1^ sezione - Pronunce

Comunicato N. 3 del 22 marzo 2016

Tribunale Federale

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 22 marzo 2016 a Roma, presso la sede federale della FCI Stadio Olimpico – Curva nord - Roma, presenti il Presidente Avv. Salvatore Minardi ed i Componenti Avv. Giovanni Petrella ed Avv. Emiliano Celli nonché il segretario Sig.ra Claudia Giusti (funzionaria FCI),

il Tribunale Federale I Sezione ha emesso le seguenti pronunce

 

N°  01/16  ALESSANDRA FATATO  ED ASD CICLI FATATO - PROCURA FEDERALE  PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 29/15 

 In punto:

- violazione da parte della tesserata Alessandra Fatato dell’art. 1.1.05 delle Norme Attuative del Settore Amatoriale Nazionale della FCI che consente il tesseramento soltanto per la FCI e vieta il tesseramento multiplo per la FCI e per uno o più Enti di Promozione Sportiva o per una Federazione estera;

- violazione da parte della tesserata Alessandra Fatato dell’art. 1.1 del Regolamento di Giustizia Sportiva, che impone a tutti i tesserati di osservare le norme, lo statuto federale, i regolamenti e le disposizioni federali;

- violazione da parte della ASD Cicli Fatato dell’art. 1 comma 8 lett, b) del Regolamento di Giustizia Sportiva a titolo di responsabilità oggettiva per i fatti contestati alla tesserata Alessandra Fatato, consigliere dell’associazione sportiva.

NOMINATO relatore l’Avv. Emiliano Celli che espone i fatti del provvedimento di deferimento adottato dalla P.F. nei confronti della tesserata Alessandra Fatato e della ASD Cicli Fatato, così come formalizzato all’esito dell’attività d’indagine espletata

PRESENTE per la P.F.  l’Avv. Marco Galvani                    

E’ PRESENTE la deferita Alessandra Fatato, assistita dall’Avv. Dario Amato.

Il rappresentante della P.F. riferisce sul provvedimento di deferimento, ritiene provata la contestazione mossa in virtù della portata generale della norma presuntivamente violata e chiede che venga riconosciuta la responsabilità della tesserata in ordine agli addebiti contestati, proponendo l’irrogazione delle seguenti sanzioni: per la sig.ra Alessandra Fatato l’ammonizione e per l’ASD Cicli Fatato l’ammenda di € 100,00 (cento).

Il difensore della Sig.ra Fatato, dopo ampia e puntuale disamina dei regolamenti federali, ha evidenziato la mancanza di un esplicito divieto di tesseramento quale consigliere societario, e quindi carica dirigenziale, ed atleta cicloturistica per altro ente. Ha sottolineato, inoltre, il fatto che il doppio tesseramento di un atleta o di un dirigente con altra tessera presso differente sodalizio è espressamente vietato in maniera diretta o dai regolamenti o dal combinato disposto di regolamenti e norme federali.

Alla luce delle superiori considerazioni l’Avv. Amato ha chiesto il proscioglimento della deferita.

Il Tribunale Federale I Sezione

PREMESSO

 

CHE, l’addebito mosso alla deferita Alessandra Fatato è documentato dalla copia della tessera di “Cicloturista” rilasciata dall’Ente CSAIN per l’anno 2015 e dalla anagrafica dalla scheda anagrafica della F.C.I. dalla quale risulta che la medesima, sempre per l’anno 2015, era tesserata come consigliere della ASD Cicli Fatato. La circostanza è stata comunque confermata anche dalla medesima deferita in occasione della sua audizione innanzi alla P.F.

