1^ sezione - Motivazione Rg. n. 4/17

Comunicato N. 12 del 14 giugno 2017

Corte Federale d'Appello

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 14 giugno 2017 a Roma (ore 11.30), presso la Sede Federale, presenti: il Presidente Avv. Antonio Villani, i Componenti Avv. Claudio Cesare Iacovoni ed Avv. Barbara Baratto Vogliano, nonché il Segretario avvocato Marzia Picchioni (Funzionario F.C.I.).

La Corte Federale d’Appello, I^ sezione, della F.C.I. ha emesso il seguente provvedimento:

 

RG. N. 4/17 APP., RICORRENTE PROCURA FEDERALE F.C.I. AVVERSO IL PROVVEDIMENTO EMESSO DAL TRIBUNALE FEDERALE, I^ SEZIONE, DI CUI AL COMUNICATO UFFICIALE N. 4 DELL’8/5/2017, PUBBLICATO NELLA MEDESIMA DATA.

 

VISTO il reclamo presentato dall’Ufficio della Procura Federale della F.C.I. avverso il provvedimento assunto da parte del Tribunale Federale Nazionale – I^ sezione – della F.C.I. di cui al comunicato ufficiale n. 4 del giorno 8 maggio 2017, pubblicato in pari data;

DESIGNATO relatore l’Avv. Claudio Cesare Iacovoni che espone i termini della vicenda processuale;

SONO PRESENTI per l’Ufficio della Procura Federale, il Procuratore Federale Nicola Capozzoli nonché il Segretario, signor Alessandro Bezzi; è altresì presente personalmente l’incolpato signor Antonio Zanon, assistito dal proprio legale Avv. Mauro Germani

CONCLUSIONI

L’UFFICIO DELLA PROCURA FEDERALE conclude chiedendo l’accoglimento del reclamo proposto, con conseguente inasprimento della sanzione dell’inibizione temporanea inflitta in primo grado al deferito signor Antonio Zanon, nella misura già richiesta innanzi il Giudice di prime cure di 3 (tre) anni;

IL DEFERITO signor Antonio Zanon, personalmente, insiste nell’evidenziare l’assoluta limpidezza del suo comportamento e la sua oggettiva buona fede nella fattispecie incriminata lamentando di non aver violato in alcun modo l’art. 1, comma 1, del Regolamento di Giustizia Federale; sottolinea, altresì, la correttezza sempre tenuta nel corso della sua lunghissima militanza nel mondo del ciclismo e la sua profonda passione per il mondo delle due ruote che lo ha portato in molteplici occasioni anche a sponsorizzare eventi ciclistici con la propria società; sottolinea, infine, come abbia accettato la sanzione inflittagli in primo grado solo ed esclusivamente per rispetto della Giustizia Sportiva, alla luce della carica istituzionale attualmente ricoperta (Presidente del Comitato Regionale del Lazio della F.C.I.).

L’Avv. Mauro Germani, a sua volta, chiede in via principale che venga dichiarato improcedibile il reclamo presentato dalla Procura Federale in quanto generico e privo dell’indicazione specifica dei principi di diritto che si assumerebbero violati da parte del signor Zanon; chiede, altresì, un’integrazione probatoria mediante l’audizione dei testi Claudio Nereggi, Giancarlo Rossi, Tonino Ianni e Guglielmo Retarvi.

Nel merito, chiede che venga rigettato il reclamo proposto dall’Ufficio della Procura Federale della F.C.I., perché infondato in fatto ed in diritto, con conseguente conferma del provvedimento di primo grado.

 

La Corte Federale d’Appello, I^ Sezione, della F.C.I. all’esito della camera di consiglio, osserva quanto segue:

PREMESSO

CHE a seguito di deferimento del 28/3/2017, disposto dalla Procura Federale della F.C.I. nei confronti del signor Antonio Zanon per la violazione dell’articolo 1, comma 1, del Regolamento di Giustizia Sportiva della F.C.I. “per avere violato i principi della lealtà, rettitudine e della correttezza anche morale in tutti i rapporti riguardanti l’attività federale e nell’ambito più generale dei rapporti sociali ed economici, attraverso il pagamento, mediante bonifico, da lui personalmente eseguito in data 23 e 24 novembre 2016 degli importi relativi alle sanzioni disciplinari comminate dal Giudice Sportivo regionale alle società G.S. Claudio Nereggi A.S.D. e U.C. Alatri A.S.D., sodalizi i cui rappresentanti partecipavano alle elezioni per la carica di Presidente del Comitato Regionale Lazio cui concorreva, aggiudicandosela, lo stesso Antonio Zanon”, il Tribunale Federale della F.C.I., I^ sezione, con provvedimento di cui al comunicato ufficiale n. 4 del giorno 8 maggio 2017, pubblicato in pari data, comminava al signor Antonio Zanon la sanzione dell’inibizione temporanea per la durata di giorni 30 (trenta);

