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NOTIZIARIO ON LINE DELLA FEDERAZIONE CICLISTICA ITALIANA: TUTTI GLI ARGOMENTI
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30/01/2013
MONDIALI CICLOCROSS: Dopo oltre sessant’anni la prima volta negli Usa
30/01/2013
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30/01/2013 18.58.07
MONDIALI CICLOCROSS: Dopo oltre sessant’anni la prima volta negli Usa

I cinque titoli vinti da Renato Longo, i due ciascuno di Vito Di Tano e Daniele Pontoni, quelli di Enrico Franzoi (Under 23) e Davide Malacarne (Juniores) sono compresi nell’albo d’oro che si è aperto gradualmente alle diverse categorie

Da Parigi (1950) a Louisville (2013) il campionato del mondo di ciclocross è arrivato alla sua sessantatreesima edizione, la prima al di fuori dei confini del vecchio continente europeo. Dal 1950 al 1966 si assegnò un solo titolo e nei primi nove anni ci fu l’egemonia dei francesi con Jean Robic che aprì l’albo d’oro e lasciò la prosecuzione vincente ai suoi connazionali Roger Rondeaux (tre volte consecutive) e Andrè Dufraisse (cinque volte consecutive).
Fu il nostro Renato Longo ad interrompere la sequela di successi dei transalpini che possono essere considerati, di fatto, i pionieri di questa disciplina del ciclismo con il “criterium internazionale”, equivalente non ufficiale del campionato del mondo, che dal 1929 al 1949 si disputò a Parigi, la città che poi divenne, non a caso, la sede ufficiale della prima prova iridata.
Longo e il tedesco Rolf Wolfshohl ingaggiarono una sfida altalenante per sette anni consecutivi scambiandosi la maglia iridata (e le piazze d’onore). Il nostro splendido campione di Vittorio Veneto l’indossò per quattro volte e per tre volte la fece propria il suo degno antagonista, peraltro molto competitivo anche su strada, vincitore di corse importanti in linea ed a tappe.
In quel primo arco di tempo di diciassette anni l’Italia ospitò due volte la gara iridata a Crenna (1954) e Cavaria (1965). Amerigo Severini fu il primo italiano a salire sul podio mondiale, terzo nel 1955, poi secondo nel 1958 ed ancora terzo, al fianco dell’iridato Longo, nel 1959 e nel 1965. A sua volta Longo fu due volte secondo, nel 1961 e nel 1963, quindi in sette anni consecutivi soltanto una volta (nel 1960) il superlativo Longo non risulterà sul podio.
Nell’ultimo anno di questo primo ciclo a gara unica si affacciò sulla ribalta mondiale un certo Eric De Vlaeminck, che nel 1966 vinse il suo primo di sette titoli complessivi, record che resiste al trascorrere del tempo.
Nel 1967 a Zurigo fu introdotta una seconda gara con la distinzione fra la categoria dei dilettanti e quella dei professionisti. Longo vinse il suo quinto titolo (sarà poi terzo nel 1969) e il francese Michel Pelchat fu la prima maglia iridata tra i dilettanti.
Con questa formula si andò avanti per altri dodici anni, fino al 1978, periodo dominato dai belgi con i fratelli De Vlaeminck (Roger vinse un titolo tra i dilettanti ed uno tra i professionisti) e il dilettante Robert Vermeire (cinque titoli).
E si arriva nel 1979 a Saccolongo, in provincia di Padova, dove venne introdotta per la prima volta la categoria Juniores e lo spagnolo Jose’ Vijnandi s’impose sui suoi giovani colleghi. Lo svizzero Albert Zweifel (professionisti) e il ferroviere Vito Di Tano (dilettanti) completarono il quadro dei tre vincitori.