RILEVATO

 

CHE la P.F. in sede d’indagini del procedimento n° 29/2015 ha, quindi, accertato le violazioni di cui al deferimento notificato alla tesserata ed alla società

RITENUTO

 

CHE è quindi stata raggiunta la prova del fatto contestato dalla P.F. nell’atto di deferimento per cui è procedimento;

CHE la norma che la P.F ritiene violata, sebbene inserita tra le “Norme attuative del SAN” sembra avere carattere generale per cui può essere riferibile a tutte le ipotesi di doppio tesseramento

 

CONSIDERATO

CHE, come evidenziato dalla P.F., l’art. 1.1.05 delle Norme Attuative del Settore Amatoriale Nazionale della FCI, vieta che il tesserato FCI possa esserlo anche per altri Enti o per una Federazione estera e ciò non solo in riferimento ad atleti; per tale motivo, appare opportuna una devoluzione consultiva ex art. 33 comma 4 lett. f) alla Corte Federale d’ Appello della F.C.I.

 

P.Q.M.

 

 Il Tribunale Federale I Sezione,

per le motivazioni di cui innanzi rimette gli atti alla Corte Federale d’ Appello della F.C.I. , ai fini dell’interpretazione della norma  prevista dall’ art. 1.1.05 delle Norme Attuative del Settore Amatoriale Nazionale come ritenuta violata nell’atto di deferimento.

 

 

N° 02/16 LUCA CALCATERRA ED ASD TEAM PRO BIKE JUNIOR -  PROCURA FEDERALE – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 28/15

 

PRESENTE per la P.F.  l’Avv. Giorgio De Arcangelis.

NESSUNO presente per il deferito ritualmente invitato.

Il relatore, Presidente Avv. Salvatore Minardi, riferisce della ricezione della richiesta di applicazione di sanzione su richiesta a seguito di atto di deferimento, con consenso del Procuratore Federale nonché visto della Procura Generale dello Sport C.O.N.I., con la quale viene richiesta l’applicazione a carico del tesserato Luca Calcaterra della sanzione dell’ammonizione

Il rappresentante della P.F., con riferimento alla posizione della ASD Team Pro Bike Junior ritiene non configurabile, nemmeno in astratto, un’ipotesi di responsabilità oggettiva e, pertanto, chiede non doversi procedere nei confronti della stessa

RITENUTA

 

condivisibile la posizione della P.F. con riferimento alla posizione della ASD Team Pro Bike Junior  rispetto alla quale non è rinvenibile alcuna ipotesi di responsabilità, stante l’immediata attivazione della stessa come indice di estraneità alla vicenda

 

 Il Tribunale Federale I Sezione

Reputata corretta la qualificazione dei fatti operata dalle parti e congrua la sanzione indicata

P.Q.M.

dichiara l’efficacia della superiore sanzione comminando al deferito l’ammonizione;

dichiara di non doversi procedere nei confronti della ASD Team Pro Bike Junior 

 

N° 04/16  ALBERTO ZANIBONI  – PROCURA FEDERALE - PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 30/15 

 

In punto: violazione dell’art. 1.1, 2.1 e 3.1 del Regolamento di Giustizia Sportiva, che impone a tutti i tesserati di osservare una condotta conforme ai principi della lealtà, della rettitudine e della correttezza anche morale per aver raggirato la commissione esaminatrice del corso di 3° livello per Direttori Sportivi tenutosi il 15/ottobre/2015 a Darfo Boario, non presentandosi personalmente a sostenere l’esame e facendosi sostituire da altro soggetto che effettivamente lo sosteneva al suo posto anche sottoscrivendo apocrifamente il verbale d’esame.

NOMINATO relatore l’Avv. Giovanni Petrella che espone i fatti del provvedimento di deferimento adottato dalla P.F. nei confronti di Alberto Zaniboni, così come formalizzato all’esito dell’attività d’indagine espletata dopo l’acquisizione della segnalazione-denunzia della Segreteria del Settore Studi della F.C.I., giusta mail datata 05/11/2015 corredata dei documenti ivi allegati.

PRESENTE per la P.F.  l’Avv. Antonino Lastoria.                    

NON PRESENTE il deferito ritualmente convocato.

