1^ sezione - Pronuncia

Comunicato N. 4 del 27 marzo 2019

Tribunale Federale

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 27 marzo 2019 a Roma, presso la sede federale della FCI Stadio Olimpico – Curva nord - Roma, presenti: il Presidente Avv. Salvatore Minardi ed i Componenti, Avv. Elisabetta Antonini e Avv. Massimo Rosso, nonché il segretario Claudia Giusti (funzionaria FCI),

il Tribunale Federale I Sezione ha emesso la seguente pronuncia

N. 1/2019 PISTELLATO Giovanni – Team Brilla Bike – POLLON Mario – A.D. Centro Sportivo Libertas Scorzè – VALLONGO Giovanni - DEFERIMENTO UFFICIO PROCURA FEDERALE – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 20/18

In punto contesta:

Pistellato Giovanni e TEAM BRILLA BIKE S.S.D. A R.L. NORTHWAVE – COFILOC (codice società 03S2764):

I.A) “… art. 1, commi I e II del Regolamento di Giustizia della Federazione Ciclistica Italiana, in relazione all’art. 23 (art. 109 RTTA) del Manuale di Sintesi sul R.T. per la Sicurezza emanato dalla Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza della F.C.I., che testualmente recita <<I corridori sono tenuti durante la corsa al più assoluto rispetto della maggiore prudenza per la propria incolumità e per quella degli altri concorrenti, del seguito della corsa e degli spettatori>>,  perché Pistellato Giovanni, poco dopo la partenza della gara ciclistica denominata “51° Gran Premio Sportivo di Badoere”, svoltasi in data 01.05.2018, nel mentre Matteo Zorzi si spostava dal lato destro del ciglio della strada verso la sua sinistra al fine di evitare un ostacolo, ed in particolare un’autovettura di colore scuro o nero, così trovandosi affiancati, non allargava la propria traiettoria per consentire a Matteo Zorzi di evitare il predetto ostacolo e al suo tentativo di passaggio alzava il gomito destro all’esterno agganciando  dal di sotto il gomito sinistro di Matteo Zorzi facendoglielo alzare e facendogli così girare il manubrio o comunque lo urtava volontariamente allargando il braccio destro all’esterno facendogli perdere l’equilibrio, di guisa che Matteo Zorzi andava ad impattare contro l’ostacolo sopra indicato  posto sul ciglio destro del percorso di gara. Per effetto di tale condotta, Matteo Zorzi riportava “trauma cranico commotivo” (cfr. rapporto medico di gara) e veniva “immobilizzato sul posto con collare cervicale ed asse spinale lungo. Visto il deterioramento delle condizioni neurologiche si procede ad intubazione e ventilazione manuale previa sedazione” (cfr. rapporto medico di gara) con diagnosi di “crisi epilettica conseguente a trauma cranico, frattura polso sinistro” (cfr. cartella clinica relativa a Matteo Zorzi); In Badoere, il 01.05.2018 …”;

I.B) “… art. 1, commi I e II del Regolamento di Giustizia della Federazione Ciclistica Italiana, perché Pistellato Giovanni, in spregio ai doveri di lealtà e correttezza anche morale che incombono sui tesserati della F.C.I., dopo l’episodio verificatosi in data 01.05.2018 da cui erano derivate gravi conseguenze fisiche a Matteo Zorzi, in occasione della gara “Noventa – Enago” tenutasi il 12.08.2018, imbattendosi nello stesso Zorzi, spalleggiato da alcuni compagni di squadra della Northwave – Cofiloc, lo scherniva ridendo e adoperava atteggiamenti provocatori. Il 12.08.2018, in occasione della gara ciclistica “Noventa – Enago”…”;  

Ritenuto, altresì, che da tali comportamenti consegue la responsabilità diretta/oggettiva del Presidente pro tempore della Società TEAM BRILLA BIKE S.S.D. A R.L. NORTHWAVE – COFILOC (codice società 03S2764), alla quale apparteneva l’atleta Giovanni Pistellato al momento della commissione dei fatti e, comunque, nei cui confronti o nel cui interesse era espletata l’attività sopra contestata;

