21 Aprile Apr 2019 1833 3 months ago

Amstel Gold Race: Van der Poel rimonta mozzafiato

L'olandese recupera il gap da Alaphilippe e Fuglsang nell'ultimo chilometro e vince in volata davanti a Clarke - Tra le donne la polacca Niewiadoma sorprende Van Vleuten e Vos

Vdp Amstelgoldrace

Quest’anno Mathieu Van der Poel si era messo in luce, una manciata di giorni fa, nella Freccia del Brabante battendo allo sprint proprio quel Julien Alaphilippe, favorito oggi nella Amstel Gold Race e per questo il grande sconfitto della giornata. Il 24enne olandese, figlio d’arte (ed anche nipote, visto che oltre al padre Adrie può vantare anche come nonno un “certo” Raymond Poulidor) in quell’occasione aveva solo preso le misure al francese. Oggi, a Valkenburg, ha compiuto il suo capolavoro.

Accade, infatti, che nelle fasi salienti della corsa della birra si trovano in fuga Alaphilippe e il danese Jakob Fuglsang, abili a staccare tutti ad una trentina di chilometri alla conclusione. Con alterne vicende, sembra che possano arrivare all’arrivo e giocarsi la vittoria in duello. Dietro i tre inseguitori Kwiatowski, Trentin e Woods navigano tra i 20” e il 1’. Sul Cauberg, a 19 chilometri dalla conclusione, il tema non cambia. Perde leggermente Trentin, si riporta sotto il gruppo, ma i due di testa volano d’amore e d’accordo. Fino a quando il danese si rende conto che in volata non ha chances. Così, per non ripetere l'epilogo delle Strade Bianche, attacca sull’ultima cote: una, due volte. Ma questo Alaphilippe appare troppo in forma per lasciarlo andare.

All’ultimo chilometro sono ancora loro avanti, dietro Kwiatowski si rifà sotto, mentre Trentin e Woods sembrano averne di meno. Quando si forma il terzetto manca meno di un chilometro, ma è solo un’avvisaglia di quello che sta per succedere. Infatti su tutti piomba Mathieu Van der Poel, autore di un chilometro mozzafiato, che si porta dietro una manciata di corridori. Piomba sui tre e non si ferma, continua la sua volata e vince una gara che ha dell’incredibile e che lo incorona stella olandese per le classiche. Dal ciclocross all’Amstel, anche così nascono i campioni.

Per quanto riguarda gli italiani, da ricordare la generosa prova di Matteo Trentin, che ha provato fino a pochi chilometri dalla conclusione di rientrare, ma alla fine ha pagato ancora una condizione non ottimale (chiuderà 10°) e Alessandro De Marchi, protagonista, insieme al vincitore, di una grande rimonta negli ultimi metri della gara, 7° e primo degli italiani, e

AMSTEL GOLD RACE DONNE – La polacca Katarzyna Niewiadoma riesce lì dove, qualche ora dopo, falliscono Fuglsang e Alaphilippe, ovvero di conservare un leggero vantaggio sul gruppo delle inseguitrici e si porta a casa la corsa olandese, davanti alla coppia regina orange Van Vleuten e Vos.

La portacolori della Canyon SRAM ha sferrato l’attacco decisivo in occasione dell’ultimo passaggio sul Cauberg, dopo che l’azione portata da Elisa Longo Borghini (Trek-Segafredo) era stata neutralizzata. Per le italiane quinto posto finale per la trevigiana Soraya Paladin (Alè Cipollini), con la campionessa europea Marta Bastianelli (Team Virtu Cycling) ottava ed Elisa Balsamo (Valcar Cylance Cycling) a completare la top ten.

La gara si è decisa in occasione dell’ultimo giro, quando proprio la Niewiadoma è riuscita a riportarsi su Longo Borghini, Spratt e Hall, accelerando sul Cauberg. In cima al Geulhemmerberg, però, è stata l’italiana a contrattaccare facendo il vuoto e giungendo a guadagnare fino a 25”. Le accelerazioni alle sue spalle sul Bemelerberg hanno tuttavia ridotto il gap, con la stessa Spratt e Ashleigh Moolman Pasio (CCC-Liv) capaci di operare il ricongiungimento a 5200 metri dall’arrivo.

Il terzetto formato al comando non riesce però a gestire l’esiguo margine di 12” rimanente sul gruppo, che torna compatto in concomitanza col cartello dei -3 all’arrivo. A questo punto diventa decisivo il Cauberg, sul quale accelera di nuovo la Niewiadoma. La Van Vleuten si lancia all’inseguimento nell’ultimo chilometro ma non riesce a completare la rimonta per pochissimi metri, dovendosi così accontentare della piazza d’onore.

Antonio Ungaro

Comunicazione FCI