1^ sezione - Pronunce

Comunicato N. 4 del 19 maggio 2016

Tribunale Federale

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 19 maggio 2016 a Roma, presso la sede federale della FCI Stadio Olimpico – Curva nord - Roma, presenti il Presidente Avv. Salvatore Minardi ed i Componenti Avv. Giovanni Petrella ed Avv. Emiliano Celli nonché il segretario Sig.ra Claudia Giusti (funzionaria FCI),

il Tribunale Federale I Sezione ha emesso le seguenti pronunce

 

N° 04/16  ELIA ZANON e CYCLING TEAM T&P ASD - UFF. PROCURA FEDERALE - PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 06/16 

In punto:

- violazione da parte del tesserato Elia Zanon dell’art. 1.1 del Regolamento di Giustizia Sportiva, che impone a tutti i tesserati di tenere una condotta conforme ai principi di lealtà, rettitudine e correttezza e di osservare le norme, lo statuto federale, i regolamenti e le disposizioni federali;

- violazione da parte della Cycling Team T&P ASD dell’art. 1 comma 8 lett, b) del Regolamento di Giustizia Sportiva a titolo di responsabilità oggettiva per i fatti contestati al tesserato Elia Zanon, tesserato con l’associazione sportiva.

NOMINATO relatore l’Avv. Emiliano Celli che espone i fatti del provvedimento di deferimento adottato dalla P.F. nei confronti del tesserato Elia Zanon e della Cycling Team T&P ASD, così come formalizzato all’esito dell’attività d’indagine espletata

PRESENTE per l’U.P.F. il Procuratore, Avv. Giorgio De Arcangelis                     

PRESENTE  il deferito Elia Zanon

NON PRESENTE la Cycling Team T&P ASD

Il rappresentante dell’U.P.F. riferisce sul provvedimento di deferimento, ritiene provata la contestazione oggi mossa in virtù di quanto riportato nel Comunicato n. 2 del Collegio dei Commissari di Gara del 4/2/2016 e nello stesso tempo prende atto della ammissione di colpa da parte del tesserato Elia Zanon e delle successive scuse da parte del medesimo; pertanto chiede che venga comunque riconosciuta la responsabilità del tesserato in ordine agli addebiti contestati, proponendo l’irrogazione delle seguenti sanzioni: per l’atleta Elia Zanon 15 giorni di sospensione e per la Cycling Team T&P ASD l’ammenda di € 200,00.

Il deferito Elia Zanon, a propria difesa, riferisce di non aver voluto offendere il giudice di gara ma di aver compiuto un gesto di stizza in seguito alla sua espulsione dalla gara pur essendo stato lui a subire una scorrettezza da parte di altro atleta e specifica di non essersi fermato immediatamente dopo l’invito rivoltogli in tal senso dai giudici di gara soltanto perché la propria andatura in quel momento era piuttosto elevata e, essendo la bicicletta da pista priva di freni, aveva necessità di rallentare completando un altro giro; riferisce, nelle immediatezze della gara, di essersi scusato con il Giudice di Gara; pertanto chiede di essere mandato assolto o, in subordine, di essere ammonito.

Il Tribunale Federale I Sezione

PREMESSO

 

CHE, l’addebito mosso al deferito Elia Zanon è documentato dal comunicato n. 2 del Collegio dei Commissari di Gara del 4.2.2016 dal quale, tuttavia, non risulta in alcun modo quali siano stati gli insulti che l’atleta avrebbe rivolto al Commissario Loretta Zicchetti

CHE, il deferito ha dichiarato di aver avuto un gesto di stizza in conseguenza della sua espulsione dalla gara e che tale gesto, quindi, non era rivolto al Commissario che gli intimava di fermarsi, con la quale, in ogni caso, si era scusato subito dopo essersi fermato;

CHE il deferito ha ribadito le proprie scuse nella comunicazione inviata all’U.P.F. in data 1/4/2016 riconoscendo il proprio comportamento scorretto, dovuto al proprio stato emotivo ed alla concitazione del momento

