1^ sezione - Provvedimento

Comunicato N. 17 del 21 novembre 2017

Corte Federale d'Appello

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 21 novembre 2017 a Roma, presso la Sede Federale, presenti: il Presidente Avv. Antonio Villani, i Componenti Avv. Claudio Cesare Iacovoni ed Avv. Alberto Gava, nonché il Segretario Avv. Marzia Picchioni (Funzionario F.C.I.).

La Corte Federale d’Appello, I^ sezione, della F.C.I. ha emesso il seguente provvedimento:

RG. N. 5/2017 APP., UDIENZA DI RINVIO A SEGUITO DI DECISIONE N. 75 DEL 12/10/2017 EMESSA DAL COLLEGIO DI GARANZIA DELLO SPORT, IV^ SEZIONE, CHE, ACCOGLIENDO PARZIALMENTE IL RICORSO EX ART. 34 DEL REGOLAMENTO DI GIUSTIZIA FEDERALE DELLA F.C.I. PRESENTATO DAL DEFERITO DOTT. CARLO ROSCINI, DISPONEVA IL RINVIO ALLA CORTE FEDERALE D’APPELLO DELLA F.C.I. PER LE SUCCESSIVE ED ULTERIORI DETERMINAZIONI.

VISTA la decisione n. 75 del 12/10/2017 emessa dal Collegio di Garanzia dello Sport, IV^ sezione, che disponeva il rinvio alla Corte Federale d'Appello della F.C.I. per le successive ed ulteriori determinazioni

DESIGNATO relatore l’Avv. Claudio Cesare Iacovoni, che espone i termini della vicenda processuale;

SONO PRESENTI per l’Ufficio della Procura Federale l’avvocato Nicola Capozzoli, unitamente al Sostituto Procuratore avvocato Ida Blasi, nonché il Segretario, signor Alessandro Bezzi; è, altresì, presente personalmente l’incolpato signor Carlo Roscini, assistito dal proprio legale avvocato Vincenzo Maccarone.

CONCLUSIONI

L’UFFICIO DELLA PROCURA FEDERALE conclude chiedendo la conferma del giudizio di colpevolezza del deferito in relazione all’episodio di cui al punto n. 3 del capo di incolpazione, evidenziando come il Collegio di Garanzia dello Sport si sia esclusivamente limitato, sul punto specifico, a richiedere la presenza di un apparato motivazionale lineare e non contraddittorio e non, al contrario, un’assoluzione del Dottor Roscini; chiede ulteriormente, in ossequio all’indicazione del Collegio di Garanzia dello Sport, di procedersi ad una rideterminazione della pena in misura meno afflittiva per il deferito, indicando come sanzione da applicare l’inibizione temporanea per la durata complessiva di 12 mesi (9 mesi la sanzione base per i 4 episodi contestati, aumentata di un terzo – 3 mesi - per l’applicazione della recidiva contestata);

IL DEFERITO Dott. Carlo Roscini, a mezzo del proprio legale Avv. Vincenzo Maccarone, si riporta in modo integrale e completo alla memoria difensiva fatta pervenire alla Corte Federale d’Appello in data 20/11/2017 chiedendo, in via principale, l’assoluzione da tutte le contestazioni con la formula “perché il fatto non sussiste”, alla luce delle indicazioni contenute al paragrafo n. 10 del provvedimento del Collegio di Garanzia dello Sport; in via subordinata chiede, in ossequio alle indicazioni del provvedimento appena richiamato, una nuova e più congrua determinazione della durata della sanzione dell’inibizione inflitta al deferito, da contenersi nei minimi regolamentari.

La Corte Federale d’Appello, I^ Sezione, della F.C.I. all’esito della camera di consiglio, osserva quanto segue:

PREMESSO

CHE a seguito di deferimento del 3/4/2017, disposto dalla Procura Federale della F.C.I. nei confronti del Dott. Carlo Roscini per la violazione: A) degli articoli 1, comma 1, e 56, comma 2, del Regolamento di Giustizia Sportiva della F.C.I.; B) per la violazione dell’articolo 51 del Regolamento di Giustizia Sportiva della F.C.I., il Tribunale Federale della F.C.I., I^ sezione, con provvedimento di cui al comunicato ufficiale n. 3 del 4/5/2017, pubblicato nella medesima data, comminava al Dott. Carlo Roscini la sanzione dell’inibizione temporanea per la durata complessiva di un anno e quattro mesi (un anno per la violazione del primo capo di incolpazione, quattro mesi per l’applicazione della recidiva di cui al secondo capo di incolpazione);

