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29/12/2009 12.23.15
FESTE E PREMI: All’insegna della solidarietà l’incontro annuale del ciclismo barese con il Presidente Fci Renato Di Rocco e Maurizio Fondriest

E’ stata una serata da incorniciare per il ciclismo barese, quella del 19 dicembre . La sala consiliare del comune di Bitonto è stato un piccolo prologo e l’inizio della marcia d’avvicinamento al Giro d’Italia, la sontuosa kermesse, che vedrà Bitonto sede di tappa il 18 maggio dell’anno prossimo. In attesa di un evento così epocale, s’è svolta infatti nella sala consiliare di Palazzo di Città la festa provinciale del ciclismo. Dinanzi agli spalti gremiti da bimbi variopinti appartenenti alle diverse società che sono state premiate per i meriti maturati nella stagione e nei decenni, hanno reso omaggio alla città dell’olio i massimi quadri federali, che il presidente provinciale, Pasquale De Palma, ha prontamente ringraziato. Il padrone di casa, il sindaco Raffaele Valla, ha rimarcato l’importanza dello sport, “valore imprescindibile per migliorare la qualità della vita di tutta la comunità”. “Il finanziamento provinciale ci permetterà di costruire un ciclodromo e d’iniziare così il grande progetto della cittadella dello sport”, ha promesso il primo cittadino.
Il presidente della Federciclismo e vice dell’Uci, Renato Di Rocco, ha posto l’accento sugli spazi urbani protetti, “indispensabili per una migliore vivibilità cittadina e per un futuro più ecosostenibile”. “Non avete idea del profumo che porta con sé la carovana rosa”, ha detto ai bitontini che non vedono l’ora d’assaporare quella magica atmosfera.
Il due volte campione del mondo di ciclocross, Vito Di Tano, ha ricordato i suoi fieri duelli con i fratelli Marinelli, quando veniva a gareggiare qui tra gli anni Settanta e Ottanta.
Il professionista Domenico Pozzovivo ha manifestato la sua gioia nel sapere che una tappa della Corsa più importante d’Italia sarà a Bitonto: “essendo lucano, ogni tanto fa bene passare dalle parti di casa”.
Presentato dall’effervescente Tommaso Depalma, vicepresidente regionale, è arrivato l’ex campione del mondo Maurizio Fondriest. Il talento trentino ha parlato del suo personale pellegrinaggio dello scorso anno, durante il quale ha percorso tutto lo Stivale, incontrando altri assi della pedivella e raccogliendo danari in beneficenza consegnati al traguardo, cioè in Vaticano.
C’era un evento speciale che ha giustificato il tour de force del presidente Di Rocco, infatti il comitato provinciale di Bari della FCI ha distribuito oltre 2000 braccialetti rosa AbruzziAMO, continuando l’opera iniziata durante l’ultimo Giro d’Italia. Il ricavato di circa 2.800,00 euro sono stati donati all’Adrigesta Onlus, che si sta occupando della ricostruzione del centro di Tipizzazione Tissituale dell’Ospedale dell’Aquila, per tornare a raccogliere, catalogare e rendere fruibile il midollo osseo dei donatori di Abruzzo e Molise. L’assegnone consegnato nelle mani di Di Rocco, Fondriest e il presidente pugliese Bianco (nella foto) testimonia la particolarità di un comitato attento anche a chi è in difficoltà, capace di avere uno sguardo oltre la quotidianità ciclistica. Sia il campione trentino che il presidente federale hanno ribadito che “la solidarietà è fondamentale se non vogliamo vivere chiusi nell’isolamento del nostro individualismo. Fare ciclismo significa soprattutto diventare uomini, non necessariamente campioni”.
Al termine dell’incontro, mentre sugli schermi scorrevano le immagini dell’attività variegata e meritoria – perché sempre con lo sguardo rivolto al sociale –, sono state premiate dal segretario particolare del sindaco ed ex alto dirigente della Federazione ciclistica, Mimì Pantaleo, e dall’attuale capo regionale, Totò Bianco, tante nuove speranze e qualche vecchia gloria della bici della terra di Bari.
Infine, ha chiuso il presidente regionale Bianco, rimarcando la bontà del lavoro di una regione che pur con una crescita a macchia di leopardo, può legittimamente considerarsi fra le prime dieci in ambito nazionale per attività e numero di iscritti e sulla solidarietà non è seconda a nessuno.
Dunque, a questo punto, non ci resta che augurare un buon anno a tutti, magari in sella a una qualsiasi bicicletta.

Pino Marzano

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