17 Gennaio Gen 2020 1019 one month ago

Giannetto Cimurri in mostra al Credem di Reggio Emilia

Le bici dei campioni in mostra all’Auditorium del Credem di Via Emilia San Pietro, dal 17 gennaio al 30 aprile

Cimurri

Una cornice insolita per una mostra di biciclette di tutti i tempi che sono state utilizzate dai grandi campioni del passato. L’auditorium del Credem a Reggio Emilia (in via Emilia San Pietro) ospiterà da oggi fino al 30 aprile questi cimeli che aveva raccolto Giannetto Cimurri nel corso della sua attività di massaggiatore della nazionale italiana e di tante squadre. Cimurri era una sorta di confessore per i campioni, era amico intimo di Fausto Coppi e di Gino Bartali, che con lui si confidavano mentre scioglieva i loro muscoli.

Saranno 33 le bici in mostra: in questa rassegna vedremo le bici di Coppi, Guerra, Girardengo, Magni, Merckx, Gimondi, Francesco Moser, Bugno, oltre alla famosa Atala dello stesso Giannetto con la quale aveva iniziato a correre. La mostra al Credem, a cura di Marco Pastonesi, consentirà di far risplendere queste preziose bici e tutti gli appassionati potranno visitarla, secondo orari prestabiliti e su appuntamento.

Giannetto Cimurri è stato un mito del ciclismo, vero ambasciatore dello sport reggiano quando ancora la globalizzazione non esisteva.

Nato nel 1905 a Reggio Emilia e scomparso a ben 97 anni nella sua città, ha attraversato l’intero secolo lasciando un segno indelebile in questo sport: massaggiatore della Nazionale per 34 anni, ha vissuto da vicino 8 Olimpiadi, 74 campionati del mondo tra strada, pista e ciclocross, 11 Tour de France, 10 Romandia, 6 Svizzera, 40 Giri d’Italia portati a termine e altri 6 non completati, oltre a infinite corse nazionali e internazionali. Un curriculum ineguagliabile cui va aggiunta l’attività nel calcio (massaggiatore per anni della Reggiana) e nel pugilato (del campione europeo Gino Bondavalli).

Indimenticabile la sua amicizia con Fausto Coppi con il quale aveva stabilito un rapporto strettissimo, tanto da diventarne intimo amico e confidente.

Nel 1930 fondò il Velo Club Reggio, mentre nel ‘33 aprì un negozio di articoli sportivi gestito dalla famiglia capace di affermarsi ben presto in città. Nel ’51 ideò il “Premio Disciplina”, assegnato ogni anno ad una promessa del pedale reggiano. Negli anni ’80 eccolo poi organizzatore dell’AssoMondiale, in grado di riunire per diversi anni a Reggio Emilia i campioni mondiali viventi in Italia.

Cavaliere della repubblica per meriti sportivi dal 1965, Croce dell’Ordine Ospedaliero di Malta dal ’49, a Giannetto sono stati conferiti numerosi riconoscimenti, tra cui la Stella d’oro per meriti sportivi nel 1988. Il 27 maggio 2001, un anno prima della sua scomparsa e lo stesso giorno in cui il Giro d’Italia fece tappa a Reggio Emilia, è stata inaugurata a Reggio in zona Campovolo una Pista di Avviamento al Ciclismo intitolata a suo nome, tra le prime in Italia ad accogliere i campioncini delle due ruote per allenarsi in tutta sicurezza.

Il 21 maggio 2007, in occasione della tappa del Giro d’Italia “Reggio – Lido di Camaiore”, fu assegnato in sua memoria un traguardo volante a Castelnovo Monti (RE).
Forse pochi sanno che Giannetto tentò anche l’esperienza col ciclismo praticato. Nel corso della sua prima gara, a San Maurizio, un quartiere di Reggio Emilia, cadde però rovinosamente: “Mi ruppi un ginocchio e temetti un’amputazione della gamba destra, ricordava Giannetto, dovetti per forza abbandonare lo sport praticato e da lì in poi mi sono dedicato agli altri”. Nacque così la sua vita di massaggiatore.

Fu anche un ottimo talent scout. Scoperto da Giannetto, tra gli altri, il campione del mondo ’91 e ’92 Gianni Bugno, che proprio Cimurri portò al professionismo. Cimurri ha sempre amato anche chi era poco famoso: “Sono nato con gli isolati, quelli che correvano per conto proprio e a proprie spese, e non li ho mai abbandonati”, raccontava in occasione dei 90 anni, quando festeggiò il suo compleanno con la famiglia di Fausto Coppi, il ciclista al quale è stato più legato.
Gli amici ricordano che sarebbe potuto diventare ricco grazie a Merckx, che gli offrì un assegno in bianco per averlo come masseur. Ma Cimurri glielo restituì perché, si dice, non poteva tradire la piccola società per cui lavorava.

Nominato nel 2000 “simbolo sportivo del Novecento reggiano” dai lettori della Gazzetta di Reggio, nel 2007 gli è stata dedicata a Reggio Emilia la mostra “Giannetto Cimurri, una storia a pedali”. Un vero e proprio viaggio nel ciclismo attraverso immagini inedite che fanno rivivere un ciclismo ricco di spirito, passione, genuinità.

LE BICICLETTE

“Collezionando biciclette, ho ricominciato da capo, ho ripercorso la mia vita, la storia stessa del ciclismo, insomma, sono tornato a correre con le mie biciclette, perché ognuna di esse mi ricorda un momento del passato. Certo corro con la fantasia, ma ho ricominciato a correre”.
Con queste parole Giannetto Cimurri spiega il perché di questa raccolta di oltre 130 biciclette, iniziata nel ’53 quando Fausto Coppi gli regalò una delle sue quattro leggendarie Bianchi, preparate per il campionato mondiale su strada.
Questa collezione non è una semplice raccolta di cimeli dei più grandi campioni, come Fausto Coppi, Gino Bartali, Antonio Maspes, Eddy Merckx, Felice Gimondi, Francesco Moser, Marco Pantani, ma è la storia stessa di due secoli raccontata a colpi di pedale, dove la protagonista assoluta è la bicicletta.

La prima esposizione pubblica delle biciclette fu nel 1990, in collaborazione con Giordano Gasparini, allora Assessore alla Cultura del Comune di RE, cornice la Sala Mostra dell’Isolato San Rocco. Dal 1994 al 2000 tutti gli esemplari insieme a quadri, maglie e altri cimeli trovarono una collocazione nel Museo della Bicicletta in via Porta Brennone, locali messi a disposizione di Giannetto e dei suoi tesori, dal figlio Chiarino, fino al terremoto del 2000 che causò la chiusura del museo.
Una simpatica ed originale esposizione delle bici fu ancora nel 2001 presso la Camera di Commercio di Reggio Emilia, in occasione del passaggio del Giro d’Italia: Il Girone dei Dannati del Pedale ci fece ammirare le bici appese al soffitto della Sala Borsa della Camera di Commercio.