8 Ottobre Ott 2019 0816 12 days ago

Giovanni Iannelli: una tragedia che lascia attoniti

Ripercorriamo la carriera sportiva di un ragazzo da sempre legato al ciclismo: ha iniziato a correre da giovanissimo e nel 2014 ha corso anche con la Nazionale. I genitori hanno autorizzato l'espianto degli organi.

Iannelli In Maglia Azzurra

FIRENZE - Non ce l’ha fatta Giovanni Iannelli, è morto inseguendo la sua passione, e questa è una di quelle notizie che non vorremmo mai scrivere. Ma Lui “ci sarà ancora, vivrà ancora” grazie all’espianto degli organi, autorizzato dai suoi genitori, Carlo e Anna Maria, in questo momento di immenso dolore. Un gesto che fa onore a questa famiglia pratese.

L’atleta nato il 20 novembre 1996, era stato ricoverato in coma sabato pomeriggio dopo la terribile caduta durante la volata sul circuito a Molino dei Torti in provincia di Alessandria, quando andò a sbattere contro un pilone in cemento disintegrando il casco protettivo che indossava. Sabato sera all’ospedale civile di Alessandria dove era stato ricoverato con l’elisoccorso, Iannelli era stato sottoposto a un delicato intervento alla testa, per cercare di rimuovere l’ematoma. Le condizioni erano gravissime e tali erano rimaste anche dopo l’intervento. Ieri mattina i medici hanno provato a togliere le sedazioni per svegliarlo dal coma, ma la situazione purtroppo è precipitata e per il giovane non c'è stato nulla da fare. La notizia in breve ha fatto il giro dei social, e tanti coloro che hanno espresso profondo dolore e sgomento per la sua scomparsa.

Se ne va un giovane che abbiamo visto correre giovanissimo con la maglia della Ciclistica Pratese 1927, la società che suo padre ha presieduto per alcuni anni e che abbiamo seguito nella sua ascesa fino nei dilettanti dove gareggiava nella Hato Green Tea Beer Cipriani e Gestri. Dopo essere stato esordiente e allievo nella Pratese-Grassi con vari piazzamenti, da juniores Giovanni gareggiò nella stessa Cipriani e Gestri sostenuta prima dall’azienda Palma e poi da quella cinese Uniontrade. La sua prima vittoria arrivò il primo settembre 2013 nella Coppa Fiera di Signa con una travolgente volata, e giunse terzo a Poggio a Caiano nella Coppa Giulio Burci. Splendida e brillante l’annata successiva con tre vittorie (Guastalla, Caivano e Massa) e la conquista della maglia azzurra della Nazionale Italiana per una trasferta sul pavé in Belgio. Ha indossato le maglie anche della Big Hunter Seanese, del Team Malmantile per poi tornare con l’inizio del 2019 nella Cipriani e Gestri con la quale quest’anno aveva affrontato anche il Giro dell’Albania ottenendo un quinto posto. Sabato il terribile incidente, oggi l’addio per sempre.

Tutto il ciclismo toscano, dal Comitato Regionale Toscana ai Comitati Provinciali, a tutte le componenti del movimento, esprimono i sensi del più profondo cordoglio.

Antonio Mannori