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RICONOSCIMENTI: Gimondi premiato con il Trofeo Senza Fine del Giro d’Italia
Succede nella Hall of fame al suo grande rivale Eddy Merckx - "Questo trofeo lo dedico ai miei gregari di sempre"
Milano (16/3) - Felice Gimondi, campione degli anni Sessanta e Settanta e icona del marchio Bianchi, ha ricevuto a Milano il Trofeo Senza Fine, entrando nella Hall of fame del Giro d’Italia, venerdì 15 marzo. Il riconoscimento di RCS Sport è stato conferito a Gimondi nella Sala Montanelli, presso la sede del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport nel corso di una cerimonia moderata dal caporedattore centrale della Gazzetta dello Sport, Pier Bergonzi. Erano presenti: Vittorio Adorni, Italo Zilioli, Renzo Zanazzi, Claudio Corti, Massimo Ghirotto, Dino Zandegù, Marino Vigna, Gianluigi Stanga e il direttore della Gazzetta dello Sport, Andrea Monti.Il presidente del team MTB TX Active-Bianchi succede nell’albo d’oro a Eddy Merckx. Gimondi ha vinto il Giro d'Italia nel 1967, 1969 e 1976: a queste tre imprese è ispirato il nuovo video di avvicinamento all’edizione 2013 della Corsa Rosa.
“Anche stavolta sono arrivato dietro di lui” ha scherzato Gimondi. Poi ha aggiunto: “Sono davvero molto soddisfatto e sono ancora più contento perché ricevo questo bellissimo Trofeo in presenza dei miei gregari e compagni di avventura nel fantastico mondo del ciclismo. Ognuno di loro merita un pezzetto di questo trofeo: Vittorio, che mi ha accolto nella sua casa quando ancora ero un giovanissimo corridore, Italo, da cui ho imparato moltissimo ispirandomi alla sua umiltà e al suo modo di fare, Renzo, che mi ha insegnato ad andare forte in pista, Luigi, che ringrazio per la determinazione nel costruire e portare avanti la squadra, Claudio, che ammiro per la tenacia con cui ha portato avanti la sua carriera, Marino, che ho apprezzato soprattutto in questi ultimi anni per suoi modi gentili ed educati, Nerio, a cui faccio i complimenti per la bravura e la serietà, Dino, che, con la sua allegria ed esuberanza, ha rasserenato tante sere in giro per il mondo alle corse, infine Massimo, che considero davvero una spalla insostituibile nel portare avanti il progetto della squadra di mountain bike”.
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