1^ sezione - Motivazione Esito Atto di appello Rg. n. 3/17

Comunicato N. 14 del 27 luglio 2017

Corte Federale d'Appello

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 17 luglio a Roma (ore 14.30), presso la Sede Federale, presenti: il Presidente Avv. Antonio Villani, i Componenti Avv. Claudio Cesare Iacovoni ed Avv. Barbara Baratto Vogliano, nonché il Segretario Avv. Marzia Picchioni (Funzionario F.C.I.).

La Corte Federale d’Appello, I^ sezione, della F.C.I. ha emesso il seguente provvedimento:

 

RG. N. 3/2017 APP., RICORRENTE SIGNOR CARLO ROSCINI AVVERSO LA DECISIONE N. 3/2017 EMESSA DAL TRIBUNALE FEDERALE DELLA F.C.I., I^ SEZIONE, IN RELAZIONE AL PROCEDIMENTO N. 2/2017, DI CUI AL COMUNICATO UFFICIALE N. 3 DEL 4/5/2017, PUBBLICATO IN PARI DATA.

 

VISTO il reclamo presentato dal signor Carlo Roscini avverso il provvedimento assunto da parte del Tribunale Federale Nazionale – I^ sezione – della F.C.I. di cui al comunicato ufficiale n. 3 del 4/5/2017, pubblicato in pari data;

 

DESIGNATO relatore l’Avv. Claudio Cesare Iacovoni, che espone i termini della vicenda processuale;

 

SONO PRESENTI per l’Ufficio della Procura Federale l’Avv. Nicola Capozzoli e l’Avv. Ida Blasi nonché il Segretario, signor Alessandro Bezzi; è, altresì, presente personalmente l’incolpato signor Carlo Roscini, assistito dal proprio legale Avv. Vincenzo Maccarone.

CONCLUSIONI

L’UFFICIO DELLA PROCURA FEDERALE conclude chiedendo il rigetto del reclamo proposto dal signor Roscini e la reformatio in peius del provvedimento di primo grado mediante l’aggravamento della sanzione inflitta al deferito, nella misura finale di anni 2 di inibizione temporanea;

IL DEFERITO signor Carlo Roscini, a mezzo del proprio legale Avv. Vincenzo Maccarone, sollecita in via preliminare una pronuncia interpretativa da parte della II° Sezione della Corte Federale d’Appello della F.C.I, in relazione al significato più corretto da attribuire alle attività effettivamente precluse al soggetto inibito, così come indicate nel combinato disposto degli articoli 49 e 56 del Regolamento di Giustizia Sportiva della F.C.I.; parimenti in via preliminare chiede la rinnovazione dell’attività istruttoria mediante l’escussione testimoniale di n. 6 testi, specificamente indicati nel proprio reclamo; rinuncia espressamente alla richiesta preliminare di sospensione del processo avanzata nel reclamo, per intervenuta carenza di interesse; rinuncia espressamente ai motivi di reclamo di cui ai punti I e III per intervenuta carenza di interesse; nel merito chiede, in via principale, l’assoluzione del signor Roscini da tutte le contestazioni perché il fatto non sussiste; in via subordinata, chiede una riduzione dell’entità della sanzione inflitta in primo grado.

 

La Corte Federale d’Appello, I^ Sezione, della F.C.I. all’esito della camera di consiglio, osserva quanto segue:

PREMESSO

CHE a seguito di deferimento in data 3/04/2017, disposto dalla Procura Federale della F.C.I. nei confronti del signor Carlo Roscini per la violazione: A) degli articoli 1, comma 1, e 56, comma 2, del Regolamento di Giustizia Sportiva della F.C.I.; B) per la violazione dell’articolo 51 del Regolamento di Giustizia Sportiva della F.C.I.  (violazioni che infra verranno analizzate in modo specifico ed analitico), il Tribunale Federale della F.C.I., I^ sezione, con provvedimento di cui al comunicato ufficiale n. 3 del 4/5/2017, pubblicato nella medesima data, comminava al signor Carlo Roscini la sanzione dell’inibizione temporanea per la durata complessiva di un anno e quattro mesi (un anno per la violazione del primo capo di incolpazione, quattro mesi per l’applicazione della recidiva di cui al secondo capo di incolpazione);

 

