1^ sezione - Pronunce

Comunicato N. 1 del 28 gennaio 2016

Corte Federale d'Appello

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 28 gennaio 2016 a Roma, presso la Sede Federale, presenti: il Presidente Avv. Antonio Villani ed i Componenti Avv. Claudio Cesare Iacovoni ed Avv. Giuseppe Febbo, nonché il Segretario Avv. Marzia Picchioni (Funzionario FCI).

La Corte Federale d’Appello I sezione ha emesso la seguente pronuncia:

 

RG. 13/15 RICORRENTE ALFONSO D’ERRICO AVVERSO IL COMUNICATO N. 6 DEL 25/11/2015 EMESSO DAL TRIBUNALE FEDERALE I SEZIONE

VISTO il reclamo del Sig. Alfonso D’Errico avverso il comunicato n. 6 del 25/11/2015, pubblicato in data 03/12/2015, del Tribunale Federale I sezione;

NOMINATO relatore l’Avv. Claudio Cesare Iacovoni che espone i termini della vicenda processuale;

SONO PRESENTI per l’Ufficio della Procura Federale l’Avv. Giorgio De Arcangelis, nonché il Segretario, Sig. Alessandro Bezzi;

E’ PRESENTE per il deferito il legale di fiducia Avv. Carlo Angelini;

CONCLUSIONI

L’UPF, nella persona dell’Avv. Giorgio De Arcangelis, conclude chiedendo il rigetto del reclamo proposto dal deferito, con conseguente conferma del Comunicato n. 6 del 25/11/2015;

IL DEFERITO Sig. Alfonso D’Errico, rappresentato dall’Avv. Carlo Angelini chiede, in via preliminare, la nullità della pronuncia appellata per difetto di competenza del Tribunale Federale, spettando la competenza esclusivamente al Giudice Sportivo; sotto il profilo del merito, chiede in via principale che venga emessa pronuncia di assoluzione alla luce della buona fede del deferito, dell’assenza di precedenti, della lievità dell’illecito e della mancata falsificazione dei risultati della competizione “Straducale 2015”; in via subordinata, chiede che venga applicata al deferito una sanzione più mite ed attenuata o, ancora in subordine, che venga applicata la sanzione della squalifica nel minimo edittale.

La Corte Federale d’Appello, all’esito della camera di consiglio, osserva quanto segue:

PREMESSO

CHE a seguito di deferimento del 4/08/2015, disposto dalla Procura Federale nei confronti: A) del Sig. Alfonso D’Errico per la violazione di cui all’art. 5 del Regolamento Tecnico SAN, dell’art. 1.1.05 della Normativa Sportiva 2015 Settore Amatoriale, nonché dell’art. 1.1 del Regolamento di Giustizia Sportiva Federale; B) della Società ASD G.C. Melania, in persona del Presidente p.t., a titolo di responsabilità oggettiva, per la violazione dell’art. 1.8 lett. b) del Regolamento di Giustizia Sportiva Federale, il Tribunale Federale, I sezione, con provvedimento di cui al comunicato ufficiale n. 6 del 25/11/2015, pubblicato in data 3/12/2015, ritenuti fondati gli addebiti, comminava al Sig. Alfonso D’Errico la sanzione della squalifica di anni 1 (uno) ed alla Società ASD G.C. Melania la sanzione della censura con ammenda di Euro 200,00;

CHE in data 16/12/2015 l’avvocato Carlo Angelini, legale del deferito Sig. Alfonso D’Errico, presentava alla Corte Federale d’Appello FCI rituale reclamo (Prot. 0007145/15 del 22/12/2015) ai sensi dell’art. 45, comma 1, RGD FCI nel quale chiedeva, in via preliminare, la dichiarazione di nullità della pronuncia di primo grado per incompetenza del Tribunale Federale, I Sezione, essendo la competenza specifica da individuare specificamente nel Giudice Sportivo; nel merito, in via principale, chiedeva l’assoluzione del signor D’Errico alla luce della sua assoluta buona fede, dell’assenza di precedenti, della lievità dell’illecito e della mancata falsificazione del risultato della competizione ciclistica “Straducale 2015”; in via subordinata chiedeva l’applicazione di una sanzione meno afflittiva per il deferito o, in ulteriore subordine, l’applicazione della sanzione della squalifica nel minimo edittale;