CHE in data 22/5/2017 l’Avv. Vincenzo Maccarone, legale del Dott. Carlo Roscini, presentava alla Corte Federale d’Appello della F.C.I. rituale e tempestivo reclamo (Prot. 0002776/17 del 22/5/2017) ai sensi dell’art. 45, comma 1, del Regolamento di Giustizia Federale della F.C.I., nel quale si chiedeva il proscioglimento del deferito da tutti i capi di incolpazione perché il fatto non sussiste e, in via subordinata, una riduzione dell’entità della sanzione inflitta in primo grado;

CHE in data 17/7/2017 la Corte Federale d’Appello della F.C.I., I^ sezione, emetteva comunicato n. 14 del 2017 (in relazione al procedimento n. 3/2017 App.) col quale veniva confermata la sanzione dell’inibizione temporanea per la durata complessiva di un anno e quattro mesi a carico del deferito Dott. Carlo Roscini, prosciogliendo quest’ultimo dall’episodio di cui al n. 1 del primo capo di incolpazione e rigettando altresì la richiesta di aggravamento della sanzione avanzata dalla Procura Federale direttamente in udienza, a titolo di appello incidentale;

CHE in data 3/8/2017 il Dott. Roscini, attraverso il proprio legale, proponeva tempestivo e rituale ricorso, ex art. 34 del Regolamento di Giustizia Federale della F.C.I., avverso il comunicato n. 14 del 2017 emesso dalla Corte Federale d’Appello, chiedendo in via principale l’assoluzione, senza rinvio, del Dott. Roscini da tutte le incolpazioni con la formula “perché il fatto non sussiste” ed, in via subordinata, il rinvio ad altro Giudice per carente e/o insufficiente motivazione del comunicato, con indicazione dello specifico principio di diritto a cui attenersi nel giudizio di rinvio;

CHE in data 12/10/2017 il Collegio di Garanzia dello Sport, IV^ Sezione, con decisione n. 75/17, in parziale accoglimento del ricorso presentato dal Dott. Roscini, disponeva il rinvio del procedimento alla Corte Federale d’Appello della F.C.I. “che dovrà pronunciarsi nuovamente sulla questione sulla base dei principi che sono stati esposti, provvedendo ad una congrua riduzione della misura della pena inflitta”.

CONSIDERATO

CHE, come peraltro richiesto dal difensore del deferito, questo Organo Giudicante – nel primo processo d’appello – aveva già provveduto ad una valutazione peculiare e specifica di ognuno dei singoli episodi contestati al Dott. Roscini, arrivando ad un proscioglimento solamente per il primo episodio oggetto di contestazione nel primo capo di incolpazione (la presenza ai “Campionati Italiani Ciclocross 2017, svoltisi il 6, 7 ed 8 gennaio 2017, in località Silvelle di Trebaseleghe – Padova);

CHE per tutti gli ulteriori 4 episodi era stato, tuttavia, confermato il giudizio di responsabilità disciplinare del deferito già sancito nel primo grado del giudizio e, di conseguenza, era stata confermata l’entità della sanzione dell’inibizione temporanea inflitta in al deferito per una durata totale di 16 mesi (12 mesi come pena base per tutti gli illeciti disciplinari, aumentata di un terzo – 4 mesi – per l’applicazione della recidiva); contemporaneamente era stata anche respinta la richiesta di aggravamento della pena formulata in udienza, a titolo di appello incidentale, dall’Ufficio della Procura Federale;

CHE in relazione all’individuazione precisa del thema decidendum del presente giudizio d’appello di rinvio, è sufficiente fare riferimento alla specifica indicazione contenuta al punto n. 11 della decisione n. 75/2017 del Collegio di Garanzia: “deve essere disposto il rinvio della questione alla Corte Federale d’Appello che dovrà pronunciarsi nuovamente sulla questione sulla base dei principi che sono stati esposti, provvedendo ad una congrua riduzione della misura della pena inflitta”;

CHE alla luce di questa precisa indicazione, non suscettibile di interpretazione alternativa, e della mancanza di qualsiasi riferimento specifico alla necessità di riforma del giudizio di responsabilità disciplinare (già accertato nei primi due gradi di giudizio) per gli episodi n. 2, 4 e 5, è pacifico come il Collegio di Garanzia dello Sport abbia sancito l’intangibilità del giudicato di responsabilità disciplinare in relazione agli episodi n. 2, 4 e 5 contestati al Dott. Roscini nel primo capo di incolpazione;