CHE la Cycling Team T&P ASD, a mezzo del proprio Presidente, con comunicazione del 1.4.2016, dapprima auspicava l’archiviazione del procedimento, viste le scuse del proprio tesserato, e poi, con successiva comunicazione del 12.5.2016, prendeva le distanze dal comportamento di quest’ultimo

RITENUTO

CHE il comportamento del tesserato Elia Zanon, seppur censurabile, deve essere valutato tenendo conto del successivo atteggiamento tenuto dal medesimo, il quale, riconoscendo di aver sbagliato – specificando di non voler rivolgere in alcun modo offese al Commissario di gara – si è più volte scusato per l’accaduto;

CHE le comunicazioni inviate dalla Cycling Team T&P ASD appaiono incomprensibilmente contraddittorie ed incoerenti e che le distanze prese dalla stessa rispetto al comportamento tenuto dal proprio tesserato appaiono del tutto irrilevanti ed inidonee ad escludere la propria responsabilità oggettiva, e solo in virtù della difesa svolta dall’atleta e della considerazione dal medesimo mostrata verso gli organi di giustizia federale la sanzione viene applicata in misura minima

P.Q.M.

 Il Tribunale Federale I Sezione,

commina al tesserato Elia Zanon la sanzione dell’ammonizione, con l’invito a non reiterare l’infrazione;

commina alla Cycling Team T&P ASD, ai sensi dell’art. 1 comma 8 lett, b) del Regolamento di Giustizia Sportiva, la sanzione dell’ammenda di € 200,00 (duecento/00)


N° 05/16 SERAFINO SALVI - UFF. PROCURA FEDERALE - PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 01/13 

 

In punto:  Letta la nota del 17 febbraio 2016 prevenuta dall’ U.P.F. con cui rimetteva al Tribunale Federale – 1° sezione, per quanto di competenza,  l’ iscrizione del procedimento de quo a carico del già deferito dr. SERAFINO SALVI in merito al giudizio n°  03/2013 come definito dalla CDFN nell’agosto 2013 .

NOMINATO relatore l’Avv. Giovanni Petrella che espone i fatti del provvedimento di deferimento adottato dalla P.F. nei confronti del dr. SERAFINO SALVI nell’anno 2013, descrivendo la cronologia dei fatti così come succedutisi ad oggi e per quanto afferenti la posizione del dr. Salvi, neo tesserato alla FCI per l’anno 2016. Dedotto che la vicenda cui è collegato il comportamento censurato al dr. Salvi  prende le mosse dalla segnalazione di denuncia del dr. Simonetto (CTS) che diede impulso al procedimento n° 01/2013 per le medesime contestazioni nei confronti di una pluralità di medici sociali che furono tutti sottoposti a giudizio da parte della CDFN nell’agosto 2013 e, solo per alcuni, tra cui il dr. Serafino SALVI, nei cui confronti venne dichiarata la sospensione sia del procedimento che della prescrizione in quanto non risultava più tesserato della FCI (per intervenute dimissioni) prima del giudizio medesimo (cfr: ordinanza CDFN del 24-07-2013).

PRESENTE per l’U.P.F. il Procuratore Avv. Giorgio De Arcangelis il quale prende atto delle evidenze di cui alla relazione introduttiva e, all’esito della stessa, chiede l’acquisizione del fascicolo del procedimento n° 03/2013 definito nell’agosto 2013 presso la CDFN, riservandosi all’esito dell’esame documentale ogni ulteriore richiesta per il prosieguo dell’azione nei confronti del dr. Serafino SALVI .

NON PRESENTE  il tesserato ritualmente convocato, che ha fatto pervenire altra nota a mezzo mail in data odierna, ai fini di un differimento della trattazione del procedimento .

ACQUISITA, altresì, la mail di posta ordinaria datata 13/03/16, proveniente dal medesimo dr. Serafino SALVI, così pervenuta in segreteria del Tribunale il 14/03/16 con i relativi allegati (cfr. doc).

