1^ sezione - Procedimento Rg 3 / 21 Sig. Carlo Roscini

Comunicato N. 4 del 10 giugno 2021

Tribunale Federale

Nel procedimento iscritto al N° 3/2021 R.G. a carico di Roscini Carlo, nato a Perugia il 28/06/1951, residente a Perugia in Via Cortonese n. 75/F, difeso di fiducia dall’Avv. Franco Libori.

Il Tribunale Federale I Sezione in composizione collegiale nella persona del Presidente Avv. Salvatore Minardi e dei Componenti Avv. Patrich Rabaini Rel. e Avv. Oronzo Simeone e con l’assistenza del segretario Avv. Marzia Picchioni (funzionaria FCI), nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi il 10 giugno 2021 alle ore 16.30 mediante piattaforma Microsoft Teams.

Sono altresì presenti:

- per l’U.P.F. il Procuratore Federale Avv. Nicola Capozzoli e il Procuratore Federale Aggiunto Avv. Ida Blasi nonché il segretario Sig. Alessandro Bezzi;

- l’Avv. Carlo Libori, procuratore del deferito Sig. Roscini Carlo;

- non è presente il Sig. Carlo Roscini.

Il Presidente prende atto della dichiarazione di identità delle parti presenti.

Le parti collegate da remoto dichiarano che non sono in atto collegamenti con soggetti non legittimati e che non sono presenti soggetti non legittimati nei luoghi da cui sono in collegamento con la stanza virtuale della riunione.

Su invito del Presidente, il difensore e le parti si impegnano a mantenere attivata la funzione video per tutta la durata dell’udienza ed a prendere la parola nel rispetto delle indicazioni del Tribunale, in modo da garantire l’ordinato svolgimento della riunione.

Il Presidente avverte che la registrazione della riunione è vietata.

RITENUTO IN FATTO e in diritto

Il sig. Carlo Roscini, nato a Perugia il 28/06/1951, residente a Perugia in Via Cortonese n. 75/F è stato deferito dalla Procura Federale al giudizio di questo Tribunale per rispondere delle seguenti violazioni disciplinari:

"In violazione dell'art. 1 del Regolamento di Giustizia F.C.I., in relazione all'art. 51, comma 5 del medesimo Regolamento e pertanto in spregio dei doveri incombenti a tutti i tesserati della Federazione Ciclistica Italiana di rispettare le norme che ne disciplinano l'attività, nonché di serbare lealtà e correttezza anche morale, Carlo Roscini, ex Presidente del Comitato Regionale Umbria, portatore di un interesse diretto alle vicende del Commissariamento del Comitato da lui già presieduto - Commissariamento disposto alla luce di riscontrate irregolarità nella gestione che avevano dato luogo, tra l'altro, ad un giudizio civile intentato dalla Federazione Ciclistica Italiana - e di un interesse indiretto al giudizio di revocazione della sentenza irrevocabile della Corte di Appello Federale che aveva confermato il Commissariamento, introdotto dal Sig. Ugo Fagiolo (a sua volta ex Vice Presidente del Comitato Regionale Umbria e componente, unitamente al Roscini, del Consiglio Direttivo del medesimo Comitato), all'insaputa dello stesso Fagiolo ed inducendo in errore l'Avv. Vincenzo Maccarone, legale che aveva patrocinato in altri procedimenti quale difensore dello stesso Roscini  e del Fagiolo:

1. si faceva consegnare dall'Avv. Vincenzo Maccarone l'atto di "nomina a procuratore e difensore di fiducia" datato "31 agosto" a nome di Ugo Fagiolo destinato ad essere utilizzato per conferire al citato legale il potere di proporre ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport avverso la decisione del 25 giugno - 6 luglio 2020 della Corte di Appello Federale, I Sezione, che aveva respinto la revocazione della sentenza confermativa del provvedimento di Commissariamento del Comitato Regionale Umbria (essendo il Fagiolo l'unico soggetto legittimato all'impugnazione), dopo averlo rassicurato che avrebbe provveduto personalmente a raccogliere la firma autografa del Sig. Ugo Fagiolo;

2. non consegnava né faceva consegnare l'atto di cui al punto 1, per l'acquisizione della sottoscrizione, al Sig. Ugo Fagiolo ed anzi vi apponeva o vi faceva apporre una sottoscrizione apocrifa "Ugo Fagiolo':·

