1^ sezione - Pronunce

Comunicato N. 8 del 7 ottobre 2016

Tribunale Federale

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 7 ottobre 2016 a Roma, presso la sede federale della FCI Stadio Olimpico – Curva nord - Roma, presenti: il Presidente Avv. Salvatore Minardi ed i Componenti Avv. Giovanni Petrella ed Avv. Emiliano Celli nonché il segretario Sig.ra Claudia Giusti (funzionaria FCI),

il Tribunale Federale I Sezione ha emesso le seguenti pronunce

 

N. 8/16 FRANCO BETTONI - UFF. PROCURA FEDERALE – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 27/15

In punto: violazione da parte del tesserato Franco Bettoni, Presidente Comitato Provinciale FCI Como,  dell’art. 1.1 del Regolamento di Giustizia Sportiva, che impone a tutti i tesserati di tenere una condotta conforme ai principi di lealtà, rettitudine e correttezza e di osservare le norme, lo statuto federale, i regolamenti e le disposizioni federali, con l’aggravante della recidiva di cui all’art. 51, comma terzo, lett. a) e b),  per essersi dissociato e non aver partecipato alle riunioni del “Comitato Interassociativo” organizzatore già dalla prima edizione della “Giornata Nazionale della bicicletta”, costituendo un nuovo analogo Comitato finalizzato a promuovere una manifestazione dello stesso tipo concorrente con l’originaria, poi svoltasi in data ravvicinata a questa .

NOMINATO relatore l’Avv. Emiliano Celli che espone i fatti del provvedimento di deferimento adottato dalla P.F. nei confronti del tesserato Franco Bettoni, così come formalizzato all’esito dell’attività d’indagine espletata

PRESENTE per l’U.P.F. il Vice Procuratore Prof. Avv. Mario Santaroni.                  

PRESENTE il deferito Franco Bettoni ritualmente convocato con il proprio difensore Avv. Andrea Bernasconi.

Il rappresentante dell’UPF, all’esito dell’esame della memoria difensiva depositata dal deferito in data 09/09/2016, eccepisce la tardività del deposito stesso sul presupposto che i tre giorni antecedenti alla udienza di convocazione debbano ritenersi liberi. Ferma la eccepita tardività, con riferimento alle eccezioni preliminari sollevate dalla difesa del deferito ne contesta la fondatezza e ne chiede il rigetto, anche sul presupposto che la proroga delle indagini è stata concessa dalla Procura Generale. Nel merito, il rappresentante dell’UPF conferma tutte le valutazioni e le conclusioni già rese nell’atto di deferimento nei confronti dell’incolpato e si riserva di formulare le richieste dopo aver sentito la difesa del deferito. 

L’Avv. Bernasconi contesta la controeccezione di tardività del deposito della memoria difensiva, sul presupposto che i tre giorni antecedenti all’udienza di convocazione non debbano ritenersi liberi, in quanto non espressamente indicati come tali dalla normativa, insiste nelle eccezioni preliminari sollevate con la stessa memoria difensiva e, nel merito della vicenda oggetto del deferimento, chiede l’assoluzione del deferito, risultando documentalmente provata l’infondatezza degli addebiti mossi nei confronti del medesimo.

 Il Tribunale Federale I Sezione,

prendendo preliminarmente in esame le eccezioni e le controeccezioni solevate dall’UPF e dal deferito, rileva:

- l’eccezione di tardività del deposito della memoria sollevata dall’UPF appare infondata e deve essere respinta, non essendo espressamente indicato nell’art. 37 del Regolamento di Giustizia e Disciplina che il termine antecedenti all’udienza di convocazione per il deposito di memoria sia di tre giorni liberi e, di conseguenza, in applicazione dei principi generali i tre giorni devono intendersi non liberi;

- l’eccezione sollevata dalla difesa del deferito in merito alla illegittimità della proroga delle indagini appare fondata e deve essere accolta. E’ pacifico, infatti, che la richiesta di proroga sia stata inoltrata alla Procura Generale dopo la scadenza del termine di 40 giorni per l’espletamento delle indagini e, pertanto, se pur vi sia stato un provvedimento autorizzativo della stessa Procura Generale, tale provvedimento non può prevalere sui principi dell’ordinamento. Ne discende che tutti gli atti istruttori successivi alla data del 23 novembre 2015 debbano essere stralciati e non verranno tenuti in alcuna considerazione dal Tribunale.