II

Sig. Mario Pollon, nella qualità di Presidente pro tempore della Ass. Dil. Centro Sportivo Libertas Scorzè, organizzatrice della gara ciclistica “51° Gran Premio Sportivo di Badoere” del 01.05.2018, e Sig. Gianfranco Vallongo, direttore di corsa in occasione della competizione denominata “51° Gran Premio Sportivo di Badoere”, tenutasi il 01.05.2018:

II.A) “… art. 1, commi I e II del Regolamento di Giustizia della Federazione Ciclistica Italiana, in relazione agli artt. 4, 5, 6, 13, lett. f), m) e n) delle Norme per lo Svolgimento dell’Attività Direttori di Corsa, nonché in relazione agli artt. 6, commi I e II, 18 (con particolare ma non esclusivo riguardo, tra le altre, alla disposizione per cui <<alla Direzione della Corda compete oltre alla disciplina delle vetture al seguito, un accertamento continuo delle condizioni del percorso utilizzando le staffette motociclistiche e le vetture di inizio e fine gara collegate a mezzo radio o diverso mezzo di comunicazione>>) del Manuale di Sintesi sul R.T. per la Sicurezza emanato dalla Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza della F.C.I., perché Mario Pollon, nella qualità di Presidente pro tempore della Ass. Dil. Centro Sportivo Libertas Scorzè, organizzatrice della gara ciclistica “51° Gran Premio Sportivo di Badoere” del 01.05.2018, e Gianfranco Vallongo nella qualità di Direttore della predetta Corsa, non provvedevano ad organizzare adeguato servizio di scorta tecnica, né adeguato servizio da parte di personale addetto ai servizi di segnalazione aggiuntiva lungo il percorso di gara almeno per i quindici minuti precedenti al transito del veicolo recante il cartello <<Inizio Gara Ciclistica>> (art. 8 bis Provvedimento 27.11.2002, e successive modificazioni e integrazioni, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, contenente Disciplinare per le scorte tecniche alle competizioni ciclistiche su strada) con la conseguenza che non veniva rilevata, né in alcun modo segnalata la presenza, pochi chilometri dopo la partenza della gara di una autovettura di colore scuro o nero parcheggiata sul ciglio destro della strada, contro la quale si schiantava Matteo Zorzi dopo avere perso l’equilibrio in conseguenza della condotta di gara tenuta da Pistellato Giovanni (condotta consistita nel non allargare la propria traiettoria per consentire a Matteo Zorzi di evitare l’ostacolo e nell’avere alzato il gomito destro all’esterno ponendolo al di sotto del gomito sinistro di Matteo Zorzi facendoglielo alzare e facendogli così girare il manubrio o comunque nell’urtarlo volontariamente allargando il braccio destro all’esterno). A causa della mancata adeguata segnalazione della presenza dell’autovettura, Matteo Zorzi riportava “trauma cranico commotivo” (cfr. rapporto medico di gara) e veniva “immobilizzato sul posto con collare cervicale ed asse spinale lungo. Visto il deterioramento delle condizioni neurologiche si procede ad intubazione e ventilazione manuale previa sedazione” (cfr. rapporto medico di gara) con diagnosi di “crisi epilettica conseguente a trauma cranico, frattura polso sinistro” (cfr. cartella clinica relativa a Matteo Zorzi). In Badoere, il 01.05.2018 …”.

 

PRESENTI per l’U.P.F. il Procuratore Federale Avv. Nicola Capozzoli e il Segretario Alessandro Bezzi;

PRESENTI il Dott. Andrea Fin quale procuratore dei deferiti Pistellato Giovanni, Vallongo Gianfranco e della società Team Brilla Bike SSD (società del Pistellato), il sig. Gian Piero Forcolin Presidente della stessa società; l'Avv. Gianmaria Daminato quale procuratore del deferito, presente anche esso, Pollon Mario nella qualità di Presidente della ASD Centro Sportivo Libertas Scorzè entrambi presenti, il Sig. Danilo Michieletto, Dirigente Responsabile del settore ciclismo della stessa; assenti pur ritualmente convocati gli altri deferiti

 

PRELIMINARMENTE all’udienza del 23.02.2019 il Dott. Andrea Fin eccepiva sia la tardività dell’instaurazione del procedimento, sostenendo che l’esposto veniva presentato ben 119 giorni dopo i fatti, sia l'incompetenza del Tribunale Federale e della Procura Federale in quanto competenti per i fatti avrebbero dovuto essere i Giudici della gara ed il Giudice sportivo nazionale.

