27 Maggio Mag 2023 1845 one year ago

Il ciclismo fa tappa a scuola, un murale per la storia

Inaugurato oggi, alla presenza del presidente Dagnoni, il murale dedicato a Bartali, Coppi, Levati, Moser e Pantani al Plesso di Rodano

Foto Presidente 1

(ANSA) - ROMA, 27 MAG - Gino Bartali, Francesco Moser, Marco Pantani e Virginio Levati. Sono loro i protagonisti raffigurati sul murale inaugurato oggi nella Scuola Secondaria dell'Istituto Comprensivo "Leonardo da Vinci", nel plesso di Rodano, in provincia di Milano e realizzato dagli studenti delle classi prime, seconde e terze medie.

Un'opera che esprime la fatica, la determinazione e la passione che solo il ciclismo sa regalare. Valori che sono stati trasmessi agli alunni, i quali hanno unito le loro forze proprio come un vero team di atleti per dare vita a una splendida iniziativa. Si è pensato innanzitutto di immortalare Gino Bartali, un eroe non solo a livello sportivo, che contribuì al salvataggio di moltissime persone durante la Seconda guerra mondiale, medaglia d'oro al merito civile nel 2005 e riconosciuto come Giusto tra le Nazioni nel 2013.

Per questo motivo è stata fatta richiesta per intitolare il Plesso di Rodano proprio a Gino Bartali, che si è distinto nella vita per tutte le sue gesta, sui pedali e a livello civile. Inoltre, a rafforzare ancora di più il legame tra Bartali e le scuole italiane, il corridore toscano è stato il primo campione sportivo ad entrare nelle linee guide degli esami di maturità, nel 2019. Accanto a "Ginettaccio" compaiono Coppi, Moser, Pantani e Virginio Levati, storico gregario di Gimondi che gli alunni conoscono personalmente in quanto è una prestigiosa presenza, come volontario, durante l'organizzazione delle gare sportive della scuola.

A dare ancora più importanza all'evento, è stata la presenza di Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione Ciclistica Italiana, che ha messo in contatto, via web, la scolaresca con la nipote di Gino, Gioia Baratali, che non ha potuto essere presente (nella foto sotto): "Fare squadra nello sport e nella vita, seguendo gli insegnamenti di chi ci ha preceduto. Questo il principio di legare il ciclismo ad un messaggio sociale ed educativo."