1^ sezione - Motivazione sentenza del 26.01.2018 depositata tramite mail il 26/01/2018 e pubblicata il 29/01/2018

Comunicato N. 1 del 26 gennaio 2018

Tribunale Federale

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 16 gennaio 2018 a Roma, presso la Sede Federale della FCI Stadio Olimpico – Curva nord - Roma, presenti: il Presidente Avv. Salvatore Minardi ed i Componenti Avv. Alessia Beghini e Avv. Carlo Iannelli, nonché il segretario Sig.ra Claudia Giusti (Funzionaria FCI)

il Tribunale Federale I Sezione ha emesso le seguenti pronunce

N. 16/2017 GIORDANO ROMOLI – UFF. PROCURA FEDERALE – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 18/17

Il Presidente dichiara aperto il procedimento nei confronti del deferito in aggiornamento alla seduta del 13/12/2017 n° 11/17;

CONSIDERATO qui riportato quanto trascritto nel precedente comunicato del 13/12/2017 e nominato corelatore il Presidente Avv. Salvatore Minardi;

PRESENTI il Procuratore Federale Avv. Nicola Capozzoli e il Procuratore Federale Aggiunto Avv. Ida Blasi, nonché il Segretario Sig. Alessandro Bezzi;

PRESENTI il Sig. Romoli Giordano assistito e difeso dall'Avv. Siria Carella;

PRESO ATTO della presenza dei testi tesserati FCI indicati ed ammessi: 1) Sig. Pieroni Mazzante Orfeo; 2) Sig. Umbri Maurizio; 3) Sig. Salvati Nicolino; 4) Sig. Ripari Ilario; 5) Sig.ra Jefimova Nataljia; 6) Sig.ra Baglione Alberta; 7) Sig.ra Carbonari Anastasia;

ACQUISITI il "file audio" e la trascrizione cartacea dello stesso relativi alla telefonata del 02/06/2017 tra Il Sig. Romoli Giordano ed il Sig. Ronchetti Giancarlo, nonché ulteriore documentazione medica prodotta dalla difesa;

Escussi i citati testi ammessi, il Procuratore Federale Avv. Nicola Capozzoli, riportandosi all'atto di deferimento, ripercorre le escussioni testimoniali rese, esamina la telefonata richiamata in epigrafe, sottolinea la persistenza dei medesimi elementi emersi in fase di indagine e confermati nel corso del procedimento e tenuto conto della gravità dell'attività posta in essere dal Sig. Romoli, conclude per l'applicazione della sanzione massima prevista dal Regolamento Federale della Federciclismo ex art. 49 lett. e) chiedendo l'applicazione della sanzione della radiazione e la revoca di eventuali benemerenze ricevute.

Il difensore del Sig. Romoli, Avv. Siria Carella, ripercorre la vicenda sottolineando che il materiale difensivo probatorio raccolto di fatto smentisce l'originale atto di accusa del Presidente Regionale delle Marche nonché le ulteriori accuse o deduzioni accusatorie degli altri soggetti e, in particolare del genitore della minore, Sig. Ronchetti Giancarlo; ripercorre le testimonianze acquisite evidenziando le contraddittorietà di alcune deposizioni (dei testi Pieroni Orfeo Mazzante, Umbri Maurizio e Nicolino Salvati), sottolinea che la telefonata acquisita è priva della parte iniziale necessaria per inquadrare l'effettivo svolgimento dei fatti; ritiene che il procedimento non abbia accertato quanto contestato dalla Procura Federale sussistendo ampi margini di dubbio sull'effettivo svolgimento dei fatti e conclude, in considerazione della limitatezza dei fatti censurabili nonché degli ampi margini di dubbio, per la condanna di mesi 12 (dodici) di inibizione dall'attività federale.

