Gran Milano Bike Hub, il cicloturismo prova a fare sistema tra Milano, Brianza e Lodi

Quasi 50 itinerari per circa 2.000 chilometri e una rete di 80 operatori. Il progetto promosso dalla Camera di commercio punta a costruire una destinazione cicloturistica integrata attorno alla metropoli

Mettere insieme percorsi, servizi, strutture ricettive e operatori del territorio per trasformare Milano, Monza Brianza e Lodi in una destinazione cicloturistica riconoscibile. È questa la parte più interessante di Gran Milano Bike Hub, il progetto promosso dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi nell'ambito del programma Bike Economy e presentato nei giorni scorsi all'International Bike Festival di Misano Adriatico.

Più che il lancio di un nuovo portale, merita attenzione il tentativo di costruire un sistema. Gran Milano Bike Hub raccoglie infatti quasi 50 itinerari, per circa 2.000 chilometri, oltre 30 dei quali testati e personalizzati con il contributo di ambassador del cicloturismo. Alla rete aderiscono già circa 80 tra hotel, agriturismi, ristoranti, noleggiatori e operatori, con proposte che vanno dalla bici da strada al gravel, dalla mountain bike alle e-bike.

È una prospettiva che riguarda direttamente anche il rapporto tra Milano e la bicicletta, tema tornato recentemente al centro dell'attenzione. Nell'intervista concessa ad Antonio Ruzzo per Il Giornale, il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni ha ricordato come la città abbia ancora molta strada da percorrere sul terreno della sicurezza e della qualità delle infrastrutture, sottolineando che «più che spot politici servono scelte razionali e coraggiose». Un principio che vale anche per la promozione cicloturistica: le iniziative sono tanto più utili quanto più riescono a essere concretamente e ciclisticamente valide, mettendo chi pedala nelle condizioni di trovare percorsi continui, servizi, accoglienza e informazioni affidabili.

Da questo punto di vista l'idea del Bike Hub prova a superare la semplice somma di singoli itinerari. Il progetto mette in relazione il tessuto urbano milanese con la Brianza e il Lodigiano, collegando destinazioni, strutture e servizi e proponendo anche direttrici di più ampio respiro, come la St. Moritz-Milano e la Cortina-Milano.

Del resto il rapporto tra Milano e il ciclismo ha radici profonde. Qui nacque nel 1894 il Touring Club Ciclistico Italiano, da piazzale Loreto partì nel 1909 il primo Giro d'Italia e il Velodromo Vigorelli resta uno dei luoghi simbolo della storia delle due ruote. A questa eredità si aggiunge un territorio più ampio, dai Navigli alle campagne del Lodigiano, dal Lambro ai borghi della Brianza, che può trovare proprio nella bicicletta uno strumento efficace di collegamento e conoscenza.

La sfida, adesso, sarà verificare sul campo la qualità e la continuità dei percorsi e la capacità della rete di crescere. Perché una destinazione cicloturistica non nasce con un marchio: nasce quando chi pedala trova davvero strade, servizi e accoglienza all'altezza del viaggio.

Gran Milano Bike Hub, il cicloturismo prova a fare sistema tra Milano, Brianza e Lodi

Quasi 50 itinerari per circa 2.000 chilometri e una rete di 80 operatori. Il progetto promosso dalla Camera di commercio punta a costruire una destinazione cicloturistica integrata attorno alla metropoli

Mettere insieme percorsi, servizi, strutture ricettive e operatori del territorio per trasformare Milano, Monza Brianza e Lodi in una destinazione cicloturistica riconoscibile. È questa la parte più interessante di Gran Milano Bike Hub, il progetto promosso dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi nell'ambito del programma Bike Economy e presentato nei giorni scorsi all'International Bike Festival di Misano Adriatico.

Più che il lancio di un nuovo portale, merita attenzione il tentativo di costruire un sistema. Gran Milano Bike Hub raccoglie infatti quasi 50 itinerari, per circa 2.000 chilometri, oltre 30 dei quali testati e personalizzati con il contributo di ambassador del cicloturismo. Alla rete aderiscono già circa 80 tra hotel, agriturismi, ristoranti, noleggiatori e operatori, con proposte che vanno dalla bici da strada al gravel, dalla mountain bike alle e-bike.

È una prospettiva che riguarda direttamente anche il rapporto tra Milano e la bicicletta, tema tornato recentemente al centro dell'attenzione. Nell'intervista concessa ad Antonio Ruzzo per Il Giornale, il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni ha ricordato come la città abbia ancora molta strada da percorrere sul terreno della sicurezza e della qualità delle infrastrutture, sottolineando che «più che spot politici servono scelte razionali e coraggiose». Un principio che vale anche per la promozione cicloturistica: le iniziative sono tanto più utili quanto più riescono a essere concretamente e ciclisticamente valide, mettendo chi pedala nelle condizioni di trovare percorsi continui, servizi, accoglienza e informazioni affidabili.

Da questo punto di vista l'idea del Bike Hub prova a superare la semplice somma di singoli itinerari. Il progetto mette in relazione il tessuto urbano milanese con la Brianza e il Lodigiano, collegando destinazioni, strutture e servizi e proponendo anche direttrici di più ampio respiro, come la St. Moritz-Milano e la Cortina-Milano.

Del resto il rapporto tra Milano e il ciclismo ha radici profonde. Qui nacque nel 1894 il Touring Club Ciclistico Italiano, da piazzale Loreto partì nel 1909 il primo Giro d'Italia e il Velodromo Vigorelli resta uno dei luoghi simbolo della storia delle due ruote. A questa eredità si aggiunge un territorio più ampio, dai Navigli alle campagne del Lodigiano, dal Lambro ai borghi della Brianza, che può trovare proprio nella bicicletta uno strumento efficace di collegamento e conoscenza.

La sfida, adesso, sarà verificare sul campo la qualità e la continuità dei percorsi e la capacità della rete di crescere. Perché una destinazione cicloturistica non nasce con un marchio: nasce quando chi pedala trova davvero strade, servizi e accoglienza all'altezza del viaggio.