Il ciclismo italiano rende omaggio ad Alcide Cerato, scomparso questa notte all’età di 87 anni nella sua tenuta di San Pantaleo, a Olbia. Una scomparsa che colpisce il movimento ciclistico ed ancor più quello lombardo, già scosso per quella di Gianni Sommariva, avvenuta neanche una settimana fa.
Alcide Cerato è stato prima corridore, poi dirigente appassionato e competente oltre che ispirato e lungimirante imprenditore, legando alla bicicletta una parte importante della propria vita. Professionista dal 1961 al 1964 con la maglia della Molteni, dopo una brillante carriera tra i dilettanti, nel 1962 fu terzo al Giro di Lombardia, secondo alla Coppa Placci e al Giro del Trentino e quarto al Trofeo Baracchi.
Conclusa l’attività agonistica, continuò a vivere il ciclismo dall’altra parte della strada. Con la Nuova Baggio San Siro contribuì alla crescita di numerosi talenti, tra i quali Moreno Argentin, Pierangelo Bincoletto, Maurizio Bidinost, Roberto Bressan e Stefano Allocchio. Ricoprì inoltre incarichi di primo piano nella Federazione Ciclistica Italiana e fu presidente del Consiglio del Ciclismo Professionistico, mettendo esperienza, carattere e passione al servizio del movimento.
«Il mio ricordo di Alcide è prima di tutto personale – afferma il presidente FCI Cordiano Dagnoni –. Ho avuto la fortuna di correre un anno nel suo Club Italia San Siro (nella foto), insieme a molti dei migliori interpreti nazionali della pista di quel periodo. Da allora è rimasto un rapporto di amicizia, fondato sulla stima e sull’affetto, rafforzato da un legame che aveva con mio padre. Da presidente della Federazione sento l’obbligo di esprimere profonda gratitudine per quanto Alcide ha fatto per il ciclismo, mettendo a disposizione del nostro movimento passione, competenza ed esperienza».
«Ad Antonella, ai fratelli Milena, Raffaella e Riccardo, ai figli Massimo e Andrea, alle nuore Monica e Alessandra, ai nipoti Caroline e Alexander rivolgo, a nome mio e di tutto il movimento ciclistico italiano, le più sentite condoglianze e un affettuoso abbraccio».