Il Tribunale Federale I Sezione, pertanto,

ai sensi dell'art. 43, comma 6 del Regolamento di Giustizia Federale, sciogliendo la riserva del 16 gennaio 2018 di deposito della motivazione nei rituali termini, rileva i seguenti

MOTIVI

L'assunto accusatorio formulato dalla Procura Federale è stato ampiamente provato nel corso del procedimento.

I fatti, per come narrati e rappresentati sia dai soggetti che hanno dato genesi al giudizio federale sia dai testi sia dallo stesso tesserato Romoli, non lasciano margine di dubbio sulla concretizzazione di un comportamento che integra la violazione dei principi che reggono il sistema di giustizia della Federazione Ciclistica.

I tesserati sono obbligati a tenere un comportamento di rispetto del principio di lealtà, correttezza e rettitudine, anche morale, nei confronti degli altri tesserati e della Federazione di appartenenza; ancor più la soglia di correttezza e rettitudine morale va innalzata allorquando interessati ai comportamenti siano atleti di età inferiore agli anni 18.

I tesserati minorenni hanno necessità di maggiori tutele in quanto si trovano in una fase particolare della vita e cioè quella della crescita fisica e della formazione sportiva; il confronto con gli altri tesserati, il rispetto delle regole, il dovere di lealtà, sono principi sportivi di altissima levatura che le federazioni sportive, in ossequio ai principi del CONI ed alle finalità olimpiche, curano, tutelano e garantiscono.

Orbene, proprio l'impostazione delle federazioni sportive quali agenzie educative per la trasmissione di tali principi, fa sì che le famiglie affidino i propri minori, anche in età tenerissima o in situazioni di disagio e di difficoltà, ai tecnici, alle società sportive, alle Federazioni stesse che "devono assicurare la corretta organizzazione e gestione delle attività sportive" (CONI - Principi di Giustizia Sportiva, art. 1).

La scelta dei genitori della tesserata Ronchetti Elisa di permetterle di svolgere attività sportiva e in particolare il ciclismo di fatto ha generato un rapporto di fiducia tra la famiglia e la Federazione Ciclistica e, per essa tramite gli organi territoriali ed operativi, la società ed il tecnico - direttore sportivo. Questo rapporto di fiducia, delicato, costante e fondamentale deve essere adamantino, leale e corretto. Giammai alcuno dei soggetti possono avere dubbi sulla sussistenza dello stesso e giammai i soggetti depositari di tali fiducia possono creare situazioni o avere atteggiamenti e comportamenti che permettano di sollevare dubbi minimi sulla tenuta di tale rapporto.

Il genitore della atleta minorenne, Rocchetti Giancarlo, chiaramente e ripetutamente nella telefonata con il Romoli del 02/06/2017, rimarca un comportamento che avrebbe dovuto far crescere Elisa e che invece lascia solamente delusione tanto da valutare di "...farla smettere" di gareggiare in quanto "...schifato da questa cosa che è accaduta". Tali reazioni, per nulla contestate dal Romoli, realizzano il venir meno del richiamato rapporto di fiducia in modo irreversibile.

Il tecnico rivestiva nell'ambito della Federazione una posizione di garanzia che ha permesso ai genitori di affidargli la propria figlia riponendo fiducia per il ruolo ricoperto. Gli atteggiamenti ed i comportamenti "impropri" tenuti in più occasioni dal Romoli non possono e non devono essere ricondotti ad un soggetto tenuto a quei comportamenti "propri" di cui ai regolamenti federali improntati alla lealtà, correttezza e rettitudine morale; pertanto, sono determinanti per concretizzare l'applicazione di una sanzione da parte di questo Organo giudicante. Il caso de quo conduce il Tribunale Federale oltre la valutazione di opportunità o inopportunità dell'atteggiamento e dei comportamenti assunti dal Romoli che, per il ruolo, avrebbe dovuto attenersi ai dettami "propri" di chi riveste posizioni di privilegio, controllo e influenza su atleti e tesserati soprattutto se minori di età.

