Jenny Narcisi

"Il ciclismo mi ha salvato la vita. Mi sentivo una povera sfortuna nata sotto una cattiva stella. Bisogna crederci nelle cose: prima o poi la perseveranza, il lavoro duro e l'impegno pagano in qualche modo"

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"Bisogna crederci nelle cose. Prima o poi la perseveranza, il lavoro duro e l'impegno pagano in qualche modo. Dobbiamo solo dare il tempo al tempo. Sono veramente molto felice di questo podio". Sono queste le prime parole di Jenny Narcisi, l’atleta di origine calabrese ma umbra di adozione,subito dopo aver conquistato la seconda piazza nella gara su strada (categoria WH3) nei Campionati del Mondo di Ciclismo Paralimpico in Sudafrica. Un risultato straordinario, raggiunto dopo anni di sofferenza, isolamento e tanto sacrificio. Jenny è nata affetta da macrosomia, una patologia che evidenzia una differenza di volume tra gli arti inferiori ed il blocco meccanico della caviglia, sia in estensione che laterale.

"Ho vissuto questa cosa molto male da piccola, soprattutto quando ho sviluppato la consapevolezza di avere qualcosa che non andava, una gamba diversa dall’altra ma soprattutto diversa da quelle delle altre bambine. Mi sentivo una povera sfortuna nata sotto una cattiva stella. Faticai ad accettare questa condizione e finii per isolarmi dagli altri, temendo il primo impatto con qualsiasi persona conoscessi. Ho vissuto questo stato di malessere fino all’adolescenza: è lì che ho raggiunto l’apice".

Ma come accade nelle più belle storie d'amore, è stata salvata da qualcosa che ha dato una svolta positiva alla sua vita: il ciclismo. "Questo sport mi ha aiutato a superare tutto: con il tempo e gli allenamenti sempre più intensi sono così riuscita a superare il mio limite mentale, un disagio che mi faceva sentire diversa, sfortunata ed inferiore, ma soprattutto ho sviluppato una voglia di superare tutto ciò con caparbietà, una voglia di andare oltre che prima non avevo. Pensavo che sarei finita a vivere nascosta dal mondo, ma grazie al ciclismo ho imparato a stare tra le gente mostrando le mie gambe senza vergogna". Ha lottato, ha studiato, ha capito: ha intrapreso un viaggio che, ad oggi, l'ha portata a vincere tante medaglie. Ed è soltanto l'inizio...

MEDAGLIA D'ARGENTO

Campionato del Mondo Paraciclismo (Pietermatitzburgh) - Prova in linea (WC4)