3. consegnava, infine, il documento con sottoscrizione apocrifa apposta a nome di "Ugo Fagiolo" all'Avv. Vincenzo Maccarone, falsamente rassicurandolo di avere acquisito la firma autografa dal Sig. Ugo Fagiolo, cosicché l'atto veniva effettivamente adoperato per la proposizione del ricorso dinanzi il Collegio di Garanzia dello Sport del C.O.N.l, ove -  solo per circostanze indipendenti dalla volontà del Roscini - l'Avv. Vincenzo Maccarone veniva a conoscenza del  disconoscimento  della  firma  "Ugo  Fagiolo" e successivamente  rinunziava al ricorso.

In Perugia, in epoca anteriore e prossima alla fine del mese di agosto del 2020 e con la recidiva reiterata e infraquinquennale, avendo il Roscini riportato condanne nel quinquennio ed essendo già stato dichiarato recidivo”

Il Presidente dà la parola al giudice relatore, Avv. Patrich Rabaini,  per la relazione introduttiva.

Per l’U.P.F. il Procuratore Federale Avv. Capozzoli illustra l’atto di deferimento precisando le motivazioni poste a base dello stesso ed illustrando l’esito degli atti di indagine.

Più in particolare, il Procuratore Federale si sofferma sull’analisi degli elementi che inducono a ritenere provata la responsabilità del deferito Sig. Carlo Roscini.

L’Avv. Franco Libori, procuratore del deferito, evidenzia come a suo avviso non vi siano sufficienti elementi per fondare un giudizio di responsabilità in capo al proprio assistito, giacchè difettano indizi gravi, precisi e concordanti.

Il Procuratore Federale conclude chiedendo la sanzione di mesi 6 (sei) di inibizione.

Il difensore conclude chiedendo il proscioglimento o, in subordine, il minimo della pena prevista per la violazione contestata.

Il Tribunale Federale I Sezione

all’esito della Camera di Consiglio ha emesso la seguente pronuncia:

Preliminarmente vanno decise le istanze di rinvio avanzate dalla difesa l’una nella mattinata del 10 giugno 2021, e l’altra direttamente in udienza, sulle quali il Tribunale si è pronunicato in udienza.

Con la prima richiesta di rinvio, la difesa adduce il legittimo impedimento a comparire del Roscini producendo un certificato medico nella mattinata stessa del 10 giugno 2021 che attesterebbe l’impossibilità del Roscini di presenziare all’udienza.

Sul punto il Tribunale osserva come il citato certificato medico non possa essere posto a fondamento del legittimo impedimento invocato dalla difesa, giacchè dall’esame del certificato stesso non vi è alcuna indicazione circa l’impossibilità assoluta del Roscini a partecipare all’udienza che, perlatro, viene tenuta da remoto. Va ulteriormenete osservato, sul punto, che la prosecuzione del giudizio non inficia e non comprime in alcun modo il diritto di difesa del Sig. Roscini.

Il secondo motivo posto a base della richiesta di rinvio attiene al fatto che il Sig. Ugo Fagiolo ha dichiarato di aver presentato denuncia/querela alla Procura della Repubblica per il reato di falsificazione della propria sottoscrizione come apposta in calce alla nomina dell’Avv. Maccarone e, dunque, sarebbe indispensbaile attendere l’esito del giudizo penale trattandosi di questione pregiudiziale al presente procedimento.

Sul punto il Tribunale osserva come l’eventuale giudizio penale non rivesta alcun carattere di pregiudizialità rispetto al processo sportivo, giacchè i principi fondanti del diritto sportivo e del diritto penale riguardano sfere giuridiche differenti. Va ulteriormente evidenziato che la denuncia/querela presentata dal Fagiolo è stata sporta contro ignoti e, dunque, non risulterebbe alcun procedimento a carico del Roscini, senza contare, poi, che lo stesso Roscini era presente al momento della proposozione della denuncia/querela del Fagiolo e, quindi, perfettamemte consapevole che la stessa non fosse stata presentata contro lo stesso Roscini. 

Entrambe le istanze, duqnue, vanno rigettate per i motivi sopra esposti.