Per la Procura Federale, il P.F. Avv. Nicola Capozzoli contestava, motivando, le eccezioni difensive.

Il Tribunale Federale chiamato a decidere su detta questione preliminare si ritirava in camera di consiglio e all'esito riteneva legittima e tempestiva l'azione della Procura Federale ed assorbite le ulteriori eccezioni (cfr. Ordinanza in atti);

 

NOMINATO relatore l’Avv. Massimo Rosso che esponeva i fatti del procedimento nei confronti dei tesserati Pistellato Giovanni, Team Brilla Bike SSD (società di appartenenza dell'atleta Pistellato), Pollon Mario ASD Centro Sportivo Libertas Scorzè e Vallongo Gianfranco, così come formalizzato all’esito dell’attività d’indagine espletata;

 

per la P.F. l’Avv. Ida Blasi ripercorreva l’atto di deferimento sottolineando gli elementi di responsabilità delle parti deferite e precisava la gravità dei fatti insistendo nella condanna dei deferiti e riservando le richieste sanzionatorie all'esito delle esposizioni difensive.

 

Per le difese

L'Avv. Daminato si riportava integralmente alla memoria difensiva depositata in data 18/02/2019, discuteva ed integrava le difese trattate nella stessa, insisteva nelle richieste istruttorie di ammissione testi indicati

Il Dott. Fin discuteva ampiamente su argomentazioni difensive in favore dei propri assistiti e produceva memoria scritta riepilogativa che il Tribunale acquisiva.

Il Tribunale Federale I Sezione,

all’esito della discussione degli argomenti di accusa e di difesa, ai sensi dell’art. 44 R.G.F., d’ufficio riteneva necessaria, ai fini del decidere, l’assunzione delle testimonianze dei sig.ri Sella Regina Nadia, tessera n° 412164K, Presidente di Giuria; sig. Tottolo Dario, tessera n° 912117H, DS della UC. Giorgione; Sig. Zecchin padre del compagno di squadra dello Zorzi (Zecchin Michael); sig. Zampieri Luigi, tessera n° A044821, Vice Direttore di gara; Sig.  Primon Francesco, responsabile delle Moto staffette.

Invitava il Dott. Andrea Fin a produrre mezzo pec, con trasmissione anche all'Ufficio di Procura Federale FCI, dichiarazione a firma del Direttore di Corsa Gianfranco Vallongo, in quanto non utilizzabile quella versata in atti.

Il Tribunale Federale rinviava per l’assunzione dei mezzi istruttori alla riunione collegiale del 27 marzo 2019 a Roma ed il Presidente, preso atto delle presenze e delle giustificazioni dei soggetti convocati ma non comparsi, assume agli atti predette note giustificative nonché le dichiarazione e considerazioni integrative degli stessi.

 

L’Avv. Daminato chiede di produrre alcune frame fotografici di video della gara raffiguranti il luogo ove è avvenuta la caduta; il Procuratore Federale si oppone dichiarando la non corrispondenza delle fotografie al luogo in cui si è verificata la caduta che pertanto considera non attinente al procedimento; il Tribunale, ritenuta la rilevanza, acquisisce le fotografie prodotte.

 

Viene introdotto il teste Luigi Zampieri al quale vengono dati gli ammonimenti previsti dal regolamento di giustizia; si procede al suo esame.

 

Il procuratore federale dopo aver richiamato le precedenti argomentazioni di accusa chiede la condanna a mesi 8 di squalifica per Pistellato Giovanni, € 1.000,00 di ammenda per il Team Brilla Bike SSD (società del Pistellato); mesi 12 di sospensione per Pollon Mario Presidente della ASD Centro Sportivo Libertas Scorzè e mesi 12 di sospensione per il tesserato Vallongo Gianfranco

L’avv. Daminato per il proprio assistito Pollon Mario quale Presidente della ASD Centro Sportivo Libertas Scorzè chiede l’assoluzione.

