a mezzo trasmissione PEC per il tramite del proprio legale di fiducia Avv. Susanna Stranieri, interponendo rituale rec1amo, impugnava dinanzi alla Corte Federale di Appello 1^ sezione, il provvedimento assunto dal Giudice sportivo di prime cure, chiedendone, in via principale, la riforma con conseguente proscioglimento da ogni addebito.
In via subordinata veniva richiesto l'annullamento del provvedimento di primo grado, in quanto asseritamente carente nella parte motiva in relazione alle richieste difensive avanzate e, comunque, si chiedeva l'audizione sia dei Presidenti dei Comitati regionali delle Marche e della Toscana - al fine di verificare se nella scelta degli atleti da far partecipare alle gare in rappresentativa regionale esistesse regola scritta che imponesse di partecipare alle gare regionali - sia di tutti gli altri testi specificatamente indicati nell'atto di rec1amo cui, per comodità e sintesi espositiva si rimanda in toto ed, infine, si richiedeva l'acquisizione delle prove documentali costituite dal verbale del Comitato Direttivo del 3 agosto 2016, dalle convocazioni per il Giro della Lunigiana e dall’elenco degli iscritti e dei partenti al Gran Premio di Mocaiana ed al trofeo Strettoio in pari data.

In via estremamente subordinata si richiedeva, infine, la riforma dell'impugnato provvedimento, con riduzione della sanzione e, nel contempo, la predisposizione di un'adeguata motivazione.
In data 4 febbraio 2017, il signor Carlo Roscini, a mezzo trasmissione PEC, sempre per il tramite del proprio legale di fiducia, depositava ritualmente un'ulteriore memoria, riportandosi, in definitiva, ai precedenti scritti difensivi, ma eccependo in via preliminare e d'ufficio l'illegittimità e l'inutilizzabilità delle indagini svolte, a causa dell'assunta incompatibilità del Procuratore Federale Avv. Giorgio De Arcangelis, ai sensi dell’art. 5, 4 comma, del RGF (eccezione, come sopra già rilevato, però specificamente rinunciata nel corso dell'udienza dell'8 febbraio 2017).

MOTIVAZIONE

Il reclamo presentato dal deferito signor Carlo Roscini risulta essere infondato e, come tale, deve essere respinto, con conseguente conferma della decisione di primo grado oggetto del gravame.
Preliminarmente, infatti, deve parimenti osservarsi come l'impugnazione incidentale presentata oralmente dal Procuratore Federale Avv. Giorgio De Arcangelis nel corso dell’udienza dell'8 febbraio 2017 - avente ad oggetto l'inasprimento della sanzione disciplinare applicata in primo grado al signor Roscini - debba essere dichiarata inammissibile in quanta tardiva, alla luce del principio interpretativo fornito, sul punto specifico dell'art. 45, 6 comma, del RGF, dalla Corte Federale d' Appello, II^ sezione, in data 24 marzo 2017, cosi come sopra richiamato e riportato.

Venendo al merito della vicenda è emerso in modo chiaro, evidente ed oggettivo come i due corridori della categoria juniores Giacomo Cassarà e Federico Rosati, facenti parte della società ASD FORNO PIOPPI FORTEBRACCIO, siano stati esclusi in modo arbitrario dalla partecipazione al 41^ Giro della Lunigiana dell'anno 2016.

E ciò nonostante - circostanza pienamente riscontrata - gli stessi fossero stati in precedenza inseriti nell'elenco dei corridori convocabili per questa corsa alla data del 3 agosto 2016 (in tal senso, si legga il verbale della riunione del Consiglio Direttivo del Comitato Regionale dell’Umbria).

Altra circostanza provata ed oggettiva, al contrario di quanto affermato dal reclamante, è quella che i due corridori in questione possedessero tutti i requisiti e le capacità tecnico - atletiche per fare parte della rappresentativa della regione Umbria in occasione del Giro della Lunigiana.

Infatti, i due giovani corridori avevano ottenuto risultati tali da potere essere considerati tra i migliori atleti tra quelli convocabili per la gara in questione, circostanza che si evince sia dai risultati ottenuti nel corso del Campionato italiano di categoria svoltosi in data giugno 2016, sia dalla classifica individuale della categoria iuniores individuale della regione Umbria del 2016 depositata in atti ed aggiornata alla data del 24 agosto 2016, pertanto a soli 9 giorni dall'inizio del Giro della Lunigiana!
In tale classifica, il corridore Rosati risulta addirittura al primo posto ed il corridore Cassarà risulta classificato al quarto posto.

Ulteriore riscontro probatorio è fornito, inoltre, dalle stesse dichiarazioni rese dal Tecnico regionale signor Giancarlo Montedori, che ha riconosciuto come i due corridori in questione non avessero avuto alcun scadimento di forma successivamente allo svolgimento del campionato italiano (in tal senso, si confronti il verbale delle dichiarazioni rese in data 5 ottobre 2016).