CHE i fatti oggetto del presente procedimento possono così sintetizzarsi: il tesserato Sig. Alfonso D’Errico, atleta della categoria Master nonché campione mondiale UCI in carica, in occasione della competizione “Straducale 2015” svoltasi in Urbino in data 28/6/2015, risultava indicato nella classifica come appartenente ad una Società (l’Associazione Sportiva Dilettantistica Cicli Copparo) non affiliata alla FCI, nonostante risultasse contemporaneamente tesserato per un’altra società federale (l’Associazione Sportiva Dilettantistica Melania G.C.); il tesserato, sostanzialmente, non contestava la realtà dei fatti, ma evidenziava la propria buona fede nella vicenda, dovendosi configurare la responsabilità per il tesseramento multiplo esclusivamente per un equivoco e per un difetto di comunicazioni tra i responsabili delle due società dilettantistiche coinvolte;

CONSIDERATO

CHE la questione preliminare proposta dal reclamante ed avente ad oggetto la richiesta di nullità della sentenza per incompetenza del Tribunale Federale, I Sez., - dovendosi individuare quale esclusivo organo giudicante il Giudice Sportivo, unico organo di giustizia competente a decidere in materia di “regolarità dello status e della posizione degli atleti, tecnici o altri partecipanti alla gara” (avendo il deferimento della procura Federale fatto esclusivo riferimento al risultato cronometrico della gara “Straducale 2015”) - non può essere accolta;

CHE, ai sensi dell’art. 32, 1° comma, del Regolamento di Giustizia Sportiva della FCI, “il Tribunale Federale giudica in primo grado su tutti i fatti rilevanti per l’ordinamento sportivo in relazione ai quali non sia stato instaurato né risulti pendente un procedimento dinanzi ai Giudici sportivi nazionali o regionali”;

CHE, ai sensi dell’art. 32, 4° comma, lett. a) del regolamento di Giustizia Sportiva della FCI, la I sezione del Tribunale Federale è competente a giudicare, tra gli altri, gli atleti e ogni altro soggetto tesserato ed a infliggere agli stessi, nei casi di loro accertata responsabilità, le sanzioni previste nel Regolamento di Giustizia della FCI;

CHE, pertanto, alla luce delle norme appena richiamate, nessuna norma relativa alla competenza specifica del Tribunale federale, I sezione, risulta essere stata violata in danno del Giudice Sportivo;

CHE, ad abundantiam, non si rinviene all’interno del Regolamento di Giustizia Sportiva della FCI alcuna norma che sanzioni con la nullità della pronuncia un’eventuale ed ipotetica violazione delle norme relative alla competenza del Tribunale Federale in danno del Giudice Sportivo (nazionale o regionale);

CHE, nella fattispecie, appare evidente come la contestazione mossa al deferito abbia una portata di carattere assolutamente generale e non specifica e/o individuale, non avendo infatti ad oggetto un illecito riconducibile in modo esclusivo e specifico al risultato conseguito dall’atleta nella singola gara “Straducale 2015” ma, al contrario, avendo ad oggetto la violazione di un principio di carattere generale quale quello del divieto di tesseramento multiplo, oggetto di specifica sanzione all’interno dell’apparato normativo sportivo della FCI;     

RITENUTO

CHE, in relazione alle doglianze riguardanti il merito della vicenda, anche esse debbano essere respinte perché infondate in fatto ed in diritto;

CHE, nella fattispecie, l’illecito si è consumato nel momento del tesseramento multiplo dell’atleta; nessun rilievo, chiaramente e logicamente, possono avere le qualità personali ed i meriti sportivi dell’atleta deferito, che in alcun modo possono assumere la valenza di cause di giustificazione e/o di non punibilità per la violazione commessa;

CHE, nella fattispecie, un eventuale errore del deferito non può in alcun modo essere considerato incolpevole, in quanto sarebbe bastata una semplice ed ordinaria diligenza - anche nel grado più basso - per evitare la consumazione della violazione;

CHE, al contrario di quanto sostenuto nel reclamo proposto, la fattispecie di illecito contestato al deferito (e per il quale è intervenuta la dichiarazione di responsabilità in primo grado) è una sola, ovvero il divieto di tesseramento multiplo, sebbene sia sanzionata da più fonti normative;

CHE, pertanto, essendo l’illecito uno solo, non si rinviene alcun concorso formale di norme che abbia cagionato un inasprimento della sanzione inflitta in primo grado al deferito;

CHE, fatti questi necessari rilievi, deve però sottolinearsi, sotto il profilo della quantificazione della pena, come il trattamento sanzionatorio applicato in primo grado al deferito, la sanzione della squalifica per anni 1 (uno), sia da considerarsi eccessivo e sproporzionato in relazione all’effettiva gravità della violazione;

CHE, infatti, la valutazione complessiva della personalità del Sig. D’Errico - atleta che in passato si è sempre comportato correttamente e nel pieno rispetto delle regole - unitamente al vaglio critico delle risultanze emerse, non possono consentire a questa Corte Federale D’Appello di ricollegare, al di là di ogni ragionevole dubbio, la violazione commessa dal deferito ad un proprio comportamento doloso, dovendosi al contrario ritenere integrato, nella condotta del Sig. D’Errico, un meno grave comportamento colposo, superficiale e negligente;   

CHE, pertanto questa Corte Federale d’Appello ritiene parzialmente fondato il reclamo del deferito sul punto specifico della quantificazione della sanzione e di conseguenza ritiene congrua ed equa l’applicazione al Sig. D’Errico della sanzione della squalifica per un periodo pari a mesi 6 (sei). 