Nel merito della vicenda, con riferimento al primo capo di incolpazione, risulta del tutto verosimile quanto riferito dal deferito circa il fatto che il “Comitato Interassociativo” avesse già deliberato che la 52^ edizione della “Giornata della Bicicletta Madonna del Ghisallo” non si dovesse tenere nell’anno 2014 – stante il diniego delle proroghe da parte della F.CI. richieste per effettuare la manifestazione nel mese di ottobre – e che alcune delle società sportive appartenenti allo stesso Comitato fossero state autorizzate ad organizzare alcune gare giovanili che avessero come punto di arrivo il Santuario della Madonna del Ghisallo. Tanto è vero che il 29 settembre 2014 si è tenuta la manifestazione “Ghisallo Day”, mentre la “Giornata della Bicicletta Madonna del Ghisallo” nell’ottobre 2014 non si è tenuta. Appare quindi inverosimile che il Sig. Bettoni volesse comunque organizzare la manifestazione per l’ottobre del 2014, per ovviare al diniego delle deroghe da parte della F.C.I. e che, per tale ragione, non abbia partecipato alle riunioni indette da tale Comitato.

Con riferimento al secondo capo di incolpazione, occorre premettere che è emerso sia documentalmente che nel corso del dibattimento che la convocazione delle riunioni del “Comitato Interassociativo Giornata della Bicicletta Madonna del Ghisallo” dovesse essere effettuata, senza vincoli di formalità, dal segretario del Comitato, il Sig. Mirco Monti. Il deferito ha contestato di aver ricevuto convocazioni per le riunioni del suddetto Comitato, in particolare quella tenutasi in data 28 novembre 2014, e non vi è prova agli atti di tale convocazione (la email del 27 ottobre 2014 inviata dal Sig. Fontana è una richiesta al segretario di convocazione del Comitato, e non può ritenersi essa stessa una convocazione). Di conseguenza, non vi è prova del fatto che il deferito abbia voluto costituire un “Comitato Interassociativo” alternativo a quello già esistente dal quale fossero escluse la G.S. Madonna del Ghisallo e la G.S. Cesano Maderno; così come, per inciso, non vi è prova del fatto che il “Comitato Interassociativo” del quale fanno parte la G.S. Madonna del Ghisallo e la G.S. Cesano Maderno rappresenti quello originariamente costituitosi nel 1961.

Pur potendo ritenere stigmatizzabile, per come evidenziato dall’UPF il comportamento del Sig. Bettoni, Presidente del Comitato Provinciale di Como della F.C.I., il quale, in considerazione del ruolo rivestito, non pare abbia agito in modo tale da cercare di dirimere l’evidente contrasto sorto in seno alle società organizzatrici della manifestazione “Giornata della Bicicletta Madonna del Ghisallo”, tuttavia gli addebiti al medesimo contestati con il deferimento non appaiono provati.

Il Tribunale Federale I Sezione,

P.Q.M.

Manda assolto il tesserato FRANCESCO BETTONI per non aver raggiunto la prova dell’addebito loro mosso.


N° 13/16 FRANCA FESTA - ROBERTO FORNARO - GAETANO MAURIZIO SCHIAVO ed ASD DOPOLAVORO FERROVIARIO – UFF. PROCURA PROCEDIMENTO N. 08/16 

In punto: per Franca FESTA, Roberto FORNARO e Gaetano Maurizio SCHIAVO, violazione dell’art. 1 del Regolamento di Giustizia Sportiva e Disciplina, che impone a tutti i tesserati di osservare una condotta conforme ai principi della lealtà, della rettitudine e della correttezza anche morale in tutti i rapporti riguardanti l’attività federale e nell’ambito più generale dei rapporti sociali ed economici, per aver attribuito l’incarico di consigliere direttivo a persona inconsapevole, attingendone le generalità da un albo professionale pubblico e falsificandone la sottoscrizione, con violazione degli artt. 482 e 494 del codice penale; per l’ ASD Dopolavoro Ferroviario Sulmona, in persona del Presidente p.t., a titolo di responsabilità oggettiva per violazione dell’art. 1.8 lett. b del  Regolamento di Giustizia Sportiva e Disciplina per il comportamento posto in essere dai tesserati: Franca Festa, Roberto Fornaro e Gaetano Maurizio Schiavo .

NOMINATO relatore l’Avv. Giovanni Petrella che espone i fatti del provvedimento di deferimento adottato dalla P.F. nei confronti di tutti i sopra indicati tesserati; deferimento reso e così formalizzato all’esito dell’attività d’indagine espletata dopo la segnalazione contenuta nell’esposto-comunicazione PEC a firma dell’ avv. Gianluca Lanciano, inviata il 21 marzo 2016  al Comitato Regionale Abruzzo, con cui esponeva e lamentava la “sostituzione di persona e l’apposizione di sua sottoscrizione apocrifa nel modello 1AF federale di costituzione del Consiglio Direttivo dell’ ASD Dopolavoro Ferroviario Sulmona per l’anno 2014 , sebbene egli non avesse mai richiesto e/o autorizzato chicchessia alla richiesta di una sua nomina a componente del Consiglio Direttivo dell’ ASD meglio avanti indicata .