Questo assetto con tre gare nel programma ufficiale andrà avanti per oltre quindici stagioni e Di Tano coglierà il suo secondo titolo nel 1986 a Lonhout, in casa dei belgi. Il medagliere azzurro si arricchì poi con la medaglia di bronzo del trentino Cristian Bertotti nel 1989 a Pontchateau, in Francia. Conquistò quindi la scena mondiale il fuoriclasse friulano Daniele Pontoni il quale salì sul podio iridato per la prima volta a Gieten, in Olanda, terzo della categoria dilettanti. Lo stesso atleta l’anno successivo centrò l’obiettivo massimo a Leeds, in Inghilterra, per tornare di nuovo sul terzo gradino del podio tra la sua gente a Corva, nel 1993, ancora tra i dilettanti.
Per due stagioni, 1994 e 1995, si creò una situazione di transizione tornando a due sole gare con la conferma della categoria Juniores e l’unificazione, con la dizione “open”, delle categorie dilettanti e professionisti.
Con la riforma delle categorie emanate dall’Uci nel 1996 a Montreuil, nei pressi di Parigi, si torna alle tre gare con la categoria open che viene scissa in Elite ed Under 23.
L’olandese Adrie Van der Poel, dopo cinque secondi posti, regola in volata gli azzurri Pontoni e Luca Bramati. A sua volta il francese Miguel Martinez è il primo Under 23 a vestire la maglia iridata.
L’anno successivo Pontoni vince a Monaco, questa volta da Elite, il suo secondo titolo mondiale e Bramati è di nuovo medaglia di bronzo. In questa occasione il bottino della squadra azzurra viene impreziosito anche dal secondo posto dello Juniores Stefano Toffoletti che confermerà analogo piazzamento anche nella stagione successiva.
Arriviamo, finalmente, all’anno 2000 e l’inizio del nuovo secolo registra a St. Michielsgestel, in Olanda, l’inserimento nella rassegna iridata della categoria Elite donne con la tedesca Hanka Kupfernagel che vince il primo dei suoi quattro titoli.
Con questo definitivo assetto delle categorie il mondiale torna in Italia nell’anno 2003, a Monopoli, in Puglia, un chiaro omaggio al corregionale Vito Di Tano. Enrico Franzoi gratifica lo sforzo degli organizzatori conquistando la maglia iridata nella categoria Under 23 e due anni dopo sarà la volta dello Juniores David Malacarne ad iscrivere il suo nome nell’albo d’oro della categoria Juniores.
I piazzamenti più recenti sul podio di atleti azzurri fanno riferimento al terzo posto di Franzoi nella categoria Elite nel 2007 e l’analogo piazzamento di Cristian Cominelli nel 2008 a Treviso nella prova Under 23 vinta da Niels Albert.
Per quanto riguarda gli atleti della federazione ciclistica statunitense, nazione ospitante di questa eccezionale edizione del mondiale di ciclocross, il loro unico titolo fa riferimento all’edizione che si svolse nel 1999 a Poprad, in Slovacchia, dove vinse lo Juniores Matthew Kelly. Nella medesima occasione Tim Johnson ottenne la medaglia di bronzo della categoria Under 23.
Nel 2007 a Hooglese-Gits, in Belgio, arrivarono per gli Usa tre medaglie d’argento con Danny Summerhill (Juniores), Jonathan Page (Elite uomini) e Katherine Compton (Elite donne). La stessa Compton, vincitrice della recente classifica finale di Coppa del mondo colse una medaglia di bronzo nel 2009 a Hoogerheide, in Olanda, e di nuovo l’argento nel 2011 a St.Wendel, in Germania.
A Louisville i nostri azzurri cercheranno di migliorare il nostro medagliere storico per cogliere posizioni da podio con i tricolori Gioele Bertolini (Juniores), Eva Lechner (Elite donne) e Marco Aurelio Fontana (Elite uomini). Sono le nostre tre punte, vittoriosi nel campionato italiano di Vittorio Veneto e nella recente edizione del Gp Guerciotti al’Idroscalo di Milano dove hanno confermato le loro ottime condizioni di forma.
Meritano stima e considerazione anche gli altri azzurri del direttore tecnico Fausto Scotti, specialmente Enrico Franzoi, che potrebbe mettere a frutto la sua classe e l’esperienza acquisita in campo internazionale come evidenzia il suo nutrito palmares di specialista del fuoristrada.

Alfredo Vittorini


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