6 Ottobre Ott 2019 1602 14 days ago

GIRO DELL'EMILIA: Roglic finisseur a Bologna

Lo sloveno del Team Jumbo Visna precede il canadese Woods e il colombiano Higuita

Emilia Roglic

Bologna (BO) (5/10) – Va allo sloveno Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) l’edizione numero 102 del Giro dell’Emilia – Granarolo che si è disputata quest’oggi a Bologna con arrivo in salita ai piedi del Santuario della Madonna di San Luca.
Roglic, recente vincitore della Vuelta di Spagna e primo su questa stessa salita nella crono di apertura dell’ultimo Giro d’Italia, ha tagliato in solitaria il traguardo grazie ad uno scatto nell’ultimo chilometro, precedendo il canadese Michael Woods e il colombiano Sergio Higuita, entrambi della EF Education First.

Una gara, quella organizzata dal Gruppo Sportivo Emilia di patron Adriano Amici, che ha visto al via da Bologna Fiere molti dei più forti campioni del panorama internazionale, fra i quali (oltre ai tre saliti sul podio) Egan Bernal, Vincenzo Nibali, Alejandro Valverde, Richard Carapaz, e molti altri.

La prima e principale fuga di giornata, con protagonisti Jacopo Mosca (Trek Segafredo), Davide Ballerini (Astana) e Umberto Orsini (Bardiani – Csf) supera gli 11 minuti di vantaggio al chilometro 60, dopodichè il margine inizia via via a scendere. Alla prima delle cinque ascese verso San Luca Mosca stacca gli altri due e resta solitario al comando.

Viene ripreso al termine del terzo passaggio, al chilometro 187, mentre dal gruppo escono Giulio Ciccone (Trek Segafredo) e Pierre Latour (Ag2r La Mondiale), la cui azione si esaurisce però poco prima che inizi l’ultimo giro. Decisiva dunque la tornata conclusiva: in discesa si avvantaggiano Gianluca Brambilla (Trek Segafredo), Rudy Molard (Groupama Fdj), Diego Ulissi (UAE Emirates), Esteban Chaves (Mitchelton Scott) e Sergio Higuita (EF Education First), ma il gruppo, ridotto ad una quindicina di unità, li riprende a un chilometro e mezzo dalla fine, dopodiché la stoccata di Roglic risulta decisiva e per la coppia della EF Education first non restano che gli altri due gradini del podio (foto Bettini).