Numerose città europee
(Amsterdam, Barcellona, Brema, Copenaghen,
Edimburgo, Ferrara, Graz, Strasburgo ecc.) ci danno
la dimostrazione ogni giorno che la riduzione
nell’uso individuale della macchina è un obiettivo
non solo auspicabile ma anche ragionevole.
In queste città vengono applicate
alcune misure a favore dei trasporti pubblici e
dell’uso condiviso tra macchine e biciclette, ma
anche misure che cercano di limitare l’uso
individuale della macchina all’interno del
centro-città.
Queste iniziative non portano
pregiudizio alla crescita economica delle città o
all’accessibilità dei loro centri commerciali,
perché si è compreso che l’uso sfrenato
dell’automobile per gli spostamenti individuali non
riesce più a garantire la mobilità della
collettività.
Il loro approccio s’inserisce
perfettamente nel quadro d’accordi internazionali
dell’Unione europea nel campo della riduzione delle
emissioni di gas con effetto serra e della
legislazione europea sulla qualità dell’aria.
In relazione a quest’ultima,
piani locali di gestione e di miglioramento della
qualità dell’aria urbana devono essere attuati e i
cittadini devono essere informati in caso
d’inquinamento rilevante, come già succede da
diversi anni per quello da ozono.
Il modo in cui le città (e di
conseguenza le grandi aziende) organizzano il loro
sistema di trasporti sarà al centro delle
preoccupazioni negli anni a venire e ciò, tanto più,
in considerazione del fatto che la Commissione dovrà
pubblicare ogni anno la lista delle zone e
agglomerati dove l’aria non raggiunge parametri
qualitativi accettabili.
È in questa situazione che ho
preso l’iniziativa, senza dubbio non abituale, di
indirizzarmi direttamente a voi, responsabili
politici delle città di medie o grandi dimensioni
dell’Unione europea
.Il manuale «Città in bicicletta,
pedalando verso l’avvenire» che voi avete sotto gli
occhi parte dalla constatazione che il peggiore
nemico della bicicletta in città non sono le
macchine, ma i pregiudizi.
Il manuale corregge dunque
qualche idea preconcetta sulla bicicletta intesa
come abituale mezzo di trasporto nel centro urbano.
Esso vi suggerisce nello stesso
tempo qualche azione semplice, poco costosa, quasi
immediata e probabilmente popolare.
Il compito è certo ambizioso, ma
l’essenziale è fare il primo passo, poiché è certo
che il ricorso alla bicicletta appartiene alla
scelta di ciascuno; è, d’altro canto, essenziale
avviare il processo dinamico per il quale la vostra
città rafforzerà le iniziative e osservare le
abitudini di alcuni dei vostri concittadini in
favore di un ambiente urbano più sano.
La Commissione europea, in
qualità di datore di lavoro, prosegue i suoi sforzi
al fine di ridurre l’impatto delle sue attività
sull’ambiente urbano di Bruxelles
.Nel 1998, si è vista attribuire
dalle associazioni cicliste di Bruxelles il premio
del «Parcheggio d’oro» distinguendosi come
l’istituzione che ha più favorito i suoi impiegati
nell’uso della bicicletta.
Spero che questo manuale vi
risulti gradito e vi incoraggi ad attuare, senza
attendere, le sue principali raccomandazioni sempre
che, beninteso, sia ancora necessario farlo nelle
vostre città.