Il dott. FIN Andrea ribadisce l'eccezione di tardività dell’instaurazione del procedimento sostenendo che l’esposto è stato presentato ben 119 giorni dopo i fatti ed in ogni caso non era compente ad indagare la Procura Federale ma doveva essere demandato, per competenza, ai giudici della gara durante la quale si è verificato il fatto e/o in ogni caso al Giudice sportivo nazionale; per i deferiti Pistellato Giovanni, Team Brilla Bike SSD chiede l’assoluzione dall’incolpazione per non avere commesso il fatto come medesime richiesta viene avanzata per Vallongo Gianfranco.

 

Il Tribunale Federale I Sezione,

l’eccezione di improcedibilità avanzata dal dott. Fin per i deferiti Pistellato Giovanni, Team Brilla Bike SSD, Pollon Mario deve essere respinta perché infondata. L’art. 63, c. 2 del Reg. Giust. disciplina che “il Procuratore Federale  esercita in via  esclusiva l’azione disciplinare nei confronti ei soggetti inidcati al comma 1 dell’art. 1 del presente regolamento [omissis]” .  Al tempo stesso, l’art. 38, c. 2 Reg. Giust. riporta “[omissis] decorsi tali termini, i medesimi atti o fatti non possono costituire causa di azione innalzi al Tribunale federale, se non per atto di deferimento del procuratore federale [omissis]”.

Alla luce di quanto sopra riportato, pertanto, anche se l’esposto è pervenuto fuori dai termini previsti dall’art. 38, stante la gravità dei fatti denunciati il Procuratore Federale ben ha fatto ad esercitare l’azione disciplinare nei confronti dei soggetti deferiti Pistellato Giovanni, Team Brilla Bike SSD deferiti Pistellato Giovanni, Team Brilla Bike SSD.

L’art. 20 c. 1 lett. d) Reg. Giust. prevede la competenza del Giudice Sportivo per “comportamenti di atleti, tecnici o altri tesserati in occasione o nel corso della gara” ma si riferisce a fatti veri e propri di gara non ad atti antisportivi come quello posto in essere dall’atleta Pistellato che sicuramente è di competenza della procura federale alla luce del combinato disposto degli artt. 38 e 63 Reg. Giust. Per questi motivi l’eccezione deve essere respinta.

Detta eccezione deve altresì essere respinta per quanto riguarda il deferito Pollon Mario poiché non vi è stato alcun esposto nei suoi confronti, ma elementi di una sua responsabilità per i fatti accaduti sono emersi dalle risultanze della indagini svolte dalla Procura Federale.   L’art. 63, c. 4 Reg. Giust. “Il Procuratore federale prende notizia degli illeciti di propria iniziativa e riceve le notizie presentate o comunque pervenute. L’azione disciplinare è esercitata d’ufficio[omissis]”. Dunque alla luce del predetto disposto normativo l’eccezione è infondata.

Nel merito pare incontrovertibile e pacifica la responsabilità dell’atleta Pistellato Giovanni, il cui comportamento, proprio rispetto ai principi dettati dal Regolamento di Giustizia di probità, lealtà e rettitudine e correttezza morale in tutti i rapporti riguardanti l’attività della Federazione, risulta censurabile per le ragioni che saranno sotto argomentate,   dopo  aver  riepilogato la vicenda: in data 28.08.2018 perveniva all’Ufficio di Procura un esposto inoltrato dall’Avv. Celeste Facchin, per conto dei Signori Massimo Zorzi e Sandra Bertollo, genitori esercenti la potestà di genitori sul minore Matteo Zorzi, atleta tesserato F.C.I. (tess. F.C.I. n. 974376A, codice UCI 10030486777, società U.C. Giorgione a.s.d.) riguardante un episodio verificatosi il 01.05.2018 durante la gara ciclistica n. 142494, svoltasi a Badoere (TV) e denominata “51° Gran Premio Sportivo di Badoere”.

Dall’esposto emergeva che Matteo Zorzi era stato coinvolto in un grave incidente che gli aveva procurato conseguenze fisiche rilevanti e che detto incidente, a loro dire, era stato causato da una condotta di gara scorretta di altro corridore, Giovanni Pistellato, oltre che dalla presenza di un’autovettura lungo il percorso di gara, contro la quale il giovane si era schiantato in seguito alla spinta del Pistellato.

