1^ sezione - Decisioni

Comunicato N. 1 del 5 gennaio 2017

Tribunale Federale

Nella riunione collegiale, ritualmente convocata, svoltasi in data 05 gennaio 2017, presso la sede federale della FCI Stadio Olimpico – Curva nord - Roma, presenti: il Presidente Avv. Salvatore Minardi ed i Componenti Avv. Giovanni Petrella ed Avv. Carlo Mursia nonché il segretario Avv. Mazia Picchioni (funzionaria FCI),

il Tribunale Federale I Sezione ha emesso le seguenti decisioni:

 

N. 18/16 CARLO ROSCINI - UFF. PROCURA FEDERALE – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE   N° 29/16 

In punto:

- della violazione dell’art. 1, comma 1 del Regolamento di Giustizia Sportiva della Federazione Ciclistica Italiana nei confronti del tesserato Carlo ROSCINI, così come contestatogli dalla Procura Federale in riferimento alle indagini del procedimento n° 29/2016 conclusosi nel novembre 2016. In particolare per la condotta tenuta dal medesimo tesserato per aver abusato dei poteri a lui assegnati dall’art. 25 dello Statuto Federale disponendo arbitrariamente l’esclusione degli atleti CASSARA’ Giacomo e ROSATI Federico iscritti con l’ASD FORNO PIOPPI FORTEBRACCIO dalla rappresentanza regionale che doveva disputare la gara denominata “41° Giro della Lunigiana”, benché gli stessi fossero stati valutati positivamente dal punto di vista delle capacità atletiche, e per aver in tal modo violato oltre al principio di lealtà di cui all’art. 1 del R.G.S. della F.C.I. anche il divieto di alterazioni dei risultati sportivi e di imparzialità di cui all’art. 3 ed all’ art. 9 del Codice di Comportamento del C.O.N.I. per non aver rispettato il criterio di merito sportivo prestazionale.

 

NOMINATO relatore l’Avv. Giovanni Petrella, che espone i fatti del provvedimento di deferimento adottato dalla U.P.F. nei confronti del tesserato Carlo Roscini

 

PRESENTE per la Procura Federale l’avv. Giorgio De Arcangelis                  

 

PRESENTE il deferito ritualmente convocato, assistito dall’Avv. Pietro Imbimbo in sostituzione del proprio difensore nominato, giusta delega in atti.

 

Il rappresentante dell’U.P.F. riferisce sul provvedimento di deferimento, ritiene ampiamente provata la contestazione oggi mossa e chiede che venga riconosciuta la responsabilità del tesserato in ordine agli addebiti contestati, proponendo l’irrogazione della sanzione dell’inibizione per un (1) anno.    

 

Il deferito espone che la scelta per la convocazione degli atleti in ambito regionale è di esclusiva competenza del Tecnico Regionale del Comitato e che la sottoscrizione del comunicato è, invece, di competenza del Presidente del C.R. Umbro. Nel caso di specie la convocazione è stata esclusivamente effettuata dal Tecnico regionale che ha operato la scelta degli atleti che dovevano partecipare al 41° Giro della Lunigiana.  

 

Il difensore del deferito, preliminarmente, si riporta alle memorie già depositate in atti dal dominus delegante insistendo per l’integrale accoglimento dell’eccezioni ed istanze (anche istruttorie) ivi articolate.

Ribadisce, altresì, che le scelte sono state operate solo dal Tecnico regionale che ha valutato il rendimento degli atleti e, discrezionalmente, li ha poi designati e convocati per il Giro della Lunigiana. Nessuna arbitrarietà è mai stata manifestata dal Presidente Carlo Roscini e lo stesso ha solo svolto le funzioni amministrative che sono d’uso e prassi nella struttura regionale.

Insiste per l’assoluzione del deferito per assoluta mancanza di elementi riferibili alla violazione delle norme federali come indicate nell’atto di deferimento.

Il Tribunale Federale I Sezione

RILEVATO

CHE  dall’attività dibattimentale, di fatto, è emerso che i comportamenti del deferito (sebbene ritenuti giustificabili dal tesserato e dal suo difensore) non sono immuni da censura, proprio alla luce dell’ingiustificata esclusione dalla convocazione dei due atleti CASSARA’ e ROSATI per la loro partecipazione al 41° Giro della Lunigiana del 2016 e ciò, sebbene gli stessi fossero stati già inseriti nell’elenco dei soggetti convocabili in data 03/08/2016 in occasione della redazione del verbale della riunione del Consiglio Direttivo del C.R. Umbro. Invero entrambi gli atleti non convocati erano quelli più in forma della loro categoria, per i risultati acquisiti anche al Campionato italiano svoltosi nel giugno 2016, circostanza peraltro confermata proprio all’esito della lettura delle dichiarazioni rese dal Tecnico regionale sig. Giancarlo Montedori, in sede d’indagini, all’ UPF in data 5-10-2016, il quale ha riferito espressamente: “… non ho avuto notizie concernenti uno scadimento della forma degli atleti Rosati e Cassarà, successivamente allo svolgimento del Campionato Italiano” .

