Marino Vigna: oro nel quartetto dell'inseguimento su pista alle Olimpiadi di Roma '60.

Storia & Storie - Personaggi.

Marino Vigna nasce a Milano il 6 novembre 1938, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma del 1960 nell’inseguimento a squadre in compagnia di Luigi Arienti, Franco Testa e Mario Vallotto. Professionista dal 1961 al 1967; in quegli anni si aggiudicò la 14^ tappa nel Giro d’Italia del 1963 (Saint Vincent-Cremona), la Tre Valli Varesine e la 2^tappa nel Tour de Romandie (Losanna) del 1964, il Trofeo Laigueglia del 1965 e la Milano-Torino del 1966; come dice lui: “Non vinsi molto, ma vinsi bene”.

Stradista e specialista della pista, assiduo frequentatore del Vigorelli, fu l’ultimo ad essere inserito nel quartetto imponendosi a suon di risultati nell’approssimarsi all’appuntamento olimpico, tra cui il titolo italiano dell’inseguimento a squadre.

La sera del 29 Agosto 1960 in semifinale contro l’URSS stabilirono il record olimpico con 4’30”90, per battere successivamente in finale la Germania: un’indecisione in partenza costrinse il quartetto azzurro a un’entusiasmante recupero portato a compimento da Franco Testa con una strepitosa tirata di un giro intero; poi tutti e quattro furono straordinari fino in fondo. Al termine di quello stesso anno, ancora nella categoria dilettanti, sorprese i tecnici per la vittoria nel Trofeo Baracchi dove, in coppia con Fezzardi, ottenne un tempo migliore dei professionisti Ronchini e Venturelli. Se consideriamo la vittoria nel Trofeo Laigueglia del ’65, conseguita ventiquattro ore dopo aver concluso la 6 Giorni di Milano, possiamo annoverare Marino Vigna tra i pionieri della multidisciplinarità.

Sceso di bicicletta salì immediatamente su una importante ammiraglia: la Faema con Merckx e Adorni. Nonostante fosse più giovane di qualche suo atleta dimostrò una grande capacità di gestione della squadra, in quegli anni vinse di tutto: Giro d’Italia, Tour De France, Campionato del Mondo e Classiche.

“Ho insegnato a Merckx ad andare... piano “.

Sembra un eufemismo o una battuta di spirito, ma, chi ha vissuto quegli anni, ricorda chiaramente un cambiamento nella gestione delle gare a tappe da parte del campione belga: prima dell’incontro con Vigna ogni tappa era una corsa in linea, dopo imparò anche a risparmiare le energie, per affrontare i momenti cruciali della gara che sarebbero stati determinanti in funzione del risultato finale.

A quell’esperienza seguì negli anni dal 1976 al 1980 il rapporto di collaborazione con la Federazione Ciclistica Italiana come Commissario Tecnico dei Pistards e successivamente con Alfredo Martini sull’ammiraglia della Nazionale; il suo curriculum viene poi arricchito dalle nomine nella Commissione Tecnica Federale e nella Lega Professionisti dove tutt’ora ricopre l’incarico di Presidente della Commissione Tecnica.

Una stazione della Metropolitana di Milano è stata intitolata a Marino Vigna, la fermata Romolo, forse in ricordo dell’alloro Olimpico di Roma.