CHE, pertanto, deve essere preliminarmente rigettata la richiesta principale avanzata dalla difesa del deferito, finalizzata ad ottenere una pronuncia di assoluzione per tutti gli addebiti disciplinari con la formula “perché il fatto non sussiste”;

CHE, viceversa, il Collegio di Garanzia dello Sport ha evidenziato profili di contraddittorietà della motivazione del comunicato emesso dalla Corte Federale d’Appello in relazione allo specifico episodio di cui al n. 3, avente ad oggetto la sottoscrizione, in qualità di Presidente del C.R. Umbria, in data 16/2/2017, della ricevuta di incasso n. 64 del 2017 (versante Lucarini Gianluigi – causale: quota iscrizione corso di formazione “Staffette Motociclistiche”);

CHE, per l’episodio specifico, lo stesso Collegio di Garanzia ha sottolineato come la motivazione posta alla base del giudizio di responsabilità disciplinare da parte della Corte Federale d’Appello della F.C.I. - “nel modulo prestampato in atti, infatti, in calce è riportata la dicitura “Il Presidente del C.R. (Carlo Roscini)” e sotto il nome prestampato Carlo Roscini è riportata una firma autografa. La difesa ha sottolineato come la firma non sia stata apposta dal signor Carlo Roscini ma appartenga, in realtà, alla signora Claudia Palomba, sua segretaria. Essa affermazione non è sufficiente ad escludere la responsabilità disciplinare del deferito. Nel documento in questione, infatti, non si rinviene alcun elemento – una semplice cancellazione, anche a penna, del nome del signor Roscini, una semplice aggiunta, anche a penna, del nome dell’effettiva persona che ha apposto la firma - che possa, anche lontanamente, porre in dubbio la riferibilità dell’atto al signor Roscini, nella sua qualità di Presidente del Comitato Regionale umbro della F.C.I.” - risulti viziata da profili di contraddittorietà, “posto che si addebita al sig. Roscini un comportamento, costituente violazione del divieto di cui all’art. 56, 2° comma, R.G. F.C.I. per il fatto di non aver posto in essere attività che, ove realizzate, avrebbero invece certamente costituito una violazione del divieto di compiere attività per la Federazione nel periodo durante il quale il ricorrente risultava inibito…A ciò si aggiunge che la differenza grafica tra la sottoscrizione apposta al documento in contestazione e la firma dello stesso ricorrente, risultante da altri atti ufficiali, fa ritenere verosimilmente non riconducibile allo stesso l'attività contestata”;

CHE, alla luce della natura del vizio rilevato (la contraddittorietà della motivazione) e del mancato annullamento senza rinvio da parte del Collegio di Garanzia dello Sport in relazione alla responsabilità per l’episodio specifico, questo Organo Giudicante è da considerarsi assolutamente legittimato ad operare una nuova valutazione sul merito della vicenda con il solo obbligo, questo sì vincolante, di fornire, nel caso di conferma della responsabilità disciplinare del deferito, un apparato motivazionale diverso ed esente da profili di contraddittorietà;

RITENUTO

CHE, nell’episodio specifico, l’Organo Giudicante ritiene integrati due aspetti di responsabilità disciplinare in capo al Dott. Roscini, uno attinente all’apposizione della firma, l’altro all’utilizzazione del modulo prestampato portante la dicitura “il Presidente del C.R. Carlo Roscini”;

CHE il problema relativo alla paternità ed alla effettiva riconducibilità della firma apposta sotto il nome Carlo Roscini non può che essere risolto in due modi, entrambi in ogni caso, a parere di questo Organo Giudicante, integranti illecito disciplinare: A) la firma è stata apposta direttamente dal Dott. Roscini, appena sotto il suo nome prestampato nel modulo contenente l’intestazione “Federazione Ciclistica Italiana”:  in questo caso è pacifico ed ictu oculi lampante il mancato rispetto del divieto impostogli dalla sanzione applicatagli, che pone un espresso e specifico divieto di porre in essere attività ricollegabili alla sua carica di Presidente del Comitato Regionale dell’Umbria nel periodo di sottoposizione alla sanzione; B) la firma è stata apposta non direttamente dal Dott. Roscini, ma dalla signora Claudia Palomba, Segretaria del Comitato regionale dell’Umbria della F.C.I.: anche in questo secondo caso risulta difficile, se non impossibile, affermare come non sia stato violato il divieto contenuto nel provvedimento inibitorio. Risulta evidente come la signora Palomba, nella sua specifica qualifica di Segretaria del Comitato Regionale dell’Umbria, fosse: 1) una persona in posizione gerarchicamente subordinata rispetto al Presidente del Comitato Regionale; 2) una persona alle strette dipendenze del Dott. Roscini, dal quale prendeva le direttive; 3) una persona assolutamente non legittimata a porre in essere condotte e comportamenti esclusivamente riservati alla competenza del Presidente del Comitato, quale è pacificamente la sottoscrizione sotto la dicitura prestampata “Il Presidente del C. R. Carlo Roscini”; 4) una persona che, razionalmente e logicamente, non aveva alcun interesse specifico e personale ad apporre spontaneamente la propria firma sotto il nome “Carlo Roscini”, rischiando conseguenze anche penalmente rilevanti; 5) una persona che è inverosimile ed illogico ritenere che possa avere agito di propria iniziativa, senza che il Dott. Roscini, suo superiore e referente, fosse a conoscenza della circostanza e/o senza che l’avesse specificamente autorizzata;