Nell’esposto erano indicati i nominativi di alcuni compagni di squadra di Matteo Zorzi che avevano assistito al fatto e che avevano sottoscritto alcune dichiarazioni prodotte unitamente all’atto di impulso procedimentale.

L’Ufficio della Procura Federale procedeva alle audizioni delle persone indicate Signori Pegoraro Giacomo, Campagnaro Nicola e Geremia Paolo, tutti compagni di squadra dello Zorzi i quali confermavano che la caduta del loro compagno di squadra era avvenuta a seguito di un gesto antisportivo del Pistellato che con il gomito urtava il manubrio dello Zorzi facendogli perdere il controllo della bicicletta deviandolo contro la macchina ivi parcheggiata. Il comportamento del Pistellato comportava la caduta di diversi altri atleti.

Venivano acquisite le dichiarazioni da Massimo Zorzi e quelle di Matteo Zorzi, il quale nulla ricordava circa la specifica dinamica dell’incidente adducendo però il verificarsi di altri sgradevoli episodi successivi agli avvenimenti di corsa.

Venivano acquisiti gli atti di gara nei quali si dava atto della caduta di Matteo Zorzi e del necessario intervento del medico di gara Dott.ssa Elisa Michieletto.

Nessun cenno emergeva da tali atti di gara riguardo alla presenza di un’auto lungo il percorso.

Veniva disposta l’audizione del Signor Gianfranco Vallongo, Direttore di Gara che non compariva ma inoltrava, successivamente, una memoria in ordine alle modalità di organizzazione dei servizi di sicurezza e soprattutto di scorta e staffette per la gara oggetto dell’esposto.

La memoria risultava sottoscritta dal Dott. Andrea Fin, anziché dal Signor Vallongo, poi integrata alla riunione del 27.03.2019.

Veniva anche posto ad indagine l’operato del Signor Mario Pollon, Presidente della società organizzatrice dell’evento ciclistico.

In relazione alle incolpazioni provvisorie contenute nell’avviso di conclusioni indagini, il Signor Mario Pollon faceva pervenire il 07.12.2018 una memoria difensiva corredata dalla documentazione afferente le autorizzazioni e i criteri di organizzazione dell’evento, anche concernenti la presenza di personale volontario e di personale della polizia locale.

Nella specie, il Signor Pollon evidenziava che l’incidente non si era verificato nel punto indicato nell’esposto dell’Avv. Celeste Facchin, ma in punto diverso specificamente presidiato dalla polizia locale in cui non era stata riscontrata la presenza di alcuna autovettura.

Perveniva, altresì, una memoria del difensore del Signor Pistellato, ricognitiva della ricostruzione degli accadimenti.

Veniva richiesta l’audizione della Dott.ssa Michieletto la quale faceva pervenire memoriale scritto in cui si evinceva che l’incidente si era verificato in punto diverso da quello indicato dal Signor Pollon e che all’atto del suo intervento in qualità di medico di gara aveva effettivamente riscontrato la presenza di un’autovettura.

