1^ sezione - Pronunce

Comunicato N. 12 del 22 dicembre 2017

Tribunale Federale

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 21 dicembre 2017 a Roma, presso la sede federale della FCI Stadio Olimpico – Curva nord - Roma, presenti il Presidente Avv. Salvatore Minardi ed i Componenti Avv. Elisabetta Antonini ed Avv. Massimo Rosso nonché il segretario Sig.ra Claudia Giusti (funzionaria FCI),

il Tribunale Federale I Sezione ha emesso le seguenti pronunce

 

N°  14/17 - UFF. PROCURA FEDERALE – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 16/17

In punto:

- violazione da parte del tesserato Musella Luca dell’art. 1, commi 1 e 2 del Regolamento di Giustizia Sportiva (che impone a tutti i tesserati di tenere una condotta conforme ai principi di lealtà, rettitudine e correttezza e di osservare le norme, lo statuto federale, i regolamenti e le disposizioni federali) e delle disposizioni di cui all’art. 7, punti 4 e 5 del Regolamento Sanitario della FCI, per avere detenuto e utilizzato nonché somministrato (motu proprio) dispositivi medicali non inclusi nella lista di quelli in dotazione e ritenuti utilizzabili dalla Federazione. In particolare per avere, di sua iniziativa, senza preventivamente verificare il contenuto del medicinale, utilizzato il cerotto spray “Trofodermin” contenente il medicamento “clostebol” incluso nella lista WADA 2017 tra i medicinali vietati, al fine di praticare una medicazione all’atleta Mara Fumagalli, nel pomeriggio del 24.06.2017 per la cura di una dichiarata abrasione al ginocchio della medesima; fatto questo che precludeva alla Fumagalli la partecipazione al Campionato Mondiale di Marathon MTB.  In Singen (Hohentwiel) – Germania, il 24.06.2017.

NOMINATO relatore l’Avv. Elisabetta Antonini che espone i fatti del provvedimento di deferimento adottato dalla P.F. nei confronti del tesserato Musella Luca così come formalizzato all’esito dell’attività d’indagine espletata

PRESENTE per l’U.P.F. il Sostituto Procuratore Federale Avv. Giovanni Petrella nonché il Segretario sig. Alessandro Bezzi (funzionario FCI)

 

PRESENTE  il deferito Musella Luca

Il rappresentante dell’U.P.F., preliminarmente, ripercorre l’iter processuale riportandosi all’atto di deferimento e ritiene provata la contestazione mossa al sig. Musella Luca; dà atto del  comportamento pienamente collaborativo durante le indagini, con l’ammissione del fatto e le scuse  per l’accadimento a tutto lo staff e la federazione. Pertanto chiede che venga comunque riconosciuta la responsabilità del tesserato in ordine agli addebiti contestati, proponendo l’irrogazione delle sanzioni di inibizione per mesi tre (3).

Il deferito Musella Luca si riporta integralmente alla memoria difensiva prodotta e insiste nel proclamare la sua buona fede; aggiunge che sin da subito si è autosospeso da ogni attività federale, comunicando tale decisione al CT della Nazionale MTB, rinunciando anche a partecipare alla spedizione azzurra in Australia, in attesa che si risolvesse il caso oggi in decisione.

Il Tribunale Federale I Sezione

PREMESSO

 

CHE l’addebito mosso al deferito è documentato oltre che ammesso dallo stesso, ed è pertanto, pacifico;

RITENUTO

CHE quanto commesso dal tesserato, grave per un accompagnatore di squadra nazionale tenuto ad una particolare attenzione nello svolgimento dell’incarico ricoperto, deve essere anche valutato in considerazione del suo comportamento sia nell’immediatezza del fatto sia nel corso del procedimento;

 

CHE il tesserato si è autosospeso con formale comunicazione al CT della nazionale Mirko Celestino sin dalla data del 24.06.2017

P.Q.M.

 Il Tribunale Federale I Sezione,

commina al tesserato  Musella Luca la sanzione di inibizione di mesi sei (6) con decorrenza dalla data di verificazione del fatto (24.06.2017) sino al 24.12.2017.