CHE, pertanto, in entrambe le ipotesi riferibili all’apposizione della firma, risulta essere comunque integrato l’illecito disciplinare – in via diretta o mediante artifici posti in essere da altri soggetti allo stesso direttamente riferibili - sotto il profilo della volontà precisa di non adempiere ai divieti collegati alla sanzione; essa volontà è ulteriormente testimoniata, ad abundantiam, da tutti gli altri comportamenti dello stesso tenore posti in essere dal deferito nel periodo di sottoposizione all’inibizione, quasi che il Dott. Roscini volesse perseguire una sorta di “sfida” nei confronti delle decisioni degli Organi di Giustizia Sportiva della F.C.I.;

CHE, come sopra accennato, nello specifico episodio di cui al punto n. 3 del primo capo di incolpazione risulta integrato anche un secondo profilo di responsabilità disciplinare; infatti, anche la mera e semplice utilizzazione – nel periodo di sottoposizione all’inibizione – di un foglio prestampato portante, nella parte superiore, l’intestazione “FEDERAZIONE CICLISTICA ITALIANA” e, nella parte inferiore, la dicitura “IL PRESIDENTE DEL C.R. CARLO ROSCINI” costituisce  circostanza, a parere di questo Organo Giudicante, chiaramente indicativa del mancato rispetto, da parte del deferito e dell’apparato organizzativo alle sue dipendenze, dei divieti collegati alla sanzione inflitta;

CHE infatti, l’omessa e la mancata immediata attivazione da parte del Dott. Roscini, nel momento di avvenuta conoscenza della sanzione inflittagli, di tutte le cautele e di tutti gli accorgimenti prevedibili, ipotizzabili e necessari per adempiere ai propri obblighi e per evitare di incorrere nelle violazioni disciplinari (come, ad esempio, l’utilizzazione di moduli prestampati portanti la dicitura “Il Presidente del C.R Carlo Roscini” nel periodo di esecuzione della sanzione), è ulteriore comportamento valutabile come indicativo della precisa volontà di non adempiere ai propri doveri e di non rispettare le decisioni assunte nei suoi confronti, di volta in volta, dai vari Organi di Giustizia Sportiva della F.C.I.;

ULTERIORMENTE RITENUTO

CHE, nel rispetto delle indicazioni del Collegio di Garanzia dello Sport, la sanzione applicata al Dott. Roscini debba essere quantificata in maniera più contenuta, sia per l’avvenuto proscioglimento per l’episodio di cui al n. 1 del primo capo di incolpazione, sia per la ritenuta complessiva eccessività in relazione ai comportamenti ritenuti rilevanti ai fini della sua determinazione;

CHE, a tal fine, debba ritenersi congrua, equa e rispettosa delle indicazioni del Collegio di Garanzia dello Sport, la sanzione dell’inibizione temporanea per la durata complessiva di 10 mesi e 20 giorni, così determinata: pena base 10 mesi; diminuita di un quinto (2 mesi) per il proscioglimento dall’episodio di cui al punto n. 1 del primo capo di incolpazione, e quindi una pena intermedia 8 mesi; aumentata di un terzo (2 mesi e 20 giorni) per la recidiva, per una sanzione finale pari a 10 mesi e 20 giorni di inibizione temporanea, con termine finale di espiazione sanzione individuato alla data del 24 marzo 2018.     

P.Q.M.

in parziale riforma della decisione di questa Corte Federale d’Appello emessa in data 17/07/17 nell’ambito del procedimento n. 3/17 registro appello a carico del Dott. Carlo Roscini, ridetermina la sanzione nella misura di dieci mesi e venti giorni.

 

Relatore estensore

Avv. Claudio Cesare Iacovoni

 

Il Presidente

Avv. Antonio Villani

 

Data di pubblicazione: 30/11/2017