Rachele Barbieri

Ad Hong Kong conquista una vittoria da sprinter di razza, in una delle specialità più difficili: lo scratch. La bici? "Adoro la libertà che riesce a darmi"

Rachele Barbieri13nov

"Ma dove vai, bellezza in bicicletta?". Il percorso è segnato: l'obiettivo è Tokyo 2020. E per arrivarci, Rachele Barbieri pedala. Perché le piace: non è tanto il mezzo, ma il concetto di movimento sulla bici. La possibilità di poter sfogare le proprie energie, di capire qual è il proprio massimo e superarlo. "E' una libertà che solo la bici mi sa dare", ed è una libertà che quest'anno l'ha portata sul tetto del mondo e d'Europa.

Ad Hong Kong (tra le Elite) e ad Anadia (con le U23), è Rachele a salire sul gradino più alto del podio. E mentre in entrambi i Velodromi risuona l'inno di Mameli, la campionessa piange e ride allo stesso tempo. Perché le sue sono vittorie da sprinter di razza, in una delle specialità più difficili: lo scratch. “Perché non tutti possono andare a medaglia – spiega il CT azzurro Dino Salvoldi, all’ennesimo trionfo -. E lo testimonia l’ordine d’arrivo dietro a Rachele, da incorniciare, con campioni olimpici e mondiali lasciati alle spalle. Rachele ha una grande abilità nella guida della bici, non ha paura di niente ed è una spugna: ascolta tutto e ha una volata bellissima. A 20 anni ha ancora tanti margini di miglioramento". Nel frattempo, tanto per gradire, si è portata a casa anche un bronzo europeo nel Madison (U23)...

MEDAGLIA D'ORO

Campionato del Mondo Pista (Hong Kong) - Scratch
Campionato Europeo Under 23 (Anadia) - Scratch

MEDAGLIA DI BRONZO

Campionato Europeo Under 23 (Anadia) - Madison

Qui la sezione con tutti gli atleti premiati quest'anno.