 

CHE in data 24/5/2017 l’Ufficio della Procura Federale della F.C.I. presentava alla Corte Federale d’Appello della F.C.I. rituale e tempestivo reclamo (Prot. 0002841/17 del 24/5/2017) ai sensi dell’art. 45, comma 1, del Regolamento di Giustizia Federale della F.C.I., nel quale si chiedeva l’inasprimento della sanzione inflitta in primo grado al deferito, anche riconoscendone la colpevolezza per l’episodio del pagamento personale delle multe inflitte al G.S. Claudio Nereggi A.S.D., nella misura richiesta nel primo grado di giudizio, pari a complessivi anni 3 (tre) di inibizione temporanea;

 

CHE, a sua volta, l’incolpato signor Antonio Zanon non presentava alcun reclamo avverso il provvedimento di primo grado né formalizzava alcuna impugnazione incidentale, limitandosi a comparire personalmente nel corso dell’udienza di secondo grado e, per mezzo del proprio legale Avv. Mauro Germani, a depositare memoria difensiva, con allegata produzione documentale a supporto delle proprie tesi, chiedendo il rigetto del reclamo presentato dalla Procura Federale, con conseguente conferma della decisione di primo grado;

 

CHE i fatti oggetto del presente procedimento sono stati ritenuti (sia pur parzialmente) provati dal Tribunale Federale della F.C.I., essendo stato accertato che il signor Antonio Zanon effettuò personalmente il pagamento di sanzioni applicate a società (nella fattispecie U.C. Alatri A.S.D.) allo stesso estranea, con l’aggravante che ciò avvenne nell’imminenza dello svolgimento dell’elezione per la carica di Presidente del Comitato Regionale del Lazio della F.C.I., alla quale poi effettivamente partecipò il rappresentante della società in questione;

 

CHE, limitatamente all’episodio relativo al pagamento delle sanzioni comminate al G.S. Claudio Nereggi A.S.D., i Giudici di primo grado hanno invece ritenuto di ravvisare la buona fede nella condotta tenuta dal signor Zanon e, di conseguenza, la mancanza di una volontà precisa di violare il principio sancito dall’articolo 1, comma 1, del Regolamento di Giustizia Federale della F.C.I.

CONSIDERATO

CHE, preliminarmente, il thema decidendum della causa deferita alla presente Corte Federale d’Appello della F.C.I. deve individuarsi, esclusivamente, nelle richieste avanzate nel reclamo esperito dall’Ufficio della Procura Federale della F.C.I., aventi ad oggetto: A) il riconoscimento della responsabilità disciplinare del deferito anche per l’episodio del pagamento delle sanzioni effettuato a vantaggio del G.S. Claudio Nereggi A.S.D. e, di conseguenza, B) l’aumento dell’entità della sanzione inflitta in primo grado all’incolpato;

 

CHE le richieste preliminari avanzate sia oralmente, nel corso dell’udienza del 14/6/2017, che nella memoria difensiva datata 8 giugno 2017, da parte della difesa dell’incolpato, non sono meritevoli di accoglimento;

 

CHE, infatti, la richiesta di ulteriore integrazione probatoria – mediante l’escussione dei testi Claudio Nereggi, Giancarlo Rossi, Tonino Ianni e Guglielmo Retarvi – è da considerarsi assolutamente superflua (le dichiarazioni dei signori Nereggi e Rossi, infatti, sono già presenti in atti e sono già state oggetto di valutazione) e non decisiva ai fini del thema decidendum, non apportando elementi di decisiva novità rispetto allo specifico compendio istruttorio e decisorio già presente in atti;

 