Quanto al merito della vicenda

Esaminati gli atti acquisiti al presente procedimento e sentite le argomentazioni sia della difesa, che della Procura Federale, il Tribunale Federale I Sezione ritiene raggiunta la prova, al di là di ogni ragionevole dubbio, circa la colpevolezza del deferito e sulla violazione dei principi di lealtà, rettitudine e correttezza anche morale.

La corposa attività di indgaine svolta dall’U.P.F., che non ha trovato smentita in atti, appare sufficiente a fondare un giudizio di colpevolezza nei confronti del deferito Sig. Roscini Carlo.

In tal senso, è pacificamente emerso come il deferito abbia posto in essere una serie di condotte disciplinarmente rilevanti al fine di (far) proporre ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport avverso la decisione del 25 giugno - 6 luglio 2020 della Corte di Appello Federale, I Sezione, che aveva respinto la revocazione della sentenza confermativa del provvedimento di Commissariamento del Comitato Regionale Umbria proprio a carico del Roscini stesso.

Più precisamente, il Roscini essendo risultato soccombente nel giudizio di revocazione della sentenza confermativa del commissariamento del Comitato Regionale Umbria da lui presieduto ha lasciato credere, con le modalità di cui si dirà più oltre,che il sig. Fagiolo avesse dato mandato per proporre ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport e avesse sottoscritto la procura al difensore avvocato Maccarone.

A tal fine il deferito si faceva consegnare dall’Avv. Vincenzo Maccarone, già legale sia del Roscini che del Fagiolo, l’atto di nomina a difensore di fiducia rassicurandolo che lo avrebbe fatto sottoscrivere al Fagiolo per la proposizione del ricorso, per poi restituirlo firmato all’Avvocato Maccarone. Ottenuta la disponibilità materiale dell’atto di nomina, il Roscini apponeva o faceva apporre da terzi, la sottoscrizione apocrifa a nome di Ugo Fagiolo, per poi restituire l’atto all’Avvocato Maccarone rassicurandolo circa l’autenticità della sottoscrizione stessa (sul punto cfr dichiarazioni rese a s.i.t. dall’Avv. Maccarone)

L’atto di nomina veniva in effetti utilizzato dall’Avv. Maccarone per la proposizione del ricorso.

Solo successivamente, lo stesso legale veniva a conoscenza della circostanza secondo la quale la firma non fosse autentica, giacché il Sig. Ugo Fagiolo, venuto a conoscenza causalmente del ricorso, ne disconosceva la sottoscrizione e negava di aver dato incarico per la presentazione del ricorso.

Tali circostazne, risultano provate tanto dalle dichiarazioni rese dall’Avv. Vincenzo Maccarone, quanto da quelle rese dallo stesso Sig. Ugo Fagiolo che, come detto, ha disconosciuto la sottoscrizione apparentemente attribuita allo stesso.

A corroborare tale impianto probatorio, vi è anche la perizia calligrafica fatta redigere dall’U.P.F. la quale ha confermato senza dubbio alcuno che la sottoscrizione apparenetemente attribuibile a “Ugo Fagiolo” in realta è apocrifa. Più in particolare, la nominata perita calligrafa conclude per “un giudizio di non autografia della firma in verifica e non riferibilità alla mano di Ugo Fagiolo”.

Del resto, lo stesso Sig. Ugo Fagiolo nel verbale di sommarie informazioni rese alla Procura Federale il 13.11.2020 dichiarava:

  • di non essere a conoscenza di essere ricorrente nel pocedimento n°7/2020 dinanzi al Collegio di Garanzia del CONI;
  • di non aver mai autorizzato nessuno ad apporre firme per suo conto su mandati aventi ad oggetto il ricorso di cui sopra;
  • disconosceva la propria firma apparentemente apposta sulla nomina in favore dell’Avv. Maccarone in data 31 agosto (senza anno) e precisava di non aver mai visto prima tale documento.

Altrettanto tranchante risulta essere la deposizione resa dall’Avv. Vincenzo Maccarone sentito a sommarie informazioni dalla Procura Federale il 18.12.2020. L’avv. Maccarone, dopo avere confermato di aver conosciuto per altre questioni professionali il Sig. Fagiolo, precisava che il mandato datato 31 agosto – oggetto del presente procedimento – fu consegnato per la sottoscrizione del medesimo Sig. Fagiolo, al Roscini che si era reso disponibile ad acquisire la sottoscrizione sul mandato. Predisposto l’atto di nomina, lo stesso fu consegnato al Roscini che a stretto giro lo riportò sottoscritto al legale.