P.Q.M.

La Corte Federale d’Appello, I sezione, in parziale accoglimento del reclamo proposto dal difensore del deferito, riduce la squalifica del Sig. D’Errico nella misura finale di mesi 6 (sei).

Dispone l’incameramento della tassa di accesso alla giustizia sportiva.

 

Il Relatore Esponente Avv. Claudio Cesare Iacovoni

Il Presidente Avv. Antonio Villani

 

RG. N. 1/16 RICORRENTE SIG. CLAUDIO ZANOLETTI AVVERSO IL PROVVEDIMENTO EMESSO DAL TRIBUNALE FEDERALE DI CUI AL COMUNICATO UFFICIALE N. 7 DEL 15/12/2015

VISTO il reclamo interposto dal Sig. Claudio Zanoletti avverso il provvedimento assunto nei suoi riguardi da parte del Tribunale Federale Nazionale -I Sezione- FCI, di cui al comunicato ufficiale n. 7 del 15/12/2015, pubblicato in data 18/12/2015.

NOMINATO relatore l’Avv. Giuseppe Febbo il quale illustra i termini della vicenda processuale;

SONO PRESENTI, per l’Ufficio della Procura Federale FCI, l’Avv. Giorgio De Arcangelis, nonché il Segretario, Sig. Alessandro Bezzi;

SONO PRESENTI personalmente il Sig. Claudio Zanoletti e, in rappresentanza della ASD OROBIE CUP MTB, il Sig. Michele Zambaiti (consigliere), il quale pur in assenza di specifica delega, viene ammesso a presenziare con il consenso del Presidente;

CONCLUSIONI

Il RECLAMANTE, SIG. CLAUDIO ZANOLETTI, si riporta alle argomentazioni difensive formulate nel proprio atto di impugnazione, chiedendone l’integrale accoglimento;

l’UPF FCI, nella persona dell’Avv. Giorgio De Arcangelis, insiste ai fini del rigetto del reclamo interposto dal Sig. Claudio Zanoletti;

La Corte Federale d’Appello -I Sezione- FCI, all’esito della camera di consiglio, osserva quanto segue.

PREMESSO

CHE a seguito del deferimento elevato in data 27/10/2015 dal Sostituto Procuratore Federale nei confronti del Sig. Claudio Zanoletti in ordine alla violazione disciplinare ex art. 1.1 del Regolamento di Giustizia e Disciplina della FCI, nonché nei confronti dell’ASD OROBIE CUP MTB per responsabilità oggettiva, ex art. 1.8 lett. b), il Tribunale Federale -I Sezione- FCI, con provvedimento di cui al comunicato ufficiale n. 7 del 15/12/2015, pubblicato in data 18/12/2015, ritenuta raggiunta la piena prova circa le responsabilità di entrambi i soggetti deferiti, ha irrogato a carico del primo la sanzione della squalifica per anni 1 (uno), mentre a carico della indicata compagine societaria, la sanzione dell’ammenda di importo pari a € 1.000,00 (Euro mille/00);

CHE, in data 04/01/2016, il Sig. Claudio Zanoletti, ha depositato, a mezzo trasmissione PEC, formale e rituale atto di impugnazione alla Corte Federale d’Appello -I Sezione- FCI, chiedendo, in via principale, l’annullamento della decisione assunte dal giudice sportivo di prime cure e, per l’effetto, l’integrale proscioglimento dagli addebiti contestati, in via subordinata, la riduzione della sanzione della squalifica a mesi 4 (quattro).