In quel frangente, inoltre, diversi giovani le riferivano che la caduta di Matteo Zorzi era stata provocata dalla condotta di altro corridore. In dettaglio la Dott.ssa Michieletto dichiarava che “… Al mio arrivo sulla scena ho visto che vari atleti erano rimasti coinvolti nella caduta ma che praticamente tutti, ad eccezione di Matteo, si stavano rialzando e alcuni provvedevano a risalire in bici; ho diretto quindi l’attenzione e l’intervento su l’unico atleta in condizioni critiche. Matteo si trovava riverso in posizione supina sul lato destro della strada, con la testa rivolta verso il bordo destro della carreggiata e i piedi verso centro strada, privo di conoscenza. Mentre provvedevo alle prime manovre sanitarie ho raccolto velocemente informazioni sulla dinamica dagli altri ragazzi che mi hanno riferito che Matteo era stato disarcionato dalla bici di cui aveva perso il controllo ed era finito contro un’auto parcheggiata. Mi sono spostata per fare una veloce osservazione dell’auto al fine di individuare eventuali deformità della carrozzeria tali da poter ipotizzare la forza di impatto. L’auto parcheggiata non presentava evidenti segni di impatto per cui ho escluso uno schianto diretto con l’auto e ho iniziato ad ipotizzare che Matteo potesse avere una lesione da danno assonale e concussione cerebrale (patologie correlate alla rotazione veloce ed eccessiva del capo). Non mi soffermo sui dettagli del soccorso, a meno che non ne abbiate esigenza. (…) Come specificato al punto 3, alcuni degli atleti che erano stati coinvolti (senza danni) nella caduta, mi hanno riferito che Matteo prima era stato disarcionato dalla bici di cui aveva perso il controllo coinvolgendo altri atleti nella caduta generale; mentre alcuni erano rimasti a cento strada, altri erano finiti a sinistra sul fossato e Matteo era stato sbalzato finendo contro un’auto parcheggiata. Non so riferire i nomi degli atleti in quanto il mio obiettivo al momento era comprendere la dinamica per indirizzare il mio intervento. 8)  Le conseguenze fisiche riportate da Matteo, ovvero una concussione cerebrale (dal danno assonale non si recupera in così breve tempo), sono conseguenza di uno scuotimento del cervello contro la scatola cranica. L’urto contro una struttura rigida ferma (in questo caso l’auto) può essere sicuramente correlato con l’entità del danno ma la causa principale della concussione in questo caso è dovuta al fatto che il corpo di Matteo è stato sbalzato dalla bici e lui non ha potuto controllare la caduta (frattura al polso). Il quadro si sarebbe presentato anche se lui fosse finito sull’asfalto o peggio ancora contro la ringhiera della casa coperta dalla presenza dell'auto. …”.

In data 10.01.2019 perveniva memoriale difensivo dell’atleta Giovanni Pistellato, sostitutiva dell’audizione, nella quale il medesimo escludeva categoricamente di avere urtato volontariamente o involontariamente Matteo Zorzi, precisando che lo stesso si era schiantato, mentre tentava di superarlo all’interno, contro un’autovettura presente lungo il tracciato di gara alla sua destra.

Aggiungeva inoltre nella dichiarazione che, in seguito all’incidente, vi era stato un comportamento aggressivo e minaccioso nei suoi confronti da parte dei compagni di squadra di Matteo Zorzi.

Escludeva, infine, che si fosse verificato qualunque ulteriore episodio per come descritto nell’avviso di conclusione delle indagini.

La dichiarazione del Pistellato era sottoscritta in qualità di testimone anche dal suo compagno di squadra, Sig. Samuele Paulon.

In data 21.02.2019, oltre i termini ex art. 37 Reg. Giust., pervenivano da parte del dott. Fin, memorie difensive, nell’interesse del sig. Pistellato Giovanni,  della società Team Brilla Bike SSD ARL; per il sig. Vallongo Gianfranco, il dott. Fin avanzava le medesime eccezioni e difese sostenute in favore del Direttore Sportivo, ritenendo che lo stesso non avesse alcuna responsabilità in quanto aveva già effettuato due ricognizioni del percorso, seguiva il gruppo dei corridori, e si era accertato del fatto che davanti vi erano altri soggetti che avrebbero potuto segnalare eventuali pericoli sul percorso; pertanto, lo stesso doveva essere mandato assolto avendo fatto tutto quanto nelle proprie possibilità per la sicurezza della gara.

All’esito dell’udienza odierna sono emersi elementi favorevoli alla Direzione di gara ed all’organizzatore della Gara Sig. Pollon, quale presidente del sodalizio deferito.

Il Vice Direttore di Gara, teste da ritenersi genuino e puntuale, ha riferito dei sopralluoghi fatti in procinto della gara stessa; ha riferito inoltre che l’autovettura parcheggiata sul bordo della strada, non era sulla carreggiata e, in ogni caso non rappresentava un ostacolo o pericolo in quanto, in caso contrario, si sarebbe provveduto a risolvere il problema o a sospendere la gara.

D'altronde i fotogrammi prodotti dalla difesa non sono riconducibili ai luoghi della caduta; il teste Zampieri  non ha riconosciuto  il luogo in fotografia come il luogo in cui è avvenuta la caduta.