Per ammissione dello stesso Romoli, oltre che dei testimoni, la minore Elisa Rocchetti è stata contattata telefonicamente il 31/05/2017 e, nelle ore serali dello stesso giorno, è stata raggiunta a Porto Sant'Elpidio dove la stessa era ospite del Campeggio Girasole con la scolaresca in un contesto tutt'altro che sportivo; è stata invitata e/o indotta a salire sull'autovettura del Romoli ed una volta a bordo condotta per recarsi a prendere un gelato "a Torre delle Palme, posto turistico molto suggestivo con un belvedere" per come specificato dalla teste Natalija Jefimova.

Nel corso di tale incontro, ottenuto con il pretesto di parlare della gara ciclistica di qualche giorno dopo e quindi sfruttando la posizione di direttore sportivo e soggetto di garanzia e fiducia, il Romoli ha concretizzato approcci fisici che sono stati respinti dalla minore; il Tribunale ha accertato questo comportamento sia grazie le deposizioni rese dal deferito durante l'udienza di convalida della misura cautelare della sospensione sia dalle deposizioni rese innanzi la Procura Federale e nonostante le reticenze delle testi Baglioni e Jefimova escusse in udienza.

Certamente censurabile è l'atteggiamento posto in essere dai dirigenti della Società ASD UC Porto Sant'Elpidio che autonomamente hanno deciso "l'allontanamento del Romoli" il quale ha spontaneamente consegnato la tessera federale; gli stessi hanno comunicato alle altre atlete ed ai propri familiari la sospensione del Romoli per "motivi personali" di fatto ostacolando e ritardando l'iter della giustizia sportiva nonché mettendo a repentaglio la tutela della difesa dei principi di affidamento e fiducia riposti sulla società sportiva e delle atlete stesse.

I singoli motivi di cui all'atto di deferimento restano assorbiti dal primo e più grave comportamento pertanto, l'avere presenziato ad altre manifestazioni, l'avere allenato "privatamente" le atlete Baglioni e Carbonari, l'avere incontrato la Ronchetti in occasione di una gara in Piemonte sono da considerare comportamenti ed atteggiamenti propri di un soggetto che ha violato nella misura massima le regole della Federazione Ciclistica sfruttando la propria posizione di garanzia nonché l'autorevolezza per il ruolo ricoperto.

La difesa del Romoli ha di fatto confermato la responsabilità nella realizzazione della violazione regolamentare e comportamentale; la minimizzazione dell'atteggiamento o i dubbi su effettivi comportamenti ed approcci, mano sulla spalla o sulla gamba, tentativi di baciare o meno la ragazza ecc., non possono limitare o ridurre la convinzione di responsabilità che il giudizio ha trasferito a questo Tribunale.

La richiesta stessa di condanna a mesi 12 (dodici) da parte dell'avvocato difensore è emblematica per avere certezza di responsabilità: inoltre, ogni eventuale o residuale dubbio circa la colpevolezza del Romoli viene fugata dalla considerazione conclusiva del difensore allorquando dichiara che "Non si dubita che l'atleta Ronchetti possa essere rimasta turbata dal comportamento del Romoli e abbia percepito lo stesso come un tentativo di approccio, tuttavia ai fini di giustizia chiede che il Tribunale valuti il comportamento effettivamente posto in essere dal Romoli."

Nel giudizio non è possibile graduare la sanzione applicata: i fatti di per sé concretizzano una fattispecie di violazione dei principi sportivi, del CONI e della Federciclismo, che devono vedere il soggetto allontanato da un ambiente la cui integrità morale deve essere garantita e tutelata in ogni modo ed ad ogni livello tanto da non dovere perdere credibilità con gli altri tesserati e sportivi.

P.Q.M.

Il Tribunale Federale I Sezione,

commina al tesserato Giordano Romoli la sanzione della radiazione con decorrenza dalla data odierna. Fissa il termine di 10 giorni per il deposito della motivazione.

 

Il Presidente

Avv. Salvatore Minardi

 

Pubblicato in data 29/01/2018