CHE la richiesta di inammissibilità del reclamo presentato dalla Procura Federale per genericità e per mancata indicazione degli specifici principi di diritto violati dal signor Zanon è destituita di fondamento, in quanto nell’atto in questione emergono chiaramente sia la condotta contestata al deferito, in fatto ed in diritto, che i lamentati vizi del procedimento impugnato (omessa o incompleta valutazione delle prove, travisamento del fatto ed eccessiva mitezza della pena), legittimamente valutabili da parte di questo Organo di Giustizia

RITENUTO

CHE, in relazione alla responsabilità disciplinare riguardante l’episodio del pagamento effettuato da parte del signor Antonio Zanon per estinguere multe applicate alla U.C. Alatri A.S.D., si è formato un giudicato parziale, non essendo stato presentato alcun reclamo da parte del deferito; pertanto la responsabilità del deferito, sul punto, deve considerarsi accertata e non oggetto di ulteriori valutazioni da parte del Giudice di secondo grado;

 

CHE, in accoglimento del primo motivo di reclamo presentato dalla Procura Federale, deve essere dichiarata la responsabilità disciplinare del signor Antonio Zanon anche per l’episodio del pagamento personale per l’estinzione delle multe effettuato a vantaggio del G.S. Claudio Nereggi A.S.D.; più nello specifico deve censurarsi la motivazione del provvedimento di primo grado, laddove si evidenzia “la buona fede dello Zanon, nonostante la difesa nulla abbia documentalmente prodotto, pur avendone la facoltà, il quale ha provveduto ad onorare la sanzione inflitta al sodalizio esclusivamente perché ha ritenuto la stessa riferentesi al memorial “M. Zanon” per il quale aveva dato incarico organizzativo alla medesima società (il G.S. Claudio Nereggi A.S.D.) in tempi ben lontani dalle scadenze elettorali”;

 

CHE, infatti, non sono emersi nell’episodio incriminato elementi che possano testimoniare la buona fede dell’incolpato: più in particolare devono evidenziarsi le seguenti circostanze oggettive, emergenti dalla documentazione presente in atti e dalle dichiarazioni rese dall’incolpato: 1) il signor Zanon è da circa 40 anni inserito nel mondo del ciclismo, è persona di estrema competenza e capacità e, come lo stesso ha evidenziato nel corso dell’udienza d’appello, ha ricoperto nel tempo incarichi di rilievo (anche di natura politica) ed è attualmente il presidente del Comitato Regionale del Lazio: pertanto il deferito aveva piena conoscenza e contezza del divieto (ma anche della semplice inopportunità) di interporsi personalmente nel pagamento di sanzioni inflitte a società allo stesso assolutamente non riconducibili, anche e soprattutto alla luce della tempistica in cui il pagamento è avvenuto, della sua imminente discesa in campo quale candidato alla carica di Presidente del Comitato Regionale del Lazio e dei soggetti che ne hanno beneficiato; 2) il pagamento in questione, non contestato dallo stesso incolpato, risulta infatti essere avvenuto in data 23 novembre 2016, pertanto palesemente a ridosso delle operazioni di voto per l’elezione del Presidente del Comitato Regionale del Lazio, svoltasi in data 18 dicembre 2016; 3) che il G.S. Claudio Nereggi A.S.D., nella persona del suo rappresentante, partecipava in modo effettivo alle operazioni di voto in questione;

 

CHE, alla luce di queste oggettive e non contestate circostanze, risulta ben difficile ravvisare buona fede nella condotta tenuta dal signor Zanon; al contrario lo stesso non poteva ignorare come il comportamento tenuto fosse assolutamente da evitare in quanto – nella migliore delle ipotesi – del tutto sconsigliabile ed inopportuno, poiché posto in essere da soggetto che in quel momento aveva un concreto e preciso conflitto di interessi in atto che lo obbligava ad astenersi da attivita’ riconducibili a potenziali forme di “voto di scambio” o lato sensu di accaparramento di voti, in quanto aventi ad oggetto rapporti di natura economica con potenziali elettori nell’imminente elezione alla carica di Presidente del Comitato Regionale del Lazio;

 