Rappresenta la memoria difensiva del 4 ottobre 2016, con cui si ribadisce la totale estraneità dei deferiti, nonché la mail dell’avv. Lanciano con la quale lo stesso sottolinea la totale estraneità della Presidente, in quanto a detta sua, incosapevole dei fatti .

PRESENTE per l’U.P.  l’Avv. Severino D’Amore                 

PRESENTE i deferiti, sigg. Franca Festa, Schiavo Gaetano Maurizio e Roberto Fornaro, ritualmente convocati assistiti dall’ avv. Margherita Faraglia.

Il rappresentante dell’UPF conferma tutte le valutazioni e le conclusioni già rese nell’atto di deferimento nei confronti degli incolpati e si riserva di formulare le richieste dopo aver sentito la difesa dei deferiti ed esaminata la memoria a firme e depositata dall’avv. Faraglia.

Il difensore, avv. Faraglia , si riporta alla memoria depositata già fuori udienza rilevando l’assoluta estraneità ed assenza di elemento soggettivo nella commissione d’infrazione da parte dei suoi assistiti, precisa che la sig.ra Festa n.q. da oltre vent’anni ha sempre delegato, per fatti burocratici afferenti alla gestione degli associati ciclisti del DFL di Sulmona, il sig. Ranalli Fernando, presidente provinciale della FCI del L’Aquila, ed a conoscenza dell’iter da seguire per  i tesseramenti e l’affiliazione .

L’avv. Faraglia nel rappresentare anche le scuse dei deferiti al Tribunale ed all’ UPF, per non aver aderito all’invito a comparire nelle fase d’indagini, dichiara che gli stessi non avevano ben compreso la portata dei rilievi mossi ed il tipo di procedimento che li vedeva coinvolti.

All’esito dell’istruttoria espletata e delle dichiarazioni rese dai deferiti il Tribunale Federale I Sezione,

invita le parti a concludere;

il sost. P.F. D’Amore chiede l’inibizione di anni uno per tutti i deferiti e l’ammenda di € 2.000,00 per ciascuno, nonché di voler rimettere gli atti al proprio Ufficio al fine di procedere all’eventuale apertura di procedimento nei confronti del sig. Fernando Ranalli.

La difesa dei deferiti conclude per il loro proscioglimento sottolineando che non vi è alcuna necessità di autentica di firma del presidente delle società all’Assemblea, poiché non richiesta nel modulo 1 AF per l’affiliazione. In via subordinata chiede l’applicazione della sanzione minima dell’ammonizione o censura con biasimo scritto.

Tutto ciò premesso,

il Tribunale Federale esaminati gli atti d’indagine nonché  le risultanze dibattimentali odierne e valutato anche il comportamento processuale dei deferiti , ritiene che l’addebito mosso alla tesserata Franca Festa è stato provato  per tabulas così come è rilevabile dagli atti posti a sostegno del deferimento nei suoi confronti, nonché dalle dichiarazioni oggi rese in sede d’istruttoria dibattimentale,

RITENUTO

CHE il comportamento dei chiamati a giudizio, tutti tesserati FCI, sia di natura commissiva e/o omissiva in relazione solo alla posizione della Festa Franca, per quanto di sua ragione e competenza, si è resa certamente responsabile degli addebiti mossi dall’ UPF violando le norme di cui al deferimento; essendo stata raggiunta la piena prova degli assunti presupposti l’azione per cui è processo nei soli confronti della tesserata Festa Franca, mentre invece per gli altri due deferiti gli stessi risultano solamente inseriti ed elencati nel modello 1 AF acquisito dalla Procura quale unica fonte di prova.

 

RILEVATO, altresì, il comportamento della sig.ra FRANCA Festa che si è affidata totalmente per la gestione burocratica dell’affiliazione dell’ASD e per il tesseramento dei suoi sociin modo superficiale ad un terzo soggetto (Fernando Ranalli) e confidando nella qualità di quest’ultimo quale Presidente provinciale del L’Aquila della FCI, come è stato confermato dagli altri deferiti, ricorrono idonei motivi per l’irrogazione della sanzione indicata come da dispositivo.

 

Il Tribunale Federale I Sezione,

P.Q.M.

previa la riunione delle violazioni indicate in atto di deferimento sotto il vincolo della continuazione, commina alla tesserata, sig.ra Franca Festa, in proprio e nella qualità di Presidente p.t. della ASD Dopo Lavoro Ferroviario di SULMONA, la sanzione  dell’ammonizione con invito a non reiterare l’infrazione commessa.

Manda assolti i tesserati Roberto Fornaro e Gaetano Maurizio Schiavo per non aver raggiunto la prova dell’addebito loro mosso.

Rimette all’ UPF gli atti del verbale di udienza per il seguito di competenza nei confronti del sig. Fernando Ranalli per quanto emerso a suo carico in sede d’istruttoria dibattimentale.

 

Il Presidente

Avv. Salvatore Minardi