Un secolo di sport di AC Marcianese, ASD Giuseppe Cei e US Libertas 1911

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I Pionieri Del Ciclismop

10/03/2011 - Quest'anno tre società sportive festeggiano un secolo di vita: la U.S. Libertas 1911, la A.C. Marcianese e la ASD Giuseppe Cei. Un po' di storia e il calendario dei festeggiamenti.

C’è un legame tra il ciclismo e Giuseppe Cei, pioniere del volo e pilota, uno dei pochi italiani alla cui morte fu dichiarato lutto nazionale in Francia; i suoi funerali bloccarono una Parigi già metropoli con circa 3 milioni di abitanti. E’ un legame sottile, antico ma al contempo forte e moderno.
Per capirlo bisogna tornare al 1911, anno della scomparsa di Giuseppe Cei, nato a Cascina, in provincia di Pisa nel 1889. In quel 1911, cento anni fa esatti, la bicicletta e l’aereo (insieme alla ferrovia) rappresentavano il futuro: speranza di un mondo migliore, libertà di movimento, possibilità per l’uomo di accorciare le distanze e aumentare le possibilità di conquista.
La bicicletta assunse la sua forma finale attorno al 1885, l’aereo nel 1903. I primi anni del 1900 furono un susseguirsi di innovazioni tecnologiche ed imprese alla ricerca della perfezione e della velocità. Si cercava il limite, da valicare.
Erano gli anni delle imprese eroiche in bicicletta e delle grandi corse a tappe. Il Tour era una realtà già da 8 anni, il Giro da 3, la Parigi Roubaix era quasi maggiorenne. L’uomo si domandava se si potesse unire insieme la forza propulsiva della bici con le conoscenze dell’aviazione e realizzare un mezzo in grado di volare con la forza dei pedali.
In questo fervore di ingenuo ottimismo, crebbe e compì le sue imprese Giuseppe Cei. Il 1º gennaio 1911 conseguì il brevetto dell'Aeroclub a Parigi, la sua licenza di volo era la n° 35 bis. In quello stesso anno volò nei cieli di Parigi ad un'altezza di circa 1800 metri, con il suo biplano "Farman". Riuscì a stupire i parigini volando a spirale intorno alla Torre Eiffel, atterrando con un "vol planè" a motore spento. Si racconta che il presidente francese Armand Fallières lo abbia definito "Le roi de l'air", stupito dopo averlo visto passare con il suo Farman sotto i ponti della Senna.
Morì il 28 marzo 1911 durante un volo in condizioni meteorologiche sfavorevoli schiantandosi col suo biplano Caudron presso l'isola di Rothschild a Puteaux. Tanto fu il clamore che, come ricordato, i funerali si tennero in una Parigi in lutto e la Francia si fermò. In Toscana, nella sua terra, in quei giorni nasceva una società sportiva che decise di dedicare il nome all’eroe scomparso. Quella società sportiva quest’anno festeggia i 100 anni di vita, attualmente porta il nome di ASD Giuseppe Cei ed ha contribuito a rendere immortale il nome dell’aviatore, anche grazie alla realizzazione, da oltre 60 anni, di una delle gare più importanti del calendario giovanile, la Coppa Cei.
Ma il destino di Giuseppe Cei, cascinese doc, si intreccia anche con un’altra società che compie nel 2011 cento anni, l’AC Marcianese, che prende il nome dalla località Marcianella dove si trova la Chiesa di San Miniato, sede di alcune delle manifestazioni in programma quest’anno per ricordare l’importante traguardo. Una società che nonostante i 100 anni ha ancora voglia di guardare al futuro, come testimonia anche il fatto che il gruppo di facebook sorto qualche mese fa è già forte di oltre 40 contatti. La voglia di festeggiare non manca e nel calendario della Marcianese presentato ufficialmente presso il Centro “Peppino Impastato” a Cascina il 26 febbraio dal neo presidente Sergio Casarosa, troviamo diverse iniziative a cui daranno un importante contributo un gran numero di volontari, a conferma del motto “solidarietà, unione amicizia”. Ad aprile, per cominciare, si terrà la 5^ edizione della Pisa-Livorno per juniores, organizzata grazie alla collaborazione delle due amministrazioni provinciali e dei comuni delle due città. Dal 29 aprile al 1 maggio il 2° Giro delle Province Toscane - Memorial Franco Ballerini sempre per juniores, con una maglia speciale per il leader della corsa con i colori della pace. Durante la competizione, grazie all’intervento di un pullman dei Vigili del fuoco sarà presente un “camion cucina” che fornirà centinaia di pasti e grazie al quale verrà allestito un festoso villaggio in tutte le località che ospiteranno le tappe. All’inizio di giugno sono previsti tre giorni di festa per il millesimo del Chiesino di San Miniato, quindi seguirà il pellegrinaggio di una ventina di ciclisti fino a Roma, in Piazza S. Pietro, ricevuti in udienza dal Santo Padre, che riceverà in dono una maglia speciale del Centenario dell’A.C. Marcianese 1911. Il 25 giugno si terrà infine la grande serata di gala per i 100 anni della società.
Di tutt’altro tenore la storia e le iniziative che festeggeranno i cento anni della US Libertas 1911. In occasione della presentazione alla stampa del libro, che ripercorre la storia della società, che si intreccia con la storia di questo sport nel capoluogo (Il ciclismo a Brescia – I primi 100 anni della Libertas 1911), Stefano Ferretti, attuale presidente della società, ha ricordato: “E’ una storia di sportivi, ma soprattutto di uomini…”. Già nel 1910 la “US Libertas 1911” gettava le proprie basi nel tessuto bresciano, trovando un primo nucleo aggregativo negli ambienti della tuttora in attività “Osteria del Frate” in via Musei a Brescia, e formalizzandosi in sodalizio strutturato l’anno seguente, anche con l’apporto di quei cento operai, fra i soci iniziali, in grado di rappresentarne il considerevole tessuto popolare. Una società affacciatesi alla storia nell’anno della guerra di Libia e che avrebbe superato, lungo il suo cammino, due guerre mondiali, distinguendosi sia in circuiti sportivi nazionali che internazionali.
Il libro “Il ciclismo a Brescia – I primi 100 anni della Libertas 1911”, fa esplicita menzione della storia di questa realtà dalla nascita fino ai giorni nostri, attraverso fotografie e testimonianze. La prima copia numerata è stata inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha inviato i suoi auguri per l’importante anniversario.