RITENUTO

CHE il deferito ha confermato integralmente la dichiarazione come avanti trascritta, sulla seguente circostanza già resa dal sig. Calderini in sede d’indagini dell’UPF in data 05/10/2016, il quale ebbe a riferire che: “… non mi risulta una regola scritta che imponga la partecipazione a tutte le gare regionali per ottenere la selezione, ma è consigliabile parteciparvi e … in sede di riunione questo consiglio è stato ribadito.”.

CONSIDERATO

CHE alla luce delle risultanze dibattimentali è emerso:

  1. Che in ambito del C.R. umbro non è mai stata formulata una regola scritta che dispone la tassatività per gli atleti di partecipare alla gare regionali al fine di ottenere il selezionamento a specifiche manifestazioni, bensì questo è stato solo sempre consigliato dai quadri del C.R. per agevolare il tecnico selezionatore nelle sue scelte;
  2. Che la correlazione tra la mancata partecipazione alla gara “Mocaiana” e l’esclusione della convocazione dei due atleti Cassarà e Rosati per il 41° Giro di Lunigiana non ha alcuna giustificazione sia di natura regolamentare che di principio;
  3. Che con la convocazione sottoscritta dal deferito non è stato consentito ai due atleti (pacificamente più in condizione e che avevano ottenuto i migliori risultati prestazionali) di partecipare in rappresentanza di tesserati del C.R. umbro ad una manifestazione di alto risalto e richiamo mediatico quale il 41° Giro di Lunigiana, così impoverendone lapalissianamente il tasso tecnico-atletico.

P.Q.M.

Il Tribunale Federale I Sezione

Commina al sig. Carlo ROSCINI la sanzione dell’inibizione per mesi 3 (tre).


N° 32/16 PIZZI IVANO E ASD GRUPPO SPORTIVO FORESTALE UFF. PROCURA FEDERALE – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 32/2016

In punto: violazione dell’art. 1.1 e 1.4 Regolamento di Giustizia Sportiva per il Pizzi e art. 1.8 lett. b) del R.G.S.

NOMINATO relatore l’Avv. Carlo Mursia che espone i fatti del provvedimento di deferimento adottato dalla P.F. nei confronti di Pizzi Ivano e Gruppo Sportivo Forestale A.S.D. così come formalizzato all’esito dell’attività d’indagine espletata dopo la trasmissione in data 5/12/2016.

PRESENTE per l’U.P.F. l’Avv. Marco Calvani

NON PRESENTE il deferito ritualmente convocato né rappresentanti della società.

Il rappresentante dell’U.P.F. riferisce sul provvedimento di deferimento, ritiene ampiamente provata la contestazione oggi mossa e chiede che venga riconosciuta la responsabilità dei tesserati in ordine agli addebiti contestati, proponendo l’irrogazione delle seguenti sanzioni: per Pizzi Ivano, tenuto conto del comportamento processuale tenuto di non collaborazione, mesi tre di squalifica ed € 1000,00 di ammenda e per Gruppo Sportivo Forestale A.S.D. € 200,00 di ammenda. 

Il Tribunale Federale I Sezione

PREMESSO

CHE, a seguito della trasmissione in data 5/12/2016 da parte della Procura Federale espletava le indagini nei termini di rito al fine di verificare la ricostruzione dei fatti descritti; ciò previa l’acquisizione puntuale e conferente di documentazione ad hoc da cui emergeva per tabulas che il tesserato ha assunto comportamenti e condotte in palese violazione degli obblighi di lealtà e correttezza anche morale avendo espresse giudizi lesivi della reputazione onore e decoro degli organismi operanti nell'ambito federale.

RILEVATO

CHE l’U.P.F. in sede d’indagini del procedimento n° 32/16, ha accertato tutte le violazioni di cui al deferimento notificato al tesserato

CONSIDERATO

CHE dalla documentazione in atti risulta che le frasi riportate sono scritte in una corrispondenza diretta tra Organo dell’istituzione-Federazione, e che in tale veste si rapporta, e soggetto tesserato che aderisce alle normativa ed ai regolamenti con il solo fatto di acquisire la tessera federale.