 

N°  15/17 - UFF. PROCURA FEDERALE – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 15/17

In punto:

a) contesta al sig. Gianluigi Parenti la violazione dell’art. 1, commi 1 e 2 del Regolamento di Giustizia Sportiva nonché degli artt. 25 e 28 del Regolamento Tecnico dell’attività agonistica della F.C.I., svincolato, mediante l’accesso a sistema informatico “piattaforma FCI” non comunicato né preventivamente   autorizzato dal titolare delle relative credenziali “Sestese Cycle Klube A.S.D.” (cod. 781168), una parte degli atleti iscritti alla medesima società, al fine di consentire ad alcuni di essi il tesseramento nella nuova squadra denominata “A.S.D. Cycling Team Sestese Costante Girardengo” (cod. 1386294);

 b) Team Sestese Costante Girardengo (cod. 1386294), la violazione dell’art. 1.8 lett. b) del Regolamento di Giustizia Federale, in relazione alle condotte poste in essere dal tesserato Gianluigi Parenti di cui al capo di incolpazione che precede sub a);

NOMINATO relatore l’Avv. Massimo Rosso che espone i fatti del provvedimento di deferimento adottato dalla P.F. nei confronti del tesserato Gianluigi Parenti così come formalizzato all’esito dell’attività d’indagine espletata

PRESENTE per l’U.P.F. il Sostituto Procuratore Federale Avv. Giovanni Petrella nonché il Segretario sig. Alessandro Bezzi (funzionario FCI)               

PRESENTE per il deferito l’avv. Stefania Moscardi, non presente il deferito ritualmente convocato.

Il rappresentante dell’U.P.F. riferisce sul provvedimento di deferimento, ritiene provata la contestazione oggi mossa al sig. Gianluigi Parenti in virtù del fatto che lo stesso in sede di audizione ammetteva l’addebito di cui al capo A) e contestava la tesi difensiva di applicazione dell’art. 30 del Regolamento Tecnico dell’Attività Agonistica Federale in quanto la violazione contestata all’incolpato è quella di cui all’art.1.1 del R. di G; chiede pertanto che venga comminata l’irrogazione della sanzione dell’inibizione per anni (1) uno.

Chiede altresì l’irrogazione dell’ammenda di € 500,00 per la società Team Sestese A.S.D., ritenendo provati gli addebiti contestati a titolo di responsabilità oggettiva e non avendo la medesima società dimostrato estraneità ai fatti di cui all’atto di deferimento.

L’Avvocato Stefania Moscardi per il deferito Gianluigi Parenti si riporta alle memorie difensive prodotte all’esito della notifica di conclusione indagini e, dopo ampia discussione sui punti contestati, deposita note difensive che illustrano la propria tesi sulla estraneità dei propri assistiti sui fatti contestati e conclude chiedendone l’assoluzione.

Il Tribunale Federale I Sezione,

preliminarmente accoglie la tesi difensiva che al momento della commissione dei fatti (07.02.2017) il sig. Parenti  non era più tesserato per la stagione 2016 e non ancora tesserato per la nuova stagione 2017.

Alla luce di quanto sopra, pertanto, non trattandosi di soggetto tesserato al momento della commissione dei fatti, nulla prevedendo il regolamento di giustizia Federale nel caso di specie,  dichiara il non luogo a procedere per il sig. Parenti per i fatti allo stesso contestati.

Ben diversa, invece, la posizione della società Team Sestese ASD in cui ha successivamente operato, in qualità di direttore sportivo, il Parenti ed in cui era Presidente la sig.ra Anna Lemmi che aveva rapporti personali e diretti con lo stesso (moglie).

Pacificamente dai comportamenti del sig. Parenti ha tratto beneficio la predetta società che, pertanto, deve essere condannata avendo avallato un chiaro illecito da parte di persona terza e non ricorrendo agli strumenti regolamentari offerti dalla federazione ai soggetti tesserati.

Inoltre, presa visione della produzione documentale fornita dall’UPF, dal deferito per il tramite del proprio difensore con memorie e note difensive rileva che la tesserata Team Sestese A.S.D. ha contravvenuto all’art. 1.1. del Regolamento di Giustizia essendosi comportata violando i principi di probità, correttezza sportiva e osservanza dei regolamenti. Non può essere accolta la tesi difensiva di applicazione dell’art. 30 anziché artt. 25 e 28 del Regolamento Tecnico dell’attività agonistica poiché gli atleti, laddove non svincolati, avrebbero potuto ricorrere agli organismi federali e di giustizia sportiva per far valere i propri diritti. Agire come di fatto ha agito il Team Sestese A.S.D. si sostanzia in un esercizio arbitrario delle proprie ragioni che configura la violazione dell’art. 1.1 Reg. Giustizia.

Proprio per i principi dettati dal Regolamento di Giustizia di probità, lealtà e rettitudine e correttezza morale in tutti i rapporti riguardanti l’attività della Federazione, il comportamento della deferita società risulta censurabile.

 

Il Tribunale Federale I Sezione,

P.Q.M.

  • dichiara non doversi procedere nei confronti del sig. Gianluigi Parenti per non essere soggetto tesserato al momento della causazione dei fatti;
  • commina alla società Team Sestese A.S.D. la sanzione della censura con ammenda, con invito a non avallare comportamenti in violazione dei regolamenti federali, e la condanna al pagamento della somma di € 2.500,00 a titolo di ammenda.

 

Il Presidente  

Avv. Salvatore Minardi