CHE il primo Organo Giudicante riteneva pienamente provate, sulla base della produzione documentale e fotografica messa a disposizione dalla Procura Federale, tutte le condotte contestate al signor Carlo Roscini che, nella sua qualità di Presidente del Comitato Regionale della Regione Umbria della F.C.I., aveva in più occasioni violato l’obbligo di astenersi dallo svolgere attività nell’ambito della F.C.I. nel periodo temporale (dal giorno 5/1/2017 al giorno 5/4/2017) in cui lo stesso risultava sottoposto alla sanzione dell’inibizione temporanea comminatagli dal Tribunale Federale della F.C.I. in relazione ad altro e precedente procedimento disciplinare e, di conseguenza, lo condannava alla sanzione dell’inibizione temporanea per la durata complessiva di un anno e quattro mesi; 

 

CHE in data 22/5/2017 l’Avv. Vincenzo Maccarone, legale del signor Carlo Roscini, presentava alla Corte Federale d’Appello della F.C.I. rituale e tempestivo reclamo (Prot. 0002776/17 del 22/5/2017) ai sensi dell’art. 45, comma 1, del Regolamento di Giustizia Federale della F.C.I., nel quale chiedeva il proscioglimento del deferito da tutti i capi di incolpazione perché il fatto non sussiste e, in via subordinata, una riduzione dell’entità della sanzione inflitta in primo grado;

 

CHE, in via preliminare, questo organo Giudicante prendeva atto dell’espressa rinuncia, avanzata oralmente in udienza da parte dell’Avv. Maccarone, dei motivi di reclamo di cui ai punti I e III del proprio gravame, per intervenuta carenza di interesse alla luce della pronuncia del 9/6/2017 del Collegio di Garanzia dello Sport, che rigettava il ricorso presentato dal signor Carlo Roscini in merito alla sua condanna, nel precedente giudizio disciplinare, alla sanzione dell’inibizione per la durata di mesi tre, il cui mancato rispetto costituisce proprio il fulcro e la contestazione del  procedimento disciplinare oggetto del presente reclamo;

 

CHE, sempre in via preliminare, questa Corte riteneva di non accogliere la richiesta  pregiudiziale avanzata dalla difesa del deferito, finalizzata a sollecitare una pronuncia interpretativa sul significato più corretto da attribuire ai divieti contenuti nel combinato disposto degli articoli 49 e 56 del Regolamento di Giustizia Sportiva della F.C.I.: le norme in questione, a parere dell’organo giudicante che comunque ben può interpretare autonomamente le disposizioni regolamentari rispetto ai casi concreti, delineando peraltro la portata applicativa, sono infatti di semplice, chiara ed immediata comprensione e sono state enunciate e specificate nei suddetti articoli in modo esauriente. Per usare una terminologia utilizzata dalla difesa del deferito, nelle disposizioni in questione non si riscontra alcun obbligo di “scomparire” dalla scena per il soggetto inibito, bensì si riscontra “solamente” un chiaro e semplice obbligo di non presenziare in determinate occasioni ed in specifici luoghi per tutta la durata dell’inibizione, oltre al chiaro divieto per il soggetto inibito di non compiere alcuna attività nell’ambito della F.C.I.;

 

CHE, infine, non è parimenti meritevole di accoglimento la richiesta della difesa del deferito di rinnovazione dell’istruttoria mediante l’escussione dei testimoni indicati nell’atto di reclamo (i signori Marcello Bernacchia, Ugo Fagiolo, Wladimiro Rellini, Claudia Palomba, Gaetano Cutrupi e Giampiero Tasso) in quanto si tratta, ad avviso dell’Organo Giudicante, di testimonianze non dotate del carattere di novità, rilevanza e decisività sul thema decidendum del procedimento disciplinare.     

CONSIDERATO

CHE, in accoglimento della doglianza del difensore del deferito, quest’Organo Giudicante ritiene, di seguito, necessario valutare in modo specifico ogni singolo episodio contestato al signor Roscini, al fine di verificare l’effettiva incidenza del comportamento di quest’ultimo sulla violazione dei divieti contenuti nell’articolo 56, 2° comma, del Regolamento di Giustizia Sportiva della F.C.I.. La difesa del signor Roscini sosteneva, nel proprio reclamo, come la presenza del deferito nei vari episodi incriminati non fosse a titolo ufficiale, nella qualità di Presidente del Comitato Regionale della Regione Umbria della F.C.I., ma dovesse considerarsi, di volta in volta, a titolo privato, a titolo di amicizia e/o di cortesia, o nelle vesti di semplice spettatore ed, in quanto tale, pienamente legittima e non punibile.