Appreso del disconoscimento – prosegue l’Avv. Maccarone nelle s.i.t. del 18.12.2020 – convocava subito il Roscini al quale esprimeva tutto il suo disappunto per l’accaduto e, in particolare, per il fatto che il Roscini stesso aveva garantito al legale l’autenticità della sottoscrizione a nome del Fagiolo.

Pertanto, non essendo revocabile in dubbio che la sottoscrione apposta sulla procura rilasciata all’Avv. Maccarone fosse aprocrifa, risulta del tutto indifferente che la falsificazione sia stata materialmente fatta dal Roscini o da altri. Infatti, non va dimenticato che:

- l’Avv. Maccarone ha dichiarato di non aver mai avuto contatti con Fagiolo per la questione del ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport;

- fu il Roscini a rendersi disponibile a prelevare l’atto di nomina per farlo sottoscrivere al Fagiolo;

- fu il Roscini a restituire all’Avv. Maccarone l’atto di nomina con la sottoscrizione apparentemente attribuibile al Fagiolo;

- fu il Roscini a garantire all’Avv. Maccarone la genuinità della sottoscrizione.

Non può, dunque, aversi alcun dubbio circa la consapevolezza del Roscini in ordine alla falsità della sottoscrizione apparentemente attibuibile al Fagiolo.

Dal canto suo, poi, il Roscini che, se effettivamente delegato dal Fagiolo avrebbe avuto l’obbligo di accertarsi dell’autenticità della sottoscrizione apposta alla procura alle liti e di non consentire contraffazioni, non ha mai offerto alcuna versione differente da quella risultante dagli atti, né ha mai fatto conoscere la propria versione dei fatti. Sul punto va anche evidenziato che lo stesso Roscini, appreso dell’intendimento di deferimento della Procura Federale, con istanza in data 12 marzo 2021 chiedeva di essere sentito “per esporre le proprie difese”.

Tuttavia, ottenuta la fissazione dell’audizione da parte della Procura Federale per la data del 24 marzo 2021, con dichiarazione del 18 marzo 2021 rinunciava all’audizione dallo stesso chiesta solo sei giorni prima.

Dunque, se agli atti non vi è la versione dei fatti del Roscini è solo perché il Roscini stesso non ha voluto o non ha ritenuto di offrirla.

Il complessivo quadro probatorio, dunque, non lascia dubbio alcuno circa la responsabilità del deferito Sig. Roscini Carlo per i fatti contestatigli.

Il trattamento sanzionatorio

Quanto al trattamento sanzionatorio, il Collegio ritiene opportune talune considerazioni funzionali alla graduazione della pena da infliggere in concreto.

In primo luogo, il complessivo comportamento tenuto dal Roscini nel procedimento che ci occupa, deve essere tenuto nella giusta considerazione da parte del Collegio, così come deve essere tenuta nella giusta considerazione la posizione apicale ricoperta dallo stesso Roscini all’interno del C.R. Umbria che, per il ruolo ricoperto, richiedeva allo stesso un comportameto più consono alle sue funzioni.

Il dovere di lealtà e correttezza anche morale, imposto dal Regolamento di Giustizia della F.C.I. deve improntare l’agire di ciascun componente della Federazione Ciclistica Italiana e, prima di tutti, a coloro che ricoprono un ruolo apicale nell’organigramma della federazine stessa.

Il Roscini ha, invece, manifestato una certa insofferenza al rispetto del Regolamento di Giustizia e di ciò il Tribunale non può non tenerne conto in termini di graduazione della pena.

Alla luce delle considerazioni sopra svolte, il Tribunale Federale I Sezione ritiene equa e conforme alla violazione contestata, la sanzione di cui in dispositivo.

Il Tribunale Federale I Sezione,

P.Q.M.

definitivamente pronunciando commina al tesserato Roscini Carlo, la sanzione della inibizione per mesi 5 (cinque) a far data dal 10/06/21 e sino alla data del 10/11/21.

 

Roma/Vittoria, 10 giugno 2021

 

Il Presidente  

Avv. Salvatore Minardi

 

data di pubblicazione: 14/06/2021