CHE pertanto risulta integrato la violazione di cui all’atto di deferimento

P.Q.M.

Il Tribunale Federale I Sezione,

commina a Pizzi Ivano la sanzione di un (1) mese di squalifica e di € 300,00 di ammenda ed all’ASD Gruppo Sportivo Forestale, la sanzione della censura con ammenda di € 200,00.


N° 31/16 DAVIDE GABURRO, FILIPPO ROCCHETTI E NICOLÒ ROCCHI UFF. PROCURA FEDERALE – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 31/2016

In punto: violazione dell’art. 1.1 e 1.2 Regolamento di Giustizia Sportiva.

NOMINATO relatore l’Avv. Carlo Mursia che espone i fatti del provvedimento di deferimento adottato dalla P.F. nei confronti di Gaburro Davide, Rocchetti Filippo e Rocchi Nicolò così come formalizzato all’esito dell’attività d’indagine espletata dopo la trasmissione in data 5/12/2016

PRESENTE per l’U.P. l’Avv. Antonino Lastoria

NON PRESENTI i deferiti ritualmente convocati.

ACQUISITA la memoria difensiva dell'avv. Andrea Fin per i tre i deferiti.

Il rappresentante dell’U.P.F. riferisce sul provvedimento di deferimento, ritiene ampiamente provata la contestazione oggi mossa e chiede che venga riconosciuta la responsabilità dei tesserati in ordine agli addebiti contestati, proponendo l’irrogazione delle seguenti sanzioni: per Gaburro Davide, Rocchetti Filippo e Rocchi Nicolò sospensione per mesi 1 ad ammenda di € 200,00.

L'avv. Fin si riporta alla propria memoria e conclude chiedendo l'archiviazione o in subordine l'ammonizione.

Il Tribunale Federale I Sezione

PREMESSO

CHE, a seguito della trasmissione in data 5/12/2016 da parte della Procura Federale espletava le indagini nei termini di rito al fine di verificare la ricostruzione dei fatti descritti nella medesima denunzia; ciò previa l’acquisizione puntuale e conferente di documentazione ad hoc da cui emergeva per tabulas che i tesserati Gaburro Davide, Rocchetti Filippo e Rocchi Nicolò, in costanza di vigenza del loro tesseramento si sarebbero resi responsabili del reato di tentato furto e danneggiamento aggravato.

RILEVATO

CHE l’U.P.F. in sede d’indagini del procedimento n° 31/16, ha accertato tutte le violazioni di cui al deferimento notificato ai tesserati.

RITENUTO

CHE in primis si deve evidenziare come l'atto di deferimento si generico e privo degli elementi che possano permettere un adeguato diritto di difesa. Invero il fare riferimento sic et simpliciter ad un articolo di giornale e a stralci del Verbale di arresto senza alcun riferimento, non consente in alcun modo di comprendere quali siano i fatti contestati né la loro qualificazione per il diritto sportivo ambito nel quale opera questo Tribunale;

CHE lo stesso difensore dott. Andrea Fin nella propria memoria ha evidenziato l'inapplicabilità del Codice Etico chiedendo l'archiviazione del procedimento ed in subordine la tenuità del fatto.

CHE la norma invocata, come più avanti meglio si argomenterà, non può essere invocata come fattispecie integrativa di una violazione del codice sportivo latu sensu.

CONSIDERATO

Che, nella pluralità degli ordinamenti giuridici ha pieno diritto di esistenza quello sportivo il quale, al pari di quelli sovraordinati, si fonda su proprie regole, prevedendo, perciò, sanzioni adeguate alle violazioni commesse dai soggetti di riferimento. Anche in questo sistema, quindi, con il termine responsabilità si individua quel fenomeno mediante il quale viene descritta la reazione dell’ordinamento dinanzi alla lesione delle norme regolatrici posta in essere dai singoli associati.

La procedibilità ha il suo presupposto nella commissione da parte degli associati (tesserati o società) dell’illecito disciplinare (genus all’interno del quale ha ragione di esistere la species dell’illecito sportivo), il quale è ravvisabile allorquando uno dei predetti soggetti ponga in essere fatti violativi di una norma dello statuto, dei regolamenti federali o di altra disposizione vigente, a cui l’ordinamento stesso ricollega una sanzione di carattere disciplinare.