A questo punto, esaminate le richieste e gli atti di cui sopra,

Il Tribunale Federale I Sezione

RILEVA

CHE, a seguito dell’acquisizione della segnalazione-comunicazione dalla Segreteria della Commissione Tutela della Salute della FCI del 15/02/2016, di avvenuto tesseramento per l’anno 2016 del dr. Serafino SALVI,  la Procura Federale, previa le verifiche e le acquisizioni documentali del caso, procedeva in data 17/02/2016 ad iscrivere d’ufficio il procedimento n° 05/16 a carico del tesserato dr. SALVI e ciò al fine di ottenere il provvedimento di revoca della dichiarata sospensione del procedimento n° 03-2013 e della sospensione dei termini di prescrizione nei confronti del medesimo dr. Serafino SALVI .

CHE, detta sospensione venne applicata ai sensi del previgente art. 1 co. 11 del RGDF da parte dell’ Organo Giudicante (CDNF) in fase di trattazione preliminare del procedimento il 24 luglio 2013 .

CHE, la P.F. assume che l’avvenuto tesseramento del dr. Serafino SALVI nel febbraio 2016 sia da intendersi come fatto/atto interruttivo della sospensione dichiarata nel 2013;

CONSIDERATA

pertinente ed opportuna la richiesta di acquisizione degli atti del procedimento n° 03/2013 , come formulata dal rappresentante della P.F.,

P.Q.M.

 Il Tribunale Federale I Sezione,

nel prendere formalmente atto dell’intervenuto tesseramento per l’anno 2016 del dr. Serafino SALVI quale medico sociale della FCI ,

DISPONE

di trasmettere all’ Ufficio di Procura Federale, per il prosieguo, gli atti relativi del procedimento 03/2013 definito il 01 agosto 2013 e, in particolare e per stralcio, quelli afferenti alla posizione giuridico-processuale del dr. Serafino SALVI  a cura della Segreteria del Tribunale Federale – 1^ sezione (già CDFN).


N° 07/16 FRANCESCO GAVAZZI - VELOPIEMONTE SRL -  PROCURA FEDERALE - PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 04/15

 

PRESENTE per la P.F. il Procuratore Federale, Avv. Giorgio De Arcangelis.

PRESENTE per il deferito l’Avv. Gaetano Mari

NESSUNO presente per la società  ritualmente invitata.

Il relatore, Presidente Avv. Salvatore Minardi, riferisce della ricezione della richiesta di applicazione di sanzione su richiesta a seguito di atto di deferimento, con consenso del Procuratore Federale, con la quale viene richiesta l’applicazione a carico del tesserato Francesco Gavazzi della sanzione della censura scritta con ammenda di € 300,00.

 Il Tribunale Federale I Sezione

Reputando corretta la qualificazione dei fatti contestati in giudizio; reputata congrua l’entità della sanzione proposta;

P.Q.M.

dichiara efficace l’applicazione della censura scritta con ammenda di € 300,00 (trecento).

Il Tribunale Federale dichiara il procedimento definito nei confronti di Francesco Gavazzi.

*********************

Il relatore, Presidente Avv. Salvatore Minardi, riferisce sui fatti in relazione ed in riferimento alla Società deferita per responsabilità oggettiva, ed invita il P.F. a formulare le richieste.

Il P.F. conclude riconoscendo la responsabilità oggettiva della società Velopiemonte s.r.l. e chiede che alla stessa venga comminata la censura e l’ammenda di € 200,00.

Il Tribunale Federale I Sezione

Riconoscendo provato e valido l’impianto accusatorio della Procura federale, tenuto conto del comportamento processuale della società

P.Q.M.

Commina alla società Velopiemonte s.r.l. la sanzione della censura scritta e dell’ammenda di € 200,00 (duecento).

 

Il Presidente  

Avv. Salvatore Minardi

 

data di pubblicazione: 23/05/2016