E' di tutta evidenza come, al contrario di quanto sostenuto nella memoria difensiva dall'Avv. Stranieri, la mancata convocazione del migliore atleta e del quarto migliore atleta del ranking della categoria juniores umbra abbia ictu oculi apportato un impoverimento del tasso tecnico-atletico del 41 ° Giro della Lunigiana, quantomeno nell'ambito della rappresentativa umbra.

Altra circostanza oggettiva emersa dalla lettura degli atti d’indagine è rappresentata dal progressivo cambiamento, avvenuto nel tempo, dell'elenco dei corridori convocabili per il Giro della Lunigiana rispetto al primo elenco dei corridori specificamente indicato dal Consiglio direttivo che, sul punto, aveva recepito le indicazioni fomite dal Tecnico regionale signor Montedori.
Nell'elenco finale dei 6 atleti (ed ulteriori 3 riserve) che hanno partecipato al Giro della Lunigiana - di cui al Comunicato n. 81 del 25 agosto 2016, firmato dal deferito - vi sono, infatti, tre atleti che originariamente non erano stati inseriti nella rosa degli atleti convocabili per la gara in questione (Matteo Damiani, Leonardo Galardini e Samuele Fabbi) e, soprattutto, risulta essere inserito un ulteriore atleta, Bruno Asslani, che non aveva preso parte al 48^ Gran premio Mocaiana di Gubbio e che, pertanto, si trovava nelle stesse condizioni degli atleti Cassarà e Rosati, esclusi dal Giro della Lunigiana proprio per il fatto di non aver preso parte alla corsa in questione.

Risulta, infine, provato - ad abundantiam - come non sia mai esistita alcuna norma o regola scritta che subordinasse la partecipazione al Giro della Lunigiana alla condizione della previa ed obbligatoria partecipazione alla gara denominata Gran Premio Mocaiana di Gubbio.

A tal fine, non può assolutamente considerarsi quale prova documentale attestante il contrario l'estratto, depositato dalla difesa del deferito, del regolamento tecnico attività giovanissimi della FCI, poichè facente riferimento a categoria ed a fattispecie del tutto estranee e diverse rispetto alla vicenda oggetto del presente procedimento disciplinare.

Al contrario è pacificamente emerso come questa condizione fosse, in realtà, da considerarsi esclusivamente quale una sorta di "consiglio e/o raccomandazione" (in tal senso si leggano le dichiarazioni rese in data 5 ottobre 2016 dal signor Marco Calderini, tecnico di società) del tutto priva di specifica ed automatica sanzione, circostanza ulteriormente provata anche dal tenore letterale della decisione assunta dal Comitato Direttivo della regione Umbria del 3 agosto 2016, dove la partecipazione alla gara di Mocaiana risulta quale (semplice) criterio di valutazione e non, al contrario, quale specifica condizione preclusiva alla partecipazione al successivo Giro della Lunigiana (“si terra conto della partecipazione e dei risultati ottenuti alla gara di Mocaiana del 21 Agosto 2016”).

Detta circostanza, correttamente, è stata peraltro confermata oralmente dallo stesso deferito davanti ai Giudici della Corte Federale d'Appello.

Tutte queste considerazioni, pertanto, rendono del tutto superflue - in quanto non apportanti elementi di novità e, come tali, non necessarie ai fini della decisione - le richieste di integrazione istruttoria, sia testimoniali che documentali (peraltro già in parte depositate in atti) formulate dalla difesa del deferito.

Pertanto, in conclusione, quest’Organo Giudicante ritiene che la decisione presa dal deferito in ordine all'individuazione degli atleti partecipanti al Giro della Lunigiana sia stata la conseguenza di un atto unilaterale ed arbitrario, non essendosi basata sul criterio di meritevolezza dei singoli atleti, unico criterio distintivo che avrebbe dovuto essere seguito nella determinazione delle specifiche convocazioni.

Sul punto della durata e del tipo di sanzione inflitta in primo grado non può non evidenziarsi come questa sia assolutamente aderente alla rilevanza della contestazione mossa al signor Roscini.

La gravità dei fatti e’ testimoniata dal fatto che: A) la violazione disciplinare è stata posta in essere da un soggetto in posizione apicale che, al contrario di quanto fatto, avrebbe dovuto garantire il rispetto delle regole di correttezza e di imparzialità; B) ha visto quali soggetti direttamente coinvolti dei corridori ancora molto giovani di età, il che rende ancora più censurabile e criticabile la condotta contestata.

P.Q.M.

La Corte Federale d'Appello, 1^ Sezione, respingendo sia l’impugnazione incidentale avanzata oralmente nel corso dell’udienza dell’8 febbraio 2017 dalla Procura Federale in quanto inammissibile perche’ fuori termine, come statuito con decisione n. 1 del 24 marzo 2017 dalla Corte d’Appello Federale - sezione II, sia il reclamo principale presentato dal signor Carlo Roscini, conferma il provvedimento di primo grado.

Dispone, altresì, l'incameramento della tassa di accesso alla giustizia.

 

Il Relatore

Avv. Claudio Cesare Iacovoni

 

Il Presidente

Avv. Antonio Villani

 

Data di pubblicazione: 03/04/2017