 

Nello specifico:

1) la presenza ai “Campionati Italiani Ciclocross 2017, svoltisi il 6, 7 ed 8 gennaio 2017, in località Silvelle di Trebaseleghe – Padova.

In ordine a tale specifica contestazione, sono meritevoli di accoglimento le doglianze avanzate dal deferito. In realtà nella documentazione fotografica (n. 3 fotografie) depositata in atti dalla Procura Federale è oggettivamente impossibile riconoscere, nel deferito, una qualsiasi delle persone inquadrate, in quanto tutti i soggetti sono stati ripresi di spalle e/o senza una visione chiara e diretta del viso.

Mancando una prova certa della presenza alla manifestazione del signor Roscini quest’ultimo, per questo specifico episodio, deve essere prosciolto dalla contestazione mossagli;

 

2) la partecipazione, nella veste di Presidente del C.R. Umbria, alla cena sociale indetta dalla A.S.D. Massa Martana, svoltasi il località Massa Martana il 21/1/2017.

Se per il precedente episodio la documentazione fotografica si è rivelata assolutamente carente a delineare la responsabilità disciplinare del signor Roscini, in questa occasione deve affermarsi il contrario. 

La difesa del deferito, per giustificare la presenza del signor Roscini alla cena in questione, ha evidenziato come la presenza fosse esclusivamente a titolo privato e non istituzionale, determinata esclusivamente dal rapporto di profonda conoscenza ed amicizia con il signor Marcello Bernacchia (Presidente della A.S.D. Massa Martana).

Al contrario, ad avviso di questo organo Giudicante, il contenuto delle fotografie depositate dalla Procura delinea un quadro ben diverso.

Dalla visione delle varie fotografie, infatti, il signor Roscini risulta essere seduto nella parte centrale del tavolo principale, dedicato alle personalità ed agli ospiti di maggiore rilievo della serata e su cui era stato apposto uno striscione della A.S.D. Massa Martana; risulta, in più foto, intento ad effettuare un discorso con un microfono, rivolto alle persone presenti sedute nei tavoli di fronte e di lato; risulta, in più foto, ricevere dei doni e delle pubblicazioni da parte del signor Rellini (Responsabile del Settore Giovanile della Federazione Regionale Umbra).

Dalle foto visionate, pertanto, non solo non emerge il carattere privato della presenza del signor Roscini alla cena in questione - evidenziato dalla difesa dell’incolpato – ma al contrario emerge una partecipazione fattiva, di primo piano, sostanziatasi addirittura con un discorso rivolto ai presenti, effettuato al tavolo riservato alle personalità della serata.

Una condotta, pertanto, pienamente sussumibile all’interno delle attività vietate dagli articoli 49, lettera d), e 56, 2° comma, del Regolamento di Giustizia Sportiva F.C.I.;

 

3) la sottoscrizione, in qualità di Presidente del C.R. Umbria, in data 16/2/2017, della ricevuta di incasso n. 64 del 2017 (versante Lucarini Gianluigi – causale: quota iscrizione corso di formazione “Staffette Motociclistiche”).

Anche in questo caso la documentazione depositata dalla Procura Federale è idonea ad integrare l’illecito disciplinare contestato al deferito.

Nel modulo prestampato in atti, infatti, è riportata in calce la dicitura “Il Presidente del C.R. (Carlo Roscini)” e sotto il nome prestampato Carlo Roscini è riportata una firma autografa.

La difesa ha sottolineato come la firma non sia stata apposta dal signor Carlo Roscini ma appartenga, in realtà, alla signora Claudia Palomba, segretaria del Comitato.

Tale affermazione non è sufficiente ad escludere la responsabilità disciplinare del deferito.

Nel documento in questione, infatti, non si rinviene alcun elemento – una semplice cancellazione, anche a penna, del nome del signor Roscini, una semplice aggiunta, anche a penna, del nome dell’effettiva persona che ha apposto la firma ovvero una delega espressamente conferita a terzi - che possa, anche lontanamente, porre in dubbio la riferibilità dell’atto al signor Roscini, nella sua qualità di Presidente del Comitato Regionale umbro della F.C.I.. 

