6 Dicembre Dic 2019 1100 8 months ago

Federazione Ciclistica: 134 anni di emozioni

Il 6 dicembre 1885 nasceva a Pavia dall'unione di 17 società. Da allora il ciclismo e la bicicletta hanno contribuito a scrivere pagine indimenticabili dello sport italiano e momenti importanti della storia del nostro Paese. Un'importanza che continua ancora oggi.

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Nella sezione dedicata alla storia del nostro sport e della Federazione ciclistica (qui) si ricorda che: “La prima società italiana con regolare statuto fu il Veloce Club Fiorentino di Firenze che depositò l’atto di costituzione il 15 gennaio 1870. Un censimento fatto alla fine del mese di agosto del 1884 consentì di stabilire che le società regolarmente costituite erano 25. A pensare in Italia alla creazione di un Ente Nazionale o di una Unione Velocipedistica fu il segretario del Veloce Club Torino, l’avvocato Gustavo Brignone, il quale riunì il 26 agosto 1884 in locali messi a disposizione dal Comune di Torino 12 società sportive, che firmarono un verbale su cui risultava la fondazione dell’Unione Velocipedistica Italiana; ma, benché verbalizzata la costituzione l’U.V.I. non dimostrò un’effettiva funzionalità.

L’anno successivo il congresso di Pavia del 6 e 7 dicembre 1885 alla presenza dei delegati di 17 società designò il primo Presidente dell’Unione Velocipedistica Italiana nella persona di Ernesto Nessi.” Nacque così la Federazione Ciclistica Italiana, una delle federazione sportive italiane più longeve e che oggi compie 134 anni. Sono 100 invece gli anni compiuti, proprio quest’anno, dal Comitato Regionale Lombardo, come ha ricordato in un articolo su TuttobiciWeb proprio oggi (qui).

Quando nacque la Federazione, il ciclismo e la bicicletta erano il simbolo del futuro: un mezzo economico per spostarsi velocemente e coprire distanze impensabili allora. Un modo per conoscere e scoprire il paese che proprio in quegli anni, con la seconda industrializzazione, iniziava a relazionarsi con la modernità di una società complessa, nella quale il tempo libero assumeva un ruolo determinante.

Il ciclismo, e la bicicletta, da allora hanno permesso di costruire (e ricostruire, dopo le due guerre) l’Italia, fisicamente, nella coscienza collettiva e nell'identità culturale.

Quello che è straordinario è che la bicicletta, e il ciclismo, conservano ancora oggi, più che mai, questo stesso slancio verso il futuro. Rappresentano ancora il miglior modo per spostarsi nelle nostre città e per conoscere e vivere pienamente il territorio circostante. La Federazione da quel 1885 ne ha fatta di strada, dai successi del periodo eroico a quello classico fino ai campioni recenti. Ha allargato il suo sguardo alle tante discipline legate al mondo della bicicletta che in questi 134 anni sono nate, rendendo sempre attuale questo sport; ha contribuito con le tante attività a formare nuove generazioni di cittadini consapevoli.

Alle soglie dei 135 anni (che compirà nel 2020), la Federazione continua a raccogliere successi che portano prestigio alla Maglia Azzurra e allo sport italiano e nello stesso tempo a cavalcare la modernità, proponendosi come interlocutore tecnico delle Istituzioni per le campagne di sicurezza, per la modifica del codice della strada, per la formazione scolastica, l’integrazione sociale, la promozione del territorio, l’adozione di corretti stili di vita, la realizzazione di spazi sicuri per l’attività outdoor e l’impiantistica sportiva. Lo fa forte di numeri che confermano una radicale presenza sul territorio italiano. Le 17 società presenti a Pavia nel 1885 sono diventate, nel 2018, 3088, in rappresentanza di oltre 100.000 tesserati, a testimonianza di un'ottima salute, nonostante l'età.

Per tutti questi motivi: centro di questi giorni FCI!

Antonio Ungaro