26 Gennaio Gen 2021 1300 one month ago

Fabrizio Iseni assolto in appello per i fatti del 2015

L'imprenditore, grande amico del ciclismo e proprietario delle cliniche del Gruppo Iseni, è stato assolto dalla Corte di Appello di Milano che ha ribaltato la sentenza di primo grado del 2017 per fatti del 2015.

Fabrizio Iseni

La notizia è di qualche giorno fa, riportata da Varese News e ripresa poi anche da Tuttobiciweb, Fabrizio Iseni, imprenditore e proprietario delle cliniche dell'omonimo gruppo, è stato assolto in Corte d'Appello dai reati di frode fiscale e false fatturazioni, ribaldanto la sentenza di primo grado del 2017.

Iseni, grande amico del ciclismo e della Federazione ciclistica, ha visto riconosciute le sue ragioni, come ricorda il quotidiano lombardo: "La vicenda risale al 2015 quando la Procura di Busto Arsizio aprì un fascicolo in seguito ad una verifica fiscale eseguita dalla Guardia di Finanza sui conti del gruppo che gestisce alcune cliniche. Secondo l’ipotesi iniziale l’imprenditore lonatese, all’epoca console onorario della Costa d’Avorio, sarebbe stato corrotto da alcuni imprenditori della zona in cambio della promozione dei rispettivi marchi nei Paesi dell’Africa sub-sahariana, giustificando le dazioni di danaro (si parlava di circa due milioni di euro) come consulenze. Le principali accuse per Iseni erano di frode fiscale e false fatturazioni mentre per gli imprenditori erano di corruzione internazionale.

I legali degli imputati sarebbero riusciti a dimostrare che l’attività di console onorario e quella di consulente non sarebbero in conflitto e che il ruolo di promozione degli affari in Africa del gruppo di imprenditori fosse lecito. La Corte d’Appello ha accolto la tesi difensiva e ha assolto tutti gli imputati dai reati contestati perchè il fatto non sussiste mentre per un capo d’imputazione nei confronti di Iseni perchè non costituisce reato."

"Fabrizio Iseni - ha detto il presidente Di Rocco - è un grande amico del ciclismo; siamo felici che abbia risolto anche se con i tempi lungi della nostra giustizia"