ACQUISITE la nota scritta senza data, pervenuta alla segreteria generale della F.C.I. il 16/02/16, sottoscritta e spedita dal deferito Alberto Zaniboni, nonché la mail pervenuta in data 21/03/2016.

Il rappresentante della P.F. riferisce sul provvedimento di deferimento, ritiene ampiamente provata la contestazione oggi mossa e chiede che venga riconosciuta la responsabilità del tesserato in ordine agli addebiti contestati, proponendo l’irrogazione delle seguenti sanzioni nei confronti di Alberto Zaniboni anni 2 d’inibizione e revoca della tessera di Direttore Sportivo.

 

 

Il Tribunale Federale I Sezione

PREMESSO

 

CHE, a seguito  della segnalazione-denunzia della Segreteria del Settore Studi della F.C.I., giusta mail datata 05/11/2015 corredata dei documenti ivi allegati, la Procura Federale espletava le indagini nei termini di rito al fine di verificare la ricostruzione dei fatti descritti nella medesima denunzia; ciò previa l’acquisizione puntuale e conferente di documentazione ad hoc nonchè dalle risultanze peritali emerse a conclusione della C.T. espletata da consulente grafologico della P.F., dr. Antonio Marras; tanto che all’esito delle compiute indagini emergeva per tabulas che il tesserato-deferito Alberto Zaniboni in occasione dello svolgimento degli esami espletati a conclusione del corso di 3° livello per Direttori Sportivi tenutosi il 15/ottobre/2015 a Darfo Boario, di fatto non aveva effettivamente partecipato di persona ma era stato sostituito da altro soggetto che aveva apposto apocrifamente la firma del deferito sui verbali-statini delle prove d’esame.

CHE lapalissianamente il censurato comportamento del deferito si è manifestato e realizzato mediante un preordinato disegno antigiuridico, effettivamente compiuto dallo Zaniboni, finalizzato proprio a raggirare la buona fede degli esaminatori nonché le norme federali sia della Giustizia Sportiva sia della Giustizia Ordinaria.

RILEVATO

 

CHE la P.F. in sede d’indagini del procedimento n° 30/2015, ha accertato tutte le violazioni di cui al deferimento notificato al deferito;

CHE non è stata contestata la perizia del dr. Antonio Marras, Consulente Tecnico della P.F.

 

RITENUTO

 

CHE è stata raggiunta la prova del fatto contestato dalla P.F. nell’atto di deferimento per cui è procedimento;

CHE le giustifiche addotte dal sig. Alberto Zamboni con sua nota sottoscritta e senza data, pervenuta in Segreteria Generale della FCI il giorno 16/02/16, non possono essere accolte perché del tutto inconferenti con il thema decidendum del giudizio per cui è causa.

 

CONSIDERATO

 

condivisibile, nei confronti del sig. Alberto ZANIBONI, come ampiamente provato dalle risultanze dibattimentali, dall’esame delle dichiarazioni rese e dalla documentazione acquisita, l’assunto della Procura Federale

P.Q.M.

 Il Tribunale Federale I Sezione,

commina al sig. Alberto Zaniboni la sanzione dell’inibizione di anni 3 (tre)  e l’ammenda di € 1.000,00= (mille), dichiara la nullità delle risultanze dell’esame finale del corso di 3° livello per Direttore Sportivo, svoltosi a Darfo Boario (Bs) il 15-10-2015, così come afferenti al deferito.

Rimette gli atti alla P.F. per l’eventuale seguito di competenza nei confronti del soggetto che ha sostituito il deferito in sede d’esame.

 

N° 05/16 SERAFINO SALVI – UFF. PROCURA FEDERALE FCI – ISCRIZIONE PROCEDIMENTO N° 05/16

PRESO ATTO della richiesta di differimento dell’13 marzo 2016 pervenuta dal Dott. Serafino Salvi, il Tribunale Federale I sez. rinvia alla prossima seduta utile che sarà comunicata a cura della segreteria.

 

Il Presidente

Avv. Salvatore Minardi

 

Pubblicato in data 24/03/2016