La documentazione agli atti, inoltre, attesta come l’organizzatore della manifestazione sportiva abbia posto in essere tutte le attività previste dai regolamenti federali per le lo svolgimento in sicurezza delle gare ciclistiche demandando alla direzione di gara per gli incombenti pratici della gara stessa.

Anche la Direzione di gara, alla luce della testimonianza Zampieri, risulta aver vigilato sulla buona riuscita, in sicurezza, della manifestazione sportiva non violando, a parere di questo Tribunale, norme e regolamenti.

Discorso a parte va fatto per la Giuria che non sembra aver tenuto una condotta specchiata rispetto al grave episodio verificatosi in corsa per cui il Tribunale invita la Procura Federale alla valutazione di tale  comportamento e delle dichiarazioni trasmesse dai componenti per il caso de quo.

Quanto alla posizione dell’atleta Pistellato e della società di appartenenza, la difesa, al di là delle eccezioni già affrontate, non ha portato alcuna prova volta a scardinare la tesi accusatoria ed a contrastare le dichiarazioni assunte in fase di indagine.

Tutte le difese si sono basate su contestazioni generiche e non suffragate da alcun fatto oggettivo.

Pertanto la responsabilità dei deferiti pare a questo Organo di Giustizia provata, con le dovute differenziazioni.

Alla luce delle testimonianze in atti, risulta incontrovertibile la responsabilità del Pistellato che, con una manovra contraria alla lealtà sportiva, ha messo in grave pericolo l’incolumità dell’atleta Zorzi, mantenendo, anche in momenti successivi all’episodio di gara, un comportamento di disinteresse dell’accaduto, senza mostrare qualche pentimento o presentare scuse, anche solo formali, allo Zorzi. Agli argomenti avanzati per mezzo della difesa tecnica, che è arrivata a sostenere come la responsabilità della caduta dovesse essere probabilmente imputabile allo stesso Zorzi (forse perché disattento o perché non è stato in grado di frenare o perché non ha verificato la funzionalità dei freni  o altre ipotesi) è obbiettabile che, a parte l’inconsistenza di alcune supposizioni difensive (impensabile che i sistemi frenanti di una bici usata in gara appena all’inizio siano inefficienti),  gli atleti nel momento della gara in cui si è verificata la caduta (pochi chilometri dopo la partenza) sono ancora in fase di grande concentrazione e, pur sempre nella massima espressione dell’agonismo, devo rispettarsi fra loro e osservare le regole di gara.

Tutti i soggetti escussi hanno confermato il gesto “antisportivo” del Pistellato che ha messo in grave pericolo l’incolumità dello Zorzi e fatti del genere non devono essere sottovalutati dagli organi federali preposti al controllo del buon funzionamento delle manifestazioni sportive.

Per quanto riguarda la sanzione da infliggere allo stesso, questo Tribunale ritiene congrua la richiesta avanzata dalla Procura Federale.

Una considerazione a parte deve essere fatta per la società Team Brilla Bike SSD che avrebbe dovuto mantenere, nel dubbio, un comportamento di esempio agli atleti tutti, valutando l’assunzione di provvedimenti disciplinari nei confronti del Pistellato sino a quando non fosse stata chiarita la posizione dello stesso. In ogni caso, questo Tribunale non ravvisa una responsabilità oggettiva della stessa a seguito dei comportamenti tenuti dal proprio atleta ma, alla luce del procedimento odierno,  ritiene di dover formulare un invito alla società Team Brilla Bike SSD a vigilare perché i suoi tesserati non tengano comportamenti analoghi a quelli che hanno portato al deferimento per cui il presente procedimento.

Il Tribunale Federale I Sezione,

P.Q.M.

  • commina al sig. PISTELLATO Giovanni la squalifica  di mesi 8 sino al 26 novembre 2019;
  • assolve la società TEAM BRILLA BIKE SSD dai fatti contestati;
  • assolve il sig. VALLONGO Gianfranco dai fatti contestati per non averli commessi;
  • assolve il POLLON Mario ASD Centro Sportivo Libertas Scorzè per  non aver commesso il fatto;

 

Il Presidente  

Avv. Salvatore Minardi

 

data di pubblicazione: 29 marzo 2019