Risulta, pertanto, pienamente provata, nella fattispecie, la violazione disciplinare contestata al deferito;

 

4) la partecipazione attiva all’organizzazione della festa di premiazione “Challenge Rosa 2016”, svoltasi a Città di Castello (PG) il 25/2/2017, concordando con gli organizzatori la data ed il programma di tale manifestazione.

Sulla contestazione specifica ha carattere decisivo il contenuto di una mail inviata dal signor Gaetano Cutrupi (Responsabile dell’attività ciclistica femminile del Comitato Toscano) in data 8/2/2017 e rivolta ai Comitati Umbria, Marche ed Emilia Romagna della F.C.I..

La mail in questione, che inizia con la frase “con l’accordo del Presidente Carlo Roscini”, individua senza timore di smentita un contributo attivo del signor Roscini nell’attività di organizzazione dell’evento relativo alla festa di premiazione “Challenge Rosa 2016”.

Tale contributo fattivo, predisposto in piena vigenza temporale (8/2/2017) della sanzione dell’inibizione applicata al signor Roscini, confermato da parte di una persona addetta ai lavori (in quanto responsabile dell’attività ciclistica femminile del Comitato Toscano) è, a parere di questa Corte, idoneo e sufficiente per ritenere accertato il compimento di una condotta istituzionale posta in essere dal signor Roscini in costanza di applicazione della sanzione dell’inibizione temporanea, in quanto tale vietata e sanzionabile in sede disciplinare.

Le argomentazioni difensive addotte nel reclamo, sul punto specifico, non hanno apportato alcuna valida giustificazione a questa palese, evidente ed incontrovertibile circostanza oggettiva;

5) la partecipazione attiva alla manifestazione sportiva denominata “Gran Fondo dell’Amore”, svoltasi a Terni il 26/2/2017, frequentando l’area di gara ed in particolare quella antistante il punto di arrivo della gara stessa e proponendosi per le rituali foto con gli organizzatori ed il personale tecnico federale. 

Sull’episodio specifico la difesa del deferito ha evidenziato la partecipazione alla gara, da parte del signor Roscini, nella qualità di semplice spettatore.

Ebbene, dalla visione delle fotografie messe a disposizione dalla Procura Federale emerge un quadro diverso.

Nelle varie foto, infatti, si vede immortalato il signor Roscini quasi sulla linea di partenza della manifestazione, in compagnia degli organizzatori e di un tecnico federale e, quindi, in un luogo di gara e con persone tesserate con la F.C.I..

Queste immagini delineano una partecipazione che non può essere definita di mero e semplice spettatore, in quanto immortalano una partecipazione del signor Roscini attiva, continua ed a stretto contatto con organizzatori e Tecnici Federali della F.C.I..

Risulta doveroso sottolineare come le violazioni contestate al signor Roscini – e che questa Corte ha ritenuto quasi totalmente integrate – sono state molteplici e, soprattutto, sono state concentrate in un lasso temporale molto ristretto (dal 21/1/2017 al 26/2/2017), circostanza che porta logicamente ad escludere errori episodici commessi in buona fede e/o una mera occasionalità della condotta posta in essere da parte del deferito.  

RITENUTO

CHE, infine, in relazione alla richiesta di reformatio in peius del provvedimento di primo grado avanzata, direttamente in udienza, dalla Procura Federale - in ordine all’aggravamento della durata della sanzione dell’inibizione temporanea applicata in primo grado al signor Roscini - essa debba essere disattesa sia perché la responsabilità disciplinare per uno degli episodi per cui era intervenuta condanna in primo grado è venuta meno (in riferimento alla presenza, non accertata, del signor Roscini ai Campionati Italiani Ciclocross 2017 del 6, 7 ed 8 gennaio 2017), sia perché questa Corte ritiene conforme a giustizia, nonchéequa e commisurata alla gravità dei fatti, la durata della sanzione inflitta al deferito nel primo grado di giudizio per i due capi di incolpazione; per le stesse ultime considerazioni, logicamente, viene respinta anche la richiesta difensiva di diminuzione della durata della sanzione inflitta in primo grado.

P.Q.M.

rigetta il reclamo del Sig. Carlo Roscini confermando integralmente il provvedimento emesso dal Tribunale di primo grado.

Dispone, altresì, incamerarsi la tassa di accesso alla giustizia.

 

Relatore estensore

Avv. Claudio Cesare Iacovoni

 

Il Presidente

Avv. Antonio Villani

 

Data di pubblicazione: 27/07/2017