Vale, dunque, anche nel diritto sportivo il principio di matrice penalistica del «nullum crimen, nulla poena sine proevia lege penali», il quale costituisce una garanzia di libertà per i cittadini, in quanto li assicura che essi non saranno puniti se non nei casi preventivamente fissati dalla legge (principio di legalità) e che anche in questi casi essi non subiranno restrizioni ai loro diritti all’infuori di quelle che la legge medesima stabilisce. Per quanto attiene invece alla materia in esame, si deve evidenziare come tre sono le ipotesi di illecito perseguibili dall'ordinamento sportivo ed in particolare le condotte poste in essere:

a) nel compimento di atti diretti ad alterare lo svolgimento di una gara;

b) nel compimento di atti diretti ad alterare il risultato di una gara;

c) nel compimento di atti diretti ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica.

A parere di questo Tribunale l’ipotesi di illecito sportivo deve vertere su atti che devono essere diretti in modo univoco ad alterare lo svolgimento o il risultato della gara. Sembra, cioè, che il legislatore abbia circoscritto l’illecito sportivo alla sola sfera soggettiva, in quanto, subordinando la consumazione dell’illecito solo al compimento di atti diretti ad alterare lo svolgimento della gara, assegna esclusiva rilevanza giuridica alla proiezione soggettiva dell’atto che è finalizzato ad incidere sul risultato della gara. Fuori da queste ipotesi non si hanno illeciti sportivi e quindi deve palesarsi l'incompetenza della giurisdizione sportiva.

Ora, la norma richiamata non può essere considerata come norma di per sé integrante di illecito ma deve essere sempre accompagnata da una violazione di carattere sportivo. In pratica tale norma deve essere correlata, eventualmente, ad altro fatto integrante illecito sportivo che allo stato non vi è. Ritiene questo Tribunale che non ogni fatto commesso da un tesserato o affiliato debba essere di competenza della Giustizia sportiva ma solo quelli attinenti a comportamenti posti in essere nell'ambito di una manifestazione sportiva o ad essi correlati.

P.Q.M.

Il Tribunale Federale I Sezione,

manda assolti gli atleti Gaburro Davide, Rocchetti Filippo e Rocchi Nicolò.

 

N° 16/2016 ALESSANDRO BONAROTTI – GIOVANNI D'AROMA – ASD BIKE GARAGE REVOLUTION INTENSE ONE - UFF. PROCURA FEDERALE - PROCEDIMENTO DISCIPLINARE N. 26/16 

 

In punto: violazione dell’art. 1, comma 1 e 2 del Regolamento di Giustizia e Disciplina della FCI per Alessandro Bonarotti e Giovanni D'Aroma e violazione dell’art. 1.8 comma b, del Regolamento di Giustizia e Disciplina della FCI per il Presidente dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Bike Garage Revolution Intense One.

 

NOMINATO relatore l’Avv. Carlo Mursia che si riporta all’esposizione di cui alla precedente udienza del 06/12/2016, prende atto della rimessione in termini come da provvedimento di pari data e riassume la memoria difensiva del 29/12/2016 con le contenute eccezioni.

 

PRESENTE per l’U.P.F il Sostituto Procuratore avv. Marco Calvani;

 

NON PRESENTI i deferiti ritualmente invitati, rappresentati all’udienza odierna dall'avv. Priscilla Palombi in sostituzione degli avv.ti Calcagno per D'Aroma e Cerbara per Bonarotti e ASD Bike Garage, giusta delega in atti.

 

Il rappresentante dell’U.P.F. riferisce sul provvedimento di deferimento, ritiene ampiamente provata la contestazione oggi mossa e chiede che venga riconosciuta la responsabilità dei tesserati in ordine agli addebiti contestati, e confermato che la responsabilità è ampiamente provata, chiede l'applicazione della sanzione della sospensione per mesi 1 per D'Aroma e Bonarotti e l'ammenda pari ad € 200,00 per la società.

 

La difesa della parti, produce copia cartacea di ulteriore Memoria già inviata a mezzo pec in data 29/12/2016, alla quale interamente si riporta, ed insiste in primis sull’eccezione relativa alla violazione degli artt. 37 comma 1 e 63, comma 5 e 46, comma 1 del RGF.

Nel merito conclude con la richiesta di piena assoluzione dagli addebiti contestati ed in subordine per la derubricazione dell'incolpazione ex art.2 R.G.F.

CONSIDERATO

CHE non sono stati rispettati i termini perentori ex art. 46, comma 1 R.G.F.

P.Q.M.

Il Tribunale Federale I Sezione

Dichiara estinto il procedimento ex art. 46, comma 1 R.G.F.

 

Il Presidente

Tribunale Federale I Sez.

Avv. Salvatore Minardi

 

Data di pubblicazione: 05/01/2016