CHE le argomentazioni difensive avanzate dal signor Zanon, sul punto, non convincono quest’Organo Giudicante: risulta difficile credere che il signor Antonio Zanon, pienamente consapevole di non essere l’organizzatore del Trofeo Memorial A. Zanon ma di esserne semplicemente lo sponsor (in tal senso la memoria difensiva datata 17 gennaio 2017 - Prot. n. 0000244 del 17/1/2017 in atti - dove si legge testualmente “il Trofeo Memorial A. Zanon per anni è stato organizzato dal nostro sodalizio, ma poi è stato fatto sempre organizzare da società che si proponevano per l’occorrenza, avendo lo stesso un forte richiamo per società ed atleti… nel 2016 fu la A.S.D. Nereggi ad organizzare, la quale ci chiese di sponsorizzare anche una gara femminile unica nel Lazio ”), abbia in realtà pagato di persona le ammende - specificamente comminate alla A.S.D. Nereggi quale società organizzatrice dell’evento - per un errore dovuto all’esatta individuazione sulla società organizzatrice in cui sarebbero incorsi le parti in causa Antonio Zanon e Claudio Nereggi (“il signor Claudio Nereggi si rivolgeva allo Zanon chiedendo che fosse lui a pagare le multe come organizzatore…dapprima lo Zanon, ritenendo prima facie che fosse giusto quanto sopra, pagava le multe credendosi responsabile” si legge alla pagina n. 3 della ulteriore memoria difensiva dell’Avv. Mauro Germani datata 8 giugno 2017 per giustificare l’avvenuto pagamento da parte dello Zanon);

 

CHE, in realtà, è del tutto logico sostenere come lo stesso incolpato abbia in realtà sempre avuto ben presente la distinzione tra società sponsor dell’evento (allo stesso riconducibile) e società organizzatrice dell’evento (la A.S.D Nereggi, allo stesso non riconducibile la quale, unica, avrebbe dovuto pagare la multa inflittagli per cause esclusivamente legate all’organizzazione dell’evento); ma, anche ammesso e non concesso che si sia in presenza di un semplice errore, come sostenuto dall’incolpato e dalla difesa, se di errore si tratta, risulta assolutamente macroscopico, inescusabile, dipeso da oggettiva superficialità e da colpa grave e, come tale, oggettivamente inidoneo ad escludere il profilo della responsabilità disciplinare contestato;

 

CHE, pertanto, le motivazioni alla base del pagamento effettuato dal signor Zanon in favore di altro soggetto, specificamente indicate nel provvedimento di primo grado ed appena sopra descritte, non possono costituire, a parere di questo organo Giudicante, causa di esclusione della responsabilità disciplinare; infatti, il fondamentale dovere di correttezza, lealtà ed imparzialità che incombe a tutti i tesserati – nella fattispecie ancora più forte alla luce della personalità, dello spessore e dell’importanza del deferito - impone a tutti il dovere di evitare qualsiasi comportamento, anche solo negligente e colposo, che possa mettere in dubbio, anche solo potenzialmente, l’obbligo di rettitudine imposto dall’articolo 1, comma 1, del Regolamento di Giustizia Sportiva della F.C.I.;

 

CHE, al contrario, il ritenere consentita la condotta incriminata costituirebbe un ingiustificato e pericoloso precedente che potrebbe legittimare in futuro, in ipotesi, le più svariate forme di accaparramento di voti in occasione di qualsiasi appuntamento elettorale, circostanza pericolosa ed assolutamente da evitare;

 

CHE, invece, la personalità complessivamente valutata del deferito, le riconosciute qualità dimostrate in tutti questi anni, il comportamento collaborativo tenuto sin dalla fase delle indagini ed, infine, l’assenza di qualsiasi altro precedente rilievo disciplinare impongono a questo Giudice d’Appello una determinazione della pena ben lontana da quella richiesta dalla Procura Federale (tre anni);

 

CHE questo organo giudicante ritiene infatti equo e conforme a giustizia rispetto alla reale portata dei fatti - anche per il rispetto del principio di proporzionalità rispetto a sanzioni applicate ad altri soggetti in recente passato per condotte analoghe – determinare la sanzione nella durata complessiva di mesi 3 (tre) di inibizione temporanea.   

P.Q.M.

La Corte Federale d’Appello, I^ sezione, della F.C.I. in accoglimento del reclamo presentato dall’Ufficio della Procura Federale della F.C.I., condanna il deferito signor Antonio Zanon alla sanzione dell’inibizione per la durata complessivi di mesi 3 (tre).

 

Relatore estensore

Avv. Claudio Cesare Iacovoni

 

Il Presidente

 Avv. Antonio Villani

 

Data di pubblicazione: 22/06/2017