CONSIDERATO

CHE, in punto di merito, le violazioni disciplinari rispettivamente ascritte al Sig. Claudio Zanoletti, e per esso all’ASD OROBIE CUP MTB, alla luce delle puntuali risultanze istruttorie versate in atti, risultano ampiamente comprovate;

CHE, pertanto, in particolare, le argomentazioni difensive formulate dall’odierno reclamante non colgono nel segno, in quanto volte a confutare fatti e circostanze del tutto acclarate, rispetto a cui, ai fini specifici, si rivelano inammissibili, in quanto non ritualmente prodotti, i mezzi di prova indicati a corredo dell’atto di reclamo, ovvero sia il video caricato su “YOU TUBE” sia le dichiarazioni testimoniali rese dai Sigg. Mario Nava e Michele Longhi, peraltro, per i termini e le modalità mediante cui sono state acquisite dall’interessato e offerte al vaglio dell’odierno organo giudicante, prive di qualsivoglia valenza giuridica;

CHE, ad ogni buon conto, il comportamento contestato al Claudio Zanoletti, pur ontologicamente caratterizzato da evidenti profili di disvalore, sembra aver avuto verosimilmente origine più che altro da un impeto di eccessiva e incontrollata euforia per la inaspettata e sofferta vittoria della gara, quindi connotato da un elemento soggettivo di natura chiaramente colposa, ma la cui portata merita di essere oggetto di una più puntuale valutazione al fine di meglio verificare in questa sede se in concreto, e in quale misura, il contegno tenuto dal Sig. Claudio Zanoletti rilevi sotto il profilo disciplinare; 

CHE, invero, nello specifico, il c.d. “gesto dell’ombrello”, lungi dall’essere stato rivolto dall’odierno reclamante in appello alla propria moglie, della cui presenza sul luogo della premiazione non vi è prova (anzi, al riguardo, l’ASD OROBIE CUP MTB, nella memoria difensiva depositata all’esito dell’avviso di conclusione delle indagini ritualmente comunicato dall’UPF FCI, ha escluso la specifica circostanza), sembra essersi manifestato, più che altro, quale atto ironicamente liberatorio.

Il predetto gesto, di certo inelegante e poco educato in senso generale, è stato animato da un’eccessiva e incontrollata esuberanza, ma si deve necessariamente ritenere che lo stesso non sia stato rivolto da parte del Sig. Claudio Zanoletti né, come osservato, alla moglie, né ai suoi avversari e/o ai rappresentanti delle Istituzioni federali presenti, atteso che, anche in tal senso, mancano adeguati riscontri probatori.

Di conseguenza, si può assumere che l’odierno reclamante si sia prodotto in quel gesto travolto dal clima di euforia e di confidenziale reciproco manifestazione di atteggiamenti scherzosi con i suoi compagni di squadra, rivolgendolo esclusivamente a questi ultimi  (presenti alla premiazione), per essere stati di fatto clamorosamente smentiti rispetto alla scarsa fiducia nutrita (prima dello svolgimento della gara) nei riguardi del Sig. Claudio Zanoletti circa le possibilità che questi fosse in grado di conseguire il titolo di campione italiano all’esito della competizione di cui trattasi;

CHE, con riferimento, invece, al gesto di simulazione di un amplesso alle spalle delle miss ufficiali presenti alla cerimonia di premiazione, pur potendosi ritenere anch’esso riconducibile all’euforia del momento, tuttavia, poiché posto in essere in un contesto caratterizzato da indubbi tratti di  solennità e di ufficialità, si è rivelato oltremisura volgare e inopportuno, quindi, connotato da profili di evidente disvalore morale nei riguardi del genere femminile e pertanto meritevole di essere decisamente stigmatizzato;

CHE, ad ogni buon conto, tutto il contegno tenuto del Sig. Claudio Zanoletti deve essere necessariamente ricondotto ad un unico contesto temporale ed eziologico;

CHE, avuto riguardo ai profili di responsabilità oggettiva individuati in capo all’ASD OROBIE CUP MTB in ordine alla condotta posta in essere dal Sig. Claudio Zanoletti, fermo restando l’intangibilità dell’istituto della responsabilità oggettiva, tuttavia, appare opportunamente suscettibile di applicazione in questa sede un principio giurisprudenziale sportivo ormai consolidato  e ragionevolmente suscettibile di applicazione anche in questa sede, per il quale ove la condotta addebitata al tesserato non sia materialmente riferibile alla società e ove dal fatto imputato la stessa non solo non abbia tratto un vantaggio ma ne abbia addirittura subito un danno (come si può con buon grado di ragionevolezza assumere con riferimento al caso di specie), la sanzione può essere equamente graduata.

P.Q.M.

La Corte Federale d’Appello -I Sezione- FCI, in parziale accoglimento del gravame interposto dal Sig. Claudio Zanoletti, in riforma del provvedimento di primo grado, riduce la sanzione della squalifica irrogata a suo carico a mesi 8 (otto) e, nel contempo, parimenti, riduce la sanzione dell’ammenda originariamente irrogata a carico dell’ASD OROBIE CUP MTB all’importo di € 500,00 (Euro cinquecento/00).

 

Il Relatore Esponente Avv. Giuseppe Febbo      

Il Presidente Avv. Antonio Villani

 

Data di pubblicazione: 02/02/2016