"Lo Zanzi, il Binda e altre storie su due ruote" scritti di Piero Chiara

Proposte culturali

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16/05/2014 - E' uscita in questi giorni una raccolta di articoli che il grande maestro luinese della prosa novecentesca ha dedicato nella sua carriera alle amate due ruote, a cura di Alberto Brambilla.

Ci sono passi, in “Lo Zanzi, il Binda e altre storie su due ruote” (Nomos Edizioni, pagg. 75, € 9,90) al limite della poesia, che riescono a raccontare un mondo in poche parole.
“Come sia potuta sfuggire l’invenzione della bicicletta a Leonardo da Vinci, si spiega soltanto col carattere aristocratico dell’ingegno leonardesco, inteso alla costruzione delle grandi macchine… l’idea di un mezzo di spostamento veloce per lavoratori, contadini, fattorini e altra minuta gente, non allettò il suo cervello…”. Oppure, continua Piero Chiara nella sua personale storia della bicicletta: “Veicolo popolare, la bicicletta diede vita al più popolare di tutti gli sports: il ciclismo, che ha dimostrato una capacità di sopravvivenza davvero straordinaria. La pittura populista, della bicicletta fece addirittura un suo tema, rappresentandola come segno di fatica, simbolo del lavoro e della mortificazione di classe…grande impiego pare che abbia in Cina, dove costituisce una tappa della rivoluzione popolare (Chiara scrive nel 1970 circa) e una conquista sulla strada del benessere, come nei cosiddetti paesi “terzi”, che si avviano anche loro in bicicletta verso l’avvenire.”
Parlando del Giro, poi, Chiara scrive: “Nessuna iniziativa di genere sportivo, didattico, commerciale o pubblicitario ha il carattere squisitamente turistico che il Giro d’Italia ha assunto fin dalla sua prima edizione, nel lontano 1909… Anche quest’anno il Giro ridisegna l’Italia, ingenuamente, come potrebbe farlo un bambino, senza sapere nulla di droga, di mafia o di camorra, fidente nell’entusiasmo popolare per ogni bella impresa...”.
Nel volume sono raccolti i testi più interessanti e curiosi di Piero Chiara, grande maestro lombardo della prosa novecentesca, apparsi su diverse testate giornalistiche e dedicati alla nascita del ciclismo e al fascino del Giro, per il quale Chiara visse una singolare esperienza di commentatore televisivo nel 1968. Fu in quell’occasione che nacque il mito e la storia dello “Zanzi”, che non anticipiamo, per non togliere il gusto al lettore di scoprirlo.
Il libro è stato redatto grazie alla cura di Aberto Brambilla autore che si occupa da tempo, e a diversi livelli, del rapporto tra sport e cultura. Rappresenta un agile volume che ripercorre sinteticamente la storia d’Italia, della cultura popolare e del nostro sport, riconsegnandoci un autore di cui si era persa la memoria e un modo di raccontare fatti di sport che, sulla scia dei grandi e immaginifici cantori, solo il ciclismo è stato in grado ispirare.
Antonio Ungaro