13 Ottobre Ott 2018 2020 7 days ago

112° LOMBARDIA: Pinot precede un Nibali ammirevole

Il corridore francese primo in solitaria a Como, terzo Dylan Teuns

Pinot Nibali

Como (13/10) – Che Giro di Lombardia! Sono corse come queste che entrano nel cuore dei tifosi, e lo spettacolo che Pinot e Nibali hanno dato negli ultimi 47 km, dal Muro di Sormano al lungolago di Como, entrano nella gallerie delle imprese più belle della Classicissima delle Foglie Morte. Giornate di passione pura. Con Pinot, francese di 28 anni, terzo al Tour 2014 vinto proprio da Nibali, e quarto al Giro 2017, un campione che ama l’Italia e la battaglia agonistica, finalmente a centro in un Monumento.

GIOIA PINOT — Thibaut Pinot fatica a trattenere l’euforia. La vittoria al Giro di Lombardia è una rivincita straordinaria: “E’ la vittoria più bella, per me il Giro di Lombardia non era soltanto un obiettivo, per me è magnifico quello che è successo oggi. E’ il coronamento di un sogno, battendo poi Nibali. L’attacco a 50 km dall’arrivo? Era un rischio ma non avevo altra scelta, quando Nibali ha attaccato non potevo fare altrimenti - ha aggiunto il francese - Per me è la vittoria più bella in Italia questa, ho vinto tante corse qui ma questa è la più bella in assoluto”.

Nibali secondo, dopo aver aperto la stagione con il trionfo alla Milano-Sanremo, e in mezzo, il 19 luglio, la caduta al Tour de France, l’operazione alla vertebra, il rientro, la sofferenza, il recupero. Un gigante del ciclismo, l’orgoglio del ciclismo italiano. Thibaut Pinot riporta il Giro di Lombardia in Francia dopo 21 anni (Jalabert primo nel 1997). Vincenzo Nibali cede al francese soltanto negli ultimi trecento metri della salita del Civiglio, resta senza acqua, non ha neppure i sali, ma poi difende con i denti un secondo posto (a 32”) che vale come una vittoria. Terzo il belga Teuns, a 43”, che batte Uran e Wellens nella volata degli inseguitori.

LA GARA — L’attacco chiave nasce sul Muro di Sormano, quel coltello di 1700 metri con pendenze al 27% infilato tra il Ghisallo e il lago di Como. In risposta all’allungo dello sloveno Roglic, è proprio Nibali a fare la mossa decisiva, che disorienta il campione del mondo Valverde, mette sulle ginocchia Bardet e decide la gara.

Pinot, l’uomo più in forma, il vincitore della Milano-Torino, è prontissimo a seguirlo. Rientra anche il colombiano Bernal, e il quartetto fila via insieme sino al Civiglio, a 15 km dall’arrivo. Roglic e Bernal cedono, e da allora inizia una sfida di sguardi tra Pinot e Nibali. I primi due tentativi del francese sono rintuzzati da Nibali, al terzo il siciliano cede e il francese vola verso il trionfo.

Si stimano, interpretano il ciclismo alla stessa maniera: dare tutto, per se stessi e soprattutto per il pubblico. Sono tutti emozionati. Pinot sul podio, Nibali che saluta la sua gente. Due combattenti. La stagione non poteva finire meglio.

Vincenzo Nibali ha corso un Giro di Lombardia da protagonista, nonostante i tanti dubbi derivanti dalla sua condizione non ottimale dopo il gravissimo infortunio al Tour de France. Lo Squalo non nasconde un pizzico di amarezza per il secondo posto, ma dalle sue parole prevale l’orgoglio per aver concluso al meglio una stagione assai complicata: “Ho corso con la testa. Avevo pochissime energie. Nel finale, non avevo nemmeno acqua nella borraccia. Ho solamente cercato di resistere. Sapevo che dietro c’era un gruppetto all’inseguimento. Non mi sono mai girato. Ho pensato unicamente a gestire le forze all’ultima salita. Quando si sono avvicinati da dietro, ho notato che c’era stanchezza e ho riallungato subito. Le gambe non avevano energie, com’era normale nel finale. Ero veramente al lumicino”.

BILANCIO — Lecito attendersi un bilancio della corsa, come della seconda parte di stagione: “Dopo quello che mi è successo al Tour non posso che essere contento. La prossima settimana mi sottoporrò ad altri controlli e mi diranno se ho pienamente recuperato dall’infortunio. Oggi Pinot aveva una grande gamba. Anche sul Muro di Sormano, quando ci siamo lanciati all’inseguimento di Roglic, si vedeva che Thibaut stava bene. Ha avuto un percorso ed una crescita diversa dalle mie. Era il favorito. Verso la fine, siamo rimasti in due ma sapevo che sarebbe stata dura. La corsa si è fatta più dura concludendo il Civiglio. In fondo, ci si poteva giocare tutto lì. Chiudo secondo: non sono superfelice ma porto a casa un buon risultato”.

FONTE: www.gazzetta.it

ORDINE D’ARRIVO

1. Thibaut Pinot (Groupama-Fdj) Km. 241 in 5h53’22”, 2. Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) + 32, 3. Dylan Teuns (Bmc) + 43, 4. Rigoberto Uran (Education First-Drapac) s.t., 5. Tim Wellens (Lotto Soudal) s.t., 6. Ion Izagirre (Bahrain-Merida) s.t., 7. Rafal Majka (Bora-Hansgrohe) s.t., 8. Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida) s.t., 9. Daniel Martin (Uae Emirates) +48”, 10. George Bennett (Bora-Hansgrohe) +1’22”, 11. Alejandro Valverde (Movistar) + 1’31”, 12. Egan Bernal (Team Sky) s.t., 13. Michael Woods (Education First-Drapac) s.t., 14. Sebastien Reichenbach (Groupama-Fdj) s.t., 15. Mikel Nieve (Mitchelton-Scott) s.t., 16. Dario Cataldo (Astana) +1’57”, 17. Primoz Roglic (Lotto Nl-Jumbo) + 3’04”, 18. Patrick Konrad (Bora-Hansgrohe) + 3’33”, 19. Mattia Cattaneo (Androni-Sidermec) s.t., 20. Jakob Fuglsang (Astana) s.t., 21 Sergei Chernetski (Astana) s.t., 22. Emanuel Buchmann (Bora-Hansgrohe) s.t., 23. Davide Formolo (Bora-Hansgrohe) s.t., 24. Pieter Serry (Quick-Step Floors) + 3’54”, 25. Tiesj Benoot (Lotto Soudal) s.t., 26. Warren Barguil (Fortuneo-Samsic) s.t., 27. Sam Oomen (Team Sunweb) s.t., 28. AntwanTolhoek (Lotto Nl-Jumbo) + 3’59”, 29. Adam Yates (Mitchelton-Scott) + 4’01”, 30. Franco Pelizzotti (